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Donne in fuga: Vite ribelli nel Medioevo

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«Si può fuggire inseguendo un miraggio, una speranza di vita e di lavoro migliore. Si voltano le spalle a mariti violenti. Si schiude il battente di un convento nel quale non si voleva entrare e dove ogni giorno impone la sua pena. Si tenta di andare lontano da creditori e sfruttatori. Si scappa dalle case altrui, dalla servitù e dalla schiavitù, dalle mani rapaci dei padroni, dalla mancanza di diritti. Oppure si abbandona una casa, una famiglia, per tentare la sorte in un altrove indefinito, per un richiamo di curiosità, per non rimirare ogni giorno lo stesso limitato orizzonte»

Nel Medioevo le donne vivevano in una rigida sottomissione. Non assecondare la volontà della famiglia, non ubbidire agli uomini, padri, mariti o padroni, manifestare indipendenza di giudizio o di comportamento facevano di loro delle ribelli. Ma non sono mancate sante, regine, badesse, semplici monache, umili contadine, serve, schiave, eretiche, streghe, prostitute che hanno scelto di sottrarsi a destini segnati, resistendo, opponendosi, fuggendo. Donne decise a viaggiare, conoscere, insegnare, lavorare, combattere, predicare. O semplicemente a difendersi da un marito violento, da un padrone brutale. O a salvarsi la vita, scampando ai roghi dell’Inquisizione. Da Margery Kempe a Giovanna d’Arco, da santa Brigida a Eleonora d’Aquitania, alle tante ignote o dimenticate donne in fuga verso la libertà.

184 pages, Paperback

First published June 1, 2017

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103 people want to read

About the author

Maria Serena Mazzi

15 books5 followers

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Chiara F. B..
103 reviews14 followers
March 17, 2022
Un libro che è un pugno nello stomaco, per noi donne, per gli uomini. Per tutti. Il Medioevo, che ci sembra tanto lontano, chiuso, bigotto, retrogrado, qui esce in tutto il suo considerare la donna come oggetto, merce di scambio, a volte (troppe volte) peso. Un Medioevo che però, in tanto piccoli aspetti, non è poi così lontano dal mondo di oggi. E questo ci dovrebbe portare a riflettere. E parecchio. Un Medioevo a cui tante donne (forse anche di più di quelle che si ha testimonianza scritta) hanno cercato, in un modo o nell’altro, di ribellarsi; a volte riuscendoci, la maggior parte delle volte no. Proprio perché la donna non aveva diritti.
Fa riflettere leggere ora di queste donne, forti, consapevoli di loro stesse, delle loro capacità, del loro essere individui con sentimenti, non semplici “oggetti”. Fa riflettere perché si può capire quanto il loro lottare abbia portato le donne di oggi ad avere i diritti e le libertà che la società moderna ha.

«nessuno che vanti diritti su di lei,prerogativa di custodia, correzione, punizione,castigo. Nessuno che decida al posto suo, che parli in sua vece, che la obblighi a una scelta religiosa,che pretenda di rappresentarla, di escluderla dal mondo della cultura, del lavoro, della vita sociale e civile. Studiare, imparare, insegnare, scrivere, parlare, governare, muoversi liberamente. Decidere della propria esistenza. Molte delle donne in fuga che popolano questo libro lottavano anche per queste ragioni. Ognuna di quelle esperienze, ognuna di quelle ribellioni individuali, di disubbidienza alle leggi maschili, di resistenza alle ingiustizie e di rifiuto delle imposizioni ha deposto una minuscola pietra per la costruzione di un cammino comune, contribuendo con lentezza e con fatica, al trasformare nel tempo, idee, comportamenti, regole. Di quelle pietre sono lastricate le strade su cui le donne continuano, ancora, a fuggire.»
Profile Image for staeph.
67 reviews
February 14, 2023
Antologia densissima che narra storie di donne che nel Medioevo cercavano in tutti i modi di sottrarsi a una società violentissima e fortemente repressiva. La fuga poteva essere di tanti tipi (dal viaggio vero e proprio al convento) e molto spesso finiva decisamente male. Non è facile da leggere se si empatizza con le persone citate.
Purtroppo ho visto alcune analogie anche con la società di oggi che, per quanto possa sembrarci cambiata, ha ereditato moltissimo da quella cultura. Sarà scontato da dire, ma libri come questi li trovo necessari per conoscere meglio da dove arriviamo e capire come, ancora oggi, siamo influenzatɜ dalla cultura patriarcale.

Vorrei un libro per ogni singola donna citata.

Unico neo: sconsiglio di ascoltare l'audiolibro su Audible, la lettura l'ho trovata un po' piatta. Nulla di tragico ma non mi ha fatta impazzire.
Profile Image for Alex.
Author 3 books22 followers
May 30, 2025
Le situazioni raccontate sono pesanti ma la delicatezza e l'empatia dell'autrice, e le riflessioni che offre, le bilanciano bene.
Profile Image for Debora.
173 reviews8 followers
January 10, 2022
Il Medioevo che esce da queste pagine è brutale e privo di bellezza perché qui si racconta di tante che dalla bellezza e vivacità di quei tempi erano escluse. Una monografia scorrevole, mi ha fatto conoscere e approfondire alcuni aspetti meno pubblicizzati dell'epoca e infatti ho apprezzato in particolare la parte dedicata a schiave e serve. Ottimo apparato bibliografico.
Profile Image for Astéri.
63 reviews27 followers
January 24, 2018

"Ma dove stiamo, nel Medioevo?!"

Siamo sinceri: quante volte, mezzi increduli mezzi sconsolati, ci siamo posti questa domanda, fra diritti non riconosciuti, family day, mammine pancine del Signor Distruggere e chissà quante altre amenità? La maggior parte delle volte, il richiamo al Medioevo scatta automatico quando si dibatte su questioni di genere e sulle condizioni di vita delle donne. Ma quanto ne sappiamo davvero? A parte supposizioni e deduzioni tratte dallo studio di questo periodo storico, riusciamo davvero ad immaginare quale potesse essere la quotidianità di una donna vissuta nel XII, XIII, XIV secolo?

...la recensione continua su TBS - The Book Seeker !
Profile Image for Barbara Longo.
247 reviews
November 14, 2022
E talmente noiosa come lettura, incapace di aggiungere qualcosa di realmente tangibile hai già conosciuto sulla vita delle donne al tempo del medioevo, a tratti davvero farraginoso nella scrittura che ero quasi tentata di lasciarlo a metà ma lo porto in fondo. Onestamente una lettura che non mi sento di consigliare, gli ho dato due stelle solo perché c’è stato un minimo di ricerca, chiaramente visibile nelle pagine di questo libro, da parte dell’autrice.
Profile Image for Belzebù.
50 reviews1 follower
April 24, 2020
3 e mezzo o un quasi 4: un libro introduttivo e sintetico, una summa della condizione femminile nel Medioevo, pieno di spunti per ampliare le proprie analisi e con una bibliografia tutta da esplorare, sicuramente utilissimo
Profile Image for Giulia G.
12 reviews1 follower
June 5, 2023
Una lettura molto interessante indipendentemente dall’interesse o meno verso il Medioevo. Tempi bui, immaginabili per l’umanità e per le donne. Conoscere le storie di alcune delle donne del medioevo non cambia quello che è accaduto loro ma crea un filo, una consapevolezza, una sorellanza.
Profile Image for Angela.
182 reviews5 followers
November 19, 2018
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La condizione della donna nel Medioevo era di totale sottomissione al volere degli uomini: padri, fratelli, mariti, figli, ma anche legislatori e responsabili delle istituzioni, padri della Chiesa, predicatori e teologi. Tutti insomma potevano decidere del futuro e del destino delle donne tranne che le donne stesse, costrette ad adeguarsi a una vita che nel migliore dei casi non corrispondeva alle proprie inclinazioni e desideri, ma che nella maggior parte dei casi significava anni di sacrifici, umiliazioni, soprusi, violenze, stupri.

Queste sono le donne del Medioevo. Donne che non hanno alcuna voce in capitolo nelle proprie scelte, che non possono avere sogni o progetti, escluse dal mondo dell'istruzione e della cultura, che non possono possedere né beni materiali né denaro, che non possono disporre del proprio corpo, che non possono decidere in cosa credere, che non possono nemmeno dimostrare liberamente la loro intelligenza o la loro determinazione.

Molte di loro hanno deciso di ribellarsi a questa condizione, alcune di esse ce l'hanno fatta, della sorte di altre non sappiamo più nulla, molte sono morte o sono state arrestate e giustiziate.
Ma tutte le donne citate in questo libro hanno questo in comune: hanno cercato di fuggire. Ognuna a modo suo, attraverso diverse modalità, secondo le proprie disponibilità e capacità, e secondo le proprie esigenze, ha tentato.

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Stavolta non si tratta di un romanzo, ma di un saggio. Un ottimo saggio ricco di testimonianze di donne più o meno famose, da Giovanna d'Arco la cui storia conosciamo tutti quanti, ad altre donne di cui si conosce a malapena il nome e le cui vicende sono state estrapolate da antichi documenti o registri e di cui si perdono poi le tracce. Donne di ogni estrazione sociale: dalle nobildonne promesse in spose dai genitori in giovane età per stipulare convenienti alleanze, a quelle costrette a prendere i voti e a recludersi in un convento per tutta la vita, dalle donne benestanti o figlie di mercanti, alle povere ragazze vendute come serve o prostitute.

Tante ragazze, tanti destini, e in tutte lo stesso sentimento di rivalsa nei confronti di un sistema incapace di riconoscere i loro diritti e che non è in grado di tutelare nemmeno la loro dignità di esseri viventi. Ragazze stanche di essere considerate oggetti, di essere considerate deboli e incapaci di giudizio, o bisognose di essere costantemente guidate e corrette.
Queste donne hanno percorso strade pericolose che le hanno condotte spesso alla morte, ma non sono mai state sole, perché quelle sono in fondo le stesse strade che milioni di donne in ogni epoca e in ogni luogo hanno percorso, come un flusso costante di anime attraverso la storia, e che purtroppo sono costrette a continuare a percorrere ancora oggi.
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