Ah, Concita...! La Scarlett Johansson della cultura (politica) italiana... Bella, minuta, bionda, educata quasi ai limiti della timidezza... La donna che scrive libri, dirige giornali ma che soprattutto è madre di ben 4 figli!! Concita è una donna intelligente e preparata, si sa, ma l'ammirazione più forte la riceve indubbiamente per questo dettaglio della famiglia: ma come fa???? Ci chiediamo tutte. Poi vedi "La grande bellezza" e ti sorge un dubbio atroce... Nel film non si sono fatti nomi e cognomi, ma non è che Roma pulluli di madri di 4 figli che scrivono a manetta (esclusa la Mazzantini, che però non è sposata ad un "pezzo grosso del partito" o per lo meno: Castellitto non lo conosciamo sotto questa veste...). Insomma, tutto questo per dire che avevo molta voglia di leggere qualcosa di suo e questo libro, un'inchiesta a più di 1000 donne incitate a parlare di sé mi sembrava l'inizio migliore. Eppure non tiene. Non basta la potenza dell'esperienza vissuta a rendere il pathos, a coinvolgere il lettore: il pathos va creato. Puoi fare come laTesio che ti fa scompisciare dalle risate, oppure come Calabresi, che racconta storie di vita vissuta in maniera splendida. Infine questo raccolta di interviste, manca di un bersaglio chiaro: "parlare di sé". Troppo vago. Tutto e niente, soprattutto considerata la brevità delle interviste. Si potevano scegliere dei filoni: il matrimonio, la maternità, lavoro e famiglia, il sesso, l'altro sesso e via dicendo. Invece no. Un pizzico di questo, un pizzico di quell'altro. Alcune storie toccanti (ma troppo poco, perché troppo brevi), qualche pensiero interessante (ma poco, perché poco sviluppato) e poi ciao, il rimando ai videoclip online. Peccato perché secondo me era una gran bell'idea: bastava svilupparla meglio.