L'inquisitore Nicolas Eymerich, lo spietato e geniale antieroe che ha saputo conquistare i lettori di tutto il mondo, torna a combattere per difendere la chiesa cattolica dai pericoli che la insidiano.
Siamo nel 1374 e papa Gregorio XI incarica padre Eymerich di indagare su un consigliere del re d'Aragona sospettato di eresia e di impiego delle arti magiche. Il frate domenicano intraprende una spedizione che lo porta dalla Provenza alle Alpi piemontesi, zone in cui prospera l'esecrata chiesa valdese. Il cammino dell'inquisitore, di castello in castello, di abbazia in abbazia, di villaggio in villaggio, è segnato da prodigi, strane apparizioni e misteriosi fenomeni celesti che lo inducono a sospettare di trovarsi di fronte a una delle più minacciose cospirazioni mai ordite contro il cattolicesimo.
Parallelamente, su un altro piano temporale, lo scienziato Marcus Frullifer viene rapito e condotto in un osservatorio astronomico retto dall'ordine dei Gesuiti. I religiosi hanno scopi ambiziosi che coinvolgono il futuro dell'umanità e Frullifer - grazie a una formula matematica che scardina le fondamenta della fisica moderna - pare aiutarli nell'intento.
La cronaca delle avventure dell'inquisitore e dello scienziato è scandita dai brani di un libro scritto in un lontanissimo futuro, il Vangelo della Luna, in cui un oscuro Magister, sul satellite terrestre, illustra alla figlia e ai discepoli il dogma cristiano della "resurrezione dei corpi". E dimostra come il tempo sia reversibile e la morte un accidente transitorio...
Valerio Evangelisti strappa padre Nicolas Eymerich dal letto di morte su cui l'aveva lasciato sette anni fa nell'ultimo capitolo della serie, per mostrarcelo ancora una volta alle prese con una congiura che potrebbe minare le fondamenta stesse dell'universo.
Valerio Evangelisti è stato uno dei più importanti scrittori italiani di genere fantasy e horror. Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere numerosi saggi, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti seguiti altri numerosi romanzi, tradotti in più di dieci lingue.
Evangelisti earned his degree in Political Science in 1976 with a historical-political thesis. He was born in Bologna. Until 1990 his career was mainly academic. He also worked for the Italian Ministero delle Finanze (Treasury Department). His first written works were historical essays, including five books and some forty articles. In 1993 his novel Nicolas Eymerich, inquisitore won the Urania Award, which was established by Urania, Italy’s main science fiction magazine, with the aim of discovering new talent in the field. Urania published other novels of the series in the following years: Le catene di Eymerich ("Eymerich’s Chains", 1995), Il corpo e il sangue di Eymerich ("Eymerich’s Body and Blood", 1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich ("Eymerich’s Mystery", 1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno ("Picatrix, the Stairway to Hell", 1998), Il castello di Eymerich ("Eymerich’s Castle", 2001), Mater terribilis (2002). Most of the last ones were however first published as hardcover. Nicolas Eymerich is a real historical character, member of the order of the Dominicans and inquisitor in the Spanish Inquisition. He was born in 1320 in Girona, Catalonia, and died in 1399. Evangelisti’s interpretation of his character is a cruel, ruthless, haughty, restless man, who acts mercilessly to protect the Catholic Church against perceived menaces of natural or supernatural origin. At the same time he shows an outstanding intelligence and a deep culture in his actions. In the novels of the series he investigates the mysterious phenomena of Medieval Europe, thus subtly influencing many of the historical events of that epoch; on many occasions the solution of the riddles comes up from stories which are narrated along with the main plot, normally set in the present and in the future. Evangelisti's atmospheres are normally dark, nightmarish, haunting. Another success of 1999, also translated in several languages, is the Magus trilogy, a romanticized biography of the famous Middle Ages prophecies writer Nostradamus. The three novels, Il presagio ("The Omen"), L’inganno ("The Deceit") and L'abisso ("The Abyss") sold 100,000 copies in Italy. Evangelisti's novels are greatly appreciated in France (where he won several literary awards), Spain, Germany and Portugal. He is currently the director of the Carmilla magazine. In the last years he has written some works which show his love for heavy metal music, namely the short stories collection Metallo urlante (referring to the French magazine Metal Hurlant) and the novels Black Flag and Antracite: they are set during the American Civil War and feature a new character, Pantera, a palero shaman. One of his latest novels, Noi saremo tutto ("We Shall Be All"), spans several decades of the last century, exploring the life of Eddie Florio, a gangster, against the background of the history of the trade unions and the workers' battles for civil rights. Mexico is the setting for his next two novels, Il collare di fuoco ("The Fire Collar"), which was published in November 2005 and Il collare spezzato ("The Broken Collar", October 2006). In 2007 La luce di Orione was released, the ninth title in the Eymerich series, followed in 2010 by Rex tremendae maiestatis. Tortuga, a novel about pirates of the Caribbean, was published in 2008.
Dopo svariati anni di latitanza, è stata una sorpresa inaspettata trovare il nuovo romanzo dell'Inquisitore Eymerich in libreria. Temevo che il personaggio avesse ormai terminato la sua epopea letteraria e che questo ritorno fosse solo frutto di una bieca operazione commerciale, invece è stato un vero piacere ritrovare l'Inquisitore Capo di Aragona (invecchiato, stanco ed un po' meno spietato), Lilith, il fido Padre Corona, il futuro (ora quasi presente) distopico della Rache ed una storia piena di sorprese ambientata come sempre su tre linee temporali intrecciate in un crescendo di colpi di scena fino alla fine. Non il migliore romanzo della saga, ma la nostalgia ha alzato di una mezza stella il voto finale. Speriamo solo che non ci aspetti un'altra attesa settennale prima di leggere il prossimo.
Dopo la conclusione apparentemente definitiva di Rex tremendae maiestatis, con la morte di Eymerich, ecco tornare il nostro inquisitore. Il trucco è semplice, la morte di Eymerich è avvenuta nel 1399 e questa nuova avventura è ambientata nel 1374, appena due anni dopo i fatti di Rex tremendae maiestatis. C'è spazio per altre avventure, prima del momento della morte già scritta... come se poi la cosa potesse essere un problema, visti gli eventi di Eymerich risorge. Una resurrezione non necessariamente legata solo al ritorno sugli scaffali, dopo sette anni di pausa. Come sempre ci sono varie trame, su diversi livelli temporali. Il nostro Eymerich, accompagnato da padre Corona (anche lui abituato ad essere dato per morto di frequente) e da altri due vecchi collaboratori... il fatto che io non li ricordassi, se veramente erano già apparsi, dimostra solo quanto poco gli ultimi volumi mi hanno appassionato. Questa volta siamo a caccia di un misterioso e malfidato consigliere aragonese (le note ce lo danno come personaggio realmente esistito), che starebbe organizzando una rivolta contro la Chiesa, sfruttando antichi culto e moderne eresie. Nulla di nuovo insomma. Per la parte dedicata alla caccia al'eretico, ci dedichiamo ai valdesi e, questo risulta interessante, ai cagot, popolazione di intoccabili realmente esistita e di cui non avevo mai sentito parlare. L'intera vicenda si alterna tra camminate, pause con spiegone, fughe, pause con spiegone, individuazione di misteriosi reperti, pause con spiegone, catture e fughe, pause con spiegone... nel complesso molto noioso, ripetitivo e con informazioni che a volte collidono tra loro. Il solo lato positivo è che Eymerich sembra essere tornato l'erudito so tutto io dei bei tempi.
Il secondo protagonista è Marcus Frulliver, liberato dalla sua prigione della RACHE per essere condotto in un osservatorio/laboratorio dell'altro fronte in lotta, gestito da gesuiti. Qui si disquisire di teorie fisiche e di patroni, per avvicinarci ai futuri descritti nei precedenti libri. Nulla di eccezionale, Frullifer non si rende particolarmente simpatico e tutti gli altri sono talmente bidimensionali da essere intercambiabili. Termina con un cliffhanger che, presumibilmente, ci porterà al prossimo volume (Il fantasma di Eymerich).
Ultima tranche per il futuro lontano, dove ci ritroviamo sulla Luna, con un collegamento diretto con la stessa ambientazione presente il Rex tremendae maiestatis. Ambientazione onirica, discorsi filosofeggianti, utilità nulla se non nel solo vero colpo di scena presente nel passato, che apre a inquitetanti sviluppi... come se non avessimo già toccato il fondo da un po'.
Nel complesso nulla di nuovo o di originale, un utilizzo trito e ritrito dei vari personaggi e delle situazioni, con un technobabble fastidioso, anche quando mescolato a dati reali. Leggerò il seguito, perché con certi autori amo farmi del male... ma non prevedo nulla di buono.
Niente di nuovo sotto il sole del 1374. Evangelisti continua la storia di Eymerich, che si credeva conclusa, con il solito stile. Tre storie parallele su tre linee temporali differenti. Le due nel futuro e nel futuro remoto spiegano gli strani avvenimenti del passato, come al solito. Stavolta le vicende non sono così intricate com'è capitato in altri libri in passato ed a fine libro c'è anche un piccolo riassunto di quanto successo. Forse Eymerich non è il solo che si è ammorbidito con l'età! L'inquisitore stavolta rincorrerà un nemico sfuggente, che sembra cambiare aspetto ed età e fa scoppiare incendi ovunque passa. Questo individuo sembra attratto da alcune caratteristiche specifiche, come i cimiteri e la lettera greca tau. Il libro si legge rapidamente, le spiegazioni sono diluite lungo tutto il libro e non ci sono tempi morti. Pecca un po' il ritmo, sempre molto lento. Lettura alla fine piacevole, ma Evangelisti, per questa serie, ha scritto libri decisamente migliori.
Undicesimo capitolo della saga dell’inquisitore catalano. Per chi da appassionato del personaggio ha letto tutti i libri di Evangelisti, quest’opera è una delusione. A distanza di anni si rilegge qualcosa di identico alle precedenti opere. Venuta meno la novità del protagonista, l’accuratezza nel descrivere gli eventi storici di sfondo, esauritasi la capacità di introspezione psicologica di torturatori e torturati, del primo Eymerich rimane ben poco. Così come si è esaurita la voglia di leggerne ancora. In ogni caso una saga indimenticabile pubblicata per la prima volta negli anni novanta sulle pagine di Urania.
E quindi ora Eymerich é praticamente diventato immortale e ho dei sentimenti contrastanti a riguardo: da una parte ero contenta di tornare a leggerlo perché é sempre stato, secondo me ovviamente, uno dei personaggi migliori sformati dagli scrittori contemporanei italiani; dall'altra il fatto che una delle mie serie preferite fosse finalmente arrivata alla fine, dopo 10 libri, pure mi rendeva felice. Ora invece abbiamo un Eymerich incastrato, con il suo beneplacito, in un continuo ciclo di reincarnazioni (che lui chiama in un altro modo) e, insomma, mi sento un po' presa in giro perché a questo punto, praticamente, la serie puó, de facto, restare interminabile e questo non lo trovo di mio gradimento.
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Il libro inizia molto bene ma dopo la metà a mio parere si perde in troppe spiegazioni che sebbene interessanti finiscono per annacquare la vicenda. Nicolas Eymerich non è più la geniale carogna che amiamo e odiamo allo stesso tempo e non si capisce se è fuori personaggio o se Valerio Evangelisti vuole farci capire che sta invecchiando. Trovo interessante lo sviluppo delle vicende sulla Terra del prossimo futuro con Marcus Frullifer ospite dei gesuiti e spero che vengano sviluppate a dovere. Non definirei questo romanzo un passo falso ma sicuramente non è tra le opere migliori del ciclo.
Evangelisti Riprende Eymerich e Frullifer in una storia, come sempre a più piani temporali intersecati. Buona la Storia, che per dare un nuovo avvio alla storia, pessimo l'editing dove vi segnalano nel 1375 : 1 - un Cardinale cui ci si rivolge come Eminenza - Titolo assgnato intorno al 1630 2 - dei Contadini intenti a mangiar Polenta.... 3 - Cani Dalmata in Francia ( Vi arriveranno solo a Metà / fine del 1600)
Ritornando a trovare un personaggio come Frullifer e i suoi psitroni, Eymerich, ormai "anziano", deve combattere Francesc Roma, scomunicato, apparentemente morto e tornato dalla tomba per sovvertire l'ordine della Chiesa. L'intreccio che Evangelisti si propone, ha la sua massima godibilità nel momento in cui si sono letti gli altri libri della saga, in modo da apprezzare personaggi vecchi e nuovi. L'enigma ha sempre il suo massimo fascino.
Evangelisti, nonostante gli anni passati, non ha certo dimenticato come trattare con la dovuta cura il suo migliore protagonista. Eymerich risorge si inserisce nell'eccellente saga dell'inquisitore catalano in maniera perfetta: la commistione fra fantastico, romanzo storico e mistero è equilibrata e godibilissima. Ben scritto e impossibile da posare prima della fine.
Sono passati diversi anni da Rex Tremendae Maiestatis, il libro che voleva chiudere uno dei poche, vere, iconiche saghe italiane, probabilmente l'unica di genere fantastico pubblicata da un grosso editore italiano, scritta da un italiano, bene e con la capacità di tenere testa a saghe più famose. Così, ad un certo punto, il buon Evangelisti vuole far risorgere il suo inquisitore e senza pudore ce lo dice fin dal titolo. La storia è lineare, all'apparenza: Eymerich ha un incarico affidato dal papa avignonese, questo incarico ha a che fare con gli eretici più odiati dall'inquisitore, e ogni evento che incontrerà lungo il cammino è in realtà un riflesso di quanto accade nel futuro e ha una spiegazione (fanta)scientifica - intuizione chiave di tutto il ciclo di Eymerich. Tutto pulito e snello, narrato bene, con i giusti personaggi che infondo sono un coro per il protagonista assoluto, quell'Eymerich che ti suscita ripugnanza per la sua misantropia, per le sue idee orrende, per la sua totale mancanza di qualsiasi virtù cristiana e che non puoi che ammirare per la freddezza e calma con cui mette in riga qualsiasi persona incontri sul suo cammino. Anche se sta invecchiando. Proprio del suo invecchiamento si parla, ma salta sopratutto all'occhio quel meccanismo nietzschiano per cui se frequenti troppo a lungo faccende misteriose, diventi tu stesso misterioso..,. e anche strano. Ci sono tre epoche diverse in questa storia: se la parte di Eymerich nella sua epoca è lineare e siamo capaci di seguirla, la due linee future sono difficili da inserire nell'immediato nella storia. Diventa chiaro ad un certo punto che stanno gettando le basi per un seguito, lasciando però questo libro in un certo senso sospeso. Non sarebbe Evangelisti se non ci fosse qualche dettaglio storico su minoranze perseguitate: apprezzo quando un libro mi fa scoprire qualcosa di nuovo, la storia dei cagots è in effetti pochissimo conosciuta ed è bene che Evengelisti la inserisca con cognizione di causa nella sua storia. In breve, una buona prova, forse un po' troppo guidata dall'effetto nostalgia ma godibile.
Dopo 7 anni, Evangelisti riapre la saga di Eymerich, che sembrava chiusa con Rex Tremendae Maiestatis. Eymerich è figo come sempre, ed è un'avventura che si fa leggere. Ma lo trovo tra i meno belli della saga, privo di scene forti, troppo incentrato sul viaggio e senza grosse difficoltà.