Prima d’iniziare con quella che sarà una lunghissima recensione e una lenta agonia per i neuroni che mi sono sopravvissuti durante la lettura, vorrei precisare un paio di cosette.
La prima, è che questo libro mi provocava una paura non solo mentale, ma fisica. Sì, non sto scherzando! Non appena ho visto l’annuncio mi sono venuti i brividi. E io che pensavo che nulla potesse essere peggio di After. Invece l’editoria italiana ci tiene a ricordarmi quanto siano delle merde senza morale né etica. Ad ogni modo, il mio corpo si rifiutava di leggerlo, ma grazie a qualcuno di cui non farò il nome *coff*Michela*coff*, sono stata taggata in una video-recensione che faceva apparire questo libro divertente e quindi mi son detta: “Ma perché no, non deve essere così male come trashata!”
Oh My God! Cosa non è questo libro!!!
Seconda cosa. Io vorrei davvero complimentarmi con l’editore. Ci vuole davvero un grandissimo coraggio a lavorarci sopra. Davvero, lo ammiro. E mi dispiace per il povero cristo che ha dovuto correggere l’oceano di errori ortografici presenti nella fan fiction. Pace all’anima sua. Anche se si è sforzato, gli errori rimangono e si vedono. L’importante e che l’abbiano pagato tanto oro quanto pesa.
Terzo. Ho rivalutato After. Sì, non sto scherzando. Voi lo criticate tanto, ma ora gli darei volentieri una o due stelline in più. Perché anche se la storia è comunque una merda, è scritta bene. È leggibile. E che cazzo, non dovevo rileggere cinquanta volte lo stesso paragrafo per capire che succedeva.
Quarto. È possibile che in questi giorni siano volati parecchi insulti, che verranno emulati anche qui. Vorrei precisare che non c’è l’ho con l'autrice che ha scritto questa fan fiction. Insomma, è una cazzo di fan fiction e chiunque ha il diritto di scrivere. Ma mi urta il sistema nervoso che l’abbiano pubblicata e che tra un mese esca pure il seguito. Quindi il mio grande orrore va per la CE che ha pensato di emulare After.
No.
Sul serio.
No.
Poi stupitevi se la gente non legge.
Vi auguro di finire in banca rotta.
Ma bando alle ciance e iniziamo questa recensione che mi farà crepare prima della fine.
*e fu così che il kindle s’impallò durante la ricerca delle note*
*15 minuti dopo*
OK, è partito e, oddio, ho praticamente evidenziato il libro.
Direi che è il caso di andare per punti, giusto perché così mi faccio un ordine mentale. Fidatevi, c’è davvero un’accozzaglia di roba inutile. Per prima cosa, la trama!
Allora, la storia inizia con Chris che abita a Los Angeles (città proprio a caso). Ha una bella vita, o come dice lei “la vita perfetta”, ma quando torna a casa ha un brutto presentimento. Questo vuol dire che è pure una preveggente! Insomma, durante la cena i suoi genitori le dicono che devono trasferirsi a Miami (altra città molto a caso) perché suo padre ha avuto un lavoro migliore. Ovviamente giù attacchi d’isteria ecc.
Scena inutile dove i suoi migliori amici le regalano roba nemmeno fosse il suo compleanno.
Parte per Miami e durante il volo sogna un ragazzo mai visto (umanamente impossibile, ma dato che è una preveggente diamogliela buona. Dopo però voglio una lettura della mano, visto che la psicologia base non è contemplata in questa cosa). Arriva e due secondi dopo è contenta di essere lì. Sì, sono tutti bipolari in questa cosa, non preoccupatevi.
Vanno nella casa nuova che deve essere grande quanto lo Stato (vi spiegherò poi il perché) e decide di andare in spiaggia a godersi il mare. Qui incontra subito tre o quattro tipi fighi che ovviamente saranno a scuola con lei e due di loro se li beccherà in classe.
Insomma, promette molto bene.
Cam è il figo già fidanzato con una stronza di nome Susan ed entrambi la odiano; Nash è innamorato della sorella di Cam e Matt si fidanzerà con la nostra cara Chris.
Insomma, Beautiful.
Susan continuerà a fare scherzi e minacce a Chris, finché lei e Cam non si molleranno. E improvvisamente Cam inizia a fare il cagnolino di Chris. Ma scusate? Fino a due secondi prima non la odiava? Altro bipolare.
Nel frattempo Matt s’ingelosisce di lei al punto da diventare uno stronzo. Lei e Cam passano molto tempo insieme e la cosa non sfugge agli altri, che iniziano a sospettare qualcosa. Ovviamente Chris nega, anche se lei a prescindere si sente attratta da Cam (e due secondi prima lo odiava, lo considerava stronzo, non voleva averci niente a che fare e bla bla. Esistono i centri di cura, sappiatelo). Finirà quindi per baciarlo LEI, per prima, più volte.
Nel frattempo lei e Matt continuano il loro tira e molla, Sam (la sorella di Cam) si fidanza con Nash e poi Chris scopre che si taglia a causa del fratello (OMMIODIO, ma da cosa l’ha capito??? Forse perché per tutto il tempo non ha fatto altro che indossare felpe con 40 gradi all’ombra e faceva l’emo?). Chris riesce a far riappacificare fratello e sorella e inizia a sospettare che Matt la tradisca (te lo meriti. Ma proprio te lo meriti).
Già a questo punto volevo piangere e rotolarmi per terra o nuotare nel gelato per consolarmi. Sentivo i miei neuroni morire l’uno dietro l’altro, ma ahimè ho resistito e sono andata avanti.
Chris e Matt si mollano a causa di un piano architettato da Susan, che nel frattempo torna insieme a Cam. Chris attira qualsiasi pene disponibile sulla faccia della terra. Chris ha problemi perché i suoi ex migliori amici di Los Angeles la evitano.
Chris ha attacchi isterici e si consola con Cam.
Lei, la sua famiglia, quella di Cam e quella di Nash (credo?) vanno a Aspen per le vacanze invernali (stavo per scrivere infernali). Lei e Cam si mettono insieme (era ora porca troia), Cam molla Susan, Chris scopre che la sua ex migliore amica è morta per overdose. Lei e Cam vanno a Los Angeles di nascosto per il funerale perché ovviamente la madre di lei non voleva.
A Los Angeles, Chris “sistema” le cose con il suo ex migliore amico e i due tornano a casa. Fine.
Questa è la trama concentrata. Sì, fa schifo e vi siete persi tante chicche da paura, ma volevo stringere il più possibile per non scrivere una cosa chilometrica, dato che i miei neuroni sono già molto provati.
Ora che avete avuto un’infarinata (seppur disastrosa), passiamo ai dettagli più specifici.
high school. Ogni volta che leggevo “high school” avevo un attacco isterico. Ok, la scrittrice ha sedici anni. Non pretendo che sia una laureata in lettere, ma nel vedere le nuove generazioni speravo che avesse qualche neurone in più per capire che high school non è un cazzo di nome! Nemmeno la fantasia per inventare il nome di un liceo, guarda… E nessuno l’ha corretta!!!
Lo spazio. Non potrà mai fare l’architetto. Lo spazio in questo libro non esiste; sono in una realtà parallela. Casa loro: porta finestra che dà sul giardino che si affaccia sul mare. Sala con una parete in vetro con vista sull’oceano. E per finire la sua camera ha la vista sulla piscina. E già qui ho detto tutto.
L’high school di sta cippa. Corridoio con armadietti infiniti, un’aula, i bagni e i distributori automatici. E al piano di sopra i dormitori. Sì, avete capito bene. I dormitori al piano di sopra delle aule. Ok, ora non so se è possibile strutturalmente, ma tecnicamente i dormitori hanno da sempre una sede a parte. E già da qui ti fa capire quanto si sia informata.
Per tutto il resto: una spiaggia, qualche locale e palme. Miami si riduce a questo.
Il tempo di Miami. Su questo punto c’è un dubbio. Io e la scrittrice siamo entrambe di Padova e non penso che ce ne intendiamo molto dell’America. Per lo meno, mentre scrivo faccio le mie belle ricerchine, lei un po’ meno. Quello che mi stupisce è che man mano che il tempo passa a Miami piove SEMPRE. Solo per esigenze di trama perché così Cam deve venirla a prendere in macchina. Ma siamo sicuri che sia così? Voglio dire, facendo una ricerca di due secondi salta fuori questo: L'inverno a Miami è piacevolmente caldo. Le piogge sono abbastanza rare, e sono legate ai fronti freddi che ogni tanto possono arrivare dal continente fino al sud della Florida. Le ondate di gelo tipiche di ampie zone degli Stati Uniti quaggiù non arrivano: in fondo siamo quasi al tropico.
A sto punto scrivi che ci sono gli uragani, no?
Ribadisco: se dovete pubblicare una cazzata atroce come questa, almeno correggetela. Grazie.
Scuola italiana. Inutile dirlo, “high school” è descritta come una qualsiasi scuola italiana. Non ha azzeccato nemmeno questo.
L’età di Cam. Sempre collegato all’orrore di scuola, c’è qualcosa che non capisco. Chris ha sedici anni, Cam ne ha diciotto. Come minkia è possibile che siano nella stessa classe? Non viene specificato se Cam sia stato bocciato in precedenza, quindi… altra cosa che non ha azzeccato.
Sam. La cara sorella di Cam che lui tratta come una pezza e lei si taglia per questo. Fortuna che il periodo emo è finito da un pezzo perché ci pensano le dodici… dio, sedicenni. Scusate, ma sembra una roba da dodicenni e non ci posso fare niente. E non si sa perché ha un capitolo solo per lei. Solo uno! Che senso ha?
Susan. La stronza di turno. L’unica che riesce a eseguire bene il compito che le viene dato nella trama. A dire il vero non ho nulla da lamentarmi per il suo personaggio, a parte il fatto che è stereotipato in una maniera oscena.
Dialoghi. Oh, questo punto poi! I dialoghi per TUTTA LA FANFICTION sono osceni. Ci sono dei dialoghi talmente imbarazzanti che mi hanno fatta rabbrividire. Ok, voi continuate a dirmi che l’ha scritto una minkia di sedicenne, ma cazzo, avrà sentito almeno una volta il detto “parla come mangi!”. Il mio preferito ve lo copio. Devo.
«Allora, dimmi un po’... hai il ragazzo?»
Arrossisco. Nash mi sta chiedendo se ho un fidanzato! Ma è un sogno o cosa?
«No... tu hai la ragazza?»
Probabilmente ne avrà più di una.
«No» risponde sorridendo. «E quanti ragazzi hai avuto?»
Ma perché mi fa queste domande imbarazzanti?
«In realtà... non ne ho mai avuto uno» confesso.
Nash rimane a bocca aperta. «No... aspetta... dici sul serio?»
Perché sembra così stupito? Mi ha vista bene? Sono la ragazza più brutta della terra!
«Sì» confermo.
«Wow. Non l’avrei mai pensato... Voglio dire, sei una bellissima ragazza e immaginavo fossi già stata con qualcuno.»
Mi ha detto che sono bellissima? Il mio cuore potrebbe esplodere in questo preciso istante per quanto batte forte!
Descrizioni. Si potrebbe dire tanto su questo punto, ma in realtà le descrizioni non esistono in questo libro. Nemmeno per i personaggi. È tutto visto dal punto di Chris che ha il vocabolario di una bambina delle elementari.
Letture. Ovviamente Chris ammette che non le piace leggere. Oddio non l’avrei mai detto vista la tua cultura. Ma giustamente si legge Divergent. Libro a caso. La prossima volta mi aspetto Hunger Games e Harry Potter. Tanto si va a vedere al cinema Colpa delle Stelle.
Colonna sonora. È tipico che nei libri siano riportate canzoni o tesi, ma qui è il colmo. Qualsiasi canzone lei senta alla radio (ovviamente tutta roba ultramegaipersuper commerciale) è la sua preferita. Ogni cazzo di canzone. *facepalm*
Lexy. Insieme a Susan, c’è un altro personaggio molto stereotipato: Lexy. Lei scrive per il “giornalino della scuola” che in realtà si limita a essere una cozzaglia di gossip. Riesce a rendere bene l’idea della persona odiosa ma è inutile come questo libro dopotutto.
Il pene. Ecco, arriviamo al pene. Lei arriva a Miami e dopo un paio di mesi qualsiasi pene disponibile della zona le muore dietro. Fan fiction di ragazzine ormonate? Sì, si sente.
Alcool. Ovviamente è giusto che a sedici anni ti ubriachi. Posso capire se siano feste organizzate dai più grandi o dalle confraternite, ma qui la maggior parte vengono allestite dai genitori. E siamo sicuri che i genitori vogliono fare ubriacare una massa ignorante di bimbominkia? Misteri.
Niente sesso? Ecco, questo punto mi ha stupito. In questo libro non c’è sesso. Il che mi fa strano, dato che già a dodici anni le ragazzine di oggi sono più ripassate di una milf sulla cinquantina. Qualcosa mi dice che si daranno da fare nel prossimo.
Ah, già. Non lo sapevate?
Il 18 febbraio esce il seguito. Sì, dopo un mese. Perché non pubblicare qualcosa di decente o continuare le serie interrotte da anni? Troppa fatica. Troppi pochi soldi. Troppa poca merda da lanciare addosso ai lettori.
Altro da aggiungere? Uhm… Non saprei. A parte la morte idiota dell’amica per overdose credo di aver detto più o meno tutto.
Sì, insomma, credo sia il libro più brutto che abbia mai letto finora proprio perché è abbastanza illeggibile e pieno di errori logici. La psicologia fa acqua da tutte le parti, i clichè sono all’ordine delle pagine e boh.
Magari vi sono sembrata troppo dura. Magari vi sono sembrata la classica stronza perché in fondo lo sono. Ma non m’importa se l’ha scritto una sedicenne. Ci sono autori che hanno scritto a tredici, quattordici anni romanzi di un livello nettamente superiore. E se qualcuno batte la testa e ti fa un contratto, tu hai il dovere morale di correggere il testo, rivederlo e renderlo logico.
Ripeto, così come ho detto per After: se rimaneva una fan fiction non avevo nulla da ridire. Ma qui si parla dell’editoria e la cosa è un tantino più complessa.
Quindi, spero di non avervi tediato troppo e che questo schizzo mentale vi sia servito da monito.