Testimonianze letterarie di indiscusso valore, Un anno a Pietralata e La scuola nemica fanno luce sul rapporto spesso conflittuale opponente società e scuola in un contesto marginale che dalla borgata romana si insinua nell'entroterra di un'Isola dimenticata. In un universo popolato di antieroi che ammiccano, dissacrandolo, al fantasma deamicisiano, emerge il realismo di un'esperienza, per quanto difficile, vivissima e onesta.www.ilisso.it
Più che romanzo, lo definirei una sorta di etnografia. Almeno nella seconda parte, in cui sono raccolte tutte le interviste a ragazzi/e e bambini/e riguardo alla scuola. Il tema della classe sociale quando si parla di didattica è davvero importante e interessante per me, ho letto con molta attenzione.
"Un anno a Pietralata" è il resoconto di un anno di scuola elementare passato dal maestro Albino Bernardini nella povera borgata romana di Pietralata, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il racconto mette in luce gli elementi di estrema povertà materiale della periferie romane insieme alla subalternità delle famiglie che le popolano, trattate sempre con diffidenza dalle istituzioni e relegate ai margini della vita sociale. Il lavoro del Bernardini trascende il lato strettamente didattico e si pone a guida per un riscatto sociale di questi ragazzi, dallo stesso maestro definiti "ragazzi fieri e gagliardi". Un'opera profondamente umana, un amore per la scuola che abbraccia una più ampia simpatia per quell'umanità negletta. 4/5
La seconda parte del libro racchiude "La scuola nemica" un insieme di testimonianze scolastiche raccolte dal Bernardini nelle regioni più interne della Sardegna; ne viene fuori un resoconto bestiale, i cui i bambini vengono sistematicamente vessati, malmenati e discriminati dalla maggior parte dei maestri. Questa seconda parte, seppur restituisce la veridicità delle terribili esperienze subite dai bambini (tanto da far diventare la scuola loro nemica) risulta profondamente diversa da "un anno a Pietralata", in quanto si preoccupa più di accumulare prove di una situazione gravissima piuttosto che fornire immagini o profili psicologici e/o letterari dei bambini intervistati. 3/5