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Io e lei

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«Non so se mai ci incontreremo, io e la mia morte, ma ci rincorriamo da una vita

Occuparci della nostra nascita per noi è impossibile, il prima ci è sconosciuto. Ma di certo, da vivi, possiamo riflettere sulla nostra morte, anche se il poi ci è ignoto. Edoardo Boncinelli racconta di avere avuto consapevolezza della morte a cinque anni, mentre a Bologna nell’immediato dopoguerra, ospite di un centro profughi allestito alla meglio in una caserma, parlava con la mamma di persone che non c’erano più. Di colpo si rese conto che anche i nonni erano destinati ad andarsene, e pianse. Da allora la morte per lui è diventata un concetto acquisito, ma non angosciante. E proprio questo gli ha facilitato l’intensa meditazione che ci regala in questo libro. Da scienziato e pensatore profondamente libero e onesto qual è, Boncinelli ne indaga tutti gli aspetti e le possibili interpretazioni con una serenità di animo e una acutezza di analisi che restituiscono a questo evento la sua naturalità, privandolo delle sovrastrutture negative. Discute con argomentazioni lucide e stringenti le consolazioni della religione, dai miti delle origini al paradiso cristiano, alle credenze più diffuse. Esamina con passione e generosità divulgativa le risorse della scienza, fino a metterci a parte delle ultime ricerche della genetica e della biologia. Infine affronta l’autentico mistero dell’universo, la coscienza, nostra assoluta unicità, sintetizzando così il suo sentimento: «Verrà la morte e non chiuderò i miei occhi».

144 pages, Kindle Edition

Published May 4, 2017

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About the author

Edoardo Boncinelli

93 books21 followers
Scopritore di una famiglia di geni che controllano il corretto sviluppo corporeo nell'uomo, Edoardo Boncinelli è uno scienziato di fama internazionale, fisico di formazione, filosofo per vocazione, e letterato per passione.

Edoardo Boncinelli is full professor of Biology and Genetics at the University Vita-Salute in Milan. He has been Director of SISSA-ISAS International School for Advanced Studies in Trieste and Head of the Laboratory of Molecular Biology of Development at the Scientific Institute San Raffaele in Milan. A physicist by training, he worked in the field of genetics and molecular biology of higher animals and man, first in Naples, at the International Institute of Genetics and Biophysics (IIGB) of CNR, where he progressed through most of his scientific career, and subsequently in Milan. He is a member of Academia Europaea and EMBO, the European Molecular Biology Organisation, and a past-president of the Italian Society of Biophysics and Molecular Biology. In 2005 he received the EMBO Award for Communication in the Life Sciences.
His research interests, all revolving around embryonic development of Vertebrates, range from the very early determination of body axis to the formation and subdivision of the cerebral cortex. His personal interests have progressively drifted toward the study of mind and higher mental functions. He wrote some popular books on biology: "A caccia di geni" (Di Renzo Editore), "I nostri geni" (Einaudi) and "Il cervello, la mente e l'anima" (Mondadori). In 2000 he wrote “Le Forme della Vita” (Einaudi), and three debate-books with Umberto Galimberti (Einaudi), Aldo Carotenuto (Bompiani) and Umberto Bottazzini (Cortina). In 2001 he published "Prima lezione di biologia" (Laterza) and "Genoma: Il grande libro dell'uomo" (Mondadori); in 2002 "Io sono tu sei" (Mondadori); nel 2003 "Tempo delle cose, tempo della vita, tempo dell'anima" (Laterza); in 2004 "Il posto della scienza" (Mondadori). In 2005 he published "Verso l'immortalita'?" (Cortina) with Galeazzo Sciarretta, "Sani per scelta" (Corriere della Sera) and "Prodigi quotidiani" (Boroli). In 2006 "L'anima della tecnica" (Rizzoli), "La magia della scienza" (Archinto) and "Idee per diventare genetista" (Zanichelli). In 2007 "Il male" (Mondadori). In 2008 "L'etica della vita" (Rizzoli) and "Dialogo su etica e scienza" with Emanuele Severino (Editrice San Raffaele). Currently a columnist for Le Scienze, the italian edition of Scientific American, and Il Corriere della Sera.

Edoardo Boncinelli has significantly contributed to our understanding of biological mechanisms of embryonic development in higher animals and man. In 1985, he was among the first to grasp the significance of the novel discoveries on the genetic control of drosophila development and to try and apply them to the study of human beings. His group identified and characterised a gene family, the 39 HOX homeogenes, controlling the correct development of the trunk, from neck to tail. These findings are recognised as landmarks of the biology of this time, if not of everytime. From 1991, he undertook the study of the developing brain and cerebral cortex, identifying a couple of additional homeogene families playing a major role in the underlying processes, in health and disease.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Svalbard.
1,141 reviews66 followers
December 15, 2020

Irritante

Non conoscevo Mario Boncinelli, ho scoperto la sua esistenza grazie alla recensione di un altro libro – non questo – e essendomi invece venuto questo tra le mani ho deciso di leggerlo, visto l’argomento che mi interessa parecchio.

Beninteso, non è che Boncinelli non dica cose interessanti. Non è che non sia preparato sugli argomenti di cui parla. Ma ho trovato il tono generale del volume piuttosto irritante.
Per cominciare, della morte si parla, ma non in maniera estesa ed approfondita come mi sarei immaginato. Siamo d’accordo che la morte è un mistero, e che quindi, dal punto di vista oggettivo, non si possa poi dire molto, se non che coincide con l’assenza di vita e con la perdita di identità. Ma buona parte del libro è un’invettiva contro la religione venditrice di false illusioni, promesse di vita eterna, dimensioni collettive utili a sentirsi meno soli e a fare di una falsità una verità condivisa, e falsità di riscontri ottenuti in cambio di preghiere che, se funzionano, funzionano come un placebo. Gli argomenti sono anche validi, ma, Boncinelli come anche Richard Dawkins per religione intende sostanzialmente quella cristiano-cattolica, senza porsi il dubbio che altre religioni, per altre vie, spesso molto soggettive e molto poco rivelate (prima fra tutte il buddismo) sono riuscite a farsi delle domande e darsi delle risposte piuttosto profonde sulla morte e sul senso dell’essere e del non essere. Oggi, prendersela con gli aspetti più beceri della tradizione giudaico-cristiana, a cominciare dalla Genesi, dall’età dell’universo, dalla personalità del Dio vendicatore e condottiero, risulta un po’ come essere capaci di cogliere solo facili evidenze - le stesse di cui, va detto, sono in tanti a nutrirsi non avendo accesso a sistemi più “alti” – senza riuscire a cogliere messaggi più sottili. Altra baggianata, a margine, è considerare la psicoterapia – quale? – una pseudoscienza, quando poi in altre parti del volume si riflette molto su concetti come io e coscienza, ma riconosco che questo punto sia stato toccato solo in maniera molto marginale, quindi posso anche aver capito male.

Questa è la maggior parte del libro. Nelle ultime decine di pagine le cose vanno un po’ meglio, quando Boncinelli riflette sull’essenza della vita e sul suo significato, sul senso di identità e di coscienza, sui tre costituenti della vita che sono materia, energia e informazione. Dà comunque molto credito al secondo principio di termodinamica, in merito alla validità del quale, in qualsiasi luogo e momento dell’universo, la fisica più avanzata comincia a nutrire qualche dubbio. Interessante invece l’idea che la vita sia una sorta di “piccolo scandalo nell’universo” (parole sue) in quanto si oppone alla generale dispersione di energia e di informazione che sembrerebbe essere la cifra primaria dell’universo stesso. Ancora di più: “Per sua natura la vita è, insomma, una scommessa, una corsa e una lotta; è una violazione continua di quello che piacerebbe all’universo, che sarebbe appunto riposare e poltrire. Dietro ogni minuto di ogni nostra giornata c’è una grandissima fatica, e questa grandissima fatica deve essere continuamente controllata. Il segreto della vita è proprio il controllo: non potendo aspettarci che le cose si mantengano costanti nel tempo, né che un’azione una volta impostata vada avanti a lungo come ci piacerebbe, il metodo migliore per risolvere i problemi di organizzazione è quello di aggiustare continuamente il tiro, cioè controllare di continuo.” Insomma, la mia personale mania del controllo sembrerebbe essere insomma una tendenza biologicamente naturale…
Un libro che mi ha disturbato parecchio leggere. Ma voglio dare all’autore qualche altra possibilità.
Profile Image for Davide.
5 reviews3 followers
September 21, 2019
Interessante, l’autore scrive le sue riflessioni su molti temi, ma si parla poco o nulla della morte
Profile Image for Andrea Benecchi.
43 reviews10 followers
April 18, 2021
bello l'inizio e il capitolo finale. il resto va un po' qua e là senza chiari legami al tema principale del libro.
Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books57 followers
August 11, 2017
L'autore di questo libro ha fede nell'uomo e nella scienza, ma non confida in entità metafisiche o in qualcosa che vada oltre l'appuntamento biologico della morte, inevitabile per tutti. E lui lo sa. Ma la "morte", lui, la deve temere davvero, se le ha dato la maiuscola e a se stesso, "io", la minuscola. Parlare di un argomento del genere in tempo di vacanza, con il caldo e con il fuoco che ci circonda, non è affatto piacevole. Ma a me, non mi da fastidio, anzi.

Qualche settimana fa mi è arrivato un altro libro su questo argomento. Un libro "contro" la morte, scritto da Elias Canetti. Non me ne sono ancora occupato. Lo farò appena possibile. Questo di Boncinelli, arrivato dopo, ha attirato la mia attenzione. Ad una certa età ho scoperto che l'argomento si fa sempre più caldo. Boncinelli scrive che non gli interessa tanto la morte quanto la vita. Su questo fenomeno chiamato vita egli sostiene che la religione, tutte le religioni, giocano sporco, nel senso che ci speculano sopra, cercando di darci una risposta. Arriva addirittura a sostenere che la morte non esiste, non appartiene alla coscienza che ognuno di noi possiede.

Possiamo avere coscienza della morte degli altri, ma non di quella nostra. La ragione va trovata nel fatto che noi viviamo in un continuo presente, come sosteneva Sant'Agostino. Possiamo confrontarci con la morte degli altri ma non con quella nostra. Se viviamo il presente del passato, il presente del presente, il presente del futuro, quando viene a mancare il presente del presente, cioè la nostra morte, non potremo mai viverla, lei non potrà mai conquistarci, soltanto quando "capita", attesa o disatttesa.

"La mia morte non esiste", egli scrive. Il vero miracolo è la vita", arriva a dire in una intervista sul libro. Pericoloso chiedersi cosa siano le nostre vite. "Corpi materiali limitati nel tempo e nello spazio, capaci di metabolizzare soctanze chimiche, di creare, svilupparsi, riprodursi, evolvere, fino a quando l'ambiente circostante glielo permette. Perchè abbiamo una scadenza. L'invecchiamento può essere rallentato, ma non può perere la sua intrinseca, ontologica motivazione biologica. Invecchiamo perchè alla natura, cioè alla selezione naturale, non interessa ciò che ci succede dopo l'età riproduttiva. La natura ci abbandona: accada ciò che deve accadere ... Per lei siamo finiti fuori produzione. Da questo momento possiamo affermare che gli esseri viventi, in quanto tali, sono una specie di scandalo nell'uinverso, una sorta di bestemmia scientifica. La vita è al tempo stesso una scommessa, una corsa e una lotta.

Perchè per dirla con Giacomo Leopardi la natura non ci ama. Perchè siamo degli intrusi ... Più che spaventarci della morte, dovremmo piuttosto meravigliarci per la vita: che non è la normalità, è lo straordinario. Insomma, in fondo è un miracolo se siamo vivi, creaure che pur essendo la quintessenza della polvere riescono a dire con William Shakespeare: "Potrei essere confinato in un guscio di noce ..."

Quando Amleto si pone la domanda dell'essere o non essere, secondo Boncinelli siamo arrivati al punto, all'autentico mistero dell'universo. Non la morte, ma neppure la vita. Bensì la "coscienza"... Ogni essere vivente degli ultimi quattro cinque miliardi di anni è morto, nessuno è mai sfuggito a questo destino ... Non importa tanto sapere che di deve morire, quanto avere la contezza della vita.
Nella mia mente la morte non c'è, mentre c'è tanta vita ... Memento mori ... ricordati che devi morire, ma intanto vivi la vita".

Fin qui l'intervista su di un libro importante, interessante e provocatorio. Che dire? Nella mia pochezza intellettuale penso di poter dire che all'autore sfugge l'idea del progetto di insieme che sostiene il tutto. Intendo dire: a che serve la "coscienza" che lui riconosce ad ogni uomo se non lo riporta al "tutto", al "mistero" del "tutto"? Io penso che la vita sia un "progetto"che ogni essere umano deve portare a termine e consegnare nelle mani del vero Architetto, questo sì con la la maiuscola! Sarà lui a dare il "senso" al mistero del "tutto", natura compresa.
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