Capitolo 1 e bam!
Inchiodata lì sul divano con famelica espressione da questolibromiterràsvegliafinoalleduedelmattinoe domanidevoandareallavoromasìchisenefrega.
Ottimo.
E invece no.
Mi sono ritrovata a sbavare a pagina 50 e non - come solitamente avviene- su un protagonista piuttosto figo carismatico.
Mi stavo talmente annoiando che la sera dopo ho dovuto riprendere dall'inizio perchè non avevo idea a quale punto del racconto fosse sopraggiunta la catalessi improvvisa.
Ma iniziamo dal principio,ovvero dalle pagine interessanti.
La giovane Dorothea - ma non chiamatela così per carità - si risveglia da un incubo terribile in cui una "presenza" oscura le ripete un inquietante cantilena: Doro,che cosa hai fatto?
Ancora non sa che la sua vita da normale adolescente sta per giungere al termine: quando infatti,come ogni mattina, entra nella stanza del fratellino neonato Kai, ad attenderla, invece delle solite urla da poppante impaziente, trova solo il suo corpicino immobile.
Quel preciso istante sarà il fermo immagine della sua vita.
Un anno dopo,finito il periodo di soggiorno forzato in un ospedale psichiatrico, Doro e sua madre si trasferiscono a Ulfingen, un piccolo paese di provincia, in cerca di un nuovo inizio.
Ed è a questo punto, molto probabilmente, che mi è salita,come si dice dalle mie parti, la "cocca" ovvero il colpo di sonno.
A parte il fatto che ne ho abbastanza di protagonisti che si trasferiscono in piccoli paesi di provincia - sembra che quasi che non ci siano altri modi per cambiare la propria vita - ci sono, ahimè, altri temibili clichè come:
A. Il vicino di casa,bello e tenebroso che si interessa inspiegabilmente alla nostra protagonista e che lascia la sua perfetta Barbie-fidanzata con impeccabile tempismo.
B.L'amico un po'sfigato immancabilmente cotto perso della nostra bella che, manco a dirlo, gli rifila subito e sembra ombra di dubbio un bel due di picche senza nemmeno nascondere le palpitazioni lussuriose per il sexy-vicino.
Insomma,le solite cose che,a lungo andare, intaccano il mio livello d'attenzione.
Il tutto procede con estrema lentezza fino a quando, una notte, Doro trova nel suo capanno un ragazzo, impaurito ed emaciato tanto da sembrare un fantasma, che le chiede aiuto: il diavolo lo sta cercando.
Il tempo di precipitarsi in casa a chiedere aiuto e il ragazzo è sparito.
O meglio ancora, quel ragazzo risulta essere Kevin, suicidatosi il giorno stesso dell'arrivo di Doro in città.
Un'altra prova della follia della ragazza o il diavolo si nasconde davvero a Ulfingen?
Ora.
Non posso e non voglio spoilerare, ma proprio nella scena del capanno succede qualcosa, qualcosa che noi in quel momento non sappiamo, ma che sapremo verso la fine del romanzo.
Sappiate che quel qualcosa è assolutamente improbabile.
E questo è male, perchè questo romanzo non è un romanzo paranormale per ciò mi aspetto che la storia in questione stia, per quanto è possibile, nei limiti del reale.
La parte thriller c'è ed è ben articolata e,come nella serie Mara Dyer della Hodkin, l'autore gioca la carta della follia e tenta di farci dubitare della salute mentale della protagonista.
Eppure manca qualcosa.
E'qualcosa che non riesco a descrivere a parole,quella sensazione che spazia a metà tra il desiderio di scoprire la verità e la paura di arrivarci, quella tensione sottile che ti porti dietro anche dopo aver chiuso le pagine e che ti spinge a dare un occhiatina dietro le tende,così tanto per sicurezza.
Quella sensazione che ho avuto con i romanzi della Hodkin e che qui, invece è mancata.