Jump to ratings and reviews

La rabbia e l'algoritmo: Il grillismo preso sul serio

La rabbia populista che altri paesi stanno scoprendo solo adesso in Italia è la principale motivazione di voto da oltre un quarto di secolo. Oggi, però, ha assunto un volto nuovo, quello del Movimento 5 Stelle, che non è più fantascienza immaginare alla guida del governo. Ecco perché diventa fondamentale ristabilire la differenza tra una «politica dell’algoritmo», che privilegia la quantità e procede aggregando gli umori delle masse, e una politica della qualità, intesa come capacità di formulare una proposta fondata su contenuti e valori condivisi. In questo libro Giuliano da Empoli spiega le ragioni del successo del M5S e indica le tentazioni che le altre parti politiche devono lasciarsi alle spalle se vogliono porsi come quella giacobina – inseguire i grillini sul loro terreno, quella elitaria – attribuirne il successo all’ignoranza e alla manipolazione, e quella dorotea – asserragliarsi nel bunker del sistema, in un grande revival nostalgico della Prima Repubblica. Una sfida – sostiene l’autore – «ancor più impegnativa di Trump o del lepenismo perché, pur basandosi su umori molto simili, il M5S ha dato loro una forma politica assai più contemporanea».

63 pages, Kindle Edition

Published May 18, 2017

Loading...
Loading...

About the author

Giuliano da Empoli

26 books561 followers
Giuliano da Empoli è un saggista e consigliere politico italiano e svizzero che vive a Parigi, dove insegna politica comparata a Sciences-Po. Nato in Francia, è cresciuto in diversi paesi europei, si è laureato in Giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma e ottenuto il master in Scienze Politiche all'Institut d'études politiques di Parigi. E'presidente del think tank Volta.

Ratings & Reviews

What do you think?

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
7 (35%)
4 stars
9 (45%)
3 stars
2 (10%)
2 stars
0 (0%)
1 star
2 (10%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for dv.
1,437 reviews61 followers
June 7, 2018
«La persona che non crede più in nulla non è in condizione di fasi un'opinione. Per lei tutto è uguale».

Letto in ritardo rispetto a ciò che nelle prime pagine il libro (del 2017) preconizza e che oggi - giugno 2018 - è da alcuni giorni misera, dolorosa realtà. Apprezzo la lucidità di Da Empoli nel ricostruire il più pericoloso fenomeno anti-democratico dal dopoguerra a oggi, rendendo chiaro - sulla scorta delle argomentazioni di Peter Sloterdijk - come sia la rabbia il fondamentale catalizzatore di tutti i populismi inclusi i più nuovi e tecnologici, potenziati dall'alleanza con i big data che indicano loro tutto e il contrario di tutto ciò che va sostenuto in un certo momento al fine di conquistare consenso. Libro che - di nuovo, soprattutto letto oggi - lascia terribilmente amareggiati seppur offrendo un interessante punto di vista sulla necessità - per una sinistra che voglia rinascere - di comprendere e indirizzare il bisogno di controllo che forse in fondo anima davvero tutti noi, costruendo in funzione di esso una nuova concreta promessa di stabilità.
Profile Image for BVZM.
418 reviews10 followers
October 30, 2017
Disclaimer: sull'argomento M5S non sono neutrale, e considero la prospettiva di un governo grillino una delle sciagure peggiori che possa capitare all'Italia.
Quanto al libro: interessante (più la parte di analisi che quella in cui si propongono soluzioni), ben scritto, financo divertente. Consigliato anche a chi non è già schierato come me, credo che spieghi molto bene le ragioni del successo dei pentastellati.
Profile Image for Pier Francesco Berardinelli.
23 reviews6 followers
December 19, 2018
In questo libro del maggio 2017, alla ricerca delle cause e delle caratteristiche del Movimento 5 Stelle – e, più interessante, dei suoi elettori –, Giuliano da Empoli parte dal libro "Ira e tempo" di Peter Sloterdijk. L'autore tedesco individua la rabbia come sentimento insopprimibile, che attraversa tutte le società, alimentato da coloro i quali, a torto o a ragione, ritengono di non avere abbastanza, di essere esclusi, discriminati o poco ascoltati. Rappresentata inizialmente dalla Chiesa e, a partire da fine '800, dalla sinistra,la collera ha assunto forme sempre più disorganizzate, dai movimento no global alla rivolta delle banlieue. Oggi la rabbia trova espressione nei nuovi nazionalisti, che trovano un punto di contatto nella punizione delle élite tradizionali, accusate di aver tradito il mandato popolare.

Secondo da Empoli, la forza del M5S si basa sull'unione di due componenti: quella analogica, incarnata da Bebbe Grillo, e quella digitale, rappresentata da Gianroberto Casaleggio. Dalla combinazione del populismo tradizione e dell'algoritmo nasce un movimento con una vocazione esplicitamente totalitaria, che ambisce a rappresentare non un parte, ma la totalità del «popolo». Essendo privo di una base identitaria, consiste in un algoritmo costruito per intercettare ilconsenso sulla base degli argomenti che più toccano gli elettori.

L'autore si sofferma sulle profonde affinità tra i grillini e la sinistra radicale, che li ha a lungo considerati «compagni che sbagliano»: dal giacobinismo alla sensebilità anticapitalista, passando per un'irresistibile propensione al massimalismo.

Le reazioni degli avversari politi del Mov sono sostanzialmente di tre tipi: la "tentazione giacobina", «che consiste nell'inseguire i grillini sul loro terreno, diventando più populisti, più antipolitici e più giacobini di loro, denunciando una per una le frequenti cadute degli amministratori pentastellati, celebrando gli avvisi di garanzia come altrettanti goal inflitti alla squadra avversaria»; la "tentazione elitaria", che porta ad attribuire il successo del M5S all'ignoranza e alla manipolazione; la "tentazione dorotea", da cui discente la chiusura nel sistema, nella speranza che vi sia ancora un argine alle barbarie. Tutte queste tra risposte hanno lati positivi, ma, portate agli estremi, sono destinate al fallimento.

Il M5S si basa sulla pura quantità, sul «Uno vale uno». Le persone, inclusi gli aderenti e gli stessi dirigenti, sono numeri. Uno vale l’altro. Lo stesso da Empoli afferma: «L’élite senza qualità del Movimento – semplici «portavoce», come li chiamano loro – è funzionale a questo schema d’azione: costituita da soggetti intercambiabili, e consapevoli di esserlo, essa accompagna le continue oscillazioni dell’algoritmo con una docilità impensabile in un partito politico tradizionale, composto da individui con una propria storia e proprie idee». A ciò, egli contrappone la sfida di puntare sulla qualità, sulla capacità di guardare in prospettiva. Oramai lontani dagli anni in cui domande come "vogliamo la società aperta? la libera circolazione? la globalizzazione? l'Europa unita?" non venivano neanche poste, dando per scontate le risposte, è ora necessario convincere le persone che ne vale davvero la pena. Non sarà però facile, «perché l’opzione di default non è più l’apertura, ma la chiusura».
Displaying 1 - 3 of 3 reviews