Jump to ratings and reviews
Rate this book

Tabù

Rate this book
Quando Piero Origo seduce Emilia, la moglie del suo migliore amico, si sente un antropologo dell’adulterio che studia il tradimento come un rito di passaggio universale. Piero cerca il limite oltre il quale la tavola della legge va in frantumi, così i “triangoli”, la vita in una comune dove regna l’anarchia sessuale, l’amicizia con un sacerdote che tenta di imbrigliare il suo edonismo, l’incontro con una giovane vergine dai sogni purissimi, fino al ritorno di Emilia, misteriosamente velata, saranno tappe di un viaggio nella volontà di violare il comandamento-tabù che, in una società che non rispetta nulla, incute ancora soggezione e attrazione: non desiderare la donna d’altri. Un romanzo di grande respiro e felice immoralità dove lo spirito dei great american narcissists – Updike, Mailer e Roth su tutti – incontra il nichilismo di Houllebecq e la raffinatezza sensuale e ironica di un Buñuel.

360 pages, Paperback

Published June 8, 2017

3 people are currently reading
89 people want to read

About the author

Giordano Tedoldi

17 books10 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
3 (4%)
4 stars
23 (36%)
3 stars
22 (34%)
2 stars
12 (19%)
1 star
3 (4%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Laura Gotti.
596 reviews610 followers
Read
June 14, 2019
Io un voto non glielo so dare. Un romanzo molto particolare, una scrittura come non se ne trovano quasi mai, e già questo, ma una trama claustrofobia che, a parere mio, non regge la lunghezza del romanzo.

Le prime duecento pagine, intense, con un linguaggio che richiede attenzione, con i pensieri dei personaggi che non ti danno tregua, mi ha ricordato un po' The pregnant widow di Amis, forse per l'ambientazione, forse per l'idea. Ma era pronta a gridare al capolavoro, all'oddio cosa mia sono persa, non riuscivo proprio a mollarlo.

Poi la terza parte, la più debole in assoluto. Entra in gioco Padre Eusebio e la religione. E io qui mi sono persa. Ci Volevo vedere un po' de La scuola cattolica di Albinati (capolavoro assoluto) ma invece ci ho visto solo uno sfilacciamento dei pensieri e delle idee. Mi ha catapultato in un mondo pseudo fantastico che o non ho capito - ma giuro che l'italiano lo capisco - o proprio mi ha portato da un'altra parte dove non volevo essere.

Il finale riequilibra un po' il testo, ma io mi ero scocciata.

È un po' come quando conosci qualcuno e l'entusiasmo iniziale è a mille. Poi bevete una birra, si stabilizza il tutto e beh un po' ti scocci, la meraviglia te la dimentichi alla svelta e rimane questa birra che si scalda e la voglia di finirla in fretta.
Profile Image for Giusy Pappalardo.
172 reviews23 followers
July 15, 2017
Immaginate di trovarvi in una città non ben identificata, una città piuttosto antica, attraversata da un fiume, con palazzi bellissimi e spesso abbandonati al disfacimento del tempo.
Immaginate di entrare in uno di questi palazzi e di trovare una scala. Un palazzo antico, ancora ben tenuto, con qualche affresco alle pareti. Immaginate di salire queste scale, fatte di piccoli gradini, scale che vanno su, verso una sola via d'uscita, la sensazione a volte può essere opprimente mentre andate. Immaginate di essere riusciti di arrivare in cima, si vede una sola porta che si apre verso l'esterno. Immaginate di attraversarla. Ciò che si presenta al vostro sguardo, ai vostri sensi, è un panorama vertiginoso di naturale bellezza: le montagne più alte e le vallate più verdi, cascate, torrenti, laghi e fiumi, le quattro stagioni tutte insieme, la pioggia e il sole, un paesaggio tale da provocarvi il riso e il pianto insieme, quella cosa che sembra felicità ma chi lo sa poi che cos'è.
Questo è Tabù di Tedoldi. Questo è lo stupore che mi ha provocato.
La storia nei romanzi non mi interessa mai più di tanto. Men che meno in un libro scritto con stile schizofrenico, perché ciò che è reale e ciò che è frutto della mente umana si sovrappone, si scambia di posto ed è reale tutto perché pensato.
È un romanzo d'amore e sull'amore, celebrato nelle forme purissime e spirituali, e nelle forme più carnali. I corpi si smembrano, muoiono e riprendono vita, vengono umiliati per antiche colpe.
Il divieto morale, il Tabù regola le nostre vite, innesca desiderio.
Incesto, tradimento, morte, cannibalismo, castità sacerdotale, superstizione religiosa, tutto ciò gira attorno a sentimenti che anche nella follia umana restano quelli: l'amore più forte è quello che dura. L'amore nelle sue varie forme. Anche nutrirsi di un morto per farlo continuare a vivere in noi è amore. Simboli, immagini evocative, narratori che cambiano ad ogni capitolo. Non posso e non so svelarvi di più di questo libro. Posso dirvi che mi ha schiantato nelle ultime pagine, per la consapevolezza con cui parla di tutti noi e dei nostri destini, in cui l'amore, quello profondo, quello che reca senso, c'è sempre, nonostante noi.
Profile Image for Stefano Solventi.
Author 6 books73 followers
August 5, 2017
Nella prima parte ricorda uno Houellebecq un po' più languido e un po' meno cinico, con la prima persona del protagonista impegnata a sfilettare il groviglio di certe meccaniche sociali e sentimentali, fino a raggiungere il bianco dell'osso antropologico, sospeso tra ossessione e disincanto.
Quando però ti aspetti che l'intreccio si snoderà sempre più morboso e spietato per tutte le 360 pagine, ecco il cambio di prospettiva, un passaggio di testimone dell'io narrante e quindi uno scarto di temperatura emotiva, di angolazione stilistica, di immersione spirituale. La vicenda ti risucchia in un labirinto sempre più oscuro e simbolico, dove i tabù si consumano come tappe di avvicinamento a una verità che sfugge, si sottrae, come se fosse il centro vuoto di un carosello allucinato.
Ne esce un romanzo complesso che sembra sussurrarti continuamente una dimensione parallela al narrato senza però offrirtela, un gioco snervante e fascinoso di allusione ed elusione, che pure si affronta agilmente, grazie a capitoli asciutti, intrisi di riflessioni agili e sferzanti che mirano a sfrondare le stratificazioni culturali che rivestono, edulcorandola, la frizione di esistere.
Particolarmente riuscita la definizione dei personaggi per come sfuggono a una definizione rigida, per l'abilità con cui vengono non scolpiti ma abbozzati in un perimetro di formicolanti possibilità.
Profile Image for Antonella.
118 reviews19 followers
Read
September 23, 2022
Abbandonato. Non so se momentaneamente o definitivamente, devo pensarci.
Profile Image for Massimo Magon.
78 reviews2 followers
August 15, 2017
Mi capita ancora una volta - a dire il vero è solo la seconda, ma due su due - di leggere un romanzo pubblicato nella collana narrativa della casa editrice Tunué anticipato da un'ordalia diffusa di comunicazione a senso unico, a dir poco riduttiva, che isola l'aspetto più evidente e allettante del testo, in entrambi i casi di natura sessuale, e lo usa per presentare il romanzo senza preoccuparsi di esaurire in modo semplicistico, certamente ingrato, la ricchezza e il policentrismo ambiguo di opere che dovrebbero essere analizzate più accortamente perché dicono molto di più di quello che invece viene rappresentato.
La prima volta si è trattato di "Dalle rovine" opera prima di Luciano Funetta, vero sì ambientato nel mondo del porno estremo, ma il cui oggetto narrativo è semmai la violenza che dilaga nel mondo globale, sotto l'indifferenza dei nostri sguardi: purtroppo di questo, al tempo, si parlò poco o nulla dando invece enfasi a una materia meramente pornografica, quella sbagliata.
Il caso di Giordano Tedoldi, alla sua seconda prova da romanziere, seppur simile è distante da quello di Funetta. Tedoldi è scrittore già noto, la cui prosa alta e ricca, di indubbia qualità, soprattutto a confronto con quella dei suoi contemporanei, appaga i cultori di una lingua colta e ricercata senza essere fine a se stessa. Eppure, benché apprezzato, incomprensibilmente, Tedoldi resta ai margini dell'editoria che conta davvero, quasi che non ne venisse accettato, addirittura esiliato: l'impegno che ne richiede la lettura e l'eccentricità delle storie che trama probabilmente fungono da deterrente per un mondo editoriale poco coraggioso, guidato dai risultati commerciali più che dal merito letterario e dalla valorizzazione dei talenti. C'è quasi da chiedersi se non ci sia dietro dell'altro, magari di davvero ridicolo, un ostracismo dovuto a una qualche forma scaramantica o a uno scherzo. Certo Tedoldi è prolisso, poco incline alla velocità e alla banalità, dà l'idea di seguire ossessivamente i propri impulsi, sfoggia una cultura schiacciante con superbia e indifferenza, insomma è sopra le righe. Per Tunué un bel colpo! Il suo nuovo romanzo era atteso e come tale è stato divorato e rielaborato da un nugolo di recensori e addetti ai lavori che si sono in fretta e furia sbizzarriti a dispiegarne le pagine, anche quelle più oscure, tutti alla ricerca di dotti riferimenti filosofici, psicologici e letterari che stessero al passo col livello elevato proposto dall'autore, allontanandosi però dal comunicare davvero il testo e a rendergli merito.
I più sono d'accordo a muovere le mosse dal Tabù cui far risalire il titolo: Piero Origo desidera Emilia, la moglie del suo migliore amico, e infrange la regola, che si riflette nel divieto, ovvero la seduce e se la scopa (o si lascia scopare). Questo è il gesto quasi insignificante - nessuno può davvero pensare che sia spregevole, andiamo - che viene qualificato come il tabù infranto. Narrato con un piglio tra lo spregiudicato e l'eroico, innesca le vicende che si susseguono in un arco temporale difficile da determinare: l'evoluzione del triangolo si espande e coinvolge altri personaggi, tutti connessi da legami sanguigni e assoluti quanto labili e insani, materia che passa continuamente di stato senza mai fissare la propria realtà: come i migliori amici si tradiscono così gli indifferenti si soccorrono, gli sconosciuti si accoppiano e fanno figli, le promiscuità si moltoplicano. In una specie di comune dell'amore libero i rapporti sessuali sono intrattenuti con chiunque sia consenziente senza possibilità che nessuno sollevi gelosie o vendette, reclami proprietà, e diventano il presupposto fisico di una analoga fluidità dei sentimenti che scorrono da uno all'altro, scivolano senza mai abbandonare la qualità della mutevolezza per fissarsi su di un unico oggetto, apparentemente senza nessuna ricerca, nemmeno quella del piacere. Il sesso è semplicemente l'unico vissuto concreto dove l'esistenza si proclama giustificando qualunque desiderio. Far risalire il tabù che dà il titolo all'opera al semplice desiderio compiuto per la moglie di un amico sembra allora semplicistico: più che un tabù da infrangere il palpito del romanzo appare essere un tabù già infranto. Quando la letteratura canta, l'oggetto del canto è spesso già agonizzante. Abbiamo già detto addio a molte tradizioni culturali che parevano eterne e abbiamo già detto addio anche al sesso come lo conosciamo; da qui a pochi anni sarà possibile ottenere piacere da macchine robotiche e l'uomo e la donna si faranno trovare ben pronti perché si crea sempre ciò che si ricerca e nessuno si preoccuperebbe di inventare e procurare all'umanità macchine sessuali se non ve ne fosse la stessa necessità di un farmaco che cura una malattia o di una tecnologia che doma una fatica o aumenta il guadagno. Allora quale sarà la qualità delle relazioni tra umani?
Come già nei suoi scritti precedenti (Io odio John Updike, I segnalati), Tedoldi lambisce il fantastico nero, la fiaba assurda dai contorni oscuri e osceni. Non svela né rivela nulla del reale oggetto della sua narrazione, se non che si tratta della Crisi sulla bocca di tutti. Ma la sua visione è certamente unica e imprevedibile e la cripta romantica resta inviolata, sfuggente, ben protetta come una prostata difficile da ammalare ma anche da guarire. Resta uno dei potenziali talenti della narrativa italiana: saprà un giorno liberare il suo potenziale rendendolo accessibile a tutti e non solo a una sparuta élite di edotti e pazienti lettori? Riuscirà a scendere davvero verso il basso anziché continuare a salire verso un alto sempre più solitario? Si spera di sì.

"Cominciai a darmi addosso coi pensieri, mancandomi i coglioni per farlo con le cose: Piero Origo, che tu fossi un disastro l'hai sempre saputo, però la tua vita girava, c'era una musica, un ritmo che di anno in anno mutava e tu lo ascoltavi, e accordavi le tue azioni. Sei andato a tempo, si può dire. Se per caso invece ti fosse toccato di fare il contrario, Piero Origo, cioè di dare tu il tempo, a che ritmo avresti battuto le mani? Visto che per te non vale nessun punto di riferimento, che sia il sole, l'educazione, l'origine, i nomi, gli altri, o l'amore. Nessun amore. Mai. Tu, Piero Origo, nella vita non hai amato mai. Tra madri, maestre, sorelle, bambine, figlie, allieve, nessuna ti ha mai conosciuto veramente e da nessuna ti sei fatto conoscere veramente. La colpa è anche loro, che si sono fidate. Che altro dobbiamo fare? chiedeva Danilo. E chi lo sa. Di sicuro piantarla, non scrivere sempre lo stesso libro come un idiota".
Profile Image for Iole.
8 reviews1 follower
August 7, 2019
La fatica di Sisifo nello spingere il masso della lettura lungo questo delirante caos non risolto, l'ho attribuita a una serie di motivazioni che si sono infrante di fronte al fatto che ho letto con molta più velocità e comprensione La montagna incantata di Mann (ben 703 pagine). 
Sono arrrivata alla fine del testo, sentendomi presa in giro da uno stile letterario che vorrebbe assurgere a eccellenza ma non riesce per mancanza di capacità, per inesistente talento, per narcisismo emotivo. 
Da domani, si inizia una nuova lettura. Ma questa volta so di andare sul sicuro, affrontando il talento di un purosangue di razza. Finalmente la fatica è finita. 
E chiedo scusa a Mann, se mi sono permessa di paragonarlo a Tedoldi.
Profile Image for Fede La Lettrice.
839 reviews88 followers
October 26, 2017
Non mi è piaciuto lo stile e neppure il contenuto: il primo, volutamente caotico, non sfocia da nessuna parte, sbatte il lettore un po' a destra e un po' a manca senza raggiungere uno scopo (ovviamente per come l'ho percepito io), il secondo l'ho trovato banale e noioso.

Tabù
Giordano Tedoldi
Editore: Tunué
Pag: 361
Voto: 2/5
Profile Image for Max.
204 reviews6 followers
January 6, 2023
Se il tuo scrittore preferito è Fabio Volo, probabilmente questo libro non fa per te. Lo è se cerchi una scrittura densa e articolata. Forse troppo: dopo un inizio entusiasmante diventa via via sempre più magmatico e, nonostante le diverse stratificazioni e i cambi di prospettiva, risulta zoppicante. Carnale e postmoderno, poco accessibile.
Profile Image for giurai.singolo.
70 reviews2 followers
June 30, 2020
Un romanzo destrutturato e destrutturante, che costringe a guardare alle relazioni della vita come tasselli necessari ma parziali, tutti bisognosi di pienezza e verità.
Displaying 1 - 10 of 10 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.