“Bellissima, ma tremendamente sbagliata.” Questo pensa Mattia, quando vede Emi per la prima volta. Sorriso malizioso, una cascata di riccioli rosso fuoco, sembra una contraddizione vivente: di giorno fa volontariato e lavora come cameriera, la notte si trasforma in una provocante artista del burlesque. Ma guai ad avvicinarsi: il suo corpo è un’arma che Emi usa per sedurre e abbandonare tutti gli uomini che provano a conquistarla, il solo modo per dimenticare il passato, le violenze e i tradimenti subiti quando era ancora una bambina. Di innamorarsi non è capace, o almeno così crede, perché quando il caso le fa incontrare Mattia, il suo cuore indurito all’improvviso si scioglie. Spesso, però, l’amore da solo non basta: ci vogliono impegno e coraggio per far funzionare una storia, e Mattia non è sicuro di averne. Emi per lui è semplicemente troppo – troppo bella, troppo impulsiva, troppo complicata. Non riesce a lasciarla andare, ma neppure a sceglierla davvero. E lei, che potrebbe avere qualsiasi uomo, si ritrova a sfidare il destino, i pregiudizi e il peso dei ricordi per dimostrargli di non essere un errore. Ma l’unico errore da non commettere mai è provare a cambiare chi si ama, ed è solo quando sta per perderla che Mattia si accorge di quanto Emi sia importante per lui: ora lo sa, ora la vede. E per riaverla è pronto a mettere in gioco tutto se stesso.
Maria Venturi è una scrittrice e giornalista italiana. Dall'età di 7 anni vive a Brescia. Qui si è sposata e sono nate le sue figlie gemelle. Dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di Lettere antiche alla Statale di Milano, dove studia con Mario Fubini. Pubblica i primi racconti sul settimanale Novella, che all'epoca è un giornale di narrativa diretto da Giorgio Scerbanenco. A 25 anni inizia la stesura di un romanzo. Ne invia la trama e le prime otto cartelle a Italo Calvino, presso la Einaudi. Tre mesi dopo arriva la risposta: una lettera autografa con l'invito a portare a termine il libro. Ma questo romanzo resterà incompiuto perché nel frattempo la Venturi è stata assunta da Novella con un contratto di sei mesi e ha iniziato il pendolarismo da Brescia a Milano che durerà oltre vent'anni. Il contratto le verrà rinnovato, ma il posto è a rischio perché è stata decisa la chiusura del settimanale di narrativa. Verrà salvato e trasformato da Enzo Biagi in un rotocalco di attualità ed è a lui che Maria Venturi deve l'assunzione definitiva e il praticantato. Diventa giornalista professionista nel 1970 e trascorre due anni in giro per l'Italia come inviata con Sandro Mayer. L'alternarsi di tre direttori (Antonio Terzi, Benedetto Mosca e Paolo Occhipinti) rappresenta un'ottima scuola.
Nel 1979, dopo esserne stata caporedattore e vicedirettore, la Venturi assume la direzione di Novella 2000. Nel 1981 Paolo Occhipinti la chiama a dirigere lo storico settimanale Annabella, che pochi mesi dopo diventa Anna. Il “filo diretto” con le lettrici inizia con una rubrica di posta, che andrà avanti nel periodo difficile della crisi della casa editrice, del passaggio di proprietà e dell'amministrazione controllata. Nell'ottobre del 1986, la Venturi lascia Anna mantenendo un contratto di collaborazione con altre testate del gruppo: prosegue la posta con le lettrici, scrive articoli e interviste, inizia una rubrica di critica televisiva sul settimanale Oggi e collabora con il Messaggero di Roma. È Oreste Del Buono, capo della divisione libri, a riportarla alla scrittura di un romanzo. Il suo input: che sia “spudoratamente avvincente, romantico e popolare”. Le invia un pacco di libri-guida di famose autrici americane: Judith Krantz, Barbara Taylor Bradford, Danielle Steel. Nasce Storia d'amore. Il regista Duccio Tessari ne acquista i diritti e nel 1987 diventa una miniserie televisiva interpretata da Margherita Buy. Questo romanzo apre alla Venturi le porte della fiction e altri tre romanzi diventeranno serie di successo: La storia spezzata (1992), La moglie nella cornice (1992), Il cielo non cade mai (1993). Nel 1998 la Venturi crea il soggetto di Incantesimo serie che curerà con gli sceneggiatori Gianfranco Clerici e Daniele Stroppa per sette stagioni e dal quale verrà tratto l'omonimo romanzo. Orgoglio (2004) è un'altra lunga serialità prodotta per la Titanus di Goffredo Lombardo: la prima parte supera i 13 milioni di telespettatori. Butta la luna (2006) e Paura di amare (2010) sono le sue ultime fiction. Ma la Venturi prosegue anche l'attività di giornalista e nel 1997 riceve al Quirinale il premio Saint Vincent. Tra i riconoscimenti ricevuti come scrittrice, tiene particolarmente al premio “Baccante” di Matera. Nel 2011, Umberto Brindani, direttore di Oggi, le ha affidato la rubrica “ Lezioni d'amore”. Nell'ottobre 2014 pubblica Niente è per caso, storia di un amore irripetibile che riuscirà a sopravvivere a dieci anni di errori, ostacoli e distacchi. Nel 2015 riprende un romanzo scritto quasi vent'anni prima, lo rivisita, lo amplia. I giorni dell'altra uscirà ad agosto per Rizzoli.
Recensione di Sara – Ora mi vedi di Maria Venturi Smeraldine buongiorno, eccomi oggi a parlarvi di un romanzo a mio avviso molto forte e per nulla convenzionale, Ora mi vedi di Maria Venturi edito da Rizzoli. La trama proposta, a mio avviso, non rispecchia in alcun modo la profondità e l’intensità della storia raccontata nel Romanzo, per questa ragione vi consiglio di non leggerla.
Devo essere sincera, ci ho messo molto tempo a terminare questo libro e ammetto di averlo abbandonato e ripreso più volte. Non perché fosse scritto male o la storia fosse insulsa anzi, bensì per il tema trattato, almeno nella prima parte della storia. Un tema purtroppo all’ordine del giorno ed attuale: la violenza sui minori. Una problematica per me molto difficile da digerire e quindi da leggere.
Ho apprezzato molto il modo in cui l’autrice ha affrontato il problema, diretto e crudo ma al contempo rispettoso e sensibile. Un mix perfetto che ha fatto sì che il lettore sentisse la tragicità dell’accaduto da un lato e, allo stesso tempo, come l’essere umano sia in grado di superare una tale esperienza dall’altro. E’ un romanzo di rivincita e di rinascita, ma anche di speranza per chi si è trovato, suo malgrado, ad affrontare una simile esperienza.
La prima parte del romanzo è incentrato sul racconto del passato di Emi, una bambina che troppo presto ha imparato quanto possano essere crudeli gli adulti. Emi proviene da una famiglia disastrata e problematica, abbandonata dalla madre, viene affidata alle cure della nonna. Cure si fa per dire: la nonna, anche lei donna problematica, frequenta personaggi poco raccomandabili, che la introdurranno nel mondo della prostituzione, della droga e della criminalità in generale.
Purtroppo in questo giro disgustoso finirà anche la piccolissima Emi. Grazie però alla denuncia di una prostituta, Patty, molto vicina alla nonna, verrà salvata da quella terribile realtà in seguito ad una retata dei carabinieri. Emi da quel momento entrerà nella spirale dei servizi sociali e finirà sotto l’ala protettiva di Stefania, una determinata e capace psicologa infantile, che insieme al maresciallo dei carabinieri Mauro D’Aquino, prenderà a cuore il suo caso.
Stefania e Mauro sono le due persone più adatte per aiutare la piccola Emma, o almeno è quello che crede e che spera il Giudice Minorile che ha in carico il suo caso. Stefania è una madre single, di una bambina, lasciata dal marito per un’altra donna e Mauro è un padre single, lasciato dalla moglie che si è rifatta una vita e si è trasferita in un altro paese, trovandosi così a crescere da solo un figlio, Mattia, quasi adolescente ormai.
Mauro e Stefania, insieme al giudice minorile, prendono a cuore la vita e il futuro di Emi. Selezionano per lei una famiglia che all’apparenza sembra perfetta per crescerla, ma si rivela un fiasco. Insieme decidono che la soluzione migliore per Emy è quella di essere affidata a Patty, la prostituta che ha vissuto con lei nella casa degli orrori, quella che più si avvicinava ad una figura materna e che ha messo a rischio la sua stessa vita per il bene di quella bambina, documentando e denunciando quello che avveniva in quella casa e quello che stavano facendo ad Emi.
Ma purtroppo la legge non ammette redenzione, se hai sbagliato una volta rimani etichettato a vita. Ed è quello che è successo a Patty, non importa se Emi con lei ha piano piano recuperato il suo stato naturale di bambina, la sua innocenza e la sua spensieratezza, non importa se ha cominciato finalmente a dimenticare e a fidarsi anche del genere maschile. Per la legge il passato di Patty non ha i requisiti per essere una buona madre adottiva, e cosi Emi viene nuovamente scombussolata e traumatizzata e viene affidata ad un’altra coppia ritenuta più idonea a crescerla. Così si conclude questa prima parte del romanzo, Mauro e Stefania perdono le tracce sia di Emi, che vive con la nuova famiglia in una nuova città, sia della stessa Patty.
Come detto prima, il romanzo si compone di due parti e la seconda parte è dedicata alla Emi da adulta. Sono passati vent’anni, ora Emi è una giovane bella donna ma che porta ancora dentro di sé quel dolore e quel disagio provato da bambina. Usa il suo corpo come scudo protettivo per i sentimenti e le emozioni. Lei non ama gli uomini, li seduce e li abbandona come a volersi vendicare dei mostri che le hanno strappato l’innocenza.
Ma si sa che la vita ama mischiare le carte in tavola alle volte e, come in questo caso, l’elemento che metterà in discussione le convinzioni di Emi nei confronti dell’amore e del rapporto con il sesso opposto, ha un solo nome: Mattia. Anche lui, sebbene ferito ed indurito dalla vita, non sarà immune al fascino di Emi, ma ne sarà anche spaventato tanto da provare addirittura a cambiarla. Ma se si ama una persona, non la si può cambiare, non è giusto, bisogna solo a accettarla così com’è, e Mattia, spaventato dalla sua storia e dal suo modo di fare, lo capirà solo con il tempo. Riuscirà Mattia a vedere la vera Emi? Riuscirà ad amarla per quello che è?
Parallelamente alla storia di Emi bambina e giovane donna, l’autrice ci racconta un’altra storia d’amore e di rinascita, quella tra Stefania, la psicologa e Mauro, il Capitano dei Carabinieri, che hanno lottato con tutte le loro forze per aiutare Emi. Una storia d’amore tra due persone adulte e già segnate dalla vita e dal dolore: entrambi hanno cresciuto i propri figli da soli e hanno dovuto lottare per il loro amore.
Questo romanzo merita di essere letto perché parla di una storia reale, romanzata è vero, ma quello che è successo ad Emi purtroppo capita quotidianamente a bambini innocenti! Per molte di voi la lettura è spesso un momento piacevole e di relax e alle volte si tende a non voler leggere di brutture, ma purtroppo queste cose accadono e, grazie al racconto e al modo di scrivere della Venturi, possiamo averne una visione reale e comprenderne a pieno la tragicità senza cadere nello scabroso!
Ero riluttante a completare questo romanzo, son sincera, vista la prima parte, ma vi posso assicurare che è valsa la pena arrivare fino in fondo! Perché, nonostante il tema molto forte, lancia un grande messaggio di speranza!
In passato ho studiato per diventare una assistente sociale e, nel corso dei miei studi, ho incontrato spesso casi come quello di Emi. Ad alcuni di questi bambini la vita non ha regalato una sorte migliore ma a molti di loro, per fortuna, la vita è cambiata! Il destino, in questi casi, è supportato anche dalle istituzioni e da persone ragionevoli che fanno davvero l’interesse del bambino mettendo in discussione a volte la stessa legge in cui dovrebbero ciecamente credere.
Io sono solita fare recensioni prolisse, piene di dettagli, ma questa volta ho scelto volutamente di farlo per farvi rendere conto di che romanzo state per leggere! Perché dalla sinossi sembrerebbe una banale storia d’amore tra una ragazza problematica ed un ragazzo che non sa come gestirla. Ma in Ora mi vedi c’è veramente molto di più!
Emi ha un passato terribile alle spalle, un passato impossibile da dimenticare, che lascia profonde cicatrici. Lei è la famosa "baby squillo", la bambina che a quattro anni ha invaso tutti i notiziari con la sua torbida storia di degrado e soprusi. Salvata dal commissario D' Aquino e seguita dalla psicologa Stefania Lecci, in seguito a una lunga battaglia legale per trovare una sistemazione adeguata alla bambina che nessuno voleva, diventa uno dei tanti casi inghiottiti dalla mala giustizia italiana, dimenticata da tutti e lasciata a un destino incerto. Anni dopo la bambina fragile, con lo sguardo vitreo e la rassegnazione scritta sul piccolo viso è diventata una ragazza dalla bellezza prorompente, che usa il corpo come mezzo di vendetta nei confronti di tutti quegli uomini che non sanno vedere al dì là dei propri organi riproduttivi.
"La bambina non c’era. A neppure quattro anni, aveva imparato a difendersi esercitando su se stessa un totale autocontrollo e un’abissale presa di distanza dalla realtà."
Ballerina di burlesque, lavora anche come cameriera nella pizzeria dell'unico uomo che le abbia fatto da padre, dopo che all'età di quindici anni è scappata dall'ennesimo istituto che la riteneva un inutile peso. Il fato la riporta nuovamente a incrociarsi ancora con il commissario, in particolare con il figlio Mattia. Tra i due inizia una frequentazione che si farà sempre più intensa, però Mattia è un uomo travolto dal dolore di una grande perdita, cresciuto con un carattere rigido e inflessibile. che oscura la possibilità di costruire un futuro concreto con Emi.
“Usa le mani, la bocca e il corpo per entrarti dentro come un veleno.”
La sua relazione con Emi appare subito impossibile da portare avanti, nonostante Mattia conosca ogni oscuro e sordido dettaglio del suo passato. Come possono due persone così agli antipodi conciliare le loro posizioni? Le esperienze che hanno segnato Emi sono come un virus che ha infettato tutto quello che la ragazza tocca. Un equilibrio precario costruito faticosamente che rischia di crollare da un momento all'altro e questa volta Emi non avrà la forza di rialzarsi, dopo aver dato per la prima volta il proprio cuore a un uomo.
Sarà in grado Mattia di vincere i suoi limiti e vedere Emi per quella che è, senza l'ingombrante bagaglio di bambina seviziata?
Forse, il segreto non è seppellire il passato, ma farci i conti e andare avanti, avere il coraggio di accettare, di poter essere insieme inferno e paradiso, bianco e nero, dolore e rinascita.
Ora mi vedi è la lunga cronistoria di una vita da ricostruire. La storia di Emi è dura, sconvolgente e lascia l'amaro in bocca. Insieme a lei osserviamo anche le vicende vissute da coloro che ruotano intorno a lei sin dal momento in cui viene salvata dalle scabrose attività a cui la obbligava la nonna. Così conosciamo le travagliate esistenze del commissario D'Aquino e della psicologa Stefania (che diventeranno una coppia) e dei figli di questi, fino ad arrivare all'inatteso incontro tra Mattia ed Emilia.
La struttura narrativa è quella tipica delle serie televisive, e danno modo al lettore di osservare varie scene che poi si collegano tutte tra loro. Una scrittura semplice e lineare quella della Venturi, per una storia corale che non isola i personaggi nel proprio spazio narrativo, ma li colloca ognuno con una propria linea narrativa che si interseca con quella degli altri i cui eventi fuggono l'uno da catalizzatore dell'altro. Emi è un personaggio che rimane nel cuore, complesso e dai mille volti. Il messaggio c'è ed è potente: rinascere è possibile, ma non si è esseri isolati. Ritrovare se stessa, liberarsi dal passato, riconciliarsi con Emi bambina, due persone in una... La resilience è uno strumento indispensabile, ma senza una rete di sostegno a volte gli sforzi sono vani. E allora non è detto che i figli debbano perpetrare la spirale in discesa dei propri avi o che le esperienze passate ci segnano irrimediabilmente. Cambiare si può, ma è un lavoro duro che molte volte si avvale dell'aiuto del caso. Non avevo mai letto nulla della Venturi, anche se ho seguito alcuni dei suoi lavori televisivi, ed è stato come essere travolta dalla bella Emi e dalla sua vittoria sulle brutture della vita. Un messaggio positivo di vita e di speranza, un inno all'amore e all'indipendenza, alla ricerca della serenità attraverso una accettazione che passa prima attraverso il giudizio personale a volte insindacabilmente crudele. Amatevi, prima di cercare di essere amati.
Finito in 4 giorni, mi è piaciuta molto la scrittura ma dalla trama mi aspettavo sicuramente un altro genere di libro. Nonostante ciò, mi è entrato dentro, mi ha confusa mi ha presa moltissimo. Ho odiato la figura della psicologa, troppo tormentata per svolgere al meglio il suo lavoro e troppo piena di pregiudizi. Ho amato invece il Don.
Non so neanche perché io l'abbia letto. Trama che fa acqua da tutte le parti, scrittura pessima, in 400 pagine hanno messo più drama di un'intera stagione di Grey's Anatomy