Alberto e Dario sono ladruncoli, ragazzi difficili che sarebbero piaciuti a Pier Paolo Pasolini. Da una villa lussuosa i due rubano un reperto di valore, la statua di Ecate, una delle divinità più misteriose della iconografia greca, traghettatrice delle anime degli uomini nel regno dei morti. Il giorno dopo il colpo, accanto ai piedistallo vuoto, c'è il cadavere di uno sconosciuto. Chi è e perché è stato ammazzato? Del caso si occupa il commissario Nebbio, poliziotto sadico e corrotto. Attori e vittime di un gioco più grande di loro, Alberto e Dario chiedono aiuto a un miliziano solitario e dal passato in chiaroscuro, Mario Sforza, che s'impegna a tirarli fuori dai guai. Innanzitutto bisogna dar conto a Messala, ricco proprietario di un albergo, committente del furto. Ha agito per sé o per altri? E che fine ha fatto la statua? Il triplice aspetto della dea - una donna giovane, una adulta e una anziana - è un'allegoria dei modi con i quali l'uomo, nelle diverse età, riconosce e affronta la propria fine. Analogamente i protagonisti del romanzo sfideranno le tre facce della morte e saranno guidati da Ecate verso il loro inevitabile destino. Stile asciutto e diretto, trama avvincente, personaggi ben caratterizzati sono gli ingredienti di un noir a tinte fosche che si svela al lettore solo nelle battute finali.
Vito Santoro è nato e vive a Trani. Dottore di ricerca in italianistica e critico cinematografico, collabora con la Facoltà di Lettere dell’Università di Bari. È autore di numerosi saggi, apparsi su riviste militanti e accademiche nazionali, dedicati ai gruppi intellettuali e alle testate letterarie degli anni Trenta (tra cui «Occidente», Campo di Marte» e «Corrente»); ai rapporti tra cinema e letteratura; ai caratteri e alle figure della narrativa italiana contemporanea (tra gli altri Calvino, Moravia, Pasolini, Sciascia, Bassani, Siti, Carlotto e Piazzese). Presso Palomar ha pubblicato il volume Letteratura e tempi moderni. Il lungo dibattito negli anni Trenta (2005).
Voto: 3 e mezzo « Quando Alberto e Dario accettano di rubare la Statua di Ecate - una delle divinità più enigmatiche e misteriose della cultura ellenica - presso l'imponente villa del Conte, uomo di spicco e spessore della società brindisina, mai si sarebbero aspettati di mettere in moto una serie imprevedibile di conseguenze, vendette e silenziose strategie capaci di mettere in pericolo ben più di una vita e mostrare tutte le maschere di ostinata giustizia e ipocrita superiorità. In I tre volti di Ecate tutti sembrano avere segreti da nascondere, eludere e sotterrare. Un gioco inafferrabile di potere e violenza, privo di umana morale e coscienza tale da spingere i protagonisti di ogni vicenda a prendere in mano la situazione e a risolvere nel modo peggiore... »
Con un titolo che è un elogio al classicismo greco e che rimanda alla mitologia, "I tre volti di Ecate" rappresentano il cardine, il perno, attorno al quale far ruotare l'intera storia. Le sue tre facce, che scrutano punti lontani e diversi che le altre non possono vedere, rappresentano le varie chiavi di lettura che possono essere date al romanzo, così come le differenti verità che ci vengono fornite nel corso della narrazione. Recensione completa sul blog: http://appuntidiunagiovanereader.blog...
Davvero un bel libro sono rimasto sorpreso dallo stile semplice ma diretto che non si perde in descrizioni inutili e arriva dritto al punto. Molto scorrevole si legge velocemente e non é per niente pesante, anche se il linguaggio utilizzato dai personaggi non rispecchia perfettamente l'ambiente in cui magari sono cresciuti lo trovo comunque un giallo avvincente pieno di colpi di scena che ti fa venir voglia di continuare