Robert Stuart Moncliff è un romanziere e un ritrattista affermato. Nell’autunno del 1901 chiuso nel castello di famiglia, su una scogliera scozzese, rilegge il diario degli ultimi vent’anni. Un’assenza pesa su di lui: la persona più importante della sua vita. Un tredicenne dagli incredibili occhi d’oro apparso come un’ombra, sotto la luna piena nell’aprile del 1881. Nella lettura Robert rivive la gioia passata, unica cura per superare il giudizio della società vittoriana che ora lo condanna. Il ragazzo ombra è il primo episodio della serie Diario vittoriano.
Laura Costantini nasce in una borgata romana. A otto anni inizia a scrivere storie, che illustra di sua mano. A undici decide che la sua scrittura sarà di fantasia ma anche di realtà: il giornalismo è il suo obiettivo professionale. Raccontare storie resta una passione che condivide con Loredana Falcone, senza mai offrirsi all’ansia della pubblicazione a tutti i costi. Giornalisticamente nasce con la carta stampata periodica, poi approda alla tv pubblica dove a tutt’oggi lavora presso la testata giornalistica regionale. Approdare alla pubblicazione di numerosi romanzi è una naturale conseguenza della tenacia nel continuare a scrivere narrativa. Non ama le classificazioni, spazia tra i generi. Ha un debole per le protagoniste.
Sono rimasta piacevolmente stupita da questo libro. Oltre che per la trama e per il legame dei protagonisti, anche per lo stile di scrittura. Vado spesso alla ricerca di autori italiani che mi soddisfino e sono molto esigente, ma in questo caso non posso non complimentarmi. Lo stile è semplice, ma accurato e il lessico perfettamente in linea con l'epoca rappresentata. Nonostante alcune tematiche trattate siano tutt'altro che leggere, il libro scorre meravigliosamente e il rapporto tra i due ragazzi è molto dolce e delicato ma allo stesso tempo appassionato. Una nota di merito va ad Alvena, che a parer mio è un personaggio fantastico. E niente, ora piango perchè pensavo che il libro avesse una sorta di conclusione anche se sapevo dell'esistenza del secondo e invece no, è stata una mazzata nello stomaco. Evviva. Piango troppo. Entro una settimana avrò letto il seguito, me lo sento. Anche perchè mi manca già Kiran e OH MIO DIO UNA COSA CHE SUCCEDE NELL'ULTIMA PAGINA RAGA NON POTETE CAPIRE.
● Visto che ho concluso tutta la saga e questo è il primo libro, vi lascio qui la lista completa dei trigger warning in modo che possiate decidere voi stessi se leggerla o meno: pedofilia, violenza, violenza sessuale, omicidio, morte, tentato suicidio, suicidio, omofobia, depressione, lutto, razzismo, corruzione.
"Il ragazzo ombra" è un libro che mi è piaciuto molto. Anche se all'inizio lo stile di scrittura e i diversi piani temporali della narrazione possono un po' confonderci, dopo poche pagine si è già in grado di abituarsi e si entra completamente nella narrazione, e lo stile di scrittura diventa addirittura uno dei punti forti di questo romanzo. Perfettamente in linea con il periodo storico, grazie ad esso sembra di essere davvero in quel tempo. I personaggi e le loro dinamiche sono davvero ben caratterizzati e leggere del rapporto tra Robert e Kiran è stata una bellissima esperienza. Come primo libro è davvero un ottimo inizio e tantissimi misteri e tante relazioni, specialmente quella fra i protagonisti, sono solo accennate, e non vedo davvero l'ora di leggere i seguiti! E grazie a questo romanzo ho perfino scoperto cose che non conoscevo sulla regina Vittoria. Davvero consigliato!
PS: ho realizzato anche una video recensione dedicata al libro, la trovate al seguente link:
Questo libro mi è piaciuto moltissimo! E' un romanzo storico a tematiche LGBT+, consigliato soprattutto in questo mese che è quello del pride. Se volete sapere di più sulle mie opinioni vi lascio il link della mia video recensione su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=3ajkJ...
Ho avuto la fortuna di leggere questo romanzo quando era ancora un manoscritto e l'ho letteralmente divorato come del resto i successivi due episodi che presto seguiranno. Bello è dire poco. Oltre alla scrittura perfetta di Laura Costantini - qui in versione insolitamente "solo" - e alla struttura intrigante, questo primo episodio di quello che io continuerò sempre a chiamare "Diario vittoriano" è un concentrato di fascino, mistero, avventura e intrigo, senza dimenticare l'amore e l'angst che tanto io amo in un bel romanzo di evasione. Sì, perché in questa storia di amore ce n'è tanto, forte, intenso e devastante. Unico. Assoluto. Consiglio a tutti di leggerlo, sia agli appassionati del genere romance che quelli che preferiscono una bella lettura di azione. In questo romanzo c'è tutto e non si resterà delusi. Inoltre i due protagonisti sono così "belli" - Laura Costantini li descrive in modo da "vederli" fisicamente saltar fuori dalle pagine, e non è cosa facile da realizzare - che fosse anche solo per questo motivo, una lettura questi libri se la meritano.
Un romanzo storico veramente molto bello, particolare, dolce e delicato. Da come ne avevo sentito parlare la storia me l'aspettavo un po' diversa ma devo dire che, nonostante questo, mi è piaciuta veramente tanto pur non essendo una grandissima amante del genere storico.
La storia è ambientata alla fine dell'800 ed il protagonista è Robert un ragazzino di 13 anni che da poco si è trasferito con il padre in India. Una sera dalla sua finestra vede una figura misteriosa, il ragazzo ombra, dalla quale rimane immediatamente affascinato e non vede l'ora di poterlo conoscere. Robert non lo sa ma questo misterioso ragazzo è in qualche modo legato a lui ed alla ragione per cui il padre è dovuto andare in India. Piano piano si creerà un rapporto molto speciale tra i due, pur non conoscendosi così tanto, legame che metterà più volte a rischio la loro vita.
Lo stile dell'autrice è veramente molto particolare e perfetto, secondo me, per questa storia.
I personaggi, soprattutto quelli principali, li ho trovati caratterizzati molto bene e con una storia non banale e scontata.
Forse l'unica piccola pecca che posso trovare è che a volte i pensieri del protagonista non sembrano esattamente quelli di un ragazzino di 13 anni ma è anche vero che ci troviamo in un epoca completamente differente dalla nostra, nella quale si cresceva molto più in fretta, e che quindi risultano comunque abbastanza credibili.
Questo è il primo romanzo di una serie ed infatti moltissime cose non vengono approfondite e non hanno una conclusione. Sono veramente curiosa di leggere il volume successivo e vedere l'evoluzione che avranno io due ragazzi ed il loro rapporto. In questo primo volume abbiamo un piccolo accenno a quello che significava In quell'epoca vivere una storia d'amore omosessuale, tema che spero venga maggiormente approfondito nei seguiti.
Una storia veramente molto coinvolgente ed originale con misteri e segreti da svelare che vi consiglio.
Ho cominciato questo libro pensando fosse un M/M. Ma ho scoperto un mondo: un romanzo completo, che può piacere a tutti, uomini, donne, romantici e lettori più esigenti. Tutti i personaggi della storia, compresi comprimari e secondari, sono ben delineati risultando veri, tangibili e coerenti con dialoghi e azioni. La narrazione è fluida, ma non banale; anzi, l'autrice usa espressioni ricercate e metafore non scontate, per suscitare emozioni sempre nuove nel lettore. Il punto di vista varia e viene reso su tre piani: la situazione al presente (nel 1901), il passato (venti anni prima) e il diario del passato del protagonista, che indaga più nel profondo nelle emozioni del Robert tredicenne. Ho trovato stimolanti questi passaggi di scena, che non creano confusione, grazie a delle scelte ben precise di font. Grazie a Laura Costantini per aver creato questo spaccato di vita, che spero continui ad evolversi nei prossimi volumi, che attendo con ansia.
Ho finito questo libro proprio mentre ero in treno e mi stavo dirigendo presso una piccola libreria indipendente di Genova. Hanno tantissimi titoli e ogni volta conosco case editrici nuove, autori e autrici dai nomi più disparati e mi sono lanciata: "avete per caso dei libri di Laura Costantini?", la ragazza si gira verso il computer, batte alla tastiera il nome e sfortunatamente non esce alcun risultato.
"Beh sicuramente ora faremo delle ricerche al riguardo", non poteva dirmi cosa più bella. Perché la sensazione di aver condiviso l'anima di una scrittrice con persone che ancora non la conoscevano è bellissima. Ecco anche uno dei motivi per cui scrivo recensioni.
Il ragazzo ombra ha impiegato esattamente 40 pagine per conquistarmi, ecco il perché delle 4 stelle, ma una volta dentro mettere giù il libro è stato faticoso, perché il lettore è curioso. Il lettore è empatico. Il lettore è arrabbiato, felice. Anche orgoglioso dei personaggi stessi. Il lettore è tutto questo perché la storia di Kiran e Robert, che indaga un amore fuori dal comune in età vittoriana, suscita dei sentimenti così potenti e così diversi, che a ogni pagina girata non riesce a capire quale emozione provare.
Allora le prova tutte.
Non voglio entrare troppo nel merito della trama, rischierei di condividere troppi dettagli e far perdere la bellezza della scoperta ad alcuni di voi, doveste decidere di dare una possibilità a questo libro, ma vi posso dire questo per tentare di convincervi: Kiran e Robert sono bambini, che il destino fa incontrare e subito separare. Sono bambini che sono dovuti crescere troppo in fretta per motivi completamente opposti, ma che li hanno obbligati a fronteggiare il mondo lurido degli adulti e uscirne vivi, non si riesce a capire se più forti o no, di per sé, ma sicuramente vivi e pieni di un'amore innocente che li porterà ad agire in maniera talvolta sconsiderata.
Non so come iniziare questa recensione, in modo che sia costruttiva e utile a qualcuno. Ci sono stati particolari di questo libro che SAPEVO per certo che mi sarebbero piaciuti (le ambientazioni indiane, il periodo storico del colonialismo), altri invece che mi hanno lasciata a dir poco stupefatta. Per esempio l'abilità dell'autrice di tratteggiare, in poco più di 200 pagine, tanti personaggi diversi e tutti sfaccettati nella loro complessità. Non conoscevo Laura Costantini come autrice, non avendo mai letto nessuna sua opera prima di questa, quindi non sapevo che aspettarmi. Ma quello che ho trovato mi ha meravigliata. La narrazione si divide in tre dimensioni, potremmo dire: il presente, con il Robert adulto alle prese con una gravosa situazione sociale e familiare; il passato che tratteggia in modo onnisciente le vicende di tutti i personaggi, non soltanto di Kiran e Robert; e i pensieri segreti di quest'ultimo, sotto forma di diario. I tre stili si fondono perfettamente, creando una narrazione fluida che tiene incollato il lettore dall'inizio alla fine.
Per quanto riguarda la trama... Mi aspettavo il classico MM un po' trash, dove tutto era buttato così per mettere pepe alle vicende. Invece mi sono trovata davanti una storia delicata, che però sa perfettamente affrontare temi delicatissimi e controversi di un periodo storico che, per quanto ormai abbastanza distante, presenta ancora troppi punti in comune con la nostra epoca: il razzismo, la pedofilia, la discriminazione vengono affrontati con grande maturità, senza però scadere troppo nella pesantezza.
Altro punto forte sono i personaggi. Oltre alla complessità dei due protagonisti, infatti, troviamo un ventaglio di personaggi secondari dalla profonda psicologia. Il padre di Robert, Sir William, tra tutti: un padre burbero, inesperto nella cura del figlio, che sta cercando di migliorarsi, di riscoprire il suo ruolo genitoriale, anche grazie ad altre figure che lo aiutano e lo rimproverano quando c'è da riprenderlo. Alvena e Jack sono quelli che, oltre a Kiran e Robert, mi sono piaciuti di più. Sono due personaggi immensamente positivi, saggi e soprattutto fuori dagli stereotipo che ho invece (purtroppo) letto in altri libri. Alvena è la "matrigna", la nuova moglie di William, ma la sua personalità è talmente cristallina e gentile che scalda il cuore. Jack è il medico personale del nobile, nonché suo amico stretto: più di una volta sembra voler personificare la coscienza dell'uomo, consigliandolo con intelligenza e arguzia.
Il finale è assurdo. Non vedo l'ora di poter avere tra le mani gli altri (perché ho intenzione di continuarlo, assolutamente) per capire di che morte dovremmo morire.
L'unica nota negativa: dura troppo poco! Consigliato assolutamente!
“Pᥱr ᥣᥲ ρrιmᥲ voᥣtᥲ, dᥲ qᥙᥲᥒdo ho ρᥱrso mιᥲ mᥲdrᥱ, mι sᥱᥒto fᥱᥣιᥴᥱ. Mᥲ ᥣᥲ fᥱᥣιᥴιtᥲ̀ ᥱ̀ ᥙᥒo stᥲto d’ᥲᥒιmo frᥲgιᥣᥱ. E ιo ᥒoᥒ rιᥱsᥴo ᥲ smᥱttᥱrᥱ dι ᥲvᥱrᥱ ρᥲᥙrᥲ ᥴhᥱ sᥙᥴᥴᥱdᥲ qᥙᥲᥣᥴosᥲ.” . Il nostro protagonista è Robert, un ragazzo di 13 anni che si è dovuto trasferire in India a causa del lavoro del padre, al quale è stato affidato l’incarico di ritrovare il nipote perduto ed erede di una delle più importanti famiglie londinesi. Purtroppo tra i due il rapporto non è dei migliori, Sir William è un uomo riservato, distaccato e freddo e questo suo comportamento viene visto dal figlio come un rimprovero in quanto crede che il padre lo incolpi per la morte della madre avvenuta anni prima. Il ragazzo passa le sue giornate assieme ad Alvena, la sua istitutrice, ma il bisogno di confidarsi intimamente con qualcuno, lo spinge a scrivere un diario per esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni, proprio come se si confidasse con un’amico. La sua vita risulta alquanto statica e piatta, finché una sera, dalla finestra della sua camera intravede qualcosa, l’ombra di un ragazzo della sua stessa età che sulle rive del fiume si esercita in un’antica arte cinese. Robert ne rimane completamente affascinato, tanto da diventare quasi un ossessione e ogni sera si affaccia alla finestra per poterlo osservare. In seguito ad una serie di circostanze i due si incontreranno e da lì nascerà un legame forte e indissolubile che li legherà per sempre! . “Dᥱvo dιmᥱᥒtιᥴᥲrᥱ. Mᥲ ιo, ιᥒ ᥙᥒᥲ ᥒottᥱ mιstᥱrιosᥲ dι ᥴᥲᥣdo ᥱ dι sᥲᥒgᥙᥱ, ho ρromᥱsso ᥴhᥱ ᥒoᥒ ᥲvrᥱι dιmᥱᥒtιᥴᥲto. E ᥒoᥒ ιᥒtᥱᥒdo vᥱᥒιrᥱ mᥱᥒo ᥲᥣᥣᥲ ρᥲroᥣᥲ dᥲtᥲ.” . Kiran, è un ragazzo maltrattato e usato, la sua vita è stata un vero inferno, ma nonostante questa fragilità è un combattente, ha un carattere forte. Robert invece è un ragazzo solo, introverso e abbandonato a se stesso che ha solo voglia di sentirsi amato. Due ragazzi, due culture, due anime solitarie che trovano conforto l’una nell’altra. Una storia complessa ricca di intrighi, segreti e sotterfugi ma anche molto dolce ambientata tra l’India coloniale e l’Inghilterra vittoriana! . Lo stile dell’autrice è semplice e molto scorrevole nonostante le tematiche trattate non siano “leggere”. Mi ha colpita particolarmente il personaggio di Alvena, l’istitutrice, una donna saggia, intelligente, astuta e molto dolce alla quale mi sono subito affezionata. Ho apprezzato molto inoltre il legame tra i due ragazzi, un legame forte e struggente, quasi ossessivo. Questo libro mi ha colpita in positivo e sono molto curiosa di leggere il seguito per sapere come prosegue!
Ho da qualche giorno terminato la lettura de Il ragazzo ombra di Laura Costantini e il mio cuore ora piange. Il romanzo storico (primo episodio della saga del Diario Vittoriano) ci narra la storia di Robert Moncliff, noto romanziere ed artista della società inglese e vittoriana dell’autrice, il quale, alle prese con la rilettura del suo diario degli ultimi vent’anni, sposta la nostra attenzione dall'ultimo ventennio del 1800 al presente del protagonista (il 1901), tra nuove consapevolezze e speranze inattese.
Il passato di Robert, che noi (ri)leggiamo insieme a lui, non è solo un flashback fine a se stesso, ma una – ottima – scusa per presentarci il personaggio di Kiran, dalla pelle scura e gli occhi ambrati (il “ragazzo ombra” del titolo). Quando le diverse realtà dei protagonisti si incontrano a Calcutta, sulle sponde del fiume Hughli, assisteremo ad un meraviglioso scambio di conoscenze e abilità tra i due: da una parte, l’orribile passato in India di Kiran si rivela in tutta la sua crudeltà, ma sarà indispensabile per l’incontro tra i due; dall’altra, la società aristocratica inglese da cui proviene Robert si dimostrerà intessuta di ipocrisie ed empietà.
Un romanzo straziante, ipnotico, dalle caratterizzazioni ben fatte e realistiche: anche i personaggi minori, da cui ci si potrebbe aspettare un po’ di macchiettismo, sono in realtà personaggi a tutto tondo. I protagonisti sono meravigliosi a tal punto che terminare il libro farà male (quasi fisicamente).
Il mio cuore straziato sarà medicato dalla lettura della seconda parte della serie,Lord Kiran di Lennox. Non penso sia necessario scrivere che non vedo l’ora di leggerlo!
Per continuare a leggere i miei sproloqui ed essere aggiornati sulle mie letture (con relative foto), seguitemi su libridimarmo 💕
Di sicuro, dell’ultima fatica di Laura Costantini, si può affermare che il punto di forza maggiore dell’intero tessuto narrativo risiede nell’ambientazione. Non mi riferisco soltanto alla puntuale e precisa descrizione dei luoghi e del periodo storico, ma anche alla fedele trasposizione di intrighi, atteggiamenti sociali e gesti che i vari personaggi intessono all’interno della trama stessa, proiettandoci nell’epoca vittoria dell’Impero Inglese. L’autrice di sicuro mostra una dote importante: studio e dovizia di espressione, di riferimento fedele del secolo in cui la storia ambientata, dove ciascun dettaglio è incasellato con precisione e cura, senza lasciare nulla al caso o alla fortuna. Ma andiamo con ordine: il romanzo racconta le vicissitudini di due tredicenni, tanto diversi eppure così simili, che vivono un’amicizia importante, riconoscendosi sin dalla loro giovane età l’uno come l’esatta metà dell’altro. Parliamo di Robert, un giovane inglese che vive con il padre e la sua istitutrice Alvena, da poco trasferitosi in India, e Kiran, un indiano di dubbia origine con alle spalle un passato traumatico. Una serie di vicissitudini porterà la famiglia di Robert a trarre in salvo l’ indiano affascinante con due occhi magnetici e a portarlo in Inghilterra, in un percorso periglioso, sia nel senso del viaggio che nel senso interiore, alla scoperta delle sue origini.
Libro meraviglioso. Un racconto che si snoda tra presente e passato. Un incontro che li legherà per la vita. Due ragazzi, due società, due culture e due continenti. Un segreto atroce che parla di abbandono e crudeltà per Kiran. Un ragazzo che seppure nella sua fragilità di adolescente è molto di più di quello che appare. Un sopravvissuto, un lottatore e in fondo all'anima già uomo. E Robert giovane ragazzo abbandonato a se stesso nei sentimenti, da un padre che nel suo volto, riesce a vedere soltanto la sua adorata moglie morta. Un incontro fortuito e semplice ma che li unirà perché ognuno di loro riconosce nell’altro il suo stesso dolore, e da quel momento nessuno di loro sarà più solo. La storia è complessa, intrighi, macchinazioni, vendetta e soprusi. Kiran non è soltanto un ragazzo dalla pelle scaldata dal sole indiano, dai capelli neri e dagli occhi dorati ma è molto di più. Robert nel presente, rinchiuso nel suo castello scozzese, rilegge i suoi diari che ci introducono alla loro storia. Molto si è scoperto, molto è stato accennato e molto si scoprirà nel proseguo. Un proseguo che non vedo l’ora di scoprire.
Potrei essere di parte perché sono amica di Laura Costantini e ho letto tutti i libri che ha scritto in tandem con Loredana Falcone, amandoli tutti, indistintamente. Ma questa sua prova in “assolo” mi intrigava ancor di più per quella curiosità di valutarla, appunto senza la sua “socia a delinquere”.
Laura si conferma una scrittrice di anima e stile, costruendo una storia – sono più episodi, che ho letto – non solo perfetta in termini di ricerca storica di usi, costumi e personaggi dell’epoca – l’epoca Vittoriana – molto meno in auge nel mondo del romance storico rispetto a quelle precedenti, ma soprattutto riguardo le molteplici chiavi di lettura e dei vari messaggi che questa trilogia esprime. Razzismo, pedofilia, amicizia e amore tra i temi, ma tanti sono gli spunti e soprattutto l’azione che non risparmia pathos e trepidazione e in certi momenti anche calde lacrime. È un romanzo Lgbt/MM. Consigliatissimo. Cinque stelline
Voto: 3.5 RECENSIONE A CURA DI LADY MARMELADE L’India coloniale mi ha sempre affascinato, forse per colpa del film “Il libro della giungla”che vidi da bambina e ovviamente del libro di Kipling da cui venne tratto. A quel tempo l’India faceva parte dei domini britannici: era una colonia, un paese molto povero, ma ricco di cultura, tradizione, colore e profumi. Ora l’India è un paese indipendente e fiero, che sta crescendo a vista d’occhio dal punto di vista economico e tecnologico, ma che mantiene intatto il suo fascino. Continua sul nostro blog!
4.5 Laura Costantini mi ha travolta con le toccanti emozioni con cui ha plasmato il suo romanzo e con il magnetico fascino con cui ha creato Lord Kiran Lennox un protagonista dalla bellezza androgina che squarcia le pagine con la forza scenica del suo magnifico spessore. L' ambientazione storica tra fine ottocento e inizi del 900, in piena epoca vittoriana, ci conduce tra la Scozia e L' india dove l' autrice suggerisce un' atmosfera fiabesca e suggestiva capace di suscitare sensazioni potenti indescrivibili. Lo stile è curato elegante, lineare, fluido e traccia con incisività e intensità una trama complessa al contempo straziante e avvincente che ben si snoda tra passato e presente. Il tutto è narrato come stesura di un diario dove gli argomenti trattati sono crudi e delicati e portano a galla le ingiustizie perpetrate dagli adulti e la crudeltà di una società nobile inglese capace di atti criminali perversi e disumani. Quella tra Kiran e Robert è un' amicizia sincera e profonda, l' intesa intima e spontanea di due anime affini, due ragazzi diversi ma entrambi soli e protagonisti di un destino avverso, un' amore genuino, pulito e commovente che l' onta dei pregiudizi ha sporcato e diviso. La tragicità degli eventi mi ha colpita profondamente l' autrice li descive con l' impronta di un tratto schietto ma sensibile. La drammatica vita di Kiran ti scartavetra l' anima, un ragazzo speciale dalla tempra d' acciaio che riempie le pagine di coraggio, di forza, di carisma, di empatia, di avventura, di azione ma soprattutto di stupenda bellezza.
Il ragazzo ombra è un libro che mi ha davvero sorpreso. Ha un inizio un pò difficile da seguire, soltanto per le prime pagine, perché si incontrano tre diversi livelli di narrazione, passato, presente e la lettura di un diario, che ne è un pò il fulcro. Ma una volta capiti i tempi, i luoghi e il personaggio narrante, sono entrata perfettamente nella storia. Una storia che mi ha affascinata. La vicenda si svolge, in questo primo libro, nell'esotica India e, in seguito, nell'iridescente Scozia. I protagonisti sono Kiran e Robert. Robert è un bambino che soffre molto. Si incolpa per la morte della madre, a causa di una malattia, e crede che anche il padre lo ritenga colpevole. Grazie all'aiuto di Alvena, sua istitutrice, comincia la stesura di un diario, che continuerà a scrivere per tutto il corso della sua vita, la cui lettura riporterà indietro nel tempo, nei vecchi dolori e nelle antiche passioni, il Robert adulto che ritroviamo in preda all'angoscia per come la sua vita è cambiata e per ciò che ha perso. Il ragazzo ombra ci permette di conoscere due versioni dello stesso personaggio: bambino, adolescente ed adulto. Il lettore seguirà la sua crescita, il suo cambiamento e i tutti i suoi turbamenti. Mi è piaciuto molto l'espediente letterario del diario, perché permette di conoscere non solo le azioni del personaggio, ma anche i suoi pensieri e segreti. Accanto a Robert, c'é Kiran, personaggio complesso ed unico. Kiran è un bambino che non esiste, o meglio la sua esistenza è stata messa a tacere. Venduto dallo zio ed orfano di madre si trova a vivere in un mondo in cui nulla è risparmiato ad un ragazzino, neanche le depravazioni sessuali dei lord inglesi. Kiran è ferito nell'anima, una ferita che non guarisce, ma che cerca il modo di non stillare più sangue, grazie al rapporto con Robert. Robert e Kiran s'incontreranno e si riconosceranno come anime gemelle. Un rapporto puro e incontaminato dalla vergogna che, invece, il mondo vittoriano cerca di attribuirgli. Un rapporto che permette ad entrambi di guarirsi dalla solitudine e dal dolore che quel mondo riserva ad entrambi. “Fu quello il primo incontro con la persona più importante dell'intera sua vita. Robert pensò che non importava come sarebbe finita, quale sarebbe stato il destino di entrambi. Non importava se il tempo da trascorrere insieme potesse considerarsi già finito, se non esistesse un futuro. In quella notte lontana due solitudini si erano incontrate sotto una luna stregata.” Nessuno riesce a capire questa relazione, quasi simbiotica tra i due. La società inglese cercherà in tutti i modi di imbruttirla, di giudicarla, ma Robert e Kiran, pur con molte difficoltà continueranno a credere nella loro amicizia fraterna, nel loro amore puro. Il ragazzo ombra ci presenta i luoghi nella loro cruda realtà. La stessa India ci viene descritta nella sua immagine più vera: un luogo in cui la violenza, la sporcizia e le malattie dettate anche dal caldo e dall'acqua inquinata ne fanno da padrone. Specchio di un luogo contaminato, sono gli animi di uomini che sfruttano il potere e il denaro e le loro anime nere per dare adito a un comportamento rivoltante ed animalesco. Ci troviamo in un periodo in cui i desideri sessuali, in particolare quelli omosessuali, venivano nascosti, giudicati e giustiziati. Se in apparenza tutti sembravano adeguarsi alle regole, nei vicoli bui indiani, scozzesi e londinesi si perpetravano violenze di ogni tipo su ragazzini, il cui destino era orribile. Ad un omofobia diffusa e sul nascere, si somma un razzismo di sorta che giudica e che punisce tutti coloro definiti inferiori per il loro colore della pelle. In mezzo ai due mondi si trova proprio Kiran, la cui vita già difficile, verrà imbruttita da giudizi che non gli permettono di trovare il suo posto nel mondo. Il ragazzo ombra è uno libro con uno stile leggiadro e profondo, che incanta il lettore ad ogni pagina. I personaggi, compresi quelli secondari, sono ben delineati e convincenti, tanto da conquistare il lettore. Le vicende del passato sono narrate con mano ferma e mente agile, mentre quelle del presente del romanzo celano quel pizzico di mistero e dolore che non guasta. In particolare, la descrizione del Robert adulto e di ciò in cui è stato coinvolto è delineato in modo sommario con lievi indizi, con quel tanto che basta per incuriosire il lettore. In conclusione, vi consiglio davvero di leggere questo romanzo, perché ci insegna come l'amicizia spesso possa diventare amore puro per due cuori che cercano un motivo per cui battere.
È una recensione difficile quella che mi accingo a fare. Ho scelto di leggere questo libro perché ho avuto modo di apprezzare l’autrice già in diverse opere, invece l’ho trovata una lettura faticosa.
Il linguaggio è molto forbito, cosa che potrebbe essere poco coerente con un protagonista tredicenne. Ma più che altro è stata la frammentarietà del racconto a rendere la lettura poco scorrevole. I punti di vista, evidenziati con caratteri diversi (che nel mio kindle si sono trasformati in un font grande, uno normale e uno in corsivo) sono tre: un diario scritto da Robert tredicenne, in prima persona presente; un racconto in terza persona ambientato nello stesso periodo, il 1881; un racconto in terza persona ambientato nel 1901. Tre punti di vista differenti, mescolati a distanza di pochi paragrafi e incentrati sullo stesso personaggio, mi sono sembrati troppi; come a voler cogliere solo i pregi di ogni stile, lasciando il problema di ricomporre l’unitarietà in capo al lettore.
La storia diventa scorrevole solo nella seconda parte, dove i cambi di punti di vista e le anticipazioni del Robert adulto si riducono notevolmente.
La trama tratta temi importanti, parla di un ragazzino, Kiran, che ha passato tutta la vita nelle mani di un pedofilo, e a causa di questa devianza con cui è entrato in contatto, nonché per la sua naturale avvenenza, viene osteggiato e temuto non solo dalla società nobiliare cui appartiene per diritto, ma dallo stesso uomo che l’ha salvato, ovvero il padre di Robert.
«Sono sopravvissuto, nonna. Senza il vostro denaro, senza il vostro titolo e senza il vostro permesso.»
Robert è un coetaneo di Kiran, un ragazzino solo e orfano di madre, e i due instaurano presto un legame più forte di quelli di sangue, più forte delle opposizioni paterne, più del timore della morte.
Nonostante di carne al fuoco ce ne sia a volontà, in realtà l’ho trovato piuttosto lento (sicuramente ha influito la difficoltà nella lettura della prima parte), molto focalizzato a ribadire i pensieri intimisti di Robert, e concentrato sulla caparbietà del padre nel perseverare a prendere decisioni sbagliate.
Il tema della pedofilia è un tema forte affrontato in modo meno scabroso possibile (che è riuscito comunque a toccarmi molto). Tra le varie cose emerge con prepotenza l’iniquità del fatto che, a subire lo scherno per ciò che è successo, siano le vittime anziché i carnefici.
Non credo di fare spoiler dicendo che questo libro non è un romance (ma si tratta di un primo volume di una saga, per cui non so se cambierà in seguito). E forse questo è uno degli aspetti che ho trovato meglio riusciti in assoluto: il modo in cui l’autrice ha mostrato la nascita e la forza di un amore casto, pulito, fraterno, indissolubile, di quelli che solo gli adolescenti riescono a instaurare con persone a loro affini, con le quali condividono emozioni, esperienze forti, attrazione e rispetto.
Occhi adulti su un volto imberbe e androgino, bellissimo nella cornice opulenta della chioma. Nessuna fotografia avrebbe potuto coglierlo come aveva saputo fare lo sguardo incantato di adolescente troppo solo. Ma non c’era assoluzione per quel sentimento senza nome.
I personaggi secondari sono figure molto positive, empatiche, che potrei definire attuali, per i loro atteggiamenti anticonformisti rispetto alla mentalità dell’epoca, quasi prive di difetti. Si contrappongono in modo netto ai protagonisti, che sono altrettanto ben caratterizzati ma sfaccettati in pregi e difetti molto spigolosi.
Analogamente alla caratterizzazione dei personaggi, anche le ambientazioni storiche e geografiche (India, Scozia e Inghilterra vittoriana) sono all’altezza della professionalità ed esperienza dell’autrice, e quindi coinvolgenti e rese vive nei colori e negli odori, oltre che nelle usanze, nell’abbigliamento e nel linguaggio.
Concludendo, mi spiace non essere entrata in sintonia con lo stile sperimentale; probabilmente il fatto che il libro non sia autoconclusivo e non abbia chiuso il cerchio su una serie di anticipazioni lasciate dal Robert del 1901 ha fatto il resto, rendendo la vicenda inutilmente avvolta su se stessa, ai miei occhi.
Non so quale scherzo del destino ci abbia voluti così affini anche nelle avversità. (…) Ci siamo sentiti ladri. Consapevoli che la refurtiva prima o poi va restituita. E tocca al più colpevole. Anzi, al solo responsabile. Non avresti mai dovuto incontrarmi.
Chi mi conosce sa che non sono un grande amante dei romanzi storici, però alcuni titoli li apprezzo veramente tanto e questo è uno di quelli. Lettura iniziata per una collaborazione e portata a termine per piacere. E’ una storia di vera amicizia, un’amicizia che se ne frega dei pareri altrui, dei pregiudizi, dell’ignoranza della gente e del passare del tempo. Perché nonostante alla fine ero in lacrime, sono convinta che non sia finita come sembra. Un’amicizia nata tra due anime che soffrivano di solitudine per motivi diversi e durata nel tempo. Due anime che si sono salvate a vicenda e che gridano al mondo intero il loro affetto. Due persone che sembrano così diverse, eppure così in sintonia. La storia viene raccontata con momenti ambientati nel 1881, tra l’Inghilterra dell’Epoca Vittoriana e l’India, dove tutto ha inizio e il 1901, dove troviamo Robert intento a rileggere il diario che ha scritto vent’anni prima, mentre aspetta di essere processato. Ma per cosa? Ancora non lo si sa, presumo che lo si scoprirà andando avanti con i seguiti. Questo romanzo dalla trama può risultare semplice, invece leggendolo si intuisce fin dalla prime righe che così non è. Robert è un ragazzino che si sente solo e non amato, dopo la morte della madre quando aveva quattro anni, pensa che il padre lo incolpi e lo odi per questo. Il padre nel corso di quegli anni non è mai riuscito a mostrare il suo amore per il figlio. Durante un viaggio di lavoro in India dove lui seguirà il padre, fa la conoscenza di questo coetaneo e finalmente pensa di aver trovato un amico. Finalmente inizia a pensare che non sarà più solo come prima. Ma fin da subito la loro amicizia viene contrastata anche dal padre stesso, tutto per via di quello che Kiran ha subito contro la sua volontà. Quello che Kiran vuole, è solamente essere salvato e amato. Questa non è una semplice storia di amicizia tra due ragazzi, ma anche una storia per far capire come l’ignoranza può far male e uccidere come la cattiveria. Le vittime ci certi abusi non devono essere trattare come appestati, come se potessero essere contagiose. Ma vanno aiutate, capite, bisogna far capire a loro che non tutti gli esseri umani sono spregevoli e malvagi. Che possono ancora fidarsi di qualcuno e provare ad avere una vita normale e felice, come meritano. Ovviamente nel romanzo la storia si svolge tra fine 1800 e inizi 1900, però ancora oggi le vittime di abusi si sentono sempre sbagliate, ma non deve essere così. Durante la lettura ho odiato molti personaggi, di cui non vi parlo per non farvi spoiler. Ma veramente con tutto il cuore li ho odiati. Vi consiglio questa lettura.
Non mi è piaciuto. Mi è sembrato eccessivamente forzato il rapporto dei due ragazzi ed eccessivamente forzato il rapporto tra Robert e il padre, considerando che dall'odio si è passato all'amore senza neanche troppe spiegazioni. Questo libro non è riuscito a farmi immergere nella storia perché i personaggi stessi li ho sentiti fittizzi, finti: mi è sembrato quasi di vedere la scrittrice scrivere le loro battute, piuttosto che immaginare i personaggi stessi muoversi all'interno della storia, quindi ogni avvenimento mi è sembrato meccanico e per niente naturale. Tutti i dialoghi e i rapporti creati mi sono risultati meccanici. Mi sono sentita, poi, come se si stesse cercando di sorprendermi con dei colpi di scena buttati lì, a caso, ma l'unica cosa che il tutto mi ha causato è stato un senso di perplessità: continuavo a chiedermi ripetutamente come facessero certi avvenimenti a suscitare certe conseguenze nella psicologia dei personaggi, ma non riuscivo e non riesco tuttora a darmi effettivamente delle risposte a riguardo. Sarà che dovrei leggere i prossimi volumi per comprendere appieno la storia? Sicuramente, ma non credo di farlo perché mi è sembrata una lettura banale che non mi ha trasmesso nulla, e penso che un'opera interessante debba essere interessante sin dal principio, senza farmi perdere troppo del mio tempo e troppi dei miei soldi per farmi andare avanti con la lettura con la sola speranza che magari mi si faccia cambiare idea dopo chissà quanti capitoli o, addirittura, libri.
Sono troppo critica? Forse, ma sta di fatto che se leggo qualcosa voglio essere coinvolta dalla lettura. Leggo per allontanarmi dalla realtà e per immergermi in una vita che non mi appartiene, quindi sicuramente questo libro, questo stile di scrittura, non fa per me.
Sono stata anche fresca della lettura di Captive Prince quando mi sono buttata su quest'opera, quindi può darsi che mi aspettassi di leggere qualcosa di altrettanto bello, coinvolgente, entusiasmante e ben fatto.
SPOILER: Il fatto che il racconto sia stato svolto su diversi archi temporali, ha fatto sì che l'incidente di Robert non creasse nessuna preoccupazione nel lettore, nessun tipo di timore per la vita del ragazzo, visto che già si sapeva che si sarebbe ripreso, che sarebbe sopravvissuto, nonostante tutti stessero temendo il peggio. Tutti fuorché il lettore, naturalmente. Sarebbe dovuto essere un momento molto importante del racconto, il più importante, ma a me è risultato solo banale e noioso.
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4,5 stelle Di libri belli ne esistono, ma pochi riescono a emozionare come Il ragazzo ombra di Laura Costantini.
L’autrice crea un romanzo storico che tratta di avventura, mistero, amicizia, ma affronta anche temi delicati quali la violenza, la prostituzione e la pedofilia in modo elegante, senza essere volgare o entrare nel dettaglio.
La trama è ben costruita con una struttura ben precisa che si alterna con tre “tempi di narrazione”: il primo tempo riguarda le parti del diario scritto da Robert tredicenne, il secondo tratta degli avvenimenti del 1881 (quindi sempre con il protagonista ragazzino) e il terzo tempo è ambientato nel 1901 che narra le vicende del presente di Robert adulto che affronta le conseguenze delle scelte passate. Adoro questa scelta dell’autrice anche se, nella lettura dei primi capitoli, ho avuto un po’ di difficoltà a capire questi tempi che sono differenziati dalla grafica del testo (font e corsivo), ma una volta compreso il meccanismo la lettura è andata liscia come l’olio.
Robert è un ragazzo molto insicuro di se stesso, che vive un rapporto di freddezza con il padre, ma le cose cambiano quando incontra il misterioso ragazzo ombra. Il ragazzo ombra è sicuramente la figura più affascinante ed enigmatica della storia, all’inizio sembra quasi una figura surreale, un essere prodotto dalla fantasia del piccolo Robert che è alla ricerca di un amico, una persona con cui confidarsi, un alleato, ma man mano che si va avanti nella storia ecco che il ragazzo ombra prende sempre più consistenza: diventa umano, ha un viso, dei lineamenti, dei colori e anche un nome, Kiran.
Nella esotica India, i due ragazzi fanno amicizia, ma un’oscuro passato avvolge la figura del ragazzo ombra, un destino che lo coinvolge nella vita di Robert e di suo padre.
Laura Costantini racconta la storia con uno stile raffinato e ricercato, realizza una storia affascinante e crudele al tempo stesso, piena di violenza, di speranza e di battaglie.
Se amate i romanzi storici non potete perdervi questa meraviglia e non vedo l’ora che esca il secondo capitolo di questa serie prevista per il 15 dicembre.
Salve a tutti! Oggi torno con un libro che ho amato tantissimo e per prima cosa ringrazio Luca Terlizzi (colui che si preoccupa di pubblicizzare i romanzi di Laura Costantini, l’autrice del libro in questione) e anche @nelyafinwee e @sylexlibris su instagram che mi hanno fatto conoscere questa saga. Infatti, ero veramente veramente tanto curiosa di conoscere questa saga, di cui ho sentito parlare molto bene e mi incuriosiva principalmente per il tema e per il fatto che è ambientata nella Londra Vittoriana (che è una delle mie epoche storiche preferite). E devo, per prima cosa, dire che l’epoca viene descritta in modo perfetto, senza sembrare in alcun modo pesante, anzi devo ammettere che ho imparato molte cose su questa epoca, a me tanto cara, che mi hanno solo fatto apprezzare di più il libro. Come vi ho detto, niente risulta pesante all’interno del libro (nonostante tratti di temi molto seri e decisamente importanti) e penso che sia dovuto allo stupendo stile di scrittura della scrittrice, che ha una delicatezza estrema nel raccontare il più oscuro dettaglio del mondo e la più pesante delle imprese, e soprattutto risultando molto delicato accentua tutte le emozioni del libro, rendendole chiare e segnandole perfettamente. Inoltre, ciò permette di costruire personaggi che ho trovato onestamente molto interessanti e ben costruiti, soprattutto capaci di provocare ogni tipo di emozione nei lettori, che si ritrovano affascinati dalla dolcezza di Alvena, la passione di Robert, la bellezza e ambiguità di Kiran, compatendo le cose peggiori che gli sono dovute succedere, per colpa della perversione umana. Alla fine di un libro del genere è veramente impossibile rimanere impassibili e non avere nel cuore un po’ di amore per ognuno dei personaggi. La trama è molto interessante, anche se non penso che sia il punto forte dell’intera storia, in quanto ricalca molti schemi tipici che ho già visto, nonostante non possa non amare il twist che è la relazione tra Robert e Kiran, che non ho potuto non amare. Io ve lo consiglio assolutamente; ha praticamente tutto: da un’epoca interessante da scoprire e in cui immergersi, a uno stile leggere e perfetto, con dei personaggi che vi scalderanno il cuore, ve lo prometto! Perciò… che aspettate a leggerlo?
Il Ragazzo Ombra è il primo volume della serie Diario Vittoriano. Il romanzo ci viene presentato attraverso un diario che il nostro protagonista iniziò a scrivere da ragazzino. La storia è raccontata dal punto di vista di un Robert bambino nel 1881 e di Robert adulto nel 1901. A questa va aggiunta una terza narrazione che riguarda lo svolgimento della trama e degli eventi del 1881. Protagonisti della storia sono Robert, figlio di un avvocato inglese, e Kiran, un indigeno. Robert si trova catapultato da un giorno all'altro in India, colonia dell'impero della Regina Vittoria ed è costretto a vivere segregato in casa dove studia e si diletta nel disegno. La sua vita cambia repentinamente quando, dalla sua stanza, scorge un ombra che sembra danzare. Instaurerà un'amicizia con quell'ombra che assume una vera identità: si tratta di Kiran, un giovane indigeno dal volto androgino con dei lineamenti eleganti e delicati. Tra i due giovani nasce un forte legame; entrambi soli cercano compagnia e coraggio l’uno nell'altro. Il diario di Robert ci permette di conoscere i pensieri più intimi del ragazzino; è una valvola di sfogo che gli permette di esternare i suoi sentimenti senza alcun timore di essere giudicato. Kiran ha un passato doloroso alle spalle fatto di abusi e prigionia. Il Ragazzo Ombra è un romanzo che tratta temi importanti ma lo fa con delicatezza grazie anche allo stile dell’autrice che è sempre molto pulito e scorrevole. Potreste trovare difficoltà nell'immergervi subito nella storia a causa dei tre piani di scrittura ma, una volta entrati più a fondo nella storia, riuscirete a venirne a capo. Consiglio il romanzo a tutti gli appassionati dei romance storici e a chi crede nelle amicizie, quelle pure e delicate.
Magico! 4,5/5 Il ragazzo ombra è scritto attraverso 2 archi temporali con un Robert del presente che rilegge il suo diario e un Robert tredicenne che fa la conoscenza del ragazzo ombra: Kiran. La lettura mi ha coinvolta totalmente. La storia evolve pian piano ma il ritmo è incalzante. I giovani Robert e Kiran dovranno affrontare parecchie situazioni. Non voglio aggiungere troppo perchè è una storia da vivere completamente immersi tra le pagine e da scoprire man mano. Ricca di mistero e sentimenti. Di orrori e paure. Di abusi e violenze. Ma anche un cammino fatto di crescita e di cambiamenti. Di amicizia fraterna e anche di più. Di sacrifici. Robert e Kiran si sono salvati a vicenda dalla solitudine. Nasce tra loro un legame potentissimo, capace di portarli oltre. Disposti a sacrificarsi l’un per l’altro. Ho apprezzato moltissimo che il rapporto tra Robert e Kiran non sia stato affrettato, nonostante sia evidente fin dal principio come si evolverà. Ci saranno moltissime pedine e personaggi a muovere le fila della trama. Passato e presente che si intrecciano e vi risucchiano. Lo stile di Laura Costantini è assolutamente magnifico. Elegante e coinvolgente. Ti fa immergere completamente in quell'epoca, in quei preconcetti e in quei luoghi. Ho dovuto iniziare immediatamente il 2° volume perchè questa serie, vi posso assicurare, è pura droga. É travolgente. Vi farà dimenticare tutto quello che si ha intorno, un po' come è stato per Robert con Il suo ragazzo ombra. Recensione completa sul blog Pagine Romantiche: http://pagineromantiche.blogspot.com/...
Quelle sensazioni, quelle parole dovevano trovare uno sfogo, una via d'uscita, oppure gli sarebbero marcite dentro" -Il ragazzo ombra di Laura Costantini . . Non avevo aspettative su questo romanzo, avevo letto la trama e mi aveva colpito, ma non vedendo in giro molte recensioni non sapevo cosa aspettarmi e sono rimasta più che soddisfatta da questa lettura. Ambientato durante l' Epoca Vittoriana tra l'India e la Gran Bretagna, ci parla attraverso 3 diversi punti temporali differenti e 3 narratori differenti della vita di Robert e di Kiran, due ragazzi le cui vite erano in qualche modo destinate ad incontrarsi e ad intrecciarsi. Questo libro non racconta solo la vita di questi due ragazzi, ma tratta anche di tematiche molto importanti quali: l'abuso, la violenza, l' odio, l'amore, la comprensione; tematiche non facili da gestire in un romanzo, dove l'ambientazione è a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Lo stile l'ho trovato molto coinvolgente ed appropriato per il periodo storico narrato, forse un po' troppo aulico per le pagine di un diario di un ragazzino di tredici anni. Per il resto l'ho davvero amato (le descrizioni dei luoghi e delle persone, le citazioni di autori classici, quest'ultime le ho apprezzate in particolar modo) e il finale mi ha spezzato il cuore. Sono pronta (insieme alle mie lacrime) per il secondo libro.
Non do la quinta stellina unicamente perché il finale è aperto e la storia continua nel volume successivo. Ma per il resto questo romanzo mi ha incantata. È scritto in maniera impeccabile, non c'è una sbavatura, la padronanza della lingua dell'autrice mi ha lasciata a bocca aperta in più di un'occasione. I personaggi sembrano vivi, bucano le pagine come le bucano l'atmosfera e le descrizioni dell'India e poi quelle contrapposte di Londra e della Scozia. L'alone di mistero che aleggia su tutta la vicenda ti cattura e non ti molla più e ti costringe a correre a leggere il seguito per sapere come procederanno le sorti di Kiran e Robert. I salti tra i vari piani narrativi non fanno che tenere alta la suspense e il desiderio di leggere. Ho scoperto questo libro per caso, solo perché seguo le due disegnatrici che hanno creato la copertina, Dany&Dany, e alcune immagini di presentazione dei personaggi. Così ho iniziato a leggerlo e anche se non ho ancora iniziato il successivo, so già che i protagonisti non li dimenticherò più. Lo consiglio a chi ama i bei romanzi storici vittoriani, con un po' di dramma strappabudella e un esotico sapore indiano.