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Maria

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Intorno a questo personaggio, Lalla Romano costruisce la storia di una famiglia negli anni trenta e quaranta, ritratta nel flusso quotidiano e inesorabile di affetti, avvenimenti, drammi. Ogni gesto o sentimento è evocato con la discrezione e il riserbo di chi vuole mantenere intatta la voce segreta che ciascun personaggio porta con sé. "Non c'è nella letteratura di quegli anni-ha scritto Pietro Citati-libro più essenziale, più nudo". Accanto a Maria, le figure di Fredo, il nipote prete morto di tisi, lo zio Barba e molte altre donne, tutte rivelatrici di un mondo austero, malinconico ("anche voler bene stanca") e dolcissimo, così tenero da diventare straziante. Maria fu pubblicato nel 1953 nei "Gettoni" di Vittorini: fu accolto da Gianfranco Contini come "un piccolo capolavoro" e da Roberto Longhi e da Eugenio Montale come un "libro indimenticabile" e "bellissmo".

275 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1953

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About the author

Lalla Romano

49 books23 followers
(Demonte, Cuneo, 1906 - Milano, 2001)
Dopo aver frequentato le elementari a Demonte, si trasferisce a Cuneo con la famiglia nel 1916, dove compie gli studi superiori. Conseguita la maturità nel ‘24, s’iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino: tra i suoi professori, spiccano le figure di Ferdinando Neri e Lionello Venturi. Su indicazione di quest’ultimo, comincia a frequentare la scuola di pittura di Felice Casorati. Laureatasi nel 1928, continua a dedicarsi alla pittura ed alla poesia: ha, intanto, conosciuto scrittori e intellettuali del calibro di Cesare Pavese, Mario Soldati, Franco Antonicelli, Arnaldo Momigliano. Nel ‘32 sposa, a Cuneo, Innocenzo Monti, e nel ‘33 nasce il suo unico figlio, Pietro. Nel ‘35 raggiunge a Torino il marito, ivi trasferito per motivi di lavoro; successivamente, espone in mostre collettive ed in una personale. Spinta dal giudizio positivo espresso da Eugenio Montale su alcuni suoi versi, nel ‘41 pubblica da Frassinelli la sua prima raccolta di poesie, “Fiore”. Durante la guerra, aderisce al movimento “Giustizia e libertà” e, su invito di Pavese, nel ‘44 traduce per Einaudi i “Trois contes” di Flaubert. Nel ‘46 decide di abbandonare l’attività pittorica per dedicarsi completamente alla scrittura. Esordisce nella narrativa nel 1951 con una raccolta di brevi testi in prosa, “Le metamorfosi”, con presentazione di Vittorini; è del ‘53 il suo primo romanzo, “Maria”, elogiato da Montale sul “Corriere della Sera” e definito da Gianfranco Contini un “piccolo capolavoro”. Negli anni seguenti, escono il libro di poesie “L'autunno” (1955), i romanzi “Tetto murato” (1957) e “L'uomo che parlava solo” (1961) ed il libro di viaggi “Diario di Grecia” (1959). Bene accolto dalla critica e dal pubblico, il suo quarto romanzo, “La penombra che abbiamo attraversato” (1964), è “una rivisitazione di esperienze infantili e adolescenziali nella quale il rigore stilistico e l’esercizio dell’ analisi tengono a freno l’incombente compiacimento autobiografico” (S.Guglielmino). Il successo arride anche al successivo “Le parole tra noi leggère” (1969), che vince il premio Strega; seguono, tra le altre cose, il romanzo “L’ospite” (1973), la raccolta di poesie “Giovane è il tempo” (1974), il volume di racconti “La villeggiante” (1975), il romanzo “Una giovinezza inventata” (1979), le fiabe de “Lo stregone” (1979) . E’ dell’81 “Inseparabile”, dell’86 “La freccia di Tatiana” (con fotografie di Antonio Ria), dell’87 il romanzo “Nei mari estremi”, ove è rievocata la malattia e la morte del marito. Da segnalare, negli ultimi anni, “Le lune di Hvar” (1991), “In vacanza col buon samaritano” (1997), “Dall'ombra” (1999).

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7 (6%)
1 star
3 (2%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Tom LA.
685 reviews289 followers
January 26, 2022
Bello, poeticissimo, lirico. La storia del rapporto fra l’autrice e la sua aiutante domestica, Maria. Triste, però. Maria è il centro del romanzo, ed è un personaggio intriso di malinconia, rimpianti e sopraffatta dalla povertà. La posizione di superiorità e privilegio dell’autrice rispetto a Maria è una nota che non suona mai del tutto serena, candida e pulita, in questa sinfonia onirica e leggera.
Profile Image for Mighty Aphrodite.
617 reviews60 followers
March 26, 2025
Maria è premurosa, discreta, piena di devozione. Ha in sé una dolce selvatichezza, legata alle sue origini contadine, al suo desiderio di famiglia e al suo bisogno di legami, profondi e indistruttibili come quella terra sulla quale spesso si è chinata, ha sudato e si è stancata fino a non avere più fiato.

È arrivata nella loro famiglia con un silenzio pieno di rispetto e comprensione, come se fosse sempre stata lì, tra quelle mura, come se avesse sempre fatto parte di loro, anche quando non c’era ancora un loro. La sua diventa – sin da subito – una presenza indispensabile, nulla a che vedere con una semplice domestica.

La narratrice parla di Maria con una certa ritrosia, con il classico stile che Lalla Romano spande in tutte le sue opere: uno stile poetico che gioca sulle sottrazioni, che lascia vuoti, che nasconde tra le righe i significati più profondi senza mai riportarli alla luce. Con Romano tutto rimane in una dimensione crepuscolare, quando il buio si appresta a dominare l’orizzonte, a distendere sulla terra il suo dominio, a lasciarci incerti sui nostri stessi passi.

Continua a leggere qui: https://parlaredilibri.wordpress.com/...
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
September 19, 2017
Anche voler bene stanca...

"Maria è una storia vera. Ho veramente conosciuto la Maria del libro; Maria ha vissuto molti anni nella mia casa, io l'ho visitata spesso nella sua, al suo paese. […] che cosa mi ha indotto a scrivere codesta storia di Maria? Forse mi è parsa straordinaria? Sì, mi è parsa straordinaria. Ma per mettere subito in chiaro le cose devo dire che io trovo straordinario ciò che è semplice, schietto, puro; il che d'altronde suole apparire comune a chi non ha gusto per queste rare qualità; anzi, non le considera nemmeno".
Con queste parole Lalla Romano introduce il suo primo romanzo. Un bel romanzo. Autobiografico in larghissima parte. E non dico altro.
Due dettagli mi hanno colpito.
Il primo: tra i personaggi (veri) del libro, il figlio di Lalla Romano occupa una parte considerevole. Tuttavia la madre non lo definisce mai “mio figlio”, ma “il bambino”. Sempre “il bambino”.
Perché?
Sarebbe stata una bella domanda da porre all’autrice, ma nelle note (anche biografiche) che accompagnano il libro non ve n’è traccia.
Ho una mia risposta: quel figlio –amatissimo, ovviamente, dai genitori- non è più, nel romanzo, solo suo. E’ anche (starei per dire soprattutto) di Maria, la domestica che lo ha allevato, sottraendo l’affetto che "doveva" ai “propri cari” -i nipoti- tanto cari quanto sfortunati, perseguitati dalla sorte.
Il secondo: Lalla Romano fu anche apprezzata pittrice, allieva tra l’altro di Felice Casorati. I suoi quadri (molti ritratti e autoritratti) sono essenziali e schivi come i sui scritti.
Ora il libro ha in copertina per l'appunto un suo quadro, “Maria”. Eppure...
Eppure Felice Casorati non avrebbe stonato. C’è un suo quadro, L’attesa, che sembra sia stato pensato per la stessa Maria…
Sentite l’incipit.
«Quando entrammo nella nostra casa, c’era già Maria. Eravamo di ritorno dal viaggio, e camminammo in punta di piedi, perché era mezzanotte. Io non conoscevo Maria, se non per averla vista, quando era venuta a presentarsi. Affrontare la conoscenza delle persone mi metteva in grande imbarazzo; così, da una stanza vicina, avevo spiato, attraverso l’uscio socchiuso. Stava seduta sull’orlo della sedia, con i piedi incrociati e le mani raccolte nel grembo; era magra e minuta, vestita di nero: con un colletto, rotondo, di pizzo. Teneva la testa reclinata su una spalla; i suoi occhi azzurri e fermi, dalle palpebre piegate all’ingiù, avevano un’aria rassegnata e un po’ triste. Non ne avevo concluso niente: più che altro avevo pensato che era una figura adatta a ritrarsi nei quadri».
http://www.scuolabeatoangelico.it/for...
Profile Image for Eddy64.
597 reviews17 followers
February 27, 2025
Il primo romanzo di Lalla Romano si muove come molti dei successivi sul filo dei ricordi. Maria è la governante che la giovane coppia – la narratrice e il marito – trovano nella nuova casa come avesse sempre fatto parte di essa. Di origine contadina Maria è una delle tante che ha intrapreso la strada di andare a servire i signori, nubile e bruttina, un po' bigotta, silenziosa, attenta e molto dedita al lavoro. Diventa presto una di famiglia, indispensabile specie quando nasce il bambino, con il quale, nel ruolo di “tata”, avrà un rapporto speciale. Il racconto copre una ventina d’anni dagli anni 30 fino al primo dopoguerra e Maria segue la famiglia nei vari spostamenti, dalla provincia a Torino e di nuovo in provincia, sempre con la stessa dedizione, facendo sentire la sua mancanza nei pochi periodi di assenza. Questo canovaccio è in realtà il pretesto per raccontare le vicende della famiglia di Maria, una famiglia numerosa di contadini in montagna e di emigranti nella vicina Francia, un’esistenza dignitosa nella generale povertà, tanti fratelli, nipoti, bambini adorati da Maria e purtroppo tanti lutti da sopportare, sempre rialzandosi ad ogni disgrazia. Una famiglia che accoglie a più riprese – dalle vacanze allo sfollamento in tempo di guerra - la scrittrice con tutti i doveri di una naturale ospitalità in un rispetto reciproco che non viene mai meno. Una storia di stampo neorealista che predilige i toni intimi a quelli drammatici. Un linguaggio semplice e preciso per dipingere con poche frasi eventi, luoghi e situazioni, dalla provincia alle vallate cuneesi, fino ai viali torinesi. Non succede nulla di eclatante ed è forse l’unica pecca, la vita e gli anni scorrono rapidamente, guerra e dopoguerra scivolano tra le pagine e alla fine è Maria a salutarci, seria e silenziosa come all’inizio, anche se ora anziana vive quasi in miseria, con qualche rimpianto e tanta dignità. Tre stelle e mezza
Profile Image for Intervalla Insaniae.
141 reviews39 followers
November 8, 2021
Le lettere che compongono parte della copiosa appendice di questo libro mi hanno dato lo strumento alla luce del quale guardarlo: una vita insignificante come quella di Maria, che di per sé non ha niente -assolutamente niente- di attraente, viene nobilitata dalla scrittrice, che la prende, evidentemente colpita da qualche aspetto di questa insignificanza, e la modella vestendola di vaghezza -quante volte torna nel libro il concetto di “mistero”- e, quindi, di fascino.
O almeno, immagino che questa fosse una delle ambizioni di Lalla Romano, quando ha scritto questo libro.
Ahimè, su di me la vita di Maria, pur estrusa dalla faticosa trafila della scrittrice, non ha esercitato la benché minima curiosità. 
Non mi interessa la vita di una beghina; non mi interessano le vicende dei suoi parenti, né la vita al Villar; non mi interessa esser guidato nella ricerca del mistero dove è palese che non ve ne sia.
Non mi interessa leggere un libro scritto con una forma tale da farlo somigliare al diario di uno studente di scuola media
Non c’è niente, qui, almeno per me.
Leggendo del Villar ho ripensato a quel mostruoso villaggio di un altro libro, Eschberg, con quella spiacevole sensazione di essere tornato in un luogo meschino dal quale è meglio restare lontani.
Ho letto altri libri, libri meravigliosi, dove le esistenze mediocri di personaggi mediocri vengono eroicizzate e portate in apoteosi, senza retorica e con grazia.
Questo libro, invece, è mediocre al pari della sua protagonista, a tratti stucchevole. Mi passerà di mente come passa un sapore insipido: l’ho appena finito e l’ho già dimenticato.
Profile Image for Ilaria.
62 reviews5 followers
August 31, 2023
Al termine della lettura posso dire che, davvero, Alice Rohrwacher avrebbe mani, occhi e spirito adeguati a un adattamento di Maria - simillima la grazia del quotidiano, ché non è una lode vista la sua spontaneità così lieve, ma la degna mostra di ciò che spesso è dato per scontato, come spesso è data per scontato la parola (o accostamento di parole) semplice, capace di scoprire pure il fondo, in questo caso il secondo conflitto mondiale, causa della morte dei vicini parenti di Maria e, infine, della povertà sua e del Barba, lo zio.

Maria procede da un'estate a un inverno, classicamente integrati entro la vita umana e, come tali, suscettibili d'influenzarne l'andamento emotivo e il colore - e dunque, poco prima del cominciare dell'autunno, è il giallo d'api e vespe, del loro alveare murato e pianto, il ronzare che accompagna i passi di casa; l'inverno inaugura la morta esistenza dei poveri, costretti a mangiare brodaglia consegnata dai volontari, da cui la necessità di chiedersi se vi saranno sopravvissuti, se la Maria del Villar potrà rivedere, l'anno successivo, il suo bambino mai mutato, sempre uguale e sempre ricciolo.
Profile Image for Florilegium.
70 reviews1 follower
June 26, 2025
⚠️ possibili spoilers

Un 5 stelle come non ne vedovo da un po'. Un romanzo breve completo— trama, scrittura, persino l'uso della punteggiatura è magistrale.
"Maria" è una di quelle storie in cui non succede niente. Si Respira quell'immobilità tipica di Gente di Dublino, di alcuni romanzi e racconti della Ginzburg, di Pavese. È una storia in cui il sole picchia forte come nelle Langhe Pavesiane anche se non viene mai detto. I luoghi parlano, riflettono i protagonisti.
La voxe narrante e il suo bambino, le due persone strettamente legate a Maria, non hanno nome. Il focus è su Maria e la sua famiglia di cui veniamo a conoscere, come si suol dire, vita e miracoli. Ma è comunque mera informzioni, voci passate di bocca in bocca, perchè la vera azione non c'è mai. Quello che c'è è la vita al servizio degli altri di questa Maria, la sua solitudine taciuta e sopprtata dandosi senza freni. C'è la tristezza di una vita in cui la speranza fa poco. C'è il silenzio di una solitudine angosciante e un sorriso tirato.

Bello. Semplice. Eppure straziante.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Lily Pareto.
5 reviews
June 5, 2018
Not so good as I have read from the reviews, but I like very much books from Lalla Romano (not translated in english??)
Profile Image for Sara Ruggeri.
8 reviews
April 3, 2021
Un bello spaccato di vita dell'autrice, linguaggio forbito e dolce, ci fa immergere proprio nella vita di questa donna semplice ma estremamente speciale.
Displaying 1 - 10 of 10 reviews

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