Ah, che pena!
Ho desiderato leggere il nuovo romanzo di Alice Basso per tantissimo tempo quest'anno. Ma tra un impegno di lavoro e un altro, ho sempre rimandato. Ai romanzi a cui tengo particolarmente voglio poter dedicare tutta la mia attenzione.
Poi finalmente sono iniziate le ferie.
Potrei dire che odio l'autrice e che la amo allo stesso tempo.
La odio perché arrivata all'ultima pagina ho esclamato a gran voce: "No, ma è finito? Ma sta scherzando? O porca trota, e adesso?" e la amo perché il terzo romanzo della serie dedicata a Vani Sarca, ghostwriter di professione e consulente di polizia per diletto e talento, è una storia gestita con intelligenza, dove la crescita e l'evoluzione dello stile dell'autrice e della protagonista vanno di pari passo.
Conobbi il primo romanzo della serie per caso, ormai un paio di anni fa. Lo acquistai in libreria, attirata dal titolo e dalla quarta di copertina.
Spesso dopo una scelta così, dettata dal caso e dal marketing, sopraggiunge la delusione per la storia. Invece Alice Basso è riuscita a conquistarmi, con la sua scrittura effervescente e ironica; e Vani Sarca, una protagonista assolutamente eclettica e fuori dagli schemi, è un personaggio difficile da ignorare. Ci sono molti aspetti di Vani in cui ogni lettrice onnivora o addetta al mondo editoriale si rivede.
I romanzi come questo sono i migliori, perché si ride molto e in alcuni momenti scappa pure una lacrimuccia; si fa il tifo per la protagonista e la si impara a conoscere passo dopo passo, svelando uno strato dopo l'altro di complessità e intelligenza.
In questo terzo capitolo, Vani Sarca si mette sulle tracce di un suo simile: è infatti incaricata dal pessimo datore di lavoro di scovare il vero autore di uno dei romanzi più acclamati dalla critica italiana degli ultimi tempi. Alla morte dell'autore, infatti, nel tentativo di rimettere ordine tra il materiale autografo per pubblicare un'edizione nuova del romanzo con la R maiuscola, l'editore si accorge della sua totale incapacità di saper scrivere una frase senza incappare in orrori grammaticali e ortografici graziosamente in fila.
Chi allora? Chi è la vera mente che si cela dietro a quell'enorme mattone di parole, di stile ricercato e di finezza lessicale? Vani Sarca inizierà a spulciare nella vita del defunto autore best-seller per scovare la risposta, mentre il commissario Berganza, l'uomo che riesce ad addolcirla e comprenderla come nessuno mai, le chiede una consulenza per un caso pericoloso e intrigante.
Mentre il lettore indaga assieme a Vani, l'autrice ci svela nuovi retroscena della vita della protagonista, con flashback abilmente inseriti nella narrazione, dove una Vani Sarca adolescente dà il meglio di sé e ci aiuta a fare luce sulla sua personalità di donna adulta.
Dietro una corazza costruita con accortezza e con materiali solidi, Vani Sarca nasconde il suo cuore pulsante, la sua essenza più intima: l'empatia. Nonostante i modi bruschi, l'abbigliamento perennemente nero, il trucco calcato, l'impermeabile di pelle con cui nasconde un corpo niente male e un'ironia sferzante tanto quanto la sua lingua, la protagonista di questa serie è una donna fragile, che si difende dal mondo per paura di essere ferita a morte.
L'empatia è il suo dono, ed è grazie a lei che Vani riesce a scrivere mettendosi nei panni degli altri, riuscendo quasi a essere l'altro; ed è grazie a lei che Vani riesce a immaginare che cosa si cela nella mente di un boss agli arresti domiciliari, che nonostante una sorveglianza diretta e continua, riesce a comunicare con l'esterno, portando avanti i suoi loschi affari senza alcuna fatica.
In questo terzo capitolo, in cui il finale alza ancora di più l'asticella e ci lascia a bocca aperta in preda all'indignazione, Alice Basso si conferma come scrittrice intelligente, con uno stile leggero che sa intrattenere e che diverte. Molti i riferimenti colti alla letteratura classica e alla buona musica. Un romanzo da non perdere, un pezzo unico nel mercato editoriale spesso standardizzato e banale.