Vittorio è sposato da vent'anni con Anna, ma da tredici sì e no si rivolgono la parola nonostante continuino a vivere insieme. È quindi abbastanza singolare che lui perda il lume della ragione quando lei gli comunica che vuole divorziare... e che decida di riconquistarla.
“Aprì l'armadio. Era un po' più vuoto, ma c'era ancora la maggior parte dei suoi vestiti. C'era l'abito rosso che aveva messo a Natale per la festa dello studio. Con quello aveva fatto girare la testa a tutti i soci e anche a diversi clienti. Per una settimana non avevano fatto altro che ripetergli che gran gnocca fosse sua moglie, tutti laureati, eh, mica buzzurri! E lui a incassare con superficialità, perché quella gran gnocca non la toccava da tredici anni e a momenti nemmeno ci parlava. E volendo essere proprio puntigliosi, sua moglie non era una gran gnocca, sua moglie era la donna più bella e affascinante che avessero mai visto, quei deficienti trogloditi!... solo che quando si vestiva di rosso poteva indurre un monaco evirato a gettare il saio alle ortiche. Prese mentalmente nota di evirare il tizio con cui voleva uscire Anna. Il programma era semplice: scoprire chi fosse e castrarlo. A volte la soluzione di enormi problemi è a dir poco elementare. Si costruì nella mente l'immagine di Anna com'era la sera prima seduta nel suo studio. I jeans chiari le fasciavano le gambe snelle, la maglietta scollata mostrava quel bel seno che se ne infischiava della forza di gravità, il cardigan grigio si appoggiava appena sulle spalle esili. Aveva sempre avuto una classe fuori dal comune ed era sempre stata di una bellezza abbacinante. Che Anna fosse così maledettamente bella era stata la sciagura, madre di tutte le sciagure. [...] Non riusciva nemmeno a guardarla. Non la guardava da talmente tanto tempo e improvvisamente sentiva un desiderio spasmodico di imprimersi il suo viso negli occhi, di toccare il suo corpo, di prendere qualcosa da tenere per ricordo. Come faceva lei a essere così fredda? Quando era diventata così spietata? - Da quanto tempo ci pensi? - le chiese. - A cosa? - - A lasciarmi - - Non stiamo più insieme da almeno tredici anni - - Tredici anni un mese e sette giorni – precisò lui. Lei sgranò gli occhi. Era evidente che lui si riferiva all'ultima volta che erano stati a letto insieme. Arrossì.
Sono davvero pochi i casi in cui consiglio i libri a cuor leggero...quello che può piacere a me non per forza deve entusiasmare anche l' altra persona, ma questo libro mi sento di consigliarlo davvero a tutti. Non è un libro con una trama al cardiopalma; non è un libro in cui c'è l' uomo alpha che tanto va di moda ultimamente con tanto di scene calienti; non ci sono eclatanti colpi di scena. E allora, perché mai dovrei consigliarlo con tanto ardore??? Perché è una storia semplice, di gente comune e con problemi reali, non tanto distanti da quelli che ognuno di noi potrebbe vivere nella sua quotidianità e perché è scritto con maestria e ironia dall' autrice. Il libro mi aveva già attratta per il suo titolo improbabile ed io, che sono curiosa di natura, volevo capire chi fosse questo "re Artù", ma soprattutto mi intrigavano "Coso" e "la Sgualdrina"... quando li ho conosciuti è stato amore a prima vista. Devo essere onesta, quello del quale mi sono innamorata è stato Re Artù, un personaggio imperfetto, con una moltitudine di difetti, ma che proprio per gli stessi, ti conquista. Vi farà sorridere continuamente per le sue paturnie, ma nello stesso tempo vi farà battere il cuore per l' intensità dei suoi sentimenti verso la sua "Ginevra". Gli altri personaggi non sono da meno; tutti delineati con perizia e bravura tanto da renderli reali. Non troverete nomi esotici o luoghi improbabili nel libro e forse questa è la cosa che ha fatto scattare la quinta stella del mio già positivo giudizio: un' autrice italiana che racconta dei luoghi che conosce, che usa i nomi che sentiamo scandire ogni giorno intorno a noi è un' autrice coraggiosa di questi tempi! In questa storia troverete Anna e Vittorio, Chiara e Lorenzo e vi assicuro che vi emozioneranno ugualmente.... nonostante i comunissimi nomi! Compratelo che non vi pentirete.
Questo credo che sia uno dei romanzi più famosi della Quasi, o per lo meno è uno di quelli che ho sentito maggiormente nominare. Per qualche strano motivo, però, non mi aveva mai ispirato più di tanto e non l’avevo mai considerato come libro da leggere, fino ad oggi. E invece ora che l’ho letto non posso che esserne contenta. Perché credo che questo sia il miglior romanzo della Quasi che abbia mai letto.
Ho trovato questo romanzo davvero molto carino e godibile, una storia diversa da quello che mi aspettavo, con un romance diverso dai soliti schemi. Il punto forte del libro è sicuramente rappresentato da Vittorio, il protagonista. Un uomo che, appena conosciuto, non può che stare antipatico ai più, nonostante sicuramente rappresenti qualcuno che si conosce. Vittorio, infatti, si presenta come un uomo che vive nel proprio mondo, fatto di lavoro, completamente distaccato dalla vita famigliare, che per lui rappresenta poco più di un’abitudine che lo circonda. Quando però la figlia esce di casa per studiare ecco che tutte le sue certezze crollano: la moglie, stanca del menefreghismo del marito, decide di andarsene e di chiedere il divorzio. Questa doccia fredda gli farà capire di provare davvero, e ancora, qualcosa per Anna e di voler cercare di ricucire il rapporto ormai sfilacciato. I suoi tentativi mi sono piaciuti moltissimo e spesso mi hanno fatto tenerezza (come ad esempio per il regalo di Natale, così sbagliato e così giusto allo stesso tempo). Nel complesso Vittorio risulta quindi un uomo a cui il lettore non può che addossare tantissime colpe, ma che allo stesso tempo uno non può che apprezzare e fare il tifo per lui e per la sua fragilità, il suo bisogno di essere amato e, perché no, anche per la sua ottusità.
Per sbaglio ho letto questo libro dopo endorfine ma ugualmente sono rimasta affascinata anche se le due storie sono l'una il seguito dell'altra non mi è stato intralcio leggerle al contrario. Re Artù Ginevra Coso e la sgualdrina il titolo che la Quasi ha dato a questo libro è già tutto un programma, poi la storia che sembra una storia ordinaria ma vi assicuro che di ordinario ha ben poco. Come sempre tra le righe l'autrice è brava a metterci tanta ironia, ho sorriso spesso innanzi alle perplessità del nostro protagonista, un avvocato di grido, Vittorio che dopo anni di matrimonio si trova innanzi alla moglie che lo vuole lasciare e gli chiede il divorzio e questa decisione fa crollare tutti i punti fermi della sua vita. Vittorio capisce che per vivere necessita della presenza di sua moglie nella sua vita, quindi deve darsi una bella svegliata, deve tornare a corteggiarla. Ed ecco che la storia si intreccia solo come Rebecca sa fare, ci fa conoscere Lorenzo il fidanzato di Chiara un attore alle prime armi che Vittorio continua a chiamare Coso e Lorenzo a sua volta da l'appellativo di Re Artù a Vittorio vedendolo assorbito nell'impegno di riconquistare la moglie Anna la quale è decisa a far entrare un altro uomo nella sua vita Ancora una volta l'autrice tratta un argomento importante con la sua ironia,riesce a porgerci un altro spaccato di vita quotidiana Quante sono le donne come Anna che si trovano a convivere con un uomo come Vittorio per tutta la vita senza mai riuscire a trovare la forza di ribellarsi, di dire basta e quando qualche donna riesce a fuggire dall'eremo familiare ecco che cerca di spiccare il volo ma scopre che non sempre è proprio quello che vuole. Quanti uomini come Vittorio danno tutto per scontato e non capiscono che bastano piccoli gesti per rendere felice la donna che si ha accanto. Tutti i personaggi sono molto legati tra loro creano una sinfonia di eventi che a noi lettrici non ci resta altro che ascoltare
This entire review has been hidden because of spoilers.
Anna e Vittorio sono sposati da venti anni ma da tredici anni ognuno fa la propria vita , a stento si rivolgono la parola anche se vivono insieme fino al giorno in cui questo cambia perché Anna ha deciso di chiedere il divorzio. All’inizio non mi era piaciuto direi che lui seppur divertente in alcune parti ma l’avrei volentieri preso a sberle e di sicuro non l’avrei mai perdonato a differenza di Anna , quest’ultima invece l’ho trovata una donna dolce bisognosa di affetto e di amore che ha sofferto molto per il comportamento del marito e di un segreto che si porta dentro da molti anni . Il finale mi è piaciuto e anche la sorpresina 😍
Questo libro va letto già solo per il titolo! Il coraggio di mettere la parola "sgualdrina" così in copertina è da applausi. Ma la cosa bella è che pure il libro è davvero carino. In puro stile Quasi, con protagonisti normalissimi alle prese con i problemi della vita quotidiana. Vittorio e Anna sono sposati da vent'anni e hanno una figlia, Chiara, prossima ad iniziare l'università. Ora che la figlia è pronta a trasferirsi in un'altra città, Anna sgancia la bomba. Vuole il divorzio. Per Vittorio è come un fulmine a ciel sereno. Beh, sì è vero che lui e la moglie non fanno sesso da ben 13 anni, non si parlano più ma a lui sembrava tutto regolare. Il trasferimento di Anna costringe Vittorio a guardare finalmente nel suo cuore e a fare un bel esame di coscienza per cercare di riconquistare la moglie. Ho adorato questo libro. Vittorio mi ha fatto tanta tenerezza, anche quando si scopre il motivo del distacco di Anna. Le colpe vanno sempre condivise in una coppia ed entrambi hanno sbagliato. Forse hanno affrettato i tempi all'inizio della loro storia senza darsi il tempo di conoscersi bene. I personaggi sono ben caratterizzati anche Vittorio la fa da padrone. Mi ha fatto venir voglia di abbracciarlo e consolarlo per tutto il libro. Lo stile della Quasi è sempre scorrevole, le pagine scorrono via velocemente e mi ha lasciato la voglia di leggere il sequel ambientato circa 8 anni dopo
ho conosciuto la Quasi qualche anno fa e ora sto scoprendo tutti i suoi scritti precedenti la mia 'agnizione', e che mi sto centellinando così da avere, tra una lettura e l'altra, un Quasi di mezzo! anche questa storia è deliziosa, facilmente trasportabile al cinema, l'analisi vera ma non cinica di come sia fragile e difficile mantenere una relazione sui giusti binari. Personaggi come sempre, che lasciano un segno. Sono felice di non dover aspettare per il seguito che già è- benedetto - nella mia library!
3,5 secondo libro che leggo della Quasi e mi sa che probabilmente sarà l'ultimo. Anche se la sua scrittura è elegante e bella, a me risulta priva di emozione, non mi sprona mai ad andare avanti o a prendere il kindle per continuare a leggere. Essendo un romanzo su un matrimonio in crisi mi aspettavo un minimo di percorso, niente, anzi mi sono sembrati anche troppo eccitati i protagonisti con maratone di sesso un po' esagerate per l'età; visto che viene sottolineata la "normalità" delle persone protagoniste, a questa età (40lei/45lui) una coppia non ha tutti questi amplessi in una notte. Ho notato poi un errore che non sopporto quando si riportano date degli eventi. L'anno del fattaccio è 1993 e non 1991 come scritto, visto che la figlia ha 5 anni ed è nata nell'88 e poi tredici anni dopo sono 2006, un minimo di accortezza.
Assolutamente meritevole di lettura. Due adulti un po’ immaturi, con una figlia altrettanto adulta, maturata forse troppo presto, alla resa dei conti dopo anni di silenzio. Le parole non dette hanno ferito più di quelle che avrebbero dovuto pronunciare, seppur dolorose. È un romanzo che definirei ”completo”: dolce e amaro, divertente e riflessivo, scritto in modo pulito, lineare, ma assolutamente impeccabile.
Vittorio è uno stronzo, non giriamoci intorno. Vittorio è sposato da vent’anni, ha un lavoro che gli occupa gran parte del tempo, una figlia ormai in procinto di costruirsi una propria vita e una moglie di rappresentanza, che trascura con precisa abitudine. Non partecipa mai alle questioni domestiche, si rintana nello studio e durante le discussioni pensa ad altro. Vittorio è un qualunque 45.nne che vive per il lavoro, che trascura la famiglia. Ma la sua vita si disintegra quando Anna, la moglie, una volta partita la figlia per l’università, decide di lasciarlo. Vittorio si trova così costretto a guardare in faccia la realtà (e che bisogno c’era, suvvia!) a prendere atto dei suoi sentimenti (roba da donne, andiamo!) e a fare i conti con il fatto che è uomo che deve cambiare se vuole anche solo provare a restaurare un accenno di normalità, figuriamoci ambire alla felicità.
La Quasi in questo libro è riuscita a costruire un personaggio strepitoso, perché Vittorio rappresenta una buona fetta di popolazione, non necessariamente solo maschile (anche se più abbondante secondo me), che si lascia scivolare addosso le cose, che non fa nulla per cambiarle ma poi va in pezzi quando capita. Ma il suo genio secondo me è stato rendere Vittorio estremamente affascinante, per tutta la lettura ho tifato per lui, pur riconoscendogli tutte le colpe, mi ha conquistata in pieno! È un ammaliatore, istrionico e con una fragilità enorme, un bisogno di attenzioni tipico dell’uomo medio, con atteggiamenti che un po’ ti aspetti, ma che sanno stupirti. Posso solo ringraziare questa autrice per la sua creazione, è diventato uno dei personaggi migliori mai letti. ... continua sul blog
Un libro meraviglioso che scorre velocemente. Personaggi divertenti e "normali" ma che ti conquistano esattamente per questo.
Seconda rilettura: Si riconferma uno dei miei libri preferiti. Mentre i sentimenti prendono aria, ti affezioni ai personaggi e apprezzi il valore delle seconde possibilità. ♥️🌈
Mi sono tuffata sul romanzo della Quasi chiedendomi cos'è che mi avrebbe raccontato stavolta. Beh, posso subito anticiparmi che il romanzo, dopo una serie di letture veramente no, mi ha catturato ed è scivolato via in una notte insonne. Di nuovo Rebecca Quasi ha fatto scattare la magia, ha saputo conquistare con personaggi atipici nel rosa, stridono quasi sulle pagine, per qualcuno potrebbero sembrare anche strani e irreali e invece sono veri, pieni delle mille sfaccettature dell'essere umano.
Quell'uomo strano e umorale che le era capitato aveva l'incredibile capacità di calmarle il cuore. Com'era possibile? Irruente, sanguigno, perennemente distratto ed egocentrico, come poteva infonderle tanta fiducia? Nonostante tutto? Eppure era così. Proprio così. Accoccolata contro di lui si sentiva calma, protetta. Lo sentì sospirare compiaciuto. Non era una blanda soddisfazione o un pallido sollievo, no, era proprio un pasciuto compiacimento.
Credo che la Quasi sia l'unica autrice che possa farmi uscire dalla mia zona di confort e leggere una storia d'amore tra due personaggi ormai oltre i 40. Lo so, anche io ho 40 anni, ma mi sento ancora una ragazzina quindi ho proprio un limite nel leggere queste storie, ma con la Quasi mi sono tuffata senza remore e paure. Con il suo stile asciutto che vive nei dialoghi è riuscita a trascinarmi in questa storia di un amore praticamente distrutto o semplicemente mai nato, che si riscopre proprio sulle macerie. Un amore che si risveglia lentamente nel modo più drastico, mette fuori la testa e cerca di aprirsi per la prima volta. In Anna e Vittorio, sposati da 20 anni, è facile rivedere tante coppie che continuano a stare insieme per il bene dei figli, coppie che vivono di silenzi e di lacrime negate. Ma è proprio vero che quando non si ha più nulla ci si rende conto di quanto era importante quello che possedevano e ci si arrovella con le unghie e con i denti per riconquistare tutto.
L'amore si decide, papà. A un certo punto decidi chi è la persona giusta per te e vai avanti, scegliendola ogni giorno. È così che si resta fedeli
Oltre i due protagonisti che riempiono la scena con il loro dolore e con la riscoperta del loro amore, abbiamo anche Chiara la loro figlia ventenne alle prese con il suo amore per un attore che Vittorio continua ossessivamente a chiamare Coso! Si intravede la possibilità di altre storie che faranno battere il cuore e vi garantisco che di questo romanzo non ne avrete mai abbastanza perché scivola come l'olio.
Perché ho aspettato tanto per leggere questa autrice? Perché non mi sono lasciata convincere prima dalle varie recensioni positive? Eppure il titolo mi stuzzicava da tempo. Un romanzo brillante, fresco, che esula dai canoni del rosa. Più che un romance lo definirei un libro di narrativa, una fotografia di una famiglia media italiana dove c'è lui, Vittorio, il protagonista eccezionale di questa storia, che vive quel tipo di situazione che sta bene a tutti. Un equilibrio senza scossoni che però gli sta bene. Peccato che Anna, sua moglie da vent'anni, decide di rompere l'equilibrio e Vittorio dovrà venire a patti con una situazione inaspettate che smuoverà le fondamenta del suo self control. Bellissimo!
Eh sì corro a leggere il seguito.. sono cosi affascinata da Elia e la sua agnizione ma tutto in questo libro mi ha elettrizzata in primis Re Artù e la sua Ginevra con il loro riscoprirsi più innamorati che mai dopo 13 anni anafettivi e alla vigilia di un divorzio. Mentre Coso e la sgualdrina sullo sfondo hanno creato un'intesa e un amore forte come solo due ragazzi credono di provare fino... a un incontro magico, a un'anima che trova il completamente con l'altra, Elia 😉Complimenti Rebecca... i tuoi dialoghi e la tua ironia ti contraddistinguono sempre!
Iniziamo col dire che io non avrei perdonato ne’ la stupidità ne’ la leggerezza di Vittorio. Anna secondo me è stata una santa donna, comunque al di là di questo il libro mi è piaciuto tantissimo e come nel secondo libro ho adorato Elia. Il titolo è un po’ strano ma a mano a mano che si procede nella lettura lo si capisce. Amo la quotidianità che la scrittrice mette nei suoi libri.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Un libro delizioso. La storia è una storia comune; accade ciò che potrebbe accadere a chiunque ed è proprio questo che ho apprezzato. Avevo bisogno di freschezza e anche di ridere e questo libro è come una bibita refrigerante nell'arsura dell'estate... ci voleva!
✍️ Come già sapete, o chi mi segue e conosce da un po' lo sa, non sono brava a parlare delle trame nel dettaglio quando devo scrivervi qualcosa perché mi focalizzo più sulle sensazioni e suoi temi affrontati nei testi.
Ecco, il libro di Rebecca Quasi è stato un ottimo materiale che mi ha permesso di sviluppare diverse opinioni e diverse emozioni. Direi che le ho provate un po' tutte. Dalla speranza, alla rabbia, all'ingiustizia, alla redenzione fino a giungere al perdono.
La storia di Vittorio e di Anna, insieme a quella dell'intera famiglia, è stata molto intensa seppur breve. A un certo punto ho addirittura pensato/sperato a un diverso epilogo per il destino della coppia proprio per il realismo degli avvenimenti presenti.
Una coppia che è alla deriva per degli errori commessi. Un perdono che è difficile da mandare giù nei confronti di chi è consapevole di aver sbagliato.
Una donna rassegnata e tradita dai suoi stessi sentimenti.
Un uomo affascinante ma egoista che dà per scontato la presenza della moglie.
Tutto questo accade per mancanza di comunicazione all'interno di un matrimonio.
Quante volte abbiamo sentito o vissuto, magari, situazioni analoghe? Cos'è che distrugge un matrimonio? Cos'è che potrebbe rimettere insieme i cocci? È giusto anteporre l'altra persona a sé stessi?
È un libro che certamente fa riflettere e che dà speranza. Rebecca Quasi anche con questa storia mi ha conquistata perché è riuscita non solo a farmi immedesimare in entrambi i protagonisti impedendomi di prendere posizione ma anche, in modo illogico, a dare un senso a qualcosa che in realtà si era rotto ma che si è ricompattato come se non lo fosse mai stato!
Perfino un repentino cambio di rotta all'interno della trama, con i personaggi secondari, è riuscito a farmi sentire le farfalle nello stomaco. Ma tranquilli, li incontreremo nel sequel intitolato “Endorfine”! 🔗 https://amzn.to/42xLToN
Lo stile intenso, semplice, diretto e sempre ironico fa nuovamente breccia. Ancora una volta complimenti Rebecca!
Ps. Qualcuno si chiederà sicuramente "e il titolo che c'entra con questa storia?" Beh mica posso dirvi tutto io! Andate a scoprirlo e non ve ne pentirete!!
Questo libro e’ arrivato nella libreria del mio Kindle per caso, dopo aver letto una recensione l’anno scorso sulla challenge. Ammetto che la cosa che più mi aveva intrigata era il titolo. Quindi quando ho visto che s’incastrava con questo stato ho deciso di leggerlo a scatola chiusa senza neanche ricordare di cosa parlava o leggere la trama. Mai scelta fu più azzeccata! Già dal primo capitolo mi ha conquistata. Vittorio e Anna sono sposati da vent’anni ma e’ da tredici anni un mese e sette giorni che non si toccano più, non si parlano, se non per comunicazioni di servizio e non si guardano. Vivono sotto lo stesso tetto senza quasi incrociarsi, non condividono più nulla se non il ruolo di genitori. Ora Chiara, la figlia ventenne concepita praticamente appena hanno iniziato a frequentarsi sta per lasciare il nido alla volta dell’università. E non appena Chiara si trasferisce Anna comunica a Vittorio che se andrà di casa, ha già affittato un appartamento e vuole il divorzio. Per Vittorio e’ una specie di shock, non avere più Anna in casa lo destabilizza, non riesce a dormire e si accorge di quanto ne sia sempre stato innamorato, eppure non se lo sono mai detti. La loro e’ stata una storia partita a mille, sono diventati genitori subito, non hanno nemmeno avuto il tempo di conoscersi ed innamorarsi, tanti i silenzi, le incomprensioni, i non detti. Si possono perdonare anni di silenzi, di rancori, di indifferenza? Ci si può re-innamorare dopo anni in cui si e’ vissuti in una specie di limbo? Leggete questo libro per scoprirlo.
Una lettura deliziosa, che si legge tutta d’un fiato. Non conoscevo la Quasi ma ora sono più che decisa a recuperare altri suoi scritti, soprattutto il seguito di questo. Oltre ad Anna (Ginevra) e Vittorio (Re Artù) ci sono anche Chiara (la Sgualdrina) la figlia dei due protagonisti e il suo fidanzato Lorenzo (Coso). Li ho amati tutti, una bellissima caratterizzazione per ognuno. E’ un libro spumeggiante, leggero e divertente, che mescola una buona dose di interazioni ironiche a frasi più profonde, che portano a spunti di riflessione (soprattutto se si e’ sposati da un po’ di anni in alcune situazioni può darsi che vi ci ritroviate). Ho adorato Vittorio e le sue battute nei confronti di Coso, ma anche Lorenzo e’ riuscito a conquistarsi uno spazio tra i miei preferiti. La trama non e’ certo originalissima, tutto e’ molto prevedibile, eppure lo stile riesce a catturare e conquistare e non riuscirete a staccarvene. Se cercate una lettura leggera, ma assolutamente non superficiale, scritta bene e che vi faccia trascorrere qualche ora con il sorriso vi consiglio questo libro. E ora mannaggia a me voglio leggere il seguito, di cui ho scoperto l’esistenza solo pochi minuti fa.
This entire review has been hidden because of spoilers.
"Il fatto che io abbia scelto di non vedere e non sentire, non significa che non abbia davvero visto e sentito".
Anna non ne può più di sentirsi invisibile e inascoltata dal marito Vittorio, per questo molto serenamente gli chiede il divorzio. Lui, avvocato tutto d'un pezzo, inizialmente non la prende sul serio, salvo poi ricredersi una volta che Anna decide di trasferirsi in un'altra casa. Gli anni trascorsi insieme quasi fosse un'abitudine, nascondono sentimenti, incomprensioni e verità taciute che lievitando all'interno del teso clima familiare, improvvisamente esplodono in tutta la loro forza. Vittorio è consapevole di aver sempre amato sua moglie, le cose però vanno dette ad alta voce a chi ha bisogno di sentirsele dire. Questo libro è una Bibbia della coppia credo. Una sorta di manuale di istruzioni su cosa fare e non fare quando si decide di stare insieme. Gli errori, le paure sono pane quotidiano però quando a mancare è il dialogo, si vengono a creare concezioni e ipotesi spesso fasulle. La bellezza di questa storia è che non si pone come obiettivo quello di attribuire colpe ma semplicemente cerca di comprendere dove a volte si sbaglia non volendo, cercando di attutire gli urti di una vita che anche di fronte a un grande amore pone limiti e ostacoli. Il messaggio dell'autrice è quello di non smettere mai di crederci. In fondo ci possono essere sempre nuovi inizi e possibilità. La storia è ironica ma in senso educativo, prendersi in giro su argomenti seri è un buon modo per affrontarli con serenità. Tutto scorre piacevolmente, con una narrazione in terza persona attenta e ben gestita. Vi consiglio di leggerlo perché è abbastanza illuminante su quanto spesso crediamo di sapere e in realtà non conosciamo affatto.
‘I figli vedono tutto, mamma. Vedono la loro famiglia e vedono le famiglie degli altri. Vedono quando i genitori si ignorano, quando non litigano nemmeno più perché non sanno nemmeno se l'altro esiste, vedono gente di cinquant'anni, come i genitori di Lorenzo, che hanno premure l'uno per l'altra. Il fatto che io abbia scelto di non vedere e non sentire, non significa che non abbia davvero visto e sentito‘
Questo libro è stato letto lo scorso anno da alcune mie compagne di squadra. È da allora che staziona nella mia libreria. Era giunto il suo momento. Ricordo recensioni simpatiche e positive.
Alcune scene sono simpatiche e fanno ridere. Ha una profondità notevole se la si vuole vedere, ma si può anche far finta di nulla. Insomma essere un po’ Vittorio e decidere se autoanalizzarsi o meno. Vittorio e Anna sono sposati da 20 anni. Lei è rimasta incinta alla prima uscita. Si sono sposati, lui ha lavorato tanto per avviare uno studio penale, lei ha lasciato il sogno di studiare medicina per far nascere Chiara e diventare poi maestra d’asilo. Da tredici anni e qualche mese vivono insieme ma non stanno insieme. Non fanno l’amore, non si parlano, due persone che vivono nella stessa casa con una figlia ormai diplomanda che non si toccano neanche per sbaglio. Il giorno che Chiara si trasferisce a Milano per l’università, Anna decide di lasciare Vittorio e ricostruirsi una vita. Ma loro sono destinati a stare insieme. Vittorio la ama da sempre. Cosa li ha fatti allontanare?
L’importanza della comunicazione. Ecco il vero protagonista di questa storia. Abbastanza leggera ma in alcuni momenti mi son dovuta fermare e farmi domande sul mio di matrimonio. Sarà che i protagonisti hanno la mia età per una volta, ma questo libro mi ha fatto riflettere e non pensavo lo avrei dovuto fare quando ho inziato il libro. Non ci sono neanche troppe somiglianze con la mia relazione, ma qualcosa mi ha colpito nel profondo di questo libro. Qualcosa che non avrei voglia di analizzare, ma che continuerà a tarlarmi nei prossimi giorni. Gia lo so.
‘Chiara si chiese quanti figli avevano la sensazione solida e profonda di sentirsi accompagnati dai propri genitori. Non guidati, non indirizzati, ma accompagnati. Siamo con te.’
Una storia un po’ surreale. Capitoli corti e scrittura frizzante fanno volare il libro. Personaggi ben definiti. Ognuno con i suoi difetti e qualche pregio. Molto umani. Molto noi. La mamma di Coso me la immagino come una vecchietta per quanto bacchettona invece che una quarantenne come me. Forse un po’ troppo bacchettona.
Titolo azzeccatissimo nonché evocativo del tipo di storia. Quattro personaggi epici, caratterizzati in modo deliziosamente brutale, in pieno stile Quasi. Siamo in un paese immaginario in Emilia Romagna e conosciamo i protagonisti Re Artù e Ginevra: Vittorio e Anna, moglie e marito che non comunicano da più di tredici anni. Chiara, figlia della coppia bislacca, fa coppia con Lorenzo: insieme sono Coso e la Sgualdrina.
Complice il trasferimento a Milano di Chiara, Anna prende in mano, finalmente, la sua vita e chiede la separazione al marito.
Commedia romantica dai toni sarcastici, brillante affresco della famiglia italiana, è una lettura davvero piacevole. Vittorio, indole da canaglia, ego smisurato e retaggio medievale incluso nel pacchetto, è divertente e alcune scene suscitano sorrisi e genuine risate. Anna ha una capacità di resilienza incredibile nonché una certa vena di masochismo, comune a molte donne. Chiara ha l'entusiasmo della giovinezza ma, purtroppo, ha ereditato i geni del padre. Lorenzo sembra scansonato ma è un ragazzo determinato.
Il rapporto di coppia, di entrambe le coppie, è ben delineato ed evidenzia una capacità di introspezione notevole. Solo chi conosce bene l'animo umano, sa canzonarlo senza renderlo demenziale (ne è la riprova un personaggio che attraversa la storia come un fantasma felliniano e che mi è piaciuto molto).
Detto ciò, ho però percepito un limite nella prima parte. Al di là di qualche refuso e sfasamento temporale, quello che mi ha lasciata perplessa è il repentino cambio di atteggiamento dei protagonisti. Mi spiego meglio: tredici anni di silenzio e astinenza ci stanno, sono tanti ma rappresentano un evento possibile se non nella durata, almeno nella forma. Ritrovarsi dopo un così lungo periodo di lontananza virtuale è un processo che, secondo me, andava esplicitato meglio a livello emozionale. Probabilmente è una estremizzazione voluta, in linea con la scrittura ironica dell'autrice, che solitamente apprezzo ma che qui mi ha lasciato una sensazione di buco narrativo
Mi incuriosiva molto questo libro, confesso, l ho letto solo per il titolo che è molto divertente. E l ho trovato divertente, simpatico e anche carino. Un libro molto leggero che si legge facilmente e velocemente. Rebecca Quasi è una certezza in questo genere di libri, non delude mai, se volete evadere un po’ è la scrittrice giusta. Simpatica e che non annoia. Trama: Vittorio e Anna sono sposati da molti anni, ma da 13 anni a stenti si parlano e non si sono più sfiorati. La figlia sta per trasferirsi a Milano per andare a studiare all Università, e Anna dice a Vittorio che lo lascia, ormai non ha più senso vivere sotto lo stesso tetto. Per Vittorio è un fulmine a ciel sereno. Anna si trasferisce in un mini appartamento e così proseguono le loro vite. Ma Vittorio non ci sta perché in fondo è ancora molto innamorato della moglie e tra situazioni tragicomiche e altro, si dipana tutta la storia fino ad arrivare ad un dunque, forse aspettato, forse un po’ meno. Consigliato, non gli si darebbe due lire all’ inizio, invece è una piacevole sorpresa . Sono curiosa di leggere il seguito.
Deliziosa commedia brillante, spesso molto divertente, a partire dal titolo, davvero insuperabile. Una doppia strizzata d’occhio perfino il termine “sgualdrina”, anche se, al posto di Chiara, io una pausa di riflessione me la sarei presa. E tuttavia immagino che per l’autrice l’amore non sia solo un fatto di curiosità, sentimento e sesso, ma anche di resilienza.
Detto tutto il bene possibile, non si capisce perché la Quasi (che scrive benissimo, come sa chiunque la segua su Facebook) non si sia data la pena di rileggere almeno una volta il suo romanzo per correggere gli innumerevoli refusi ed errori, a partire dai tre presenti perfino nel titolo. Quindi una stella di meno.
(Teresa Siciliano)
L’Autrice si sta attivando per cominciare un lavoro di revisione del testo (ndr).
Questo libro narra le vicende sentimentali della famiglia Castelli, in particolare si concentrerà sulla storia di Anna e Vittorio alias Ginevra e Re Artù. Il libro inizialmente si aprirà con la decisione di Anna di voler mettere fine ad un matrimonio che è tale solo su carta. Lei e Vittorio più che coniugi sono come due coinquilini, non comunicano più se non per le questioni che riguardano la figlia e dato che quest'ultima andrà via di casa per studiare, non ci sono più ragioni per continuare a tenere in piedi la finzione. Anna e Vittorio si sono sposati giovanissimi perché lei rimase incinta, essendo ancora giovani i nuovi ritmi familiari, la carriera di Vittorio ancora in erba, una bambina da crescere, hanno finito per travolgere i due ragazzi che ancora immaturi, piuttosto che parlare e affrontare i problemi, ad un certo punto si sono trincerati in un silenzio ferreo. Quando Anna manifesta la sua volontà di voler divorziare, Vittorio va in crisi, perché anche se in modo sbagliato lui Anna la ama e, anche se non interagiscono, il solo sapere che è presente lo rassicura. L'allontanamento di Anna spingerà Vittorio a riflettere e ad agire per riconquistare sua moglie, in modo molto goffo troverà il modo per riaccendere la fiamma del loro rapporto. Sia Anna che Vittorio matureranno molto durante la storia, finalmente Anna avrà il coraggio di dire a Vittorio cosa l'ha fatta allontanare e così facendo potranno mettere un punto al passato e ripartire più forti di prima.
3.7 una piacevole sorpresa. Ho visto tanti titoli di Rebecca Quasi su audible e incuriosita ho deciso di leggere un volume o meglio ascoltare. Rispetto ad altre autrici italiane più note si romance ho trovato una piacevole lettura con meno cliché. Una storia che ci dimostra quanto ci rendiamo conto delle cose a cui teniamo quando le perdiamo
Non chiedetemi perchè leggerli ma "come": con il cuore armato di paracadute perchè Rebecca Quasi in questi due piccoli capolavori lo fa volare così in alto che l'altezza delle emozioni non è visibile a occhio nudo.
Storia particolare e a tratti struggente. Il titolo del libro evoca quasi una storia divertente ed invece. Mi è piaciuto moltissimo, Vittorio per sempre nel mio cuore. Ora continuo con Endorfine. Spero di ritrovarlo anche lì insieme a Chiara e Anna.