"Ali ha vissuto i suoi ultimi giorni in uno stato di stupefacente armonia. Passava il tempo a cercare le incongruenze dei Vangeli di Marco e Matteo: In particolare adorava il Natale. Per anni passò la vigilia chiamando numeri a caso dell'elenco telefonico di Manhattan, augurando di tutto a tutti e sentendosi regolarmente mandare a quel paese da gente che ovviamente non credeva neppure per un secondo che fosse davvero lui. Un Natale chiamò anche Thomas Hauser, il suo principale biografo, che obiettò: "Grazie Muhammad, però ammetterai che é perlomeno divertente che un musulmano come te chiami un ebreo come me per augurargli buon Natale...".
Ali, nemmeno glaciale, addirittura minerale, rispose: "Perché non stiamo tutti andando dalla stessa parte?". Da uomo che non ha mai avuto paura di morire, perché non aveva mai avuto paura di vivere. Il suo ultimo Islam era estremamente spirituale, quasi sofistico, e proprio verso la fine quando alternava senza problema la parola Dio alla parola Allah ci ha fatto capire che secondo lui proveniamo tutti da uno stesso creatore, solo che lo serviamo in maniere diverse.
E questo congiungimento, per rarissimo che sia, non é casuale, ce lo insegnano le antiche conoscenze che da mondi antichi derivano, in tempi in cui il genere umano era molto più spirituale di adesso. Accade, per circostanze imperscrutabili, che si formi un perfetto triangolo isoscele che colleghi l'uomo, pur condannato dai limiti della sua natura, la terra e il cielo. E raramente, nella storia rintracciabile del genere umano su questo pianeta, é successo con tale chiarezza come nel caso di un uomo, nato d'inverno come Cassius Clay, e assentatosi di tarda primavera come Muhammad Ali." (Federico Buffa)