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L'ideale della Via. Samurai, monaci e poeti nel Giappone medievale

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La Via occupa un posto di particolare rilievo nella civiltà giapponese medievale, dando vita, nelle varie forme in cui si manifesta, tra le quali la Via del Guerriero, del Tè, della Poesia, al nucleo fondamentale della cultura che si sviluppò tra i secoli XII e XVII. È il periodo in cui i samurai vennero alla ribalta della scena politica e sociale, e poi anche culturale, prendendo e gestendo il potere effettivo: un'epoca di sanguinose lotte, ma pure di una grande fioritura intellettuale che ha lasciato un segno indelebile persino sulla società giapponese contemporanea.
Questo libro ripercorre le principali fasi dello sviluppo dell'ideale della Via, esplorandone la storia e le principali manifestazioni all'interno del pensiero dei samurai, nella poesia e nel Buddhismo. Guerrieri, monaci e poeti sono gli attori principali della scena medievale giapponese: nella pratica della Via, nella sua forma più elevata, essi sono uniti dall'unico ideale del perfezionamento spirituale.
La narrazione, che si snoda attraverso le citazioni dei testi piú rappresentativi del periodo, dà voce a chi della Via fece lo scopo della propria vita, producendo un pensiero e forme d'arte di insuperata raffinatezza.

276 pages, Paperback

First published May 16, 2017

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Aldo Tollini

13 books1 follower

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Asclepiade.
139 reviews81 followers
February 15, 2022
Questo saggio è stato per me una lettura preziosa, perché mi ha aiutato a capire davvero come il buddhismo, e da un certo momento storico in poi soprattutto il buddhismo Zen, abbia non solo influenzato, ma in parte anche foggiato numerose espressioni estetiche e artistiche del Giappone; certo, è questo un dato storico che si suole ascoltare o leggere ripetuto in molti luoghi: un conto, però, è sentirlo dire, un conto è averne diretta esperienza illuminati da uno studioso come Tollini, che guida passo passo il lettore all’interno della storia culturale dell’Impero del Sol Levante, fornendogli anche molti esempî tratti dalla poesia e dalla trattatistica. Il saggio tratteggia in realtà un sunto ricco della storia culturale del Giappone nel Medioevo – che per il Giappone si può definire tranquillamente tale, grazie ai suoi numerosi caratteri in comune col Medioevo europeo – che è assieme storia del pensiero, della poesia e della spiritualità: una spiritualità complessa, edificata sì su fondamenta cinesi (anche la poesia d’altronde trasse linfa e modelli dalla Cina), ma anche elaborata con originalità e rifusa con lo Shinto autoctono. Lo so, e mi ripeto: sono dati, questi, che leggiamo spesso; ma qui anche noi lettori di media cultura e poco addentro alla civiltà nipponica riusciamo finalmente a capirne il perché, e a capire come mai le varie “vie” attraverso le quali si realizza l’uomo giapponese (quella del guerriero, quella del poeta, quella di maestro del tè, di calligrafo, di pittore, di esperto di giardini o composizioni floreali) scaturiscano da un comune principio e tendano a un fine comune; capiamo finalmente anche come, grazie all’innesto della filosofia neoconfuciana, una tradizione guerriera quale fu quella dei samurai riuscisse a sopravvivere, nell’epoca Edo, a due secoli abbondanti di effettiva pace e di sostanziale inattività pratica dei guerrieri stessi. Uno iamatologo naturalmente potrà trovare molto altro in questo saggio; io che non sono uno specialista mi fermo qui. Proprio da lettore comune, ignorante di cose giapponesi e ignaro della lingua giapponese, debbo però fare un complimento a Tollini per il rispetto che qui mostra sia verso il lettore ignaro sia verso quello specializzato: non esiste nulla in questo libro che il lettore ignaro non possa leggere e comprendere, ma al contempo il lettore specializzato vi troverà molto di cui andare contento: per esempio, che molti nomi, titoli onorifici, titoli di libri, termini tecnici filosofici o religiosi siano presenti anche in lingua e in caratteri originali, mentre tutte le poesie giapponesi (non quelle in cinese) sono riportate, accanto alla traduzione, in giapponese traslitterato. In un mondo in cui ormai ci si vergogna perfino a riportare passi in lingue europee che non siano il solito invadente inglese, e peggio ancora se la lingua è il latino o il greco (in un saggio d’un grecista francese, che non nomino per carità cristiana, ebbi modo anni fa di leggere addirittura intere frasi in greco traslitterato, che non ho mai capito a quale ipotetica figura di lettore fossero destinate), un simile rispetto per la cultura e le aspettative dei lettori è davvero encomiabile, e va tutta a onore di Tollini e della casa editrice.
Profile Image for Nicola.
214 reviews8 followers
July 13, 2020
Molto interessante, ma prolisso e ripetitivo. Un manuale di storia che fornisce uno spaccato preciso della società medievale giapponese con un'accuratezza senza pari che però non sono riuscito ad apprezzare.
Displaying 1 - 3 of 3 reviews

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