Questa, più che una celebrazione dell'amore omosessuale, è una celebrazione della meschinità e della cattiveria umane.
Parliamo di un romanzo scritto nel lontano 1899, un'epoca molto diversa dalla nostra, quindi provate a immaginare: se oggigiorno esistono ancora pregiudizi, come poteva essere a quei tempi? Le testimonianze storiche lasciano pochi dubbi, in merito. Processi, condanne, lapidazioni pubbliche, esili, se non addirittura reclusione e pratiche "rieducative" aberranti per "rimediare" alle tendenze omosessuali. Purtroppo questo libro denuncia proprio questo - l'inciviltà, l'inumanità e la presunzione di decidere cosa sia bene e cosa sia male, con conseguente punizione. Ma è anche una denuncia di cosa può arrivare a fare la gelosia, uno dei sentimenti più abietti.
Partiamo dall'inizio.
STORIA: si svolge in un luogo immaginario, un'isola, dove il Conte Henry si ritira a vivere nel proprio castello lontano dalla mondanità. È un giovane uomo dal carattere melanconico, riservato, poco avvezzo ai divertimenti e alla vita pubblica. Con lui Blandine, una ragazza che dopo un'adolescenza difficile - durante la quale sopporta uno stupro e una gravidanza che termina col parto di un neonato morto - arriva a lavorare per la sua famiglia. Tra i due inizialmente nasce una storia, ma quando Guidon, la "pecora nera" di una famiglia paesana dell'isola entra nella vita di Henry, quest'ultimo le si allontana progressivamente per intrecciare col giovane una intensa storia d'amore. Una storia che finalmente sembra "riconciliarlo con la vita". Saranno la gelosia e la voglia di vendetta di Landrillon, in principio alle dipendenze di Henry e invaghito di Blandine, e di Claudie, che aspira da sempre al matrimonio con Henry, a decretare la fine di tutto: uniti nei loro propositi e in un'alleanza spietata, colgono l'occasione della festa pagana annuale per aizzare la folla sprezzante e fanatica contro Guidon e poi Henry, intervenuto per soccorrere il giovane compagno.
PERSONAGGI: molto belli e perfettamente caratterizzati. Probabilmente è l'indiscutibile capacità della letteratura francese, ma in 180 pagine si ha un ritratto perfetto di ognuno di loro: Henry, melanconico e tormentato, che soffre della sua diversità, si condanna eppure non riesce a fare a meno di amare disperatamente Guidon; Guidon, disprezzato dalla famiglia che in lui non riscontra alcuna qualità e che trova invece in Henry un mentore, un amico, una guida, un uomo da amare; Blandine, forse la figura più bella di tutti per la sua devozione, il suo amore incondizionato, il suo spirito di sacrificio e la sua totale accettazione di Henry grazie alla consapevolezza del fatto che non sono le leggi umane a stabilire il bene e il male - bellissima figura. Questa donna forte, che non si piega, non cede ai ricatti, alle minacce, che affronta il dolore e la rinuncia all'uomo che ama con uno stoicismo ammirevole. Al contrario Claudie - la cui descrizione nei primi capitoli è davvero vivida e intensa, bellissima -, aggressiva, orgogliosa e vendicativa, che fin dalla prima apparizione trasmette tutto il suo carattere collerico; e, non ultima se non perfino prima, vera protagonista, la popolazione dell'isola, uno spaccato della società del tempo (e se vogliamo anche di una parte di quella moderna) che rifiuta, condanna, schernisce, disprezza; che emette giudizi serrati e si assurge a giudice in ultima istanza, al punto non solo di infliggere pene dolorose e umilianti, ma perfino goderne, trovarle giuste, vedere in esse lo strumento di "sanificazione" morale e sociale. Una vera belva. Le descrizioni della folla in tumulto, del delirio, della completa perdita di controllo che ne fa Eekhoud sono angoscianti, ma efficaci.
FORMA: non oso aprire bocca. Qui si parla di Letteratura, quindi c'è poco da "recensire". Al massimo posso dire se mi sia piaciuto o meno lo stile, ma ovviamente la risposta è "mi è piaciuto molto". Premetto che ho letto il romanzo in lingua francese e consiglio sempre, a chi riesca, di leggere in lingua originale perché ci sono sfumature e costrutti che tradotti perdono parecchio - nulla togliendo ai traduttori, parliamo proprio di diversità semantiche che per forza di cose variano. Poi il francese è una lingua particolare, più ricca rispetto all'inglese, come l'italiano. E diciamocelo: leggere in francese ha tutt'altro sapore. Senza tediarvi su quanto ami l letteratura di questo Paese, dico solo che la forma mi è piaciuta: chi non apprezza le descrizioni può trovarlo un romanzo lento, perché l'autore indugia spesso su comportamenti e "affreschi" psicologici e sociali dei personaggi, ma ci stanno tutte, le trovo imprescindibili. Senza tanta accuratezza descrittiva non si coglierebbero molti aspetti né dei protagonisti, né della società in cui si svolgono le vicende - che poi è il cuore del romanzo. Descrizioni sempre vivide e intense. Registro a tratti osato, se pensiamo al periodo storico, soprattutto quando parlano certi personaggi - in primis Landrillon. Questo è l'altro aspetto che ho apprezzato molto: la voce narrante mantiene un'impostazione pulita, alta, elegante; ma quando sono specifici personaggi a parlare, giustamente saltano fuori termini più "bassi", volgari (la madre di Blandine che le dà della "cagna", tra i tanti complimenti), rendendo perfettamente la loro estrazione. Penso che gli "autori" contemporanei dovrebbero imparare proprio questo: la voce narrante è un conto, quella dei personaggi un altro, ma sembra proprio che nessuno le distingua. Permettere l'uso di registri di dubbio gusto nella narrazione è un abuso che viene fatto nel nome del "per la situazione ci sta bene, è un contesto duro" etc. etc. etc. Ma assolutamente no. Se parlano i protagonisti è vero, è sensato; ma il narratore esterno non dovrebbe scadere in simile grossolanità.
In conclusione: leggetelo se amate gli aspetti storici e sociali delle storie. Non è un romanzo qualificabile come M/M, sarebbe perfino ridicolo definirlo con questa neologia. È una denuncia, un affresco sociologico, non una storia d'amore. In realtà della storia fra Henry e Guidon c'è poco - ma quel poco, credetemi, è intenso e commovente. Le parole che si scambiano e la resa della loro unione è molto intensa. La dimostrazione di come, quando le parole sono bene impiegate, ne bastano poche per rendere tanto. Meglio ancora leggetelo in lingua se masticate il francese. Io, ovviamente, lo consiglio. Poi come sempre sono gusti ;)