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王国 [Ōkoku] #4

Another World

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Kataoka Noni è la figlia di Shizukuishi e ha due papà, Kaede e Kataoka. In Another World, capitolo conclusivo della quadrilogia Il Regno, il percorso di crescita di Noni è ormai compiuto. Kaede è morto e Kataoka è un padre, a modo suo, amorevole.
Ambientata tra Mykonos, Okinawa e To¯kyo¯, la storia di Noni è la chiusura di un cerchio: torna la forza delle piante e delle pietre, l’amore della natura e quello, complesso e ingovernabile, tra gli esseri umani, il confronto con la morte e l’abbandono.
Un libro che è un invito a leggere il mondo oltre i confini e le gerarchie, a riconoscerci come parte di un unico sistema dove conta soltanto la verità delle sensazioni.

160 pages, Paperback

First published January 1, 2010

273 people want to read

About the author

Banana Yoshimoto

236 books9,211 followers
Banana Yoshimoto (よしもと ばなな or 吉本 ばなな) is the pen name of Mahoko Yoshimoto (吉本 真秀子), a Japanese contemporary writer. She writes her name in hiragana. (See also 吉本芭娜娜 (Chinese).)

Along with having a famous father, poet Takaaki Yoshimoto, Banana's sister, Haruno Yoiko, is a well-known cartoonist in Japan. Growing up in a liberal family, she learned the value of independence from a young age.

She graduated from Nihon University's Art College, majoring in Literature. During that time, she took the pseudonym "Banana" after her love of banana flowers, a name she recognizes as both "cute" and "purposefully androgynous."

Despite her success, Yoshimoto remains a down-to-earth and obscure figure. Whenever she appears in public she eschews make-up and dresses simply. She keeps her personal life guarded, and reveals little about her certified Rolfing practitioner, Hiroyoshi Tahata and son (born in 2003). Instead, she talks about her writing. Each day she takes half an hour to write at her computer, and she says, "I tend to feel guilty because I write these stories almost for fun."

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9 (3%)
Displaying 1 - 26 of 26 reviews
Profile Image for airibes.
40 reviews13 followers
July 6, 2020
Tempo fa avevo scritto una recensione in cui provavo a spiegare le intenzioni dei libri di Banana Yoshimoto. Era una recensione generica, che voleva trasmettere l'essenziale, lo spirito con cui questa autrice affronta i propri romanzi.
Dopo aver completato quest'ultima lettura, ho pensato di scrivere un'altra recensione più approfondita, dedicata ad analizzare le differenze fra i libri più recenti e meno recenti della Yoshimoto, e usando come riferimento Another World, che a mio parere incarna tutti i motivi per cui sono in molti ad affermare che la produzione più ultima della scrittrice non sia all'altezza di quella d'esordio. Di fatto, penso che questo sia il libro meno ispirato firmato da Banana che io abbia mai letto... E ne ho letti tanti.

La pubblicazione di Another World in Giappone risale al 2010. È l'ultimo volume di una quadrilogia, ma non commenterò questo aspetto.
Io credo che si possa tracciare intorno all'anno 2000 una linea che separa i "Vecchi" dai "Nuovi" libri di Banana; i vecchi sono quelli fortunati, che hanno avuto più successo e che generalmente sono stati meglio recensiti, come Kitchen (1988), N.P. (1990), Amrita (1994), ..., mentre fra i nuovi, oltre a Il Regno, credo che quello che s'è fatto più notare sia Il lago (2005), un racconto che ho letto qualche mese fa e che pur usando il "nuovo stile" della Yoshimoto mi ha veramente intrigata per la sua trama misteriosa dai risvolti inaspettati.

Come molti altri autori, anche Banana ha una sua ricetta ben definita, una lista di ingredienti che prende dalla credenza e ogni volta rimescola in modo diverso per creare una nuova pietanza, di cui cambia la consistenza ma non il sapore. L'impressione generale è che con l'avanzare dell'età la scrittrice non abbia di per sé cambiato ingredienti, ma che abbia perso la capacità di mantecarli in quel modo equilibrato e aggraziato che l'ha resa celebre. Non so se parte della responsabilità sia da attribuirsi al cambio di traduttore italiano. In ogni caso il risultato è che, se prima i suoi romanzi erano densi di atmosfere sospese, oniriche e misteriose, adesso faccio fatica a superare la sensazione di star leggendo un racconto pieno di situazioni incredibilmente fuori luogo. Ma concretizziamo: di seguito analizzerò per punti quali elementi hanno a mio avviso perso gusto.

#1
"Facciamo un gioco: facciamo che mi dici quello che pensi veramente, e non quello che pensi che sia giusto dire."

Punto uno: la modalità di interazione fra i personaggi. Banana non si è mai sforzata di creare dei dialoghi realistici, quei dialoghi che noi tutti intavoliamo quotidianamente, basati su alcune tacite convenzioni sociali alle quali fin da bambini impariamo ad attenerci. Ha sempre voluto, volontariamente (e questo forse alcuni criticoni non l'hanno capito), che i dialoghi fra i suoi personaggi fossero privati di questi filtri, fossero più cristallini e onesti, dei dialoghi che parlano dei nostri sentimenti, di quel che siamo e pensiamo nella nostra intimità... Quei dialoghi che spesso nella vita rinunciamo a fare per paura di imbarazzare o mettere a disagio i nostri interlocutori.
Mi sembra che soprattutto gli ultimi romanzi siano molto improntati sui dialoghi, mentre nei primi erano i pensieri fuori dalle virgolette a prevalere.
Ci vuole un certo equilibrio, un'abilità nello scrivere e nel creare l'atmosfera giusta, per far digerire questa tipologia di dialoghi ad un lettore. Ma nei libri più recenti Banana non si preoccupa più di questo aspetto. Anche ne Il lago avevo notato questa tendenza, ma ci ero passata sopra perché la trama in sé mi aveva molto rapita, cosa che invece in Another World non è avvenuta. Forse Banana pensa che ormai tutti la conosciamo e quindi può permettersi di saltare i convenevoli? Non lo so, ma sta cosa è un errore, perché se a 5 pagine dall'inizio mi piazzi questo scambio di battute fra due sconosciuti (occhio ora lo trascrivo eh), la mia reazione è: ma che cazzo.

"Buongiorno", gli dissi in inglese.
"Sei giapponese?" rispose lui in giapponese.
"Sì," risposi in giapponese.
Lui sorrise e disse: "Allora che ne dici di andare a Little Venice, sederci a un tavolo da qualche parte e guardare insieme il tramonto?"


Ma col cazzo. Ma chi ci viene con te a vedere il tramonto. Psicopatico. Stammi lontano o mi metto a urlare.
Vabbe. Scherzi a parte. Quando mai succede che due sconosciuti interagiscano così fra loro? Se sei cinico e razionale, probabilmente la risposta che pensi è "mai". Ma se credi nella fatalità delle cose (e Banana ci crede, poi lo vediamo meglio), sai che succede quando, come per magia, due esseri umani si notano in mezzo a una folla di persone e sentono una connessione speciale l'uno per l'altro. Bello, vero? La magia. Ecco, e però se è così, me la devi fa sentire sta magia. E non puoi avermela fatta sentire a 5 pagine dall'inizio che poi cioè la prima è il frontespizio e la seconda è il bigino su come si pronunciano le parole giapponesi. Dai!

#2
Cieca fede.

Qualche volta, attraverso i racconti, un lettore riesce a capire qualcosa sulla personalità o sulle opinioni che un autore ha nella vita reale. Una cosa che certamente si coglie dai libri di Banana è che si tratta una persona molto fatalista e molto vicina al mondo spirituale. Spesso i suoi personaggi hanno sensazioni e intuizioni irrazionali, nonché esperienze al confine con l'esoterico. Storicmente, l'autrice si è sempre mostrata tutt'altro che autoritaria sull'argomento: non ha mai scritto con l'intento di convincere e in più di una narrazione si è scagliata contro le cosiddette sette, i culti in cui si decide di credere ciecamente in qualcosa, non più perché lo si "sente" ma perché è un dogma.
Pur non condividendolo appieno, ho sempre trovato affascinante il suo modo di parlare della spiritualità e dell'occulto, proprio perché era un modo leggero, che lasciava il beneficio del dubbio e che era improntato sull'apertura mentale. Se nonché in tutta la saga de Il Regno Banana diventa dispotica: le erbe guariscono, se qualcuno non riesce a trarne beneficio è colpa sua, le cose stanno così, se non le percepisci significa che hai un animo insudiciato (parole sue oh). Insomma è improvvisamente divenuta apertamente critica verso chi non condivide la sua visione, e questo è fastidioso e infantile.

#3 (bonus)
Mare, sole e pizza.

Ora che ci penso, Another World, mi ha ricordato per un particolare aspetto un altro libro di Banana che non mi è molto piaciuto, che è Un viaggio chiamato vita (2006). È un saggio autobiografico in cui l'autrice racconta alcuni avvenimenti della sua vita e si sofferma a descrivere alcuni viaggi, cercando di evocare la meraviglia di scoprire luoghi mozzafiato come la Sicilia e la Toscana. Another World, si svolge parzialmente a Mykonos, ma poco cambia. Il punto è che la sua descrizione di questi posti è un po' ingenua. Come potrebbe esserla quella di un italiano che va in Giappone: è ovvio che, non essendo un nativo del luogo, ci sarà sempre qualche sottigliezza della cultura straniera che gli sfuggirà e che tenderà a stereotipare o a ignorare. Banana: lo sappiamo tutti che qui c'è il sole, la macchia mediterranea, si magna da dio e la gente è certamente più scialla che a Tokyo. E mi fa tenerezza che lo trovi così straordinario, per me che invece è la norma. Però io penso che uno scrittore, che dovrebbe essere una persona dotata di un'accentuata sensibilità, dovrebbe andare un po' oltre questi luoghi comuni. Se no io dico pesce crudo, geisha, manga. Ma non lo dico perché dai, possiamo fare meglio di così.

In definitiva non credo che il problema dei nuovi libri risieda nei contenuti, ma nel modo in cui essi vengono esposti. E per certi versi è un sollievo vedere che, mentre le sue storie giovanili erano cupe e tormentate, quelle odierne cerchino di trasmettere positività. Eppure non mi abbandona l'idea che qualcosa si sia inaridito e abbia perso il tocco. È lei o sono io? Un po', mentre scrivo e giudico, me lo chiedo. Ma per il momento, quando vorrò di nuovo provare quella sensazione di intimità e soprannaturale che rendono grande questa autrice, andrò a ripescare i suoi vecchi racconti, forse quello che ho sullo scaffale e che di tanto in tanto torno a sfogliare, che mi riporta ad un periodo preciso della mia vita che un po' mi appesantisce il cuore e per un istante mi fa rivivere il turbamento d'essere immersa in un angusto Sonno profondo.
Profile Image for Sonia.
360 reviews6 followers
July 9, 2021
Questo ultimo capitolo della serie “Il Regno” presenta inspiegabilmente un gap temporale di 20 anni rispetto al precedente. La voce narrante non è più quella della giovane e ingenua Shizukuishi, che parlava con le piante, ma della figlia a lei avuta dal sensitivo Kaede per il quale lavorava ed in seguito adottata anche dal di lui compagno Kataoka. La giovane Noni è il frutto quindi di una strana convivenza a tre. Attraverso una serie di flashback viene ricostruita la sua infanzia particolare, sempre in giro per il mondo con gli strani genitori, raramente a scuola, la mente confusa da strane teorie paranormali su veggenza, capacità divinatorie dei gatti, sensibilità delle pietre e delle piante. Venirne a capo non dev’essere semplice e quindi posso simpatizzare con la ragazza, che tra l’altro si innamora di un giovane vedovo conosciuto a Mykonos (che però era originariamente gay) dove lei si era rifugiata per riprendersi dalla delusione della fine della sua storia con una ragazza. La nuova storia sembra funzionare e ad aiutarla interviene anche il suo padre n°2, Kataoka, ora sposato con sua madre, dopo che il padre n° 1 Kaede è morto. Insomma nessuno di loro ha proprio chiare le proprie inclinazioni, ma purchè finisca bene, come si dice, buon per loro…
Possiamo tracciare un parallelo tra la madre Shizukuishi e la figlia, nella scelta degli uomini – Kaede e il vedovo Kino (entrambi disabili e veggenti - e della professione artigianale, nell’indipendenza e libertà, ma al di là di questo, non riesco a capire la necessità di questo quarto volume, così distaccato dai precedenti (a dire il vero anche la scelta di suddividere i precedenti in tre parti, quando avrebbe potuto benissimo raccontare il tutto in un unico romanzo, non mi è molto chiara). Comunque alla fine la giovane Noni riesce a mettere insieme tutti i pezzi della sua esistenza e a giungere alla conclusione che tutti e tutto fanno parte di un unico Tutto con il quale lei si sente finalmente in armonia, ed il messaggio spirituale finale è molto positivo.
Credo che nelle intenzioni della Yoshimoto ci fosse quella di creare un grande romanzo, ma penso che abbia cercato di infilarci dentro un po’ troppe cose senza approfondirne bene nessuna. I temi sono i suoi classici – spiritualità, perdita e separazione, l’amore per la natura e le cose semplici, il gusto per il bello delle piccole cose. La trama come sempre è scarna, ma possiamo seguire i pensieri e le riflessioni dei personaggi narranti, con quei loro tipici passaggi logici spesso difficili da capire (deve essere una forma mentis giapponese, non so). Nell’insieme direi che è però lontano dalla freschezza ed originalità dei suoi primi romanzi, ormai Banana sta diventando ripetitiva, anche se pur sempre rilassante.
Profile Image for Roberta.
181 reviews23 followers
August 12, 2017
Non è mai tutto bianco o tutto nero nel mondo di Banana Yoshimoto, c'è sempre una gamma di colori intermedi come dei sentimenti! Mi è piaciuto molto devo dire anche questo volume ed è perfettamente in linea con il periodo estivo visto che il mare è uno dei "fili" che ha unito i protagonisti!
Profile Image for GONZA.
7,440 reviews126 followers
July 5, 2017
Meh.....se non fosse stato l'ultimo libro di una quadrilogia non l'avrei nemmeno finito. Senza contare il fatto poi, che non mi ricordavo quasi niente dei tre che lo avevano preceduto. Quella che era la lenta discesa di una delle mie autrici preferite nell'insignificanza piú totale sta prendendo una certa velocitá.
Profile Image for Pietro Zerillo.
23 reviews
December 3, 2023
Amo davvero la scrittura di Banana Yoshimoto, ma con questa saga si è un po’ persa. Il suo stile rimane, la calma che arriva dalla sua scrittura anche, però, per quanto mi riguarda, quest’ultimo libro non trasmette quasi nulla.
48 reviews1 follower
May 22, 2020
Spesso e volentieri mi ritrovo a rispondere delle mie azioni riflessa a uno specchio, a me stessa, le mie scelte sono quasi sempre il frutto di una componente che non posso far finta di non avere: l’istinto. Io sono puro istinto, se ragiono troppo su qualcosa vuol dire che non è la scelta giusta. Vale lo stesso principio per la scelta delle mie letture, le scelgo senza ragionarci troppo e inizio un percorso sconosciuto, in cui so da dove parto ma non so dove arriverò.

Subisco il fascino dell’Oriente, in particolare del Giappone, e tornare a leggere autori come Murakami o Banana Yoshimoto è sempre un’esperienza di vita, perché grazie ai loro libri trovo risposte a delle domande che non ho il coraggio di fare ad alta voce. A quel punto, forse devo credere che esista un’energia sconosciuta secondo cui sono i libri a scegliere quando essere letti.

La tetralogia “Il regno” di Banana Yoshimoto mi ha polverizzato, mi ha fatto sentire grande ma anche tanto piccola, fino a sentirmi polvere. Ero inconsapevole che si trattasse di una serie di quattro romanzi; così quando ho terminato il primo “Andromeda Heights” avevo un grosso punto interrogativo, che ho cancellato piano piano con la lettura dei romanzi successivi: "Il dolore, la magia, le ombre", "Il giardino segreto" e "Another World".

“Il regno” è una tetralogia che tocca tanti punti nevralgici come il dolore, la sconfitta, la gelosia, il desiderio di maternità, l’amicizia, l’attrazione sessuale non corrisposta, il legame con la natura, i poteri paranormali, il potere curativo delle piante, la morte, l’abbandono, la cucina giapponese e ultimo, ma non per importanza, è il confronto tra nazioni diverse quando si parla di omosessualità. In Giappone vivere da omosessuale è motivo di vergogna, non è un legame sentimentale e affettivo riconosciuto dalla società. Strano che una società così evoluta sotto tanti aspetti, poi sia così conservatrice nel considerare i rapporti sentimentali in modo diverso a seconda della circostanza, questo disagio sarà tangibile in ognuno dei quattro romanzi.

Non ho voluto inserire il dettaglio dei quattro romanzi di proposito, mi basta dare l’input della storia di Shizukuishi e Kaede, e di tutti gli altri protagonisti che si aggiungeranno con estrema naturalezza e che si incastreranno perfettamente in una storia che lascia un’impronta sul cuore.

Il mio libro preferito tra i quattro? Mi sento di dire, senza troppi ragionamenti, il terzo: “Il giardino segreto”, infatti, è il libro in cui c’è l’ennesimo abbandono vissuto da Shizukuishi e ancora una volta ci sarà Kaede a spiegarle razionalmente che lo spazio e il tempo che lasciamo alle persone, è per chi vuole restare.
Profile Image for Emanuela.
176 reviews2 followers
December 18, 2025
Another World conclude magnificamente la quadrilogia Il Regno ed è quasi un'illuminazione per chi abbia avuto la pazienza di arrivare sin qui lungo un percorso spesso lento e a tratti faticoso.

Le dinamiche tra i protagonisti, Kaede (ormai morto) e Kataoka, Shizukuishi e l'arrivo della figlia Noni, esprimono al meglio le capacità della Yoshimoto di arrivare al cuore dei diversi caratteri, regalando osservazioni psicologiche inconsuete ed inattese. Tra di essi dipendenza ed amore convivono in maniera così simbiotica da divenire indistinguibili, assumendo una valenza pressoché identica.
I quattro personaggi, ciascuno a modo proprio, rappresentano la potenza pura della sincerità totale e si sostengono e valorizzano a vicenda.

Persino la morte viene percepita non come mancanza ma come sereno tramonto:
"La gente di qui seppellisce i propri morti negli appezzamenti di maggior valore. Le colline più illuminate, quelle da cui si vede il mare, sono piene di tombe. Sai perché? Per rendere grazie ogni giorno agli antenati, per farli star bene, perché far loro visita sia l'occasione di una piacevole passeggiata durante la quale conversare, e tenere pulite le tombe... In questo modo purificano anche i loro cuori.
Per Kaede noi abbiamo costruito una tomba analoga. " (p. 148)

Non mancano i temi cari all'autrice, l'analisi delicata delle complessità e dei risvolti dell'omossessualità in rapporto alla società "convenzionale", la personificazione dell'ambiente vegetale, il godimento del buon cibo, il saper assaporare ogni piccolo istante, colore, dono della vita, la consapevolezza della nostra fortuna.
"Devi guardare la luce che illumina questa precisa giornata, lavorare meglio che puoi con il corpo e con la mente, e vivere, sempre, semplicemente." (p. 150)
"La vita è breve, e se uno trova un posto in cui si sente a proprio agio, può anche fermarcisi e migliorarlo" (p. 151).

Kataoke (papà numero 2), il personaggio fino a qui più pragmatico ed apparentemente meno empatico, si rivela, alla fine, il più concreto e dotato di una solida consapevolezza, riassumendo in sé tutti gli insegnamenti cari alla Yoshimoto.

Consigliato davvero😉
Profile Image for Sara.
83 reviews4 followers
January 8, 2020
Premetto di non riuscire a essere troppo oggettiva quando si viene a parlare di Banana Yoshimoto. Ho letto relativamente pochi dei suoi romanzi, ma sono intimamente affezionata ad ognuno di essi.

Sono consapevole che la sua scrittura possa risultare ai più di un femmineo eccessivo, vuota e nostalgica. Ma proprio per questo rientra nelle mie corde e ad ogni volume vengo rapita dalla storia [senza tralasciare che uno dei personaggi di questo romanzo porta il mio nome].

Per due anni questi libro è rimasto silente a prendere la polvere sullo scaffale più remoto della mia libreria. Qualche giorno fa ho pensato a lui e mi sono detta ‘tu verrai con me’. Così è stato. Così l’ho letto in meno di ventiquattro ore, senza mai staccare gli occhi dalla pagina. Leggo i romanzi della Yoshimoto una volta ogni tanto, ma ogni volta che lo faccio è esattamente il momento giusto per scoprire cosa celano al loro interno. Le risposte che cerco. Come riesce a parlarmi la Yoshimoto, pochi altri. Anche questa volta la storia che narra potrebbe essere la mia, ciò che sta vivendo Nino e chi la circonda lo sto vivendo anche io in questo periodo particolare. Fa quasi paura, mi viene da piangere.

Qui più che mai tutto è fluido: maschile e femminile si intrecciano, vita e morte coesistono. Presente, passato e futuro hanno confini labili e relazioni convenzionalmente etero non hanno motivo di esistere. Nino non si capisce essere una ragazzina o una donna. Ma alla fine questo genere di etichette ha davvero importanza?

Profile Image for Luca Dofus.
203 reviews2 followers
April 27, 2024
Avrei voluto mettere 3 stelle ma ho difficoltà a farlo. Mi sono piaciuti i libri precedenti nella serie ma quanto l'ho trovato noioso e inconcludente. La storia va in circoli con poco progresso, i sentimenti vanno da 0 a 100 nell'arco di due righe, l'aspetto "soprannaturale" è esagerato, e non ce la facevo più di leggere 'papa' numero 2' ogni qualche riga (usare il nome no?).
L'unico lato positivo è l'apertura verso coppie diverse dallo standard imposto dalla società, della serie vivi come ti senti. Ma anche quello dopo un po' è iniziato a sembrare una forzatura (un tentativo di essere 'moderni' quando non contribuisce alla storia?).
Peccato :/

I was going to go for 3 stars but finding that hard to do. I like previous books in the series but I found this one boring and inconclusive. The story goes in loops with little progress, emotions go from 0 to 100 within a couple lines of text, the "supernatural" side of things is exaggerated and I could bear reading 'father number 2' any longer (what's wrong using the much shorter name?).
The only positive aspect was the welcome shown towards couples or different style of living than what society usually imposes, but even that after a while started seeming forced (perhaps a way to appear 'modern'?).
Shame :/
Profile Image for Jessica Puglia.
Author 1 book2 followers
May 7, 2021
È il capitolo conclusivo della serie "Il regno" di Banana Yoshimoto.
Questo libro è incentrato sulla figura di Noni, la figlia di Shizukuishi, cresciuta in una famiglia allargata, con due padri, una madre ed una nonna, tutti alquanto originali.
Qui il tema della famiglia non tradizionale è affrontato con delicatezza e determinazione. Noni cresce in un ambiente non convenzionale, ma è circondata dall'affetto dei suoi cari e può vivere liberamente la sua vita, senza essere giudicata e senza ipocrite convenzioni sociali.
Mi piace il fatto che spesso i personaggi ideati dalla Yoshimoto svolgono lavori artigianali o hanno piccole attività che permettono loro di realizzarsi a livello personale, e nel contempo, mantenere un buon equilibrio con il proprio privato. Sono persone che riescono a ritagliarsi del tempo per viaggiare, crescere e guarire dai colpi della vita. Questo è molto importante, soprattutto in una società come quella giapponese troppo spesso votata soltanto al lavoro.
Profile Image for Alessandro Amici.
Author 2 books4 followers
September 18, 2017
Capitolo conclusivo della tetralogia, "il regno". Rispetto agli altri tre risulta u po' èpiù sottotono e lascia alcuni punti oscuri che secondo me andavano chiariti: la protagonista è la figlia di Shizuikishi e Kaede; l'autrice accenna qualcosa su come è nata e sul rapporto tra lei e i genitori, e tra Kaede e Kataoka da momneto cui Shizuikishi rimane incinta, ma è tutto molto sommario. A parte questo, l'opera non mi ha trasmesso le stesse emozioni delle precedenti. In definitiva, il romanzo mi è piaciuto, ma non è alll'latezza degli altri tre. Comunque da leggere.
Profile Image for Robi.
199 reviews9 followers
September 11, 2020
Della serie Il Regno questo Another World non è certamente il mio preferito, ho trovato il punto di vista del tutto inconsistente, avrei preferito che continuasse a svolgersi attraverso gli occhi di Shizukuishi. Detto questo anche così lo sviluppo della vita di Kaede, Shizukuishi e Kataoka è quel qualcosa che mi ha spinta a continuare la lettura, perché è una bella storia e penso che meritasse di essere raccontata.
Come sempre ho scelto Banana Yoshimoto in un momento in cui avevo bisogno di essere coccolata (sia letterariamente che umanamente) e lei non delude mai.
Profile Image for Jive.
60 reviews
April 23, 2021
Tristezza,delusione e rabbia. Un libro conclusivo che secondo me non c'entra nulla con la storia narrata fino al libro precedente. Quando ti affezioni ai personaggi e pensi che nel prossimo libro ne scoprirai di più, ecco che invece non solo viene tutto stravolto, compreso il carattere della protagonista principale, ma soprattutto è decisamente slegato e abbozzato. Forse era meglio se si fermava con Il Giardino Segreto.
Profile Image for Pluviostar ~ (Adriano) .
151 reviews1 follower
June 9, 2021
Questo cambio improvviso di narrazione mi ha lasciato inizialmente perplesso, ma tutto sommato resta un altro piccolo bel libro. Un perfetto slice-of-life che ha il solo compito di raccontare frammenti di consapevolezze dettate dal concetto di mente, cuore e società.
Interessante, ma non mi ha lasciato vere emozioni come i precedenti 3.
A quanto pare questo era l'ultimo capitolo della quadrilogia. Finale aperto.
Profile Image for Amandale.
211 reviews5 followers
November 9, 2022

Quando mi guardava, papà quasi sempre sorrideva. Aveva lo sguardo di chi osserva qualcosa di bello in lontananza. Se qualcosa mi preoccupava, anche i suoi occhi si incupivano. Ma non smetteva di sorridere, era sempre un po’ oltre, come chi guarda un tramonto, e vorrebbe restare con te per sempre. Sentivo che mi osservava e pensavo che dovevo fare in modo di esserci sempre.
Profile Image for Arianna Fallerini.
178 reviews9 followers
August 2, 2023
Questo libro è la fine di una quadrilogia che era partita bene e che poi mi ha delusa sempre di più. Con quest'ultimo capitolo, ci siamo un po risollevati. E' tornata la magia e la profondità del primo libro che comunque rimane inarrivabile. Vengono fatte considerazioni molto toccanti sulla vita e sulla morte.
Un libro in puro stile Banana Yoshimoto (di suoi ce ne sono di migliori). Nulla di eclatante ma comunque rilassante, in generale ho apprezzato.
Profile Image for Elena.
758 reviews8 followers
April 25, 2025
Dai libri di Yoshimoto vengo spesso risucchiata. In questo caso è arrivato nel momento perfetto.
Un libro che parla di famiglie strane, di affrontare il lutto e di come le persone della nostra famiglia possano aiutarci e di come pezzi di chi se ne va restino in noi.
E poi si parla di questo mondo fragile, di poter vivere senza entrare nelle logiche capitaliste, di essere ai margini e accettarlo, starci bene.

Grazie Banana. Come sempre.
Profile Image for Giulia.
141 reviews9 followers
April 24, 2020
Considerato che sono quattro libri, decisamente l'opera di Banana di più ampio respiro, mi sarei aspettata un finale un po' più incisivo. Niente è realmente concluso, tutto scorre fluido. Tipico di questa meravigliosa penna del sol Levante, che ha la capacità di descrivere la natura dell'essere umano con tanta grazia.
Profile Image for Fabio.
41 reviews
August 14, 2018
Maledetta banana! Alla fine i tuoi libri sono sempre belli.... Però questa volta potevi evitare di dividerlo in 4.... Quasi 100 euro per un libro mi sembra esagerato... Confido e aspetto con ansia il prossimo!
Profile Image for Elisa Da Rin Puppel.
3 reviews1 follower
August 22, 2017
I am still reading her because I am a truly supporter and Banana is the reason why I've started to study Japanese ... but ... she is not the same of Taugumi or Lizard ...
Profile Image for Yupa.
780 reviews128 followers
November 18, 2017
Meglio dei precedenti tre volumi, più variegato, trama più spessa, ma siamo ancora ben lontani dalla sufficienza.
Profile Image for Giacomo Lanzi.
30 reviews
September 20, 2018
Classica letteratura giapponese, a volte un po' prevedibile negli argomenti trattati.
Comunque piacevole e intimo
Profile Image for Paola.
2 reviews
January 28, 2024
"Possiamo vivere vite straordinarie anche se nessuno si accorgerá mai di noi."

Di solito i libri della Yoshimoto mi piacciono molto, ma con la saga Il Regno ho avuto qualche problema.
Se i primi 3 volumi avevano la stessa voce narrante, quindi in un certo senso ti sei abituato al personaggio e conosci la sua vita, nel quarto volume la voce narrante cambia.
Il problema sorge quando c'é un salto temporale di 20 anni e alcune cose che ti possono fare capire le complicate dinamiche, scelte e le relazioni famigliari non vengono spiegate.
Se Shizukuishi (la voce narrante dei primi 3 capitoli) abbiamo avuto occasione di conoscerla bene e di capirla, per Noni (la voce narrante dell'ultimo volume) non si puó dire lo stesso. Forse al lettore manca proprio la parte dell'infanzia di Noni che é stata leggermente (secondo me) tralasciata dall'autrice.
Profile Image for Ania Marci.
345 reviews12 followers
October 28, 2018
Secondo il mio punto di vista, il libro più bello della tetralogia.
Displaying 1 - 26 of 26 reviews

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