Poi alzò gli occhi e li vide. Fu esattamente con queste parole, alzai gli occhi e li vidi, che poco meno di un anno dopo avrebbe raccontato quel momento che avrebbe cambiato alla radice ogni paradigma, modificato tutti i suoi punti di vista, annullato la sua vita come l’aveva conosciuta fino a quel momento.
“Propulsioni d’improbabilità è un’antologia di fantascienza sia contingente che siderale, sia quotidiana che assoluta, che non scende a patti con il realismo (per nulla disprezzato) anche quando lo tocca da vicino. È per sua natura improbabile, ed è amica della patafisica, «scienza delle soluzioni immaginarie». I racconti che leggerete hanno legami invisibili tra loro che non sono stati mai voluti né decisi: lunghi e brevi, più o meno narrativi, immediatamente fantascientifici o più duri da scavare nel loro guscio fantastico, tutti i racconti esorcizzano tensioni narrative sottostanti, rivelano politiche, muovono critiche sociali, attraversano disturbi e ossessioni, mettono sul piatto felicità malinconiche o illuminate, psicologie pubbliche e oscurità private, timori storici e paranoie. Non resta che lasciarli parlare.” (dalla prefazione di Giorgio Majer Gatti)
18 racconti:
Alephzed, di Lukha B. Kremo ll cancellatore, di Gianluca Morozzi Pensione Indiana, di Italo Bonera Gli uomini sui cavalcavia, di Alessandro Vietti La marcia delle chimere, di Dario Tonani In quel punto preciso, di Paolo Zardi Quasi primavera, di Emanuela Valentini ZS4, di Stefano Massaron Infodump, di Andrea Viscusi La variabile del dolore, di Maico Morellini Prototipo sperimentale numero 3, di Miki Fossati Santa cenere, di Gianni Tetti Il questionario, di Anna Feruglio Dal Dan Emoticonio, di Alessandro Forlani I pesci non hanno la febbre, di Chiara Reali Il paese uguale, di Emanuele Kraushaar Maja, di Giovanni De Matteo God’sLoveFightin’InDreams Blues, di Giordano Meacci
Raccolta di racconti (!) di Fantascienza (!) di autori italiani (!) anche non usi al genere (!). Quattro sfide da fa tremare qualunque editore. Tuttavia la banda di Zona42, in questo caso grandemente supportati dal curatore Giorgio Majer Gatti, non ha avuto paura di questa sfida e ha portato alla pubblicazione un'antologia veramente di livello altissimo. Non cito alcun autore per non far torto agli altri, ma ognuno dei singoli racconti è veramente notevole. Allora perchè solo 3 stelle ? Semplicemente perchè questi racconti sono molto lontani dalla mia idea di fantascienza e dai miei gusti di lettore di SF. Allargano notelvolmente il campo e escono sicuramente dai canoni "classici" del genere, fornendo uno spaccato della fantascienza italiana di oggi che risulta molto più letteraria ed umanista che tecnologica e scientifica, E' indubbio che il retaggio letterario/culturale/ect ect ci porta verso questo tipo di approccio alle modalità narrative. Siamo in presenza di un'opera in grado di soddisfare i lettori di ogni tipo e non solo quelli di genere. In questo il progetto è perfettamente riuscito. Che la Forza sia con voi!!!
A chiunque stia leggendo, subito dico: sbaragliate eventuali pregiudizi e non esitate ad acquistarla subito, ma subito eh, perché è un vero gioiello. E del tutto inatteso, se devo essere sincera. Non c’è nessun intento di far cassa mettendo insieme pezzi di voci più o meno altisonanti che per l’occasione tirano fuori dal cassetto (o dal cassonetto) qualcosa di mediocre (come purtroppo capita in non poche sillogi di fantastico, soprattutto americane). Le storie sono davvero ottime, tutte, sia dal punto di vista qualitativo che stilistico, e denotano una maturità narrativa notevole.
Anche se sono passati diversi anni dalla pubblicazione, questa antologia di fantascienza italiana è ancora fruibile da tutti perchè mette insieme penne di tutto rispetto e racconti stupendi. Alcuni fanno riflettere, altri addirittura predicono alcune situazioni che abbiamo vissuto negli ultimi anni, altri mi hanno intrattenuto e stupito. Solo un paio non mi sono piaciuti ma si sa, di una raccolta non si può apprezzare tutto.Mi ha divertito leggere nell'introduzione del curatore Giorgio Majer Gatti, un'analisi del panorama della fantascienza in Italia, ancora attualissimo purtroppo ma che sarebbe da far rileggere a tutti gli appassionati del genere, dai lettori ai curatori di collana, agli editori ecc ecc.Leggete fantascienza italiana!
Nonostante la mia altissima opinione per i ragazzi di Zona 42 devo mio malgrado fermarmi a 3 stelle. Questa è una prima pietra in un futuro in cui sci-fi e italianità andranno a braccetto, un primo passo che nel complesso non ha deluso ma nemmeno convinto. Alcuni racconti sono interessanti ma purtroppo molti mi hanno lasciato insoddisfatto, forse andavano allungati per dar maggior spessore alla storia o forse la colpa è mia che non li ho capiti. Scrivere racconti è difficile, a parer mio più difficile dei romanzi. In poche pagine bisogna creare un mondo, presentare i personaggi e ideare una trama che abbia un senso, la ghigliottina della brevità spesso taglia almeno una delle tre basi e alla fine il racconto ne risente.
Non voglio sprecare ulteriore tempo in compagnia di questa raccolta di racconti! Abbandonata senza rimorsi! La qualità dei testi è troppo altalenante, ci sono racconti molto belli (solo 3 a mio parere) altri sufficienti ed alcuni (al momento in cui l'ho abbandonato ne ho contati 4) insulsi o addirittura illeggibili. Non farò in questa recensione i nomi degli autori o dei racconti incriminati. Mi aspettavo grandi cose e invece che delusione... 2 stelle ma solo perché ho trovato della qualità vera in quei 3 racconti!
Ho letto moltissimi libri editi dai tipi della zona 42 e questo, purtroppo, rappresenta la prima vera delusione. La scifi italiana gode di ottima salute e alcuni degli scrittori che la stanno portando avanti così bene, paradossalmente, sono presenti anche in questa raccolta. Ma i racconti sono compitini svolti in fretta, tutto già visto, manca originalità per quanto scritti infinitamente bene (non tutti). Soprattutto, manca la fantascienza, sembra più una raccolta del fantastico, che ci starebbe anche bene ma i propositi erano altri. Peccato.