Amici da anni, Ascanio, Daniel, Marina e la loro compagnia di Viareggio non desiderano altro che trascorrere una tranquilla vacanza insieme, ma il destino ha altro in serbo per tutti loro. Gli ulfhednar di Odino sono tornati e la Garfagnana non è più un posto sicuro da quando Raul ha preso il comando del branco del Vello d’Argento. Spetta ad Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre Terra, contrastare i suoi progetti di dominio, aiutato dal suo compagno Daniel, un ulfhedinn fuggiasco che ha imparato ad apprezzare la vita tra gli uomini. Ma dietro le mire espansionistiche del violento e indegno Alfa si nasconde un’ombra antica, disposta a tutto pur di aggrapparsi alla vita.
«Per questo continuiamo a provare. Per rendere onore a chi è caduto, per vincere le nostre paure e promettere a noi stessi di non fallire più.»
Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.
Come sempre, la lettura di un fantasy italiano -per di più "locale", scritto e ambientato dalle mie parti- mi provoca una certa dose di timore.
Un po' del pregiudizio ereditato da diversi titoli non all'altezza letti in passato, un po' il pensiero di poter non essere imparziale per una questione... territoriale, e un po' la paura di essere più critico del dovuto per cercare istintivamente di bilanciare la parzialità. Insomma, per me una lettura di questo tipo è sempre una sfida.
Di questo autore avevo letto in precedenza una raccolta di racconti che non mi era affatto dispiaciuta. Ma come mi sarei trovato con davanti una storia di licantropi e maghi che intreccia la mitologia norrena con i monti della Garfagnana?
A quanto pare la risposta è "insospettabilmente bene". L'inizio mi ha fatto storcere un po' il naso, tra il "Molto molto prima" che mi aveva creato più perplessità che altro, e l'introduzione al gruppo di amici che mi è parsa troppo... didascalica, frettolosa. Qualcosa del tipo "ecco, i personaggi sono questi, le relazioni tra loro queste, ora partiamo, su".
Questo però è stato solo l'approccio iniziale. Andando avanti con la storia, si acquista ritmo e si divora capitolo dopo capitolo accanto ad Ascanio, Daniel e i loro compagni. Ecco, un punto di forza inaspettato del libro è che i comprimari sono caratterizzati molto bene, pur se rapidamente, e quasi tutti hanno una voce ben definita, un carattere riconoscibile. Magari un po' troppo esasperati, ma va bene così: la Dottoressa, Gianni-pedia, Aurora e Dominic, Markus e Martin, Rufus... alla fine ci si ritrova quasi a tenere più a certi personaggi di supporto che non ai protagonisti.
Ascanio, discendente di maghi (anzi, Officianti), in contatto con la natura e in grado di piegare gli elementi al proprio volere. Più o meno, visto che il suo predecessore era il bisnonno, che aveva abbandonato la famiglia quando sua nonna era piccola, e solo negli ultimi dieci anni ha cominciato a imparare la magia studiando, da autodidatta, i suoi diari.
E poi abbiamo Daniele e Marina, due fratelli licantropi senza più un branco, salvati un giorno per caso da Ascanio e da allora rimasti con lui. I licantropi hanno parecchie qualità soprannaturali oltre a quella ovvia, e si dicono discendenti dai guerrieri di Odino. Anche se ormai gli antichi dèi sono scomparsi e i licantropi sono ben lontani dalle terre del nord.
Abbiamo un po' di storia, con le persecuzioni subite da Officianti, licantropi e ogni altra creatura magica nel corso dei secoli per mano dei Figli di Cardea, una setta dedita allo sterminio di ogni creatura soprannaturale che opera nell'oscurità e a contatto con i potenti da sempre: al fianco della Chiesa, dei nazisti...
E abbiamo una grande minaccia che si stende sui monti della Garfagnana, un'ombra che si sta allargando per fagocitare tutto.
Magrado i timori, la mitologia nordica e le leggende locali si sposano bene, i personaggi funzionano alla grande e superati i primi capitoli ci si ritrova immersi felicemente nella lettura. In più ci sono diversi colpi di scena niente male.
Un buonissimo fantasy italiano, ambientato in italia e costruito sul folklore locale. Fantasy a km 0!
Uno splendido romanzo fantasy italiano, ambientato nelle suggestive campagne Toscane. Se volete guardare i boschi e i paesini in modo diverso, allora non potete perdervi questa avventura ricca di mistero e magia.
I personaggi sono così ben strutturati che sembra di averli al proprio fianco con il passare delle pagine. Il migliore è Ascanio, che è un mix complicato di sentimenti. E’ diviso tra la sua compagnia di amici, che vorrebbe proteggere dai segreti che conosce, e scoprire qualcosa di più sui suoi poteri. L’essere un officiante è parte integrante della sua personalità. E’ un ragazzo curioso, che vorrebbe trovare una spiegazione e un equilibrio nelle forze dalla natura. Per questo non teme la vicinanza di Daniel o Marina.
Questi due ragazzi sono infatti un mistero. Sono dei Ulfhednar, guerrieri in grado di risvegliare la potenza e l’agilità dei lupi. La loro società vive ai margini, nascosta tra i boschi, per evitare di venire in contatto con gli umani. Peccato che il cuore di Daniel batta per Ascanio, rendendo quasi impossibile separare i due ragazzi. E’ grazie a Daniel che scopriamo il passato di questi esseri sovrannaturali, che hanno una vita lunghissima e hanno attraversato decenni cercando di non dare nell’occhio.
Per questo l’ingresso in campo di una figura minacciosa, con poteri oscuri, sembra rompere la quiete a cui si erano abituati. La tensione e l’incertezza si accumulano, mentre attraverso dei flashback scopriamo qualcosa in più su questo personaggio misterioso. Non è un personaggio cattivo senza alcuna motivazione e, per quanto le sue azioni siano condannabili, si capisce cosa lo ha spinto a diventare ciò che è.
Gli elementi sovrannaturali sono ben armonizzati nella trama. Non sembrano calati dall’alto, ma al contrario sono ben ragionati. C’è la giusta dose di spiegazioni, dialoghi e azione, che rende la lettura molto piacevole. Il fatto che sia stato pubblicato anche un seguito ci permette di godere a pieno del finale aperto, che ci spinge a leggere il prima possibile il prossimo volume.
“Ulfhednar War- La guerra dei lupi” è un romanzo del 2017 di Alessio Del Debbio, edito da il Ciliegio Edizioni: si tratta di un urban fantasy un po’ particolare, la cui ambientazione è il tratto sicuramente più caratteristico.
La storia si svolge in Garfagnana, in provincia di Lucca, un’area geografica nota per i suoi boschi e le leggende popolari su streghe e guaritori: è proprio quest’ultimo aspetto a venire approfondito nel libro, primo di una trilogia, in cui si narrano proprio le vicende di Ascanio e Daniel. Il primo è un officiante della Madre Terra, l’ultimo di un’antica stirpe, mentre il secondo è un ulfhedinn, una specie di lupo mannaro, creatura che permette al libro di unire la mitologia norrena alle tradizioni della Toscana.
Il romanzo presenta i tratti classici di un urban fantasy, con un grande approfondimento alla tradizione nostrana: ho apprezzato molto l’idea di utilizzare le numerose leggende popolari italiane, anziché propendere per un’ambientazione esterna, e utilizzarle per creare un mondo fantasy così vicino a noi.
I personaggi sono molti in quanto l’autore presenta le vicende della classica comitiva di amici, unendola a figure più oscure e diaboliche: personalmente ho apprezzato molto il personaggio di Dominic, figura che, con le sue continue lamentele, faceva da ponte tra l’ambientazione fantasy fatta da guerrieri coraggiosi e pronti a tutto e il mondo urban del quotidiano, con le preoccupazioni di un padre di famiglia che voleva semplicemente farsi delle vacanze tranquille.
Consiglio il romanzo a chi è amante delle tradizioni nostrane e dei fantasy, dal momento che apprezzerà l’unione di questi due generi.
L'ho divorato, ogni attimo libero finiva tra le righe di questa storia, dove elementi della tradizione e delle leggende nordiche si sposano con uno squarcio d'Italia, in un susseguirsi di eventi incalzanti, assieme a frammenti di passato abilmente gestiti dall'autore, che non confondono il lettore, né spezzano la tensione. Narrazione scorrevole, che rivela l'abilità di Alessio Del Debbio, che riesce a esibire stile e precisione, senza mai rendere pesante la lettura. Azione ed emozioni sono un mix perfettamente gestito, con un epilogo davvero eccezionale.
Ottimo, ottimo, ottimo! E' stata una lettura entusiasmante, anche se pure questo è solo un primo libro. Trama per nulla scontata, intrecci ben delineati e che ti sviano al punto giusto, finale stangante, personaggi perfetti in tutte le loro imperfezioni, una lettura entusiasmante nel mondo dei lupi, gli ulfhednar di Odino, i suoi guerrieri prediletti la cui origine è ben lontana da quanto sia nell'immaginario comune. Belli e ben presentati e caratterizzati tutti i personaggi coinvolti, dai protagonisti ai comprimari, Del Debbio mostra una fantasia e un'abilità creativa e di scrittura degna di essere molto più pubblicizzata dei tanti inutili youtuber pompati dalle big. Sono soddisfattissimo del libro e, dal momento che è appena uscito il secondo, non vedo l'ora di averlo in ebook per rituffarmi tra le foreste della Garfagnana.
Ho iniziato a apprezzare Ulfhednar War dopo qualche pagina. Prima ho dovuto fare mente locale. Nuova storia e nuovi personaggi sono per me sempre un mistero. Presa confidenza con loro però tutto è cambiato. Mi è quasi sembrato di far parte di quella cerchia di amici che lottava per la sopravvivenza. Alessio Del Debbio utilizzando una struttura particolare per tutta la durata della storia è riuscito a far coesistere diversi mondi e diverse realtà senza annoiare mai e far stagnare la storia. Un libro con molte pagine che però non deve spaventare perché lo stile è scorrevole e le pagine volano letteralmente. Una vicenda che in un certo senso si conclude, ma che lascia in sospeso alcune questioni che saranno poi sviluppate nel secondo volume. Il mio invito è quindi quello di leggersi il libro senza l'ansia di un secondo volume, perché la storia è comunque godibile. Un libro adatto ad ogni età, un libro che riesce ad accontentare i giovani per le tematiche e le azioni, e quelli più grandicelli per la serietà dei temi affrontati.
Si può scrivere fantasy contemporaneo ambientato in Italia? Sì, questo libro ne è un ottimo esempio. Una trama che si dipana tra presente, passato, passato remoto, con tantissimi personaggi, alcuni dotati di poteri, diciamo così, altri del tutto normali, ragazzi come tanti. L'autore prede spunto dal folklore toscano e dalla mitologia germanica, ma non mancano riferimenti alla storia del nostro paese. Ottimo ritmo, tanti colpi di scena, un romanzo completo e appassionante. Sto leggendo il secondo volume della saga! Consigliatissimo.
Fantasy tutto italiano, anche nell'ambientazione, in grado di catturare il lettore con una storia originale e ben strutturata, personaggi dall'ottima caratterizzazione e una scrittura molto curata. Ho molto apprezzato la resa dei salti temporali e l'intreccio di trama.