Quando frequentavo le elementari non usava accompagnare i bambini a scuola.
Un giorno c'era la nebbia ed era così fitta che io, credendo di essere sulle strisce pedonali, mi trovai di fronte ad un muro.
Mi sentii prendere per un braccio, e un vecchio in capparella e borsalino mi disse in dialetto:
"Ti sei persa, cinna? Io oramai ho gli occhi che vedono nella nebbia".
E mi riportò sotto il portico.
Di fronte a quel muro e circondata dalla nebbia mi parve che le dimensioni, l'orientamento, i suoni ed il tempo, tutto fosse attutito e diverso.
Questo mi ha fatto rivivere il libro di Fois, uno scrittore sardo che ha descritto la nebbia, questa quarta dimensione della mia terra, come se ci fosse nato.