Philo Vance, l'investigatore creato da Van Dine, è senz'altro il più raffinato tra quelli che videro la luce negli anni Venti. Colto e affascinante, ha una sola, grande passione: l'arte. Possiede una collezione, nel suo appartamento sulla Trentottesima Est a New York, pieno di esemplari di arte orientale e occidentale. La sua figura aitante è impreziosita da un accessorio, il monocolo, che non è un semplice capriccio un po' snob: gli serve per lavorare, per osservare tutti i possibili particolari di una "scena del crimine". A Vance, il giornalista Van Dine arrivò costretto da una malattia che lo obbligò al riposo assoluto, durante il quale naturalmente non fece altro che leggere, appassionandosi soprattutto ai polizieschi, da Poe a Conan Doyle a Leblanc. Alla fine era diventato un esperto, un "teorico" del giallo.
Philo Vance was a great detective, before Hercule Poroit or Miss Marple, before Sherlock Holmes, or modern Mystery writers, yet in my opinion, one of the very best.
Tutti racconti interessanti, alcuni un po' meno di altri. La New York degli anni '30 fa da sfondo alle inchieste di un 'so tutto' che riesce sempre a risolvere tutti i casi. Racconti letti come riempitivi tra un libro ed il seguente, parecchi riletti perchè letti in gioventù.
Ci sono momenti in cui leggere deve essere solo un modo per fuggire da una realtà che spaventa, momenti in cui servono libri che comunque ti catturino l'attenzione e portino la mente altrove perchè hai bisogno di non pensare. Questo è uno di quei momenti e questo il libro che ho scelto... mi terrà la mente divagata per un bel po'!