Il diritto è una forma di disciplinamento sociale che ha invaso la modernità, ma la sua nascita rimanda per intero alla storia di Roma. Aldo Schiavone ricostruisce questa vicenda con passione e lucidità, seguendone la trama attraverso i secoli e muovendosi dalle origini più remote sino alle soglie del mondo tardoantico. Un vasto affresco storico e un serrato saggio d'interpretazione sui tratti fondamentali della macchina giuridica occidentale e del discorso che le si è costruito intorno: il formalismo, la pretesa neutralità, i rapporti con il potere politico. Ambienti, personaggi, quadri concettuali, ideologie che hanno segnato la nostra storia e che qui sono analizzate in un continuo contrappunto tra antico e moderno, tra pensiero romano e tradizione europea.
Aldo Schiavone (1944) è uno degli storici italiani piú tradotti nel mondo: in inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese. Ha insegnato nell'Università di Firenze, dove è stato preside della Facoltà di Giurisprudenza; nell'Istituto Italiano di Scienze Umane, di cui è stato fondatore e direttore; nella Scuola Normale Superiore. È membro dell'Institute for Advanced Study di Princeton e dell'American Academy of Arts and Sciences. Tra i suoi libri pubblicati per Einaudi: Italiani senza Italia (1998), Ius. L'invenzione del diritto in Occidente (2005, 2017), Storia e destino (2007), Spartaco. Le armi e l'uomo (2011, 2016), Ponzio Pilato. Un enigma tra storia e memoria (2016, 2017), Eguaglianza (2019) e La storia spezzata. Roma antica e Occidente moderno (2020).