Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo d’Arte Moderna BOlogna) e a Napoli c’è il MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina), a Varese hanno pensato bene di inaugurare il Mu.CO (Museo d’arte COntemporanea). Qui, a detta dei critici, sono esposte le peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei. Tra le altre, un orribile Warhol, un Dalí terrificante, due drammatici Magritte e un Duchamp inguardabile. Leonardo ci lavora da tre anni. È un’assunzione obbligatoria: ha perso due dita in un incidente e insieme alle dita anche i sogni. Ha solo una grande certezza: si chiama Andrea, una ragazza molto cattolica, osservante e praticante, che rispetta alla lettera i dieci comandamenti, non dice parolacce e, soprattutto, non fa sesso. Non fa sesso con lui, però, perché Leonardo, sul punto di farle la sua proposta di matrimonio a sorpresa, la scopre a letto con un altro. Da quel momento, la sua vita va in pezzi. Alla disperazione più nera, tuttavia, segue la vendetta. Leonardo decide di rifarsi su Andrea e sui suoi preziosi comandamenti. Li infrange tutti, sistematicamente, uno dopo l’altro. Con un’ironia corrosiva e una storia scandita da scene esilaranti, Muzzopappa torna a dare il meglio di sé in un’inusuale commedia nera, protagonista un tenero quanto agguerrito ragazzo innamorato.
Un deciso miglioramento rispetto al romanzo d'esordio sia nella costruzione della trama che nella creazione di protagonista e comprimari. Il libro è breve e fa passare in serenità un pomeriggio di lettura. Scorrettissime alcune delle vendette poste in atto dal protagonista (povero Loreto, povera automobile) mentre altre servono solo a cacciare il nostro antieroe in situazioni non proprio edificanti ma mai fuori limite buon gusto. Carino.
Un uomo tradito dalla fidanzata, molto devota, molto cattolica, molto ipocrita, decide di prendersi giusta vendetta su di lei e sul suo dio, colpendola infrangendo sistematicamente i dieci comandamenti. In altre mani una trama del genere sarebbe potuta diventare un thriller cupo e sanguinolento, un crescendo di atti criminali culminanti in una tragica fine… questo libro invece è leggero e divertente: ironia, battute taglienti, satira e gran senso del ridicolo. Spassose non solo le tragicomiche peripezie di Leo e i suoi discorsi con l’amico rivoluzionario e comunista di ferro (ma dal cuore tenero), ma anche il pigliamento per i fondelli dell’arte contemporanea, con tanto di foto dei falsi realizzati dall’autore stesso. E davvero, alcuni messi in un museo potrebbero anche trarre in inganno. “Dente per dente” si legge in un pomeriggio; fa sorridere, ridacchiare, ridere, e mette di buonumore, sempre con intelligenza. Che si può chiedere di più?
Esilarante? Geniale? Indimenticabile? Niente di tutto ciò. Avevo letto opinioni entusiastiche riguardo a questo nuovo autore emergente (in voga), ma ahimè non ci ho trovato nulla di nuovo, di nota o da ricordare nel panorama letterario italiano. La scrittura (lacuna lampante) è quantomai banale e basica, che accetterei se fosse stato scritto da un ragazzino delle scuole medie, ma non da un adulto che intende qualificarsi come "scrittore". Neppure interessante o di spirito l'idea di fondo della storia, di dissacrare i dieci precetti religiosi, a sfregio della ex millantratrice super credente. Non ricordavo un libro così inutilmente prolisso, di un'ironia pedante, dai tempi in cui lessi "Hanno tutti ragione" di Paolo Sorrentino. Sorry, Muzzopappa, primo approccio fallito.
Ascoltare o leggere Muzzopappa è sempre un piacere. Quando scrive, riesce ad essere ironico, cinico, divertente e mai stupido. Dipinge i suoi personaggi in maniera precisa e con toni di autoironia strepitosi. Peccato che questo sia (per ora) l'ultimo titolo disponibile per me!
Saper far ridere è difficile, secondo me ancor di più che far piangere e quando ho deciso di leggere questo autore sono stata consapevole di cosa trovarmi davanti e piena di aspettative. Il libro parte subito carico, con una battuta dietro l’altra e forse ho un pochino patito questo, mi è sembrata quasi una forzatura, un voler a tutti i costi essere divertente e pungente. In realtà credo proprio che l’autore abbia questa modalità, perché non la perde mai, fino alla fine. Andando avanti però mi sono lasciata coinvolgere dalla storia, e forse abituata allo stile, così da divorarlo in poco tempo e ridendo e divertendomi nel frattempo, quindi grazie Francesco. Ho trovato geniale l’idea della vendetta basata sui comandamenti e che questo sfigato, il nostro protagonista, riuscisse a mettere in atto la sua VEV nonostante tutto e a modo suo. Ho apprezzato anche molto la parte “artistica” della storia, molto divertente. Un libro per ridere e prendersi un po’ in giro, molto gradito.
Dalla prima pagina questo romanzo è incalzante e soprattutto divertente, ogni pagina uno spunto, ho riso moltissimo! Io che in genere sono esigente e apprezzo solo un umorismo british, in questo caso ho riso davvero tanto per questo senso dell'humour molto spontaneo.
Trahi par la prunelle de ses yeux, un amoureux transi bascule du côté de la force obscure. Les dix commandements vont alors guider sa soif de vengeance. Terrible, implacable... et cocasse. Un parcours raconté avec beaucoup de dérision pour une lecture légère et rigolote. http://blogclarabel.canalblog.com/arc...
« Posso dire che questo romanzo è perfetto? Sì, l'ho detto! Dente per Dente è autentica meraviglia! Ironico e divertente. Sarcastico e umoristico. Muzzopappa immerge i lettori in una realtà quantomai ordinaria e la trasforma in una risata fragorosa, piena, di pancia. C'è della dissacrante e pungente ironia dietro ogni pagina di questo romanzo ed il modo in cui l'autore riesce a giocare con le parole, con ogni situazione quasi al limite del surreale è coinvolgente, affascinante, francamente irresistibile.Risate a non finire vi accompagneranno durante la lettura. E non c'è niente di più bello, di liberatorio, di spontaneo ed emozionante, ve lo posso assicurare! Muzzopappa ci regala una lettura che dovete assolutamente cogliere al volo perchè non capita tutti i giorni di trovarsi davanti ad un romanzo in grado di farci riflettere e divertire al tempo stesso. Un romanzo che unisce la più irriverente delle ironie alla più cocente delle delusioni, con un pizzico di pungente umorismo e puntuale sarcasmo in grado di spingere sull'accelleratore, di cogliere i punti giusti, di evidenziare ogni nostra fragilità così irresistibilmente umana. »
Ho scelto di leggere questo libro nella splendida cornice di una spiaggia pugliese, come omaggio al giovane e brillante autore. Terzo libro, dunque per Si ride con intelligenza, questa volta,forse, con un pizzico di sarcasmo in più. Il protagonista è un giovane sfigato ( ma su questa cosa non ci giurerei) che riporta, per un grave incidente, una piccola menomazione fisica. Si salva dal diventare un giovane borderline, coltivando passioni e diventando esperto di auto d'epoca. (La cosa bella è che l'autore confessa di non capire assolutamente nulla di auto. ) Leo lavora in un museo di arte contemporanea, ha come amico un rivoluzionario dal cuore tenero ed è fidanzato con un mostro. Mostro la ragazza, una fanatica religiosa esperta di finanza che dimentica i compleanni, mostri i suoi genitori, degli arricchiti che scelgono solo quello che fa "status". È qui che l'autore sferra i suoi colpi migliori, nella descrizione di questi terribili, razzisti, ignoranti individui di una famiglia di imprenditori del nord, religiosi ma rotti ad ogni tipo di attività fraudolenta pur di arricchire. Il cuore d'oro di Leo, come era dalle premesse, viene spezzato dalla fidanzata e comincia una vendetta legata al sovvertimento di tutti i dieci comandamenti, uno dopo l'altro, con risultati tragicomici. C'è un altro sottile divertimento in questo libro, che raccomando a chi ama l'arte, l'autore si ingegna a costruire o a disegnare dei falsi d'autore perfettamente credibili. Varrebbe la pena di comprare il libro solo per quello. Una conferma dunque, ma anche e soprattutto un libro che fa ridere. E far ridere è molto, molto, più difficile che muovere i sentimenti della tragedia.
Uno dei libri più divertenti che io abbia letto, sul serio. Scritto con una semplicità che non è un difetto bensì un pregio, "Dente per dente" scorre che è un piacere.
Leonardo, il protagonista, è fidanzato con Andrea (al femminile): i due sono la notte e il giorno, il diavolo e l'acqua santa, profano e sacro. Un episodio inaspettato però rompe l'equilibrio della coppia, e allora Leo deciderà di attuare un piano vendicativo in tutto e per tutto: infrangere tutti i comandamenti cristiani per fare un torto alla sua ex.
Superato lo scoglio dei primi due capitoli, più introduttivi dei personaggi, Muzzopappa riesce a coinvolgere il lettore in una spirale di avventure/disavventure esilaranti, spesso surreali, che stimoleranno la lettura incuriosendo sempre di più. Il finale poi, a sorpresa, vi lascerà a bocca aperta: i più sentimentali proveranno amaro in bocca, i più cinici si lasceranno andare ad un applauso trionfante. Una cosa però ci accomunerà tutti: "Dente per dente" è un libro che fa ridere e sorridere, talvolta anche riflettere. Una lettura leggera che non può non piacere.
L'ironia mi ha fatto sorridere e pensare il giusto. La storia l'ho trovata di una banalità assoluta. Risultato: ho letto metà libro e l'ho messo da parte in tutta tranquillità.
Può bastare dirvi che ho riso da pagina 1 a 218 quando normalmente rifuggo come l'herpes zoster Zelig e Colorado, cabaret ed avanspettacolo, ma addirittura (un po' delittuoso, mi rendo conto) la maggior parte della produzione del principe della risata mediterranea, al secolo Totò?
Ecco. Con le dissacranti disavventure di Leo, fidanzato tradito pronto a vendicare l'orgoglio fatto poltiglia infrangendo sistematicamente tutti i dieci comandamenti in segno di spregio per l'ex fidanzata in odore (ma marcio) di santità, rimanere indifferenti non è possibile.
Certo, alcune trovate sono più trovate (ahah...tumulatemi) di altre, ma per quel che mi riguarda basterebbe l'esilarante stoccata al pretenzioso mondo di una certa Arte Contemporanea, con le strampalante recensioni audio del museo in cui lavora Leo a far da spalla alle surreali rivisitazioni fotografiche di veri pezzi da catalogo, per far schizzare questo romanzo tanto leggero quanto intelligente dritto in cima alla mia personale top ten.
Voto: nove, ma solo perché avrei voluto sentire quegli audio.
Leo lavora in un museo ed è innamorato di Andrea, una ragazza molto cattolica con cui non ha mai fatto sesso per le sue convinzioni religiose. Un giorno, però, il ragazzo vuole farle una sorpresa e la trova a letto con un famoso modello. Leo decide così di vendicarsi infrangendo uno per uno i dieci comandamenti e diventa l’eroe della storia, accompagnando il lettore attraverso la sua personale e giustificabile vendetta. Adoro l’ironia dissacrante di questo autore e anche con questo romanzo mi ha fatta divertire e sorridere. Il lettore si trova a parteggiare per Leo, un ragazzo buono, senza particolari ambizioni, e non vede l’ora si vendichi dell’insopportabile e odiosa Andrea (una volta tanto che un personaggio aveva il mio nome…) e della sua spocchiosa famiglia, pappagallo compreso. Imperdibili le opere d’arte e le loro descrizioni all’interno del libro. Non riesco a comprendere come all’autore possano venire in mente certe scene e battute, ma posso solo ringraziarlo. Se volete leggere un libro che vi faccia trascorrere qualche momento spensierato, ve lo consiglio.
Don “Dente per dente” di Francesco Muzzopappa ho riso per davvero dalla prima all’ultima pagina. E vi dirò di più, in alcune pagine ho riso anche più di una volta. La struttura del romanzo ha una dinamica ben delineata, i personaggi sono tutti perfettamente descritti senza essere didascalici, i dialoghi sono geniali nella loro semplicità, sono sagaci, con la battuta veloce che ti impone di essere sempre all’erta, e anche i non detti sono talmente ben tracciati che non puoi non fare sì con la testa mentre pensi: “È vero!”. Assolutamente consigliato!
Se l’amore non basta, ci sono i comandamenti. Se pensate di conoscervi fino in fondo non avete capito un cazzo. Se le cose possono andare male, lo faranno. Vado avanti? No, che tanto ci ha pensato già il Muzzopappa. [...] Dunque, “questa è la storia di” non va bene perché fa molto Maria De Filippi. “C’era una volta il MU.CO”, sembra una parodia alternativa di Shrek. Va beh, c’era una volta la storia di Leonardo. La recensione completa al link: http://bookshuntersblog.blogspot.it/2...
Se nelle grandi città siamo abituati a vedere importanti musei come il GNAM (Galleria Nazionale d'Arte Moderna) di Roma, il MAMBO (Museo d'Arte moderna BOlogna) di Bologna e il MADRE (Museo d'Arte contemporanea DonnaREgina) di Napoli, a Varese abbiamo la possibilità di ammirare alcune tra le opere peggiori di Duchamp, Magritte, Warhol e tanti altri presso il rinomato MU.CO (MUseo d'arte COntemporanea). E tra queste orride opere d'arte lavora quotidianamente lo sfortunato Leo, privo di due dita - e per questo nominato Ottodita da un antipatico pappagallo - totalmente sguarnito di sogni ma particolarmente abile nell'arte del vendicarsi. Specialmente se la persona vittima di tanto odio è la bella, ricca e cattolicissima - si fa per dire - Andrea che, dopo aver imposto al nostro ingenuo protagonista una relazione all'insegna del rispetto dei precetti religiosi, si diverte a vestire i panni di attrice protagonista di atti tutt'altro che PURI. Ma la vendetta è subito pronta! E niente sarà più divertente per voi che leggere di come questo assurdo personaggio riuscirà a riscattare se stesso attraverso la comica infrazione di tutti e dieci i comandamenti. Dente per dente di Francesco Muzzopappa - edito dalla Fazi Editore per la collana Le MerAviglie - è un romanzo breve, divertente e intelligentemente comico, in grado ti catturare il lettore facendolo divertire dalla prima all'ultima pagina. Cosa vi posso dire di altro? Superconsigliatissimo!!!
Leo è un giovane uomo - con due dita mancanti - felicemente fidanzato con Andrea, una ragazza talmente tanto cattolica da non voler fare sesso. Teoricamente. Poi un giorno Leo la trova a letto con un altro. E da lì scatta la vendetta spietata. Scoperto per caso in libreria, lettura assolutamente originale e bizzarra. Muzzopappa osa e scrive senza peli sulla lingua un romanzo dissacrante e divertentissimo che mette a nudo alcuni meccanismi della nostra società.
Muzzupappa una conferma in questo secondo libro che leggo a distanza di una decina di mesi. Lettura che mi strappa sorrisi e grasse risate. Ho ritrovato la stessa ironia e freschezza di scrittura in questo originale ripercorrere i dieci comandamenti per semplice e pura vendetta, un astuto ma infantile, irreale ma realizzabile, diabolico ma ingenuo piano di rivalsa che non puoi non seguire fino alla fine
Leonardo, un gardien de musée d’art contemporain plutôt quelconque, passionné de voitures avec deux doigts en moins (lui, pas les voitures), surprend sa fiancée (chaste et catholique) à cheval sur le pénis de Devin, son voisin. Cocu !
Carino, ma non lo raccondando! Certo, lo stile ironico di Muzzopappa c’è e anche una certa originalità della trama va segnalata, ma, a differenza di altri suoi libri (Affari di Famiglia, Sarò breve, Heidi), si ride molto meno e il lettore non si sente a suo agio, percependo i sentimenti del protagonista di livore e rivalsa un poco troppo permeanti… carino il finale che crea un sentimento di fugace positività sul futuro di Leo.
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Una lettura scorrevole e molto piacevole ma non indimenticabile. Comunque non è stata per niente una delusione, avevo letto vari commenti e recensioni prima di acquistarlo, di conseguenza già sapevo che sarebbe stata una lettura veloce e leggera. Lo consiglio: una storia spiritosa e uno stile dell’autore davvero spiritoso ed ironico!
Ho ascoltato l'audiolibro letto da Dario Sansalone. L'ho trovato davvero molto piacevole, l'ho ascoltato in un periodo davvero difficile, cercavo qualcosa di leggero che mi aiutasse a distrarmi e devo dire che questo libro ci è riuscito alla grande, strappandomi più di una volta delle vere e proprie risate.
E niente, Muzzopappa si riconferma come uno dei miei scrittori umoristici preferiti di sempre, riesce a essere divertente senza strafare e ti strappa risate genuine, cosa difficile da fare con un testo scritto.
Ascoltato in audiolibro sull'onda dell'entusiasmo per Affari di famiglia dello stesso autore. Carino ma non è all'altezza: è divertente, ironico ma non tanto quanto la storia della contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna.
Terzo romanzo di Muzzopappa che ascolto. Mi ha divertito di più di "Heidi", del quale però avevo apprezzato maggiormente l'epilogo della storia. "Affari di famiglia" resta per il momento gloriosamente imbattuto nella mia classifica personale! Mi sono fatta delle sane risate e lo consiglio :)
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Libricino che regala qualche ora di divertimento. Muzzopappa è veramente pieno di fantasia e ha un grande spirito. Questa avventura è basata sulla vendetta traendo spunto dai 10 comandamenti.