Un dio è morto. Un dio è appena nato. Il patto maledetto tra un’ingenua regina e un diavolo millenario darà alla luce una bambina. La piccola, aiutata dal Kami (spirito) del Vento, sarà adottata da famiglie semplici, e mostrerà un dono portatore di morte e distruzione ogni qual volta si trovi in pericolo. Degli assassini inviati a ucciderla, conquistati dal suo fascino diabolico, faranno di lei l’erede del Ryūjinja, un monastero di spie e ladri. Qui la ragazza sarà chiamata Akiko e svilupperà la capacità di vedere le Ōra, anime degli esseri viventi, e imparerà a usare la catena chiodata Sashimasu. Akiko verrà mandata in un’isola lontana per uccidere un principe, ma nulla andrà com’era programmato. Da quel momento, la giovane si muoverà attraverso antichi miti, alla ricerca di un artefatto per riportare l’equilibrio, in un combattimento epico che deciderà le sorti del mondo.
Sarebbe un 2,5 stelline, ma essendo un libro esordiente ho voluto essere un po’ più buona. L’idea di base non era male, anzi mi aveva entusiasmata tanto da comprarne tutti e tre i libri senza nemmeno leggere la trama degli altri. Purtroppo, almeno questo non mi ha soddisfatta: non ho empatizzato con nessuno dei personaggi, a volte le situazioni erano confuse e non le capivo proprio, i POV si intervallavano un po’ alla cavolo di cane. Non c’era alcuna differenza tra il punto di vista della protagonista e quello degli altri personaggi, alcune scene importanti erano raccontate senza essere mostrate. Il finale poteva essere migliore, l’ho trovato abbastanza fuori luogo. In compenso, lo stile l’ho trovato molto fluido.
Dicono che si impara di più dai libri scritti male che da quelli scritti bene, ma a che prezzo? Io ho rischiato il blocco del lettore con questo libro e non ne vale la pena. Ho provato a proseguire quanto più possibile la lettura, ma ho dovuto abbandonare per la mia salute mentale. Le basi c'erano, peccato che non sono state sfruttate. Un errore fondamentale è stata la poca ricerca dell'autrice sulla mitologia giapponese, molto confusa e spiegata male. Alcuni termini sono inseriti nel glossario, altri no; altri sono spiegati all'interno della storia nei classici infodump (che nel momento giusto e se fatto bene ci sta, ma non è questo il caso) che non spiegano nulla. Personaggi piatti come un foglio di carta e tutti uguali. Rhyu e Haru sono praticamente uguali, però li riconoscevo perchè è Rhyu è il più patetico mentre Haru è bipolare. Per il resto sono indistinguibili. Akiko dovrebbe avere quanti? Diciotto? Vent'anni? Da come parla e dai pensieri che fa sembra ne abbia 14. Poi, dovrebbe essere un personaggio femminile forte, cazzuto e femminista, ma mi è caduta in basso quando ha detto che si sente donna solo quando gli uomini la guardano. Okay che siamo in una certa epoca però così no eh! In più è stata cresciuta in un circolo di assassini, da genitori e mentori assassini/sicari e con compagni assassini, ha avuto un addestramento di un certo livello per sopportare fatiche fisiche e momenti di debolezza mentali ed emotive, ma questa non si comporta con la freddezza e la stoicità di chi ha ucciso delle persone, anzi sembrava schifata dal sangue e dalla morte. Un altro errore sono i pov: a volte sono in prima, altre volte sono in terza e non si capisce di chi è perchè sono tutti uguali. E molte cose che secondo me avrebbero dovuto essere raccontate non lo sono state e vengono accennate a caso nella storia. "Show, don't tell" dovrebbe essere la regola aurea degli scrittori, ma evidentemente l'autrice non la conosceva. Avrebbe dovuto mostrarci come il legame tra Akiko, Rhyu e Haru si è formato e invece non lo ha fatto e a caso ha accennato degli aneddoti o avventure che hanno fatto insieme (anche inutili). Mi dispiace tanto perchè aveva del potenziale, ma certi libri non dovrebbero essere pubblicati. Certi libri dovrebbero rimanere in una cartella del computer o dentro un cassetto. E forse alcun* autor* prima di pubblicare dovrebbero studiare il mestiere dello scrittore oppure scrivere solo per diletto.
Scritto male, senza profondità psicologiche, caratteriali e relazionali. Personaggi stereotipati fino all'inverosimile ai quali non viene dedicata alcuna introduzione, e c'è mancanza di enfasi nelle rivelazioni più importanti.
La premessa era interessante (anche se a mio parere poteva essere sviluppata nell'arco di più libri) e l'ambientazione originale, con questi richiami all'oriente e al Giappone. Ma la storia è ridicola, il triangolo amoroso non ne parliamo nemmeno.
L'uso alternato tra punti di vista diversi, terza persona e prima persona è confusionario. Il personaggio di Akiko poi è veramente ridicolo. Una che è cresciuta tra gli assassini si comporta come un'adolescente in calore e alle prime armi con le delusioni d'amore. Per non parlare della concezione della donna: per la protagonista l'orgoglio di una donna sta nella sensualità? Akiko è donna quando si spoglia davanti a tutti e danza sensualmente, ma quando è guerriera non lo è? Mi fa venire il ribrezzo questa concezione.
L'epilogo con i nazisti poi è la cosa più banale e scontata che potesse immaginarsi.
Romanzo fantasy di ambientazione giapponese molto studiato e dai luoghi descritti splendidamente. La prima parte è piena di dettagli, situazioni suggestive e di impatto. La parte finale invece dove la situazione è più interessante e dovrebbe essere più descrittiva per spiegare il perché dei fatti è lasciata alla tua immaginazione e non rispecchia lo stile iniziale. È un peccato, l’autrice poteva giocare molto di più sul finale.
Sono arrivata a metà romanzo e ho dovuto interrompere la lettura. Personaggi odiosi, assenza totale di descrizioni, non si percepisce in alcun modo la cultura orientale e le sue usanze, nomi scelti a caso, parole in lingua tradotte male o non tradotte affatto. E come se non bastasse è anche scritto male. Deludente su tutti i fronti. Lo sconsiglio.
Mi dispiace perché credevo tantissimo in quest'opera. L'ho abbandonato. Giuro, ad un certo punto non capivo di chi fosse la voce narrante. Fin dall'inizio ci sono salti temporali che sembrano crateri. L'unica cosa che ho apprezzato sono i riferimenti alla cultura orientale/giapponese ma il tutto si ferma lì.
Un libro penoso sotto tanti punti di vista, dallo stile volutamente aulico (col risultato di risultare ben poco credibile), alle voci narranti piatte e uguali (vedi Haru e Ryu) o inutili tipo quelle del segretario. Scritto con voce narrante in prima persona, con punti di vista che cambiano continuamente e non si capisce chi cazzo sia a narrare. Capitoli che passano quasi per metà prima di capire che a narrare quel pezzo di storia è Ryu o Haru. Che poi paiono essere la stessa persona. Un Giappone mitologico che fa ridere anche i sassi, della serie forse è meglio studiarselo un poco meglio prima di osare scriverci su, se non si sanno usi e costumi e le relazioni sociali definite nella società nipponica dalla notte dei tempi. Il padre di Akiko è un coglione, la figlia che hai rinnegato e gettato a mare da neonata siccome torna e ti ammazza l'erede, la prende come sua erede. La stessa Akiko ha la profondità psicologica di un'ameba, infoiata e pronta a scopare con chiunque tranne che con l'uomo che deve sposare. Ge-nio! Per non parlare del finale da rivoltare lo stomaco per quanto è forzato, finanche all'epilogo che dovrebbe essere uno spunto per un sequel ma che... è di una banalità disarmante a tirare dentro i nazi. Chiaro che c'è l'idea di un sequel, non so se sperare che l'autrice riprenda in mano i nazi o no. Staremo a vedere dove andrà a parare questo... coso, è così trash da risultare addirittura divertente!