Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata a Milano, dove era stata mandata dalla famiglia per cercare rifugio contro la persecuzione nazista, quindi fu deportata a Auschwitz il 2 agosto 1944. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di un Kapò, Elisa sperimenta l'orrore del più grande campo di sterminio. Eppure conserva il desiderio di vivere e una serie di fortunate coincidenze le consentiranno di tornare prima nella sua Vienna natale e poi in Italia. Da questo momento la sua storia cade nel silenzio assoluto, la sua vita si normalizza nasce un figlio e proprio la maternità è il segno della riscossa. È per lui che Elisa ritrova le parole che sembravano perdute per raccontare il suo dramma.
Rating: ☆☆☆☆☆ My Opinion: ✑I really don't know how to describe this book. It was like being naked and exposed to the world. Reading this story about Auschwitz and Elisa's life has been mind blowing and suffering. This is the story of a happy family destroyed by Nazism, of a young woman shattered by indifference and hate who survives and finally finds the courage to write her story and those of many others who have lost their voice and can't tell it by themselves . I cried and suffered while reading this book being in contact with such hatred, and in the other hand I was powerless before human cruelty's vilest demonstration. This book has mentally and physically tired me and made me feel upset and there are no words that can give justice to this autobiography so full of pain and darkness.
Un racconto di morte e di ressurrezione. Quello di Elisa Springer che, dalla natale Vienna, dopo una fuga per l'Europa dilaniata dalla guerra, si è trovata catapultata in quell'orrore chiamato Auschwitz, e, dopo anni di sofferto silenzio, ha deciso di lasciarci questa testimonianza commuovente, indelebile, a tratti cruda. Testimoniamza, che, oltre che per l'orrore testimoniato, colpisce per la forza di volontà di Elisa, per il suo morboso attaccamento alla vita, per la sua immensa dignità che le ha permesso di stringere i denti e andare avanti a vivere. Purtroppo l'umanità è stata anche questo. Strappalacrime.
Appena 120 pagine, ma capace di rendere in modo perfetto e vero la tragedia del popolo ebraico in quegli anni di terrore per l'intera europa. Leggendo questo libro vivrete anche voi le atrocità che hanno vissuto gli ebrei, proverete il loro dolore, vedrete anche voi la morte. Non piango facilmente leggendo i libri, anzi sono piuttosto "insensibile" a dire la verità, ma questa lettura è stata realmente devastante...ho pianto come non ho mai fatto in vita mia e tutt'ora me ne sorprendo. Alla fine del libro avrei solo voluto abbracciare Elisa Springer e piangere fra le sue braccia. Quello che ha vissuto quello che ha visto vanno contro ogni concezione di umanità, il Male ha un volto...ed ha le nostre stesse fattezze. Ricordare non solo per non commettere gli errori del passato, ma per rendersi conto che il male è più attuale che mai. I singoli individui possono fare la differenza. Una lettura da affrontare necessariamente almeno una volta nella vita.
Delicatamente brutale. Elisa Springer racconta con una dolcezza incredibile tutta l’amarezza del dolore che ha vissuto. Sono veramente colpita che una persona sia ancora capace di essere così dopo quanto ha sperimentato sulla propria pelle. Come sempre non riesco a immaginare come si possa sopravvivere a tanto, come sia fisicamente possibile per una persona vivere certe cose, ma soprattutto riuscire a sopravvivere Dopo. Ogni anno in occasione del 27 gennaio, sento che devo affrontare una lettura di questo genere. E naturalmente anche verso altre minoranze ed altri genocidi.
Mi diedero questo libro da leggere alle scuole medie e in questi giorni ho fatto una rilettura. Un libro molto forte e delicato che contiene la testimonianza di una Donna (ormai morta nel 2004) sopravvissuta ai campi di concentramento. Una donna che ha passato le pene dell'inferno, umiliata, a fare la fame,picchiata e marchiata con il ferro rovente solo perché di origine ebrea e nonostante ciò alla fine di tutto, dopo la sua liberazione e quella dei compagni, dopo essersi creata una famiglia prende il coraggio e la forza di raccontare la sua vita. "Un racconto di morte e resurrezione". Al solo pensiero di quello che ha subito Elisa Springer e altre donne e uomini mi vengono i brividi e tanta tristezza e la cosa ancora più brutta è che ancora oggi c'è troppa cattiveria al mondo. Soprattutto in questi ultimi mesi..... Consiglio questo racconto si legge in breve tempo è meno di 200 pag ed è molto scorrevole.
Come tutte le testimonianze di chi ha vissuto nei campi di stermino, anche questa merita di essere letta. Il dolore, il senso di perdita più assoluto, di essere soli al mondo, senza più una famiglia o dei cari a cui tornare. Il corpo che diventa scheletrico, il percepire Birkenau, dopo mesi dal suo ingresso, come una "normalità" a cui ormai ci si è "abituati", un luogo infernale dimenticato da Dio. Ma allo stesso tempo la capacità di rinascere, di voler continuare a credere e a vedere Dio, specialmente nelle nuove generazioni con la speranza che comprendano, tramandino, ascoltino. Una lettura dolorosa, importante, necessaria.
"Quell'inchiostro sul mio braccio non poteva in nessun modo essere cancellato, rimosso. Pochi potevano leggere attraverso quell'inchiostro, il significato di quel marchio impresso nella carne. Sulle nostre braccia, nelle nostre carni è raccontata la vita che ci era sfuggita, l'amore sottratto dei nostri cari, la disperazione della solitudine, i nostri sogni diventati fumo." (p. 74)
Importante testimonianza di una sopravvissuta ai lager nazisti. Il libro non è particolarmente impattante dal punto di vista dello stile ma merita di essere letto per rendere il dovuto rispetto a ciascuna delle vittime di quella follia.
Devastante. L'ho letto tutto in una volta. Dalle parole dell'autrice emerge tutto il dolore e arriva dritto al cuore. Un racconto che lascia senza parole.
Sotto molti aspetti, questo non è certo il miglior libro sui lager che mi sia capitato di leggere (anche perché purtroppo pesano i cinquant'anni di distanza tra gli eventi e l'atto della scrittura), eppure è quello a cui sono indubbiamente più affezionato: ho avuto il privilegio di incontrare la signora Springer durante la mia adolescenza e sono stato segnato molto dalla sua storia e dalla sua persona, ragion per cui mi avvalgo del diritto di essere spudoratamente e irragionevolmente imparziale.
La nostra voce e quella dei nostri figli devono servire a non dimenticare, a non accettare con indifferenza e rassegnazione, le rinnovate stragi di innocenti. " Il racconto della drammatica vita dell' autrice e la sua sofferta scelta di tacere prima e di testimoniare poi.
Finalmente un libro, che pur parlando di tragedie umane, lo fa con un tatto straordinario, senza il bisogno di entrare in dovizie di particolari, riesce a rendere l'idea dell'incubo vissuto. Davvero emozionante.
Non si può avere una vaga idea di cosa sia stato l'olocausto finché non si legge una testimonianza diretta, scritta con il dolore di una vittima. Ovviamente molto forte emotivamente,dal punto di vista prettamente letterario c'è qualche pecca di scorrevolezza . In ogni caso da leggere assolutamente.
Ho avuto il piacere di leggere questo BELLISSIMO libro studiando narrativa alle scuole medie..che dire..molto toccante,commovente, fluido e ben scritto!!! Super consigliato per ricordare quello che è successo a milioni di ebrei! Voto inevitabile: 5/5
Ho ritrovato dopo anni il titolo di questo libro fantastico che lessi per l'esame di terza media. E' stato uno dei libri più toccanti,commoventi e crudi che io abbia mai letto. Veramente bello!