Due adulti sposati (non tra loro) si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. Modesto è meno chic, ma abilissimo nell'autoassoluzione. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. Ma Viviana, nella crucialità del dilemma, trascina Modesto dall'analista, alla ricerca di una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da lacerazioni continue. Un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono e ci trascinano in un'immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura di affidarci all'amore e dargli mandato a cambiarci la vita.
Diego De Silva, scrittore, giornalista e sceneggiatore, è nato a Napoli nel 1964. Il suo romanzo "La donna di scorta" (1999) è stato finalista del premio Montblanc, "Certi bambini" (2001) è stato selezionato per il premio Campiello e "Non avevo capito niente" (2007) ha vinto il premio Napoli ed è stato finalista al premio Strega. Da "Certi bambini", la crudele storia di un ragazzo di strada assoldato come killer dalla camorra, è stato tratto nel 2004 l'omonimo film diretto dai fratelli Frazzi, vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, fra i quali l'Oscar europeo e due David di Donatello. Molti suoi racconti sono apparsi in svariate antologie, fra le quali "Disertori e Crimini". Dal racconto "Il covo di Teresa", in particolare, nel 2006 è stato tratto un film tv interpretato da Lina Sastri per la regia di Stefano Sollima. Con Antonio Pascale e Valeria Parrella ha firmato lo spettacolo teatrale "Tre terzi", interpretato da Marina Confalone e diretto da Giuseppe Bertolucci. Tra i suoi ultimi lavori si ricordano i romanzi "Sono contrario alle emozioni" e "Mancarsi". Oltre a scrivere per il cinema, la tv e il teatro, De Silva collabora al quotidiano "Il Mattino". I suoi libri sono tradotti in Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Portogallo e Grecia.
A una prima occhiata questo libro potrebbe sembrare come il solito libercolo ironico, di poco spessore, un tramezzino buttato giù dopo libri-mattoni , quelli generalmente ritenuti i soli densi di significato. Questo giudizio sarebbe un grave errore, perché il libro è ironico, divertentissimo (le trovate, il linguaggio pirotecnico e vogliamo parlare del nome del protagonista, tale Modesto di nome Fracasso di cognome, e musicista di professione, Martin Amis, non avrebbe saputo fare di meglio), ben scritto ma è anche incredibilmente aderente al vero, realista direi, nel suo modo di indagare i sentimenti più vari che animano un rapporto di coppia clandestino, non escluse le pertinenze ufficiali, amicali o di semplici sconosciuti/e rompiscatole vestiti da don Abbondi o Bravi , i quali, seppur avulsi al plot, vogliono metter becco, non avendone nemmeno titolo (chi sei?), ma alla fine, giustificano la loro esistenza nell'ecosistema sentimentale occulto, dando ai variegati sentimenti clandestini, il diritto di etichettarsi come Storia. Ne è risultato un libro profondamente divertente, come nello stile De Silva, e profondamente rivelatore, uno spaccato di realtà in cui moltissimi coniugi di lungo o breve corso si riconosceranno o si potranno riconoscere, in futuro perché i ruoli di nessuno, ahinoi, per volontà o accidente, sono sicuramente e per sempre davvero fissi.
A seguire la sinosssi, una volta che è benissimo scritta - volendo strafare , qui in Liniux Libertine G - perché non pubblicizzarla?
”Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, “perché ci sono fasi dell'amore in cui la realtà diventa un punto di vista, generalmente quello di chi la impone”. Due adulti sposati (non tra loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo. Particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy, vitale e intrigante e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta tra il restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un'altra. Modesto è meno chic, è decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti ma abilissimo nell'autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare e fa pure ridere. Modestamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall'analista, cercando una possibilità di salvezza al loro rapporto ormai esasperato dai conflitti e dalle continue lacerazioni.
Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali o familiari, che non ha nulla da perdere se non il proprio amore. Accetta l'incarico (lui che è più incasinato di loro N.d.R.), per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme e rischiando di perdere la lucidità professionale.
Tenero e cinico, divagante e vero, capace di usare la leggerezza come arma contundente, Terapia di coppia per amanti è un'immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura (che tutti conosciamo per averla provata almeno una volta) di affidarci all'amore e dargli mandato di cambiarci la vita.” Dixit!
Mi fa ridere quando sono nervosa senza sapere perché (sono i nervosismi peggiori, quelli); quando mi sto antipatica e ho voglia di essere sgarbata con chiunque mi capiti a tiro (preferibilmente lui) e l'ultima cosa che vorrei fare è ridere, e ha un talento nel capire quando mi serve una carezza.
Lo ammetto. E' colpa mia. E' colpa mia quella di incastrarmi nella facile lettura di libri brevi, quando ho un pomeriggio un po' storto in cui voglio solo non pensare a niente... e finisco immancabilmente a leggere libri con questa tematica. Un po' senza accorgermene, un po' sì. Che poi mi sento anche male a dare una stelletta sola a un romanzo, sempre perché io detesto criticare a prescindere il lavoro di uno scrittore, figurandomi il fatto che un giorno qualcuno potrebbe fare lo stesso con me e ferirmi a morte su quello che magari ritengo essere il capolavoro più bello che io abbia mai creato.
Ma la stelletta solitaria di voto è un premio che dedico non ai libri mediocri o brutti, a quelli in genere piazzo due o tre stelle. Hanno qualcosa di buono da salvare, il resto magari non mi ha colpita particolarmente e quindi mi tengo con una votazione media. No, qui si parla di una stella solitaria, l'indice puro e semplice che questo romanzo mi ha fatto girare le palle che non ho.
Personaggi detestabili, forse proprio perché veri di quel vero che non sopporto nemmeno nella vita reale. Lui, il musicista fancazzista e incapace di prendersi responsabilità, bravo solo a emozionarsi della musica che suona, per altro cover altrui e nemmeno sue, empatia zero. Lei, pazzoide psicopatica schizzata, incapace di prendere le cose in maniera leggera, esattamente l'opposto della sua controparte maschile, un turbinio di pensieri folli e basati sul nulla, una donna detestabile che io manderei a quel paese immediatamente se fossi uomo. Ma anche in quanto appartenente allo stesso sesso.
Personaggi veri in una storia banale e già sentita. Il titolo è abbastanza chiaro al punto tale che non c'è davvero altro da sapere di questo romanzo se non quello che viene annunciato in copertina. Un faccia a faccia di capitoli alternati, parla lui poi lei poi lui e così via, in un via vai di una relazione "squallida" (come lui stesso ammette in prima pagina, meno male che di questo è consapevole) e che mi fa vergognare di essere umana.
Amanti e tradimenti sono argomenti che di mio non mando giù volentieri, mi fanno ritorcere le budella, sento la nausea al solo pensiero di figurarmi nella parte di uno dei due derelitti di questa storia. So solo che preferirei essere sola che vivere una vita così, di incapacità di prendere decisioni e non volontà di essere sinceri per il puro desiderio di godere di una passione che vive e si regge in piedi unicamente in virtù di questa mancanza di valori.
Boh, se volete leggerlo, fate vobis. A me non ha nemmeno rilassato, né tanto meno divertito o fatto ridere. Torno ai miei mattonazzi. Loro non deludono mai le mie alte e forse illusorie aspettative sul senso dell'umanità di cui faccio parte.
Tenero senza farsi macchiettistico, credo migliore del film che ne è stato tratto, sicuramente meno scontato e meno ottimistico. Trattandosi di sentimenti, direi che è una lettura leggera ma non completamente rilassante, ecco.
Bellissima l'introspezione psicologica dei vari personaggi di questo romanzo. La scrittura di De Silva è fluida e contemporanea ma la cosa che colpisce di più sono i dettagli di una quotidianità di coppia, con la descrizione precisa delle sue fasi altalenanti, delle piccole crisi, delle riappacificazioni presenti al suo interno. Nel caso specifico abbiamo anche il conflitto legato al fatto che stiamo parlando di una relazione clandestina, in cui questo ruolo inizia a stare un po' stretto, soprattutto a lei, l'amante.
-Personaggi:3 stelle, Modesto è il meglio -Ambientazione:2 stelle, praticamente non c'è -Scrittura: 3 stelle, particolare e sopra le righe ma alla lunga stanca e annoia -Storia: 2 stelle, mi aspettavo qualcosa di più -Copertina:2 stelle, non mi piace particolarmente
Modesto e Viviana sono una coppia, ma non una qualunque: sono amanti. La storia ormai va avanti da 2 anni e sono innamorati persi l'uno dell'altra.
Lui: il brutto ma simpatico, sempre con la battuta pronta anche quando non serve che butta tutto sul ridere ma che in un contesto sbagliato ci sta come i cavoli a merenda. Suonatore di blues/jazz, con la vena moooolto da artista e sposato con un figlio che è più maturo di lui.
Lei: tipica donna che vuole farsi vedere forte, pronta a combattere tutto e tutti e che non ha, all'apparenza bisogno di nessuno,ma che in fondo ha bisogno di un grosso appoggio, qualcuno che la sproni e la consideri importante. Sposata anche lei con un figlio un po' problematico e un marito che ha capito che ormai la sua donna è lontana da lui, non fisicamente ma mentalmente.
Tutto il diario gira intorno alle vicende quotidiane della "coppia" che si vedono costantemente e non fanno altro che t**mbare. Non fraintendetemi, non ci sono descrizioni di scene di sesso o simili ma: si trovano e finisce così, litigano e finisce così, parlano e finisce così, mangiano e.. no non finisce così perchè vanno al ristornate dopo, appena finito vicino al b&b dove si trovano e dove sono clienti abituali.
Alla fine dopo anni di questa situazione lei si sveglia e pof! non le basta più, non sa cosa fare ma si è scocciata di esserci per lui a momenti. Così gli propone di andare in terapia.. allora voi ditemi a che amante viene in mente una cosa del genere, non ha proprio senso! Delle due vai in terapia perchè hai l'amante e vuoi vedere se si riesce a riprendere il rapporto con il marito! Se no se non te ne frega una gnegne del marito lascialo e basta! Comunque vanno in terapia per capire cosa sono da un famoso psicologo della tv che ha più problemi di loro! Ma almeno forse ci caveremo i piedi!
Alcune cose che ho da dire su questo libro: - ma vivono in una città fantasma? Escono, vanno dallo psicologo e mai nessuno li ha visti? bah.. - da sto libro sembra che tradire proprio marito/moglie sia una cosa normale che può durare anni senza dar problemi, a me non sembra normale.. sì viva il vero amore ma lascialo allora! - poi il fatto di accordare la chitarra di nascosto allo psicologo mica l'ho capita…
In conclusione un libro che non consiglierei, la scrittura all'inizio mi piaceva! E', diciamo contemporanea ma alla lunga rende il libro noioso. In più nemmeno un colpo di scena per dare un po' di brio e troooooppo lungo per descrivere due che vanno dall'analista.. un parto di libro, non finiva più. ["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>
Lei, Viviana, è sposata ma non con lui. Lui, Modesto (di cognome Fracasso), è sposato ma non con lei. Lui e lei formano una coppia non ufficiale, non riconosciuta, non accettata, insomma sono amanti. Sono innamorati? Dipendenti uno dall'altra? Sull'orlo della rottura? Di certo c'è che sono incasinati e l'idea per chiarire le cose viene alla migliore amica di Viviana: "Che tu e Modesto sareste la coppia perfetta per un'analisi. Siete totalmente impantanati che ci vorrebbe una terapia congiunta per aiutarvi a capire dove siete." La proposta a Viviana piace all'istante e trascina Modesto in analisi. Come per ogni cosa della vita anche per l'amore è tutta una questione di scelte giuste o sbagliate, tempestive o meno, scelte che servono a coltivarlo questo amore ché non basta la sua sola presenza come garanzia di durata. "Se ognuno di noi davanti alle ragioni degli altri rivendicasse le sue nevrosi e rispondesse:- Non posso farci niente.- , nessun rapporto durerebbe per più di dieci minuti. Possiamo farci eccome, possiamo fare tanto, basta rimboccarsi le maniche e lavorare sui nostri limiti, invece di pretendere che gli altri li subiscano." Io non riesco a giustificare chi tradisce, il dolore immenso che provoca attorno a sé, la mancanza di rispetto per la famiglia, l'assenza di dignità. Chi tradisce è semplicemente vigliacco e per tutto il romanzo sono stata d'accordo col punto di vista del padre di Modesto, tra l'altro un personaggio pittoresco e simpaticissimo, che cerca di far capire al figlio ciò che non vuole vedere "Voi due volete sentirvi adeguati, non felici. Prima di fare una cosa state a preoccuparvi di come vi vede la gente. Ecco perché preferisci un'amante a una donna con cui farti vedere in giro senza nasconderti " Un romanzo che mi ha fatto tanto ridere quanto arrabbiare, scritto in modo scorrevole anche se a tratti quasi noioso, un libro piacevole anche se non quello che più mi è piaciuto di questo autore ( a tal proposito consiglio "Mancarsi").
Un libro irriverente, ironico, autentico e introspettivo, che lascia riflettere non solo chi vive la condizione di una relazione clandestina, ma tutti coloro che hanno una relazione e che devono combattere con incomprensioni, silenzi, errori. Diego De Silva ha una penna sagace, divertente, leggera e precisa. È il secondo romanzo suo che leggo ed è quello che mi è piaciuto di più fino ad ora. Lo consiglio caldamente a coloro che hanno voglia di sorridere, di non prendersi troppo sul serio e che vogliono vedere da una prospettiva diversa anche la propria relazione. Risultato raggiunto: Modesto Fracasso!
Scrittura simpatica e godibilissima finito di leggere in pochissimo, modesto simpatico e con una battuta per ogni cosa , Viviana invece un po' snervante
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com 2,5 stelline Modesto Fracasso ha una moglie e un figlio che studia all’università. Viviana, detta Vivi, è sposata, ha un figlio di sedici anni e una migliore amica. Le loro sarebbero due vite normali se non fosse che i due sono amanti da un bel po’ di tempo. A causa di una parentesi difficile nel loro rapporto, Viviana convince Modesto a recarsi da un analista per seguire un programma di terapia di coppia. Il medico, superato lo stupore iniziale nel trovarsi dinanzi una coppia di amanti, instaurerà ben presto con i due pazienti un rapporto che è insieme scoperta e accettazione reciproca.
“In amore non si può essere sinceri, e non per malafede; ma perché in quel paese la sincerità prende delle strade tortuose per arrivare dall’altra parte.”
L’adulterio è spesso tema centrale di opere letterarie e certamente lo è anche di questo romanzo come tra l’altro si evince già dal suo titolo, tuttavia ciò che rende particolare quest’opera è il ruolo centrale ricoperto dalle psicologie dei personaggi.
Modesto è un uomo disinnamorato di sua moglie (personaggio fantasma del romanzo) con la quale non ha più alcun rapporto umano. Figlio di un traditore D.O.C., preferisce vivere una doppia vita piuttosto che sconvolgere i suoi precari equilibri. È una personalità dalle mille sfaccettature quella di Modesto Fracasso (tipico esempio di nomen omen). Marito assente, padre indifferente, musicista per passione, amante focoso, non sembra accettare le responsabilità e i confronti.
Personalità completamente opposta è quella di Viviana: moglie abbastanza presente, madre iperprotettiva, amica leale e amante un po’ stretta nel suo ruolo. Vorrebbe rischiare, Viviana. Vorrebbe chiudere completamente un capitolo della sua vita e iniziarne un altro accanto a quell’uomo così diverso da lei ma capace di travolgerla.
Terzo personaggio chiave della vicenda è l’analista. Adultero anch’egli, vede nei suoi due particolari pazienti la possibilità di guardare se stesso, di comprendere i suoi sbagli e di divenire, paradossalmente, egli stesso paziente.
La narrazione avviene attraverso la duplice voce di Modesto e Viviana alla quale talvolta si aggiunge quella dell’analista.
L’autore si serve di un registro stilistico che tende a rispecchiare la psiche dei personaggi: Modesto usa un linguaggio composto da frasi brevi e dirette, talora forzatamente ironico, con qualche parolaccia qua e là, mentre Viviana dà l’idea di una narratrice di professione attraverso frasi curate e ricche di metafore che lasciano ampio spazio alle emozioni.
Il coinvolgimento emotivo del lettore è un po’ altalenante: ci sono momenti nei quali egli non riesce a entrare nella vicenda e altri nei quali, al contrario, complice il ritmo incalzante, segue la narrazione con vivo interesse.
Un romanzo che è insieme saggio psicologico. Un testo nel quale l’essere reciprocamente “la seconda scelta” è allo stesso tempo dramma e commedia, malinconia e speranza.
bellino questo libro, si legge con piacere e de silva non mi delude quasi mai. poi da qualche parte, in qualcuno, sicuramente ci si specchia - oppure, se l’autocritica è un po’ debole, nei personaggi si riconosce qualcuno tra gli amici.
Una lettura sicuramente diversa dalle solite. Ho molto apprezzato l'originalità della trama e soprattutto lo stile in cui è scritta, una narrazione a più voci in cui ci ritroviamo quasi a fare la parte dello psicanalista, ascoltando le considerazioni di Modesto e di Viviana direttamente da loro stessi. La bravura di De Silva secondo me sta tutta nella capacità di rendere i due personaggi assolutamente realistici, tanto da farci sospendere il solito metro di giudizio per cui chi mette le corna è un'insensibile carogna, anzi, mi sono spesso ritrovata a parteggiare per l'uno o per l'altra indifferentemente! Il personaggio dello psicanalista è una ciliegina in più, ma non mi è piaciuto quanto gli altri: menzione d'onore invece per il padre di Modesto, uno che davvero non ha peli sulla lingua e non ha paura di mostrarsi come è realmente.
I personaggi, lei soprattutto, sembrano quelle mie amiche che passano il tempo a farsi pippe mentali. Insopportabile il personaggio femminile. Borghese, autoreferenziale, rompipalle. Tipico stereotipo della donna vista da un uomo. Lui invece, il nulla con qualche battuta penosa attaccata. Ci sta che dei personaggi siano antipatici, bravo un autore che riesce a suscitare sentimenti anche negativi. Ma qui, davvero, il parlarsi addosso e' cosi' pesante e fine a se' stesso, che ho dovuto saltare delle pagine. E questo non e' mai, invece, un bel segno .
Un libro molto molto divertente, mi è capitato in molti punti di ridere di gusto. Mi è piaciuta molto anche la scrittura, fresca ed ironica. Modesto Fracasso, con la sua "incontinenza ironica" e le sue battute irriverenti, è decisamente un personaggio vincente e ben riuscito. A fargli da spalla il padre, anche lui assai divertente, e il figlio Eric che spesso si dimostra più maturo del papà. Viviana resta invece un po' in ombra, ma è davvero difficile competere con la verve di Modesto 😂
A tratti simpatico. Quando non è irritante perlomeno. Deve'essere un problema mio con De Silva. I suoi libri non si lanciano mai: vorrebbe essere caustico e cinico ma non riesce a fare a meno di dare un colpo anche alla botte e buttarla in vacca. Nello stesso tempo le tematiche spesso amare delle sue storie non possono adattarsi al genere facilone e ammiccante a cui aspira.
La premessa da cui parte il libro è a dir poco bizzarra e ammetto che per la prima parte continuavo a oscillare fra "Eh, ma quante pippe mentali" e "Ma che grandissima scassazebedei che è sta Viviana". Poi però insomma, si capisce che c'è dell'altro sotto e alla fine un po' ci si affeziona a sti due disgraziati. Poi lo ammetto, so che ne hanno tratto un film (che ovviamente voglio vedere) e so chi sono gli interpreti...ok Ambra, ok Rubini...ma io Modesto me lo sono visto per tutto il tempo con la faccia di Giallini, Sermonti non ce lo vedo proprio in questo ruolo. Sono curiosa... :)
Modesto Fracasso è un musicista, un marito assente e un padre indifferente. Viviana rappresenta invece la donna focosa, intelligente (una brillante carriera universitaria e poi, ad un passo dalla laurea, la decisione di non proseguire, una sfida orgogliosa al cattedratico ma incoerente mondo universitario), una madre ansiosa e una moglie distaccata. I due protagonisti vivono una relazione fatta di una passione travolgente, di incontri rapidi e fisici, dove l'evasione temporanea dal grigiore soffocante della loro vita coniugale è accompagnata sempre dal confronto litigioso e sterile che li riporta alla fredda realtà, che nessun rapporto è esente da ostacoli, neanche il loro che viaggia spesso sull'orlo dell'eccitazione del proibito e sull'adrenalina del rischio di una vita diversa. La proposta, nata come una battuta della sua migliore amica, di una terapia di coppia, accende di speranza Viviana, che costringe in un'accettazione forzata il suo amante. Anche il sottoporsi dei due ad una cura, in realtà, si rivela inutile, perché genera ancor di più equivoci, incomprensioni e diverse aspettative. Gli unici aiutanti della coppia sembrano essere gli stessi familiari di Modesto, il padre, traditore per scelta, e il figlio, universitario, che gli consigliano una pausa dalla propria vita, una riflessione sui propri sentimenti nei confronti dell'amante. Il romanzo segue l'andamento psicologico dei due personaggi principali della vicenda. Si alternano nel raccontare i loro punti di vista sulla storia, svelano quasi al proprio riflesso, come in un flusso di coscienza, le reali sensazioni provate e le considerazioni personali sulla vicenda. Crescono in consapevolezza dell'altro davanti al lettore, come se la vera terapia di coppia la facessero mano nella mano con noi. Spesso il testo soffre di botta e risposta, finalizzati all'ironia e alla sdrammatizzazione della tensione, cervellotici e al limite dell'esasperazione. Il lettore si trova travolto, schiacciato da queste due personalità così diverse ma così coinvolte l'uno dall'altra. Come un'assistere continuo ad una furiosa e stitica litigata, fatta al 99% di parolacce e di tentativi di proteggere la propria verità, senza scendere a patti con la percezione che l'altro ha delle cose e di sé stessi. Ho detestato la costruzione superficiale di questo romanzo che assurgendo questi due amanti a protagonisti legittimi, per una volta trovandogli un ruolo, che non fosse "l'altro/a", tende a far parteggiare il lettore con loro, prova a far convergere tutti i personaggi secondari, consiglieri poco credibili, nella riuscita di questa coppia, nel lieto fine da coronamento superficiale di una relazione superficiale. L'analisi sinceramente e spietatamente condotta su se stessi avrebbe senz'altro portato alla luce verità inconfutabili circa i precedenti fallimenti matrimoniali e i disastri educativi portati avanti finora, li avrebbe dovuti far crescere, passando, in seguito alla presa di coscienza dei propri errori, da quell'intimo dolore (il patei matos dei greci) necessario alla maturazione personale; invece sull'onda della stessa passione fulminea che li faceva incontrare e lasciare nel giro di poche ore, Modesto e Viviana hanno "risolto" i loro problemi, in direzione del prossimo b&b in cui dar fuoco e fiamme al loro rapporto.
"Due amanti che vanno in terapia di coppia". È bastato questo questo riassunto della trama per farmi decidere che io questo libro dovevo leggerlo. Perché due amanti dovrebbero andare in terapia? E soprattutto che problemi di coppia possono voler risolvere, quando l'amante è esattamente il tentativo di fuga dai problemi di coppia con qualcun altro? Non dovrebbe a sua volta creare problemi, sennò che fuga è? In realtà la trama del romanzo si svolge più o meno nel modo in cui avrei immaginato potesse svilupparsi, dando alle domande precedenti la stessa risposta che anch'io avevo ipotizzato prima di iniziare a leggere (e che non dirò, sennò spoilero). Credo però che la trama non sia il punto focale del romanzo che è invece rappresentato dalle scelte narrative messe in atto dall'autore: i capitoli alternano i punti di vista interni dei personaggi e sono impostati in modo da riportare sia le descrizioni di ciò che in quel momento il protagonista del capitolo sta vivendo, sia i dialoghi che scambia con gli altri personaggi sia, nel mezzo, tutte le riflessioni e i pensieri che gli vengono in mente, il tutto con un ritmo serratissimo. Purtroppo questo ottimo stile narrativo viene un po' svilito dalla trama non molto originale nel suo svolgimento e un po' forzata in alcuni aspetti (specialmente la figura dello psicologo). I personaggi mi sono piaciuti molto, non tanto come carattere o simpatia (Viviana è una fracassa balle di dimensioni colossi) ma per il modo in cui la loro personalità emerge dal romanzo: arriviamo alla fine che li conosciamo meglio noi che loro stessi. Molto divertente invece il personaggio del papà di Modesto: è stato protagonista dei dialoghi più divertenti del romanzo. A fine lettura sono assolutamente certa di voler approfondire meglio questo autore perché credo che con una trama migliore potrebbe davvero conquistarmi.
Mi ha fatto molto ridere, forse anche perché, reduce da "Tre camere a Manhattan" avevo proprio bisogno di farmi due risate alle spalle di una coppia complicata. Viva la faccia di chi ci ride sopra, e soprattutto beato chi ci riesce. Ma tornando al libro, in perfetto stile discorsivo alla De Silva, a me non hanno annoiato nemmeno gli spiegoni musicali. Non so perché, ma ha un modo di scrivere che mi acchiappa a prescindere. Il personaggio del padre del protagonista è strepitoso, anche se non vorrei mai incontrare un uomo così perché mi sarebbe letale. Diciamo che ne invidio il cinismo e l'allegra sicurezza di sé per cui davvero sembra che non abbia bisogno di niente e di nessuno divertendosi un mondo. I protagonisti talvolta danno un po' sui nervi. Lei in particolare. Ma appunto le loro contraddizioni su cui De Silva gioca molto sono la parte divertente del romanzo. Certo, va preso per quello che è, una visione comica della banalissima storia di un amore clandestino. Piena di luoghi comuni, anche, ma raccontati in modo esilarante. La terapia dura talmente poco che forse il titolo è ingannevole. Non aspettatevi lunghe sedute di analisi. Non fanno in tempo.
3,5 stelle Storia non convenzionale, sbagliata per certi versi. Ma cosa è giusto e cosa sbagliato quando c'è di mezzo un sentimento così indisponente, permaloso, possessivo e capriccioso come l'amore? E Viaviana e Modesto si amano, questo è fuori discussione. Con i loro difetti, i loro litigi, la loro ironia. Sono una coppia a tutti gli effetti. Cosa importa allora se non sono una coppia in regola, convenzionale? Non c'è nulla da giudicare e condannare in loro. E' il primo libro che leggo di questo autore. Ho trovato uno stile scorrevole, ironico a tratti, ma che a un'occhiata più profonda nasconde riflessioni sulla vita, la quotidianità, l'amore. Un po' troppo lasciati da parte i rispettivi coniugi, nessuno capace di prendere una posizione e quindi una decisione davanti all'evidente tradimento. Eccezionale il padre di Modesto, a parer mio vero analista della situazione. Sagace e diretto, si dimostra una presenza fondamentale per il figlio nonostante la sua non costanza. Consigliato.
Lo stile di De Silva mi piace molto, piú che uno scrittore sembra di ascoltare un amico mentre ti racconta qualcosa che gli é accaduto. Ha un meraviglioso linguaggio schietto, definito e lo applica in contesti decisamente attuali. Mi sono ritrovata in alcune scene e devo ammettere che sembrava stesse parlando di me senza conoscermi, qui si nota la vera abilità di uno scrittore. Un buon libro, lo consiglio!
Ho divorato questo libro in pochissimi giorni. Una volta iniziato non riuscivo a staccarmene. Adoro la scrittura di De Silva. Tra l'altro ho avuto modo di partecipare anche alla presentazione di questo suo libro. Impressione? Grandioso!! Simpatico, ironico quanto i suoi personaggi protagonisti quali: Malinconico, Modesto Fracasso...Dopo Carofiglio è l'autore che più seguo e leggo.
De Silva è tornato con un eroe che è un po' il sosia dell'avvocato Malinconico, e quindi non c'è niente di nuovo, ma che è co-protagonista di una storia azzeccatissima, addirittura con una morale (!!!) non morale che chiunque sia stato almeno una volta nella vita in quella situazione lì trova perfettamente calzante. Insomma, non un capolavoro, ma a me è piaciuto.
Anche se i protagonisti di questa storia sembrano a volte macchiettistici e forzatamente opposti (tanto leggermente divertente lui quanto detestabilmente pesante lei), la capacità di De Silva di far riflettere il lettore fino alla disarmata amarezza è sempre in agguato.