Pendant trois années, Carlos Spottorno et Guillermo Abril ont sillonné les frontières de l'Europe. À partir des 25 000 photographies et 15 carnets de notes rapportés, ils ont composé une "bande dessinée" faite de photos. De l'Afrique à l'Arctique, les journalistes racontent: une rencontre avec les Africains du Gourougou, le sauvetage d'une embarcation au large des côtes lybiennes, l'exode des réfugiés à travers les Balkans, les manœuvres des chars de l'OTAN en face de la Biélorussie...
Carlos Spottorno (Budapest, 1971) es un fotógrafo documental español cuya área de interés se centra en temas económicos, sociales y políticos. Licenciado en Bellas Artes, tras trabajar como creativo en una agencia de publicidad, se pasa a la fotografía en 2001. Desde entonces ha publicado en medios nacionales e internacionales, en particular, El País Semanal. Carlos Spottorno ha publicado Buscadores de Historia (Blur Ediciones), China Western (La Fábrica), Philosophia Naturalis (autopublicado), La hora del recreo (en equipo, Lünwerg), Todas direcciones (en equipo, Phree), The Pigs (RM Verlag y Phree) y Wealth Management (RM Verlag y Phree).
Ganador del Kassel Photobook Award 2013. Finalista del Paris Photo Aperture Best Photobook 2013. Mención especial al mejor libro de fotografía PhotoEspaña 2014. Prix Lacritique, Rencontres d’Arles 2014. Premio World Press Photo 2003 y 2015. Varios American Photography. Finalista en Visa d’Or 2008. Finalista en European Publishers Award 2009 y 2013. Finalista en RM Photobook Award 2013. Beneficiario de la Ayuda Fundación BBVA a Investigadores y Creadores Culturales 2015.
Además, realizó La grieta (Astiberri, 2016) en colaboración con Guillermo Abril, editado también en Alemania, Francia, Japón e Italia, y compartiendo la misma autoría ha firmado La falla (Astiberri, 2022). No vuelvas a Roma (Astiberri, 2022) es su último trabajo hasta la fecha.
Carlos Spottorno, fotografo, e Guillermo Abril, giornalista, dopo tre anni di viaggi attraverso i confini dell'Europa decidono di pubblicare questo libro particolare, fatto di fotogrammi colorati messi insieme con una tecnica che ricorda quella del fotoromanzo/reportage. Una sorta di graphic novel, solo che invece dei disegni ci sono le fotografie scattate durante i loro viaggi e invece di una storia inventata c'è la documentazione giornalistica della realtà dell'Europa del nostro tempo.
I due autori hanno viaggiato in Marocco, Turchia, Lampedusa, Ungheria, Ucraina, Finlandia, attraverso frontiere, campi profughi, centri di accoglienza e navi di soccorso. Quante cose non sapevo: ad esempio che i profughi una volta registrati devono rimanere nel paese che li ha accettati e identificati. Questa è la ragione per cui molti di loro non vogliono lasciare le impronte digitali in Italia, una volta sbarcati, perché ambiscono ad arrivare in paesi più a nord con maggiori prospettive di lavoro.
Tante le culture incontrate, sia quelle dei soccorritori che quelle degli immigrati. E molto diversi i modi di gestire il problema immigrazione, come se non si trattasse dei confini della medesima unione di stati.
La domanda che scaturisce dalla lettura è: che senso ha una unione europea se non ci sono regole comuni? Se i problemi che impattano tutti gli stati si affrontano in modo diverso a seconda dei luoghi in cui accadono?
Ecco il significato del nome del libro, La crepa. E' questa mancanza di regole a generare la crepa che, se non riparata, rischia di far saltare tutta la costruzione di questa Europa già peraltro traballante.
Un libro originale, ben documentato (quante cose nemmeno immaginavo) che tratta un argomento attualissimo.
Un racconto per immagini che parla di Europa, di frontiere, di confini, delle problematiche e delle crepe che la attanagliano ma allo stesso tempo parla di migrazione, di migranti e dell’incapacità di alcuni stati europei di gestire la crescente ondata migratoria ma allo stesso tempo, racconta delle numerose differenze, delle complessità ataviche, delle problematiche e dei paradossi che attanagliano una buona parte del cosiddetto Vecchio Mondo.
Particolarmente consigliato a tutti gli appassionati di fotografia, di geografia ma soprattutto per chi vuole sapere qualcosa in più su quello che mina questa nostra "vecchia" Europa.
Está la inmensa falla de los refugiados, las brechas del nacionalismo, el cierre de fronteras y la sombra de la salida del Reino Unido de la UE; el populismo y la islamofobia; la crisis que ha enfrentado al norte y el sur; la fractura de un bloque del este, que considera a Bruselas la nueva Moscú; los agujeros de Siria, Irak y Libia. Y está Rusia, una enorme hendidura a la que ahora queremos asomarnos.
Un retrato de las fronteras de Europa, compuesto a partir de fotos tratadas y un excelente hilo narrativo. Hay momentos que te encogen el corazón y las páginas finales, demoledoras.
Con unas magníficas fotografías retocadas al estilo de un cómic, nos encontramos con un diario de viaje de hace una década que desgraciadamente sigue estando de actualidad
Il fotografo Spottorno e il giornalista Abril nel giro di 3 anni compiono 4 o 5 viaggi in corrispondenza di confini critici dell'UE: Melilla, il Mediterraneo di Lampedusa, la Grecia e i Balcani, la Polonia e la Finlandia. Insieme offrono un reportage che racconta di un'Europa unita in disgregazione e di profughi che accorrono attirati come falene dalla luce di libertà, pace e ricchezza che contraddistingue il vecchio continente.
Le fotografie sono tutte trattate graficamente per trasformarle in una sorta di vignette da fumetto, soluzione che consente di uniformarle anche se non offre spunti particolarmente interessanti, mentre i testi spingono un po' sul tragico (L'Europa è gli sgoccioli?) senza offrire vere motivazioni o approfondimenti, però la lettura è comunque emozionante e interessante. La fotografia finale dal confine russo-finnico è davvero memorabile.
Este libro me ha gustado mucho. Se basa en los trabajos de dos periodistas de "El País", que en los años 2014 y 2015 recorrieron las fronteras de la Unión Europea para reflejar las presiones migratorias y la escalada de tensión con Rusia por la crisis ucraniana. Pero en lugar de "escribir" un libro los autores decidieron hacer un fotoreportaje en el que las fotos hablan por sí mismas. Los textos que lo acompañan son minimalistas. Las fotos son potentes y la obra es informativa.
The beginning of the book was slow for me and I found the tone overly preachy. However, the slow pace in the first part of the book (early 2014) highlights the contrast to the second part, only one and a half year later, when the migrant crisis in Europe was at its peak. Besides the powerful and sometimes haunting photographs, I appreciated that the authors did not only travel the southern borders of Europe but also the Balkans and Europe's borders with Russia all the way up to Scandinavia. A piece of contemporary history.
Como novela gráfica tiene varias particularidades: - se basa en los reportajes gráficos de Guillermo Abril (texto) y Carlos Spottorno (imágenes); - la parte gráfica son fotos más o menos retocadas, pero fotos; - muestra las oleadas de inmigrantes y refugiados en suelo UE y, francamente, te revira el cuerpo un poco; - el subtexto viene a ser "las buenas intenciones con las que se inició la andadura paneuropea hoy llamada UE se va agrietando". Uno de los factores es el nacionalismo, pero hay más. Te revira bastante el cuerpo, más a poco europeísta que se sea.
Un lavoro potente, un fumetto che al posto dei disegni utilizza le fotografie di Carlos Spottorno. Un reportage dalle frontiere calde dell'Europa, che mostrano la crepa (o le crepe) della comunità europea e della gestione dello straniero.
De lo mejor que he leído últimamente. Un cuaderno de viaje de dos reporteros, en las fronteras de Europa. Una reflexión sin pretensiones. Siento que acerca una realidad y un problema socioeconómico de forma muy honesta.
Leido desde la perspectiva de 2022 resulta si cabe mas aterrador. Las fotografias y el tratamiento de la imagen es magnifico. Como lo lei en digital adivino que en fisico debe ser espectacular y hermoso.
Un trabajo excelso...!!! Te hace reflexionar profundamente sobre nuestra naturaleza y no es grato. Se apodera de ti una gran pena y rabia que remueve tus adentros. Muy recomendable.
Natürlich ist das Thema „Festung Europa“ ein Aufreger und Skandal. Aber der ewig erhobene Zeigefinger der Salonlinken geht mir etwas auf die Nerven. Außerdem sind es einfach nur Fotografien die etwas nachkoloriert und auf Comic gemacht wurden.
A proposta é atractiva: transformar un traballo xornalístico nun cómic construído a través de fotografías. O resultado é decepcionante: creo que non funciona como cómic nin como traballo xornalístico. É unha colección de fotos máis ou menos fiadas por un relato vago sobre as fronteiras de Europa, sen voces, frío e convencional.