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Roma Caput Mundi #4

Il leone di Roma

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Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri.
Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l’uomo a cui scopre di essere destinata.
Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un’unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d’Egitto. In quella terra arida, sterile come l’anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il Leone di Roma, ama e vuole proteggere…

511 pages, Kindle Edition

First published September 26, 2017

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About the author

Adele Vieri Castellano

23 books198 followers
An Italian author of historical romance, Adele penned her first short romance story at the age of nine, when she selected the pseudonym she uses today, the name of her great-grandmother. Her historical romances are set in ancient Rome and published by Leggereditore. Born in the mid-sixties, she lived in France for years and has two points firmly in her life: reading and writing. She lives in Milan with three cats. Her passion? Ancient history, which she loves to recreate with passion in her books.

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4 (2%)
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3 (1%)
Displaying 1 - 30 of 42 reviews
Profile Image for Amarilli 73 .
2,727 reviews92 followers
October 1, 2017
Sollevò il volto al cielo nero in cui brillavano le stelle. Lui era la notte più scura, insondabile e pericolosa, perchè nel buio tutto può accadere, nel buio nessuno si può difendere e lì si nascondono i malvagi. Ma lui era anche il giorno che rischiarava l'orizzonte e uccideva quei malvagi. Era sempre stato così, ombra e luce, giorno e notte, bene e male.

Con ogni probabilità, se questo libro fosse uscito mentre andavo al liceo, avrei appeso il poster della cover davanti alla mia scrivania. In effetti la lettura ha toccato più di una corda dentro di me, risvegliando parecchi ricordi che avevo lasciato indietro negli anni, da certe reminiscenze storiche, a brani poetici (leggi Saffo) letti e riletti, sino a stralci mitologici che qui compaiono di continuo, in sottofondo alla vicenda principale. Devo dire che ho rivissuto tutto con piacere, e che questo mi ha portato subito a entrare nel #teamOttavia.
Chi non proverebbe simpatia per questa giovanissima aspirante erudita, segnata da una curiosità vivida, da un sangue nobile e quindi da un destino già scritto?
Se le è stata risparmiata l'incertezza di un destino di stenti o di schiavitù, per contrappasso le leggi del suo tempo la relegano in un cubiculum, in balia del padre e del fratello, e poi del marito prescelto, obbligata a nascondere la propria intelligenza e il proprio sapere. In un certo senso ho vissuto tutto attraverso gli occhi di Ottavia, condividendone le scoperte, le emozioni, i suoi interrogativi verso il marito di ghiaccio che sembra scaldarsi (o scalfirsi) solo dopo un bel po'.

Voglio essere franca e mi azzardo a dire che questa lettura mi ha ammaliato più per il contorno piuttosto che per il cuore narrativo.
In altre parole, ho sentito vibrare la Storia, un po' meno la storia vera e propria.
L'amore nasce lento, scorre lento. Il personaggio maschile l'ho percepito troppo trattenuto, troppo altero: essendo il discendente di cotanta gens, probabilmente ci stava, ma per me alla fine ha perso di mordente. Inoltre speravo in qualche scena di battaglia in più, anche solo per vedere Messalla smettere i panni del soldato tormentato e tornare più uomo d'azione.
Nel complesso mi sono lasciata trasportare da paesaggi che spaziano da Roma ad Alessandria ai deserti del nord Africa, sono rimasta sedotta persino dai due favolosi comprimari (il principe barbaro e l'inflessibile Giulia-non-mi-innamoro-più rubano di continuo la scena, anche se più volte mi prudevano le mani per la voglia di scuoterli), però la coppia principale è scrivolata in secondo piano.
A mio parere questo non è (ed è un suo merito) un libro facile: ci sono talmente tante sfaccettature letterarie nella semplice battuta di un dialogo o in qualche immagine evocata da uno dei personaggi, che un lettore senza cognizioni di base potrebbe non coglierle tutte e non apprezzarle. Quindi questa lettura va affrontata come una sfida-esperienza: immergersi in una forte componente storica, cogliendo l'occasione anche per approfondire (come dicevo all'inizio) tanti ricordi perduti.
Profile Image for Nicoletta Micillo.
764 reviews27 followers
February 24, 2021
Il matrimonio di Ottavia e Massimo è un matrimonio combinato dalle loro famiglie. Impareranno a conoscersi e a fare i conti con un nemico che trama nell'ombra.
Bravissima la Castellano che con la sua capacità descrittiva ci trascina nella Roma imperiale
Profile Image for CrazyForRomance.
1,713 reviews253 followers
September 26, 2017
Vieni a leggere la recensione su: CrazyForRomance
Per acquistare il libro clicca qui

Il Leone di Roma ricalca il pathos presente negli altri volumi della serie, ricalca la sensazione di essere trasportati tra le strade di Roma, tra le vie polverose di Alessandria d’Egitto, tra i cunicoli dell’anima coriacea di Massimo Messalla. Ed è proprio Massimo il protagonista assoluto di questo volume.
Il prologo, narrato in prima persona, l’unica parte del volume con questa tecnica narrativa, è la perfetta base per entrare nella psicologia virile, autentica fedele del soldato Messalla. Incarna la vitus romana, quello che ha reso questi uomini del passato degni di essere raccontati. Inoltre, aggiungo una postilla, proprio grazie al prologo è possibile capire di cosa parliamo rendendo questo V volume uno stand-alone. (Se non avete letto gli altri 4 capitoli – recuperateli perché sono magnifici!!!- potete leggere questo senza problemi.)
Il leone di Roma Adele Vieri Castellano
Dal canto suo, un uomo così massiccio non poteva non avere accanto una donna tanto ordinaria. Ottavia è sì una diciassettenne ribelle ma dedita allo studio, anche quello riservato esclusivamente agli uomini. È appassionata di idraulica, astronomia e matematica. Recita l’odissea, i versi di Saffo, la filosofia greca. Insomma, una ragazza con un cervello che funziona ma che deve obbedire a suo padre e accettare un matrimonio combinato proprio con quel Messalla che mal sopporta.
«Che altro potresti desiderate Ottavia? Il matrimonio è un dovere civico,
sarà compito tuo formare una coppia unita.»

Adele Vieri Castellano, a questo punto della trama, fa il suo dovere di autrice talentuosa: attorno a uno scheletro facente parte della tradizione romance storica, un matrimonio combinato e non voluto, ricama dei personaggi profondi, sensibili che si uniscono agli avvenimenti del tempo e alle necessità. Infonde, grazie alla sua conoscenza profonda del periodo storico, dei livelli superiori che si incastrano perfettamente alla parte romantica. Massimo Valerio Messalla, infatti, non è un principe azzurro che sceglie di conquistare Ottavia col suo fascino, ma è un condottiero affamato di vendetta e giustizia agli ordini dell’impero. Ha un compito da portare a termine e per questo, il suo matrimonio viene messo in stand-by.
Accanto al suo fedele amico fraterno, il principe germano di nome Raganhar, sbarca ad Alessandria e si allontana da Roma, da Ottavia.
Preparatevi, a questo punto, a un viaggio tra le botteghe di speziai e commercianti, a un tuffo tra i deserti e gli addestramenti dei legionari...
Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
Profile Image for ☠tsukino☠.
1,275 reviews159 followers
February 24, 2018
La storia, onestamente, è abbastanza prevedibile, però è scritta bene ed è una lettura interessante, piacevole e rilassante.
In questo libro ho apprezzato molto di più Massimo Valerio Messalla e Raganhar che, in Cuore nemico, non mi erano piaciuti molto. Adoro Antares *.*, mi piace molto anche Lupo, continua a non piacermi Giulia, invece ho gradito il personaggio di Ottavia.

È inutile aggiungere che le descrizione storiche della Castellano sono, come sempre, il fattore in più dei suoi libri (in particolare adoro le note storiche a fine libro).
I libri come questo mi fanno desiderare che la macchina del tempo possa esistere davvero; vorrei vedere con i miei occhi gli sfarzi dell’Impero Romano raccontati così bene da questa autrice.

Mi è venuta una gran voglia di rileggere tutta la serie T_T

EDIT
E mi ha fatto venire voglia di mangiare i datteri (che non è un cibo per cui impazzisco, troppo dolce ^^).
Profile Image for Babette Brown.
1,114 reviews29 followers
October 8, 2017
Da amante del romance storico, ogni volta che riesco a “mettere le mani” su un libro di Adele Vieri Castellano, so di andare sul sicuro: nessuna di quelle ehm… sorprese che spesso ci fanno sbarrare gli occhi, mentre siamo intente alla lettura di qualche vicenda amorosa ambientata in un periodo storico che conosciamo bene.

Ed è proprio il contesto (storico, culturale e ambientale) che ho apprezzato maggiormente in questo quinto volume della Serie “Roma Caput Mundi”. Siamo nell’anno 50 d. C. e a Roma le antiche consuetudini si sono unite alle novità portate dalla dinastia giulio-claudia, ormai consolidata dal decimo anno del governo di Tiberio Claudio Cesare Germanico (Claudio), quarto imperatore e membro della gens Claudia, primo tra i Principi a non essere adottato nella gens Iulia, poiché il suo predecessore, Caligola, aveva estinto la linea adottiva.

Roma è la capitale di un Impero che si estende dalla Spagna all’Europa orientale, dalla Britannia all’Egitto: una città enorme, abitata da genti venute da ogni regione, ma saldamente in mano a Claudio e rappresentata dalla classe aristocratica cui i due protagonisti, Messalla e Ottavia appartengono.

Una parte della vicenda si svolge a Roma, di cui conosciamo strade e templi, domus eleganti e vicoli della Suburra. Ma poi i nostri personaggi si spostano al di là del Mediterraneo, nella terra d’Egitto, dove la vicenda si concluderà. L’Egitto che Adele Vieri Castellano ci presenta è una terra ricca di storia e cultura, con un’economia che ne fa una delle regioni più ricche e importanti dell’Impero. Necessaria, quindi, la presenza di una forte guarnigione militare, che imponga al paese quella pace che è foriera di ricchezza per Roma.

Per seguire il proprio dovere, Messalla abbandona la giovane sposa e si trasferisce in Egitto: del resto, da quel matrimonio impostogli dal padre si aspetta solo una robusta nidiata di futuri cittadini romani, che sappiano portare avanti le istanze della nobilissima famiglia di cui egli è unico erede.

La sposa è Ottavia. Il personaggio che ho amato di più. Questa giovane aristocratica sembra avere una strada ben delineata davanti a sé: passare dall’obbedienza al padre a quella al marito, di cui curerà la domus e crescerà i figli. L’intelligenza, l’amore per le scienze, in particolar modo la matematica e l’astronomia, sono “difetti” da tenere nascosti, perché non sono qualità desiderabili in una mulier romana. Ottavia sente che il suo animo non si accontenterà di quello che altri hanno deciso per lei, ma non sa come aprire il suo cuore a quel marito che le appare lontano, distaccato, quasi una statua di ghiaccio.

Messalla, e mi dispiace perché le aspettative erano altissime, mi appare il meno riuscito dei due protagonisti: troppo controllato, troppo lento nell’accorgersi di quel sentimento che nasce dal contatto con la giovane moglie che lo ha raggiunto in Egitto. Anche le scene di azione sono meno “ricche” del solito: in esse, Messalla avrebbe dato il meglio di sé, ne sono certa.

Fanno faville, invece, il principe Raganhar e Giulia: un barbaro e una nobile romana. Sembra che niente li possa unire, eppure, a ogni incontro assistiamo al crescere di un legame che nessuno dei due vuole (a parole), ma che ci sembra diventare sempre più stretto. E caldo…

Vedremo che cosa Adele Vieri Castellano saprà inventare per loro.

Splendidamente delineati i personaggi secondari, dai padri inflessibili nell’organizzare questo matrimonio di convenienza, al villain Tenecratis, che cova da anni la vendetta nei confronti di Messalla, all’avida Sitiah.

In definitiva, “Il leone di Roma” è un libro che consiglio ai veri appassionati del genere, che sapranno gustare tutte le perle che l’Autrice vi ha disseminato per creare un mondo antico e affascinante.
Profile Image for Gina.
235 reviews16 followers
October 11, 2017
Buon libro, ottima scrittura, l'autrice (si sa, non è un bluff) sa bene di cosa parla ed è molto preparata, è in grado di portare le lettrici a viaggiare nell'antica Roma, anche se solo con l'immaginazione.
Personalmente già leggendo il prologo ero innamorata persa, prima di tutto dalla scrittura poi da Messalla. Purtroppo e iniziato ed è finito lì il mio amore per lui, fortunatamente c'era altro.
Amo la storia, e adoro quest'autrice nello storico, ho gradito il libro nel suo complesso ma non sono riuscita a farmi appassionare dalla coppia.
Profile Image for MAG Scrittrice.
Author 17 books130 followers
February 22, 2021
Bello, mi è piaciuto molto.
Ciò che ho apprezzato più di tutto è stato il worldbuilding. Sembrava davvero di essere lì, prima a Roma e poi ad Alessandria. I personaggi si muovevano con naturalezza ed è stato un vero piacere scoprire tanti termini tipici del tempo in usi e costumi.
Mi è piaciuta molto anche la prosa dell'autrice, a volte poetica e ricca di figure retoriche interessanti. I dialoghi, poi, credibili e coinvolgenti. Da un punto di vista di idea, questo romanzo è davvero ben riuscito ed è impossibile non affezionarsi ai personaggi e alle loro vicende. Ho appezzato particolarmente le sfumature romantiche, trovando le scene erotiche delicate ed emozionanti. Così come ho percepito viva la passione dei sentimenti, in particolare le pene d'amore di Raganhar, uno dei miei personaggi preferiti.
Scene di lotta avvincenti (scelta significativa quella di passare alla prima persona durante l'agguato) e trama intrigante, che ti porta a voltare pagina senza fermarti.

Tuttavia, mi tocca ammettere più di una nota dolente, che mi ha fatto storcere il naso in un'opera così ben caratterizzata. Un lavoro di editing impreciso.
Basta una breve ricerca su internet, se non si hanno nozioni di antropologia, per scoprire che nell'antica Roma l'aspettativa di vita era intorno ai trent'anni e che gli uomini di rado superavano il metro e settanta. Massimo, così come Raganhar, viene presentato come un uomo di trent'anni come se fosse nel fior fiore degli anni - cosa dei nostri tempi - e di grande mole. Mai avrei da ridire sulla caratterizzazione fisica di questi due personaggi, che ho trovato molto attraenti, ma quando si colloca un racconto in un'Era specifica è importante attenersi alla storia. Sarebbe bastato non menzionare età, restare sul generico (giovane/vecchio, di mole più grande rispetto agli standard - chiaramente "standard" è una parola troppo moderna).
Non ho sentito la nascita dei sentimenti fra Massimo e Ottavia. Il matrimonio è avvenuto in un lampo, poi lui è partito. Ottavia si è innamorata del suo aspetto e dei suoi modi sicuri, cosa che non ti aspetti da un'intellettuale che vuole di più; Massimo, al contrario, si è sentito attratto dal suo intelletto brillante, ma questo interesse è scoppiato con un po' troppa forza per un uomo che non voleva amare. Si sa che l'amore è irrazionalità, tuttavia un'accortezza in più alla nascita dei loro sentimenti avrebbe reso quell'amore più vero.
A mio parere non è stato sfruttato il potenziale del colpo di scena del rapimento di Ottavia. I capitoli sull'Egiziana erano poco utili e se fossero stati eliminati la storia avrebbe ottenuto due cose: primo, la scelta di Ottavia di andare da lei non avrebbe fatto capire subito al lettore che sarebbe caduta in trappola e sarebbe risultata meno "soluzione facile" per il rapimento (quando Ottavia ha deciso di andare dall'Egiziana ho avuto uno stop nella lettura perché l'ho vissuto come uno spoiler del finale); secondo, quando Lupo e gli altri sono stati attaccati dentro la residenza il colpo di scena sarebbe stato ben più forte, supportato dalla coltellata dell'Egiziana che solo allora si sarebbe rivelata in combutta con il nemico. Inoltre, eliminando i capitoli dedicati all'avidità di questo personaggio, ci sarebbe stato più spazio da dedicare ai sentimenti di Massimo e Ottavia.
Nella scena finale, quando Massimo decide di portare con sé Antares ero certa che il leone sarebbe morto. Sarebbe bastato un arco e qualche freccia ben assestata, ma nessuno aveva un arco. Il grande nemico è morto in un attimo ed è sfumata anche la battaglia di Massimo contro di lui. Doveva ucciderlo con le sue mani. Che l'abbia fatto il leone non dà soddisfazione e non avrebbe dovuto darla neanche a Massimo, vista la sua caratterizzazione.
In ultimo, sono rimasta davvero, davvero, ma davvero male per l'epilogo. Mi sono affezionata molto a Raganhar e mi auguravo che il suo amore, ricambiato fra l'altro, per Giulia riuscisse a vincere. Mi aspettavo che tornasse e la vedesse da quel molo. E invece niente. Ci ho sofferto. Ma per fortuna ho visto che nella collana è dedicato un romanzo a loro e correrò a leggerlo.

A parte le mie considerazioni tecniche, è stata una lettura davvero piacevole, sotto molti aspetti. Lo stile della scrittrice ammalia e si percepisce il suo amore per l'epoca romana. Complimenti!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for The Reading's Love Blog.
1,340 reviews187 followers
February 21, 2018
LA RECENSIONE COMPLETA QUI: https://thereadingslove.blogspot.it/2...

description
Con destrezza e maestria Adele Vieri Castellano conferisce ad questa storia, ingredienti forti e differenti sfaccettature di uno spaccato storico, capaci di travolgere il lettore. L'autrice sa essere cruda nelle battaglie quanto dolce e romantica nelle scene di passione e piene d'amore in cui vengono esaltati i sentimenti. Le scene erotiche sono descritte alla perfezione rendendo vivi le emozioni e i sentimenti del momento dei due protagonisti. L'utilizzo di termini latini impreziosiscono la storia ed elevano la conoscenza e lo studio approfondito dell'autrice. La narrazione delle battaglie, del sangue versato, della crudeltà della guerra che distrugge ogni cosa mi hanno incantato ed appassionato. Assisteremo alla forza di Ottavia, lei è la combattente, la vincitrice. Di Massimo ci viene mostrata non solo la forza e la possanza, ma anche le fragilità e il dolore che lo accompagnano da anni. Le guerre non risparmiano nessuno, distruggono i più deboli, vite innocenti che vengono private di futuro, la guerra non ha regole ma solo coraggio e forza di sopravvivere e vincere. Il loro amore sarà travagliato, all'inizio negato ma alla fine diventerà maturo, sarà accettato e ne uscirà vittorioso. Il lettore si ritrova a tifare per il bene e per la salvezza dell'amore dei protagonisti e a combattere il male. La magia dell'autrice è proprio quella di riuscire a travolgere il lettore con questa storia perfetta, creando un mondo passionale, impetuoso e ricco di tante sfaccettature. Lo stile è elegante e raffinato, brutale per le scene di lotta narrate alternato a momenti di pieno accoglimento dei propri sentimenti in cui si esaltano i gesti di dolcezza, di profondo rispetto e di delicatezza. L'amore è potenza e vita, è un'energia che seppur ci fa paura e ci rende deboli è l'unico sentimento a renderci immortali e a darci una ragione per cui combattere. La scrittura di Adele incanta ed esalta elogiando la bellezza dei sentimenti e delle emozioni, ci appassiona per le ambientazioni narrate, per la storia che sarà ricordata e amata per secoli e secoli. Non perdetevi questa appassionante storia!

CONTINUA SUL NOSTRO BLOG. VENITE A TROVARCI
https://thereadingslove.blogspot.it/
Profile Image for Ermione.
314 reviews37 followers
October 16, 2017
Non me ne voglia nessuna, ma, secondo il mio umilissimo e soggettivo parere di lettrice, nel panorama romance italiano (e non solo) lo stile di Adele Vieri Castellano non ha eguali. La ricerca e la cura formale che stanno dietro alle sue storie sono tangibili. Spesso leggo soprattutto per sapere come va a finire la storia; i suoi romanzi li leggo per il piacere di leggerli, a volte ritornando su alcuni passi per poterli apprezzare meglio.
Da questo punto di vista, “Il leone di Roma” non ha deluso le mie aspettative: è scritto magnificamente.
Purtroppo – purtroppo per me, sia ben chiaro –, la storia non è riuscita a catturarmi troppo, a causa della totale assenza di feeling con i protagonisti. Se Ottavia mi è risultata piuttosto indifferente (al di là del fatto che preferisco eroine “belle”, l’ho trovata un po’ “eccessiva”: diciottenne genio matematico, ma anche astronoma, guaritrice, ingegnere, nonché letterata! Sarà colpa della mia personale limitatezza, ma “anche meno” andava bene…), Messalla da subito si è saldamente posizionato sui miei zebedei. E lì è rimasto. Per quanto mi riguarda, non si salva nemmeno dal punto di vista delle “prestazioni”: un protagonista che, dopo i bagordi giovanili, praticamente vive in castità e che la prima notte di nozze deve quasi chiamare una gru per alzare…l’obelisco, proprio no. Dai, almeno nei romance dateci i supereroi! :-D Non parliamo poi della insopportabile solfa del “non posso più innamorarmi perché ho perso il mio primo amore”. Senza contare che rutta! Eh, no, queste cose lasciamole alla realtà, per favore… Insomma, per me su Messalla c’è un bollino con un NO grosso come una casa. Purtroppo, nemmeno la storia dei comprimari mi ha intrigata, perché Raganhar mi piace, ma quel mignottone (come dicono i francesi) di Giulia l’ho detestata visceralmente sin dal primo romanzo della serie Caput Mundi e, se possibile, con questo la mia avversione si è alimentata.
In definitiva, assegnerei anche 5 stelline piene alla scrittura, ma visto che questa non è una recensione “seria”, ma semplicemente – e come sempre – l’espressione del mio personale gradimento del romanzo, mi fermo a 4.
Profile Image for Yukino.
1,122 reviews
August 13, 2020
SERIE ROMA CAPUT MUNDI vol. 4

Lettura di gruppo E&L

Dopo tre anni ho finalmente recuperato questa lettura di gruppo. Ho trovato il volume con Prime reading e non ho resistito.

Appena l'ho iniziato sono stata catapultata nella Roma Imperiale. Mi ero dimenticata di quanto fossero meravigliose le descrizioni della Castellano di Roma, e di ogni più piccolo particolare. In fondo trovate anche un dizionario in cui vengono spiegati personaggi, luoghi, modi di vestire mangiare...etc.
Davvero è bravissima, e riesce ogni volta a farmi innamorare della città e a farmi venire voglia di ritornare a Roma e perdermi in mezzo a tutto quello splendore.

Tornando al libro, che dire? ho divorato 500 pagine in neanche due giorni. Mi ha catturato, e anche se ho trovato prevedibile la trama in alcuni punti, non sono riuscita a staccarmi dal libro. Mi sono innamorata di Ottavia e di Massimo, così diversi, ma così simili. Un matrimonio combinato, ma anche voluto dal Fato.
E mi è piaciuto rivedere anche i vecchi personaggi. Purtroppo ricordavo poco dei precedenti libri, ma ricordavo abbastanza per collegare tutto. Anche se il mio preferito è Antares. Anche io voglio un leone da compagnia! Come coprotagonisti abbiamo Giulia e il Germano, che saranno i protagonisti prossimo capitolo della saga.

Questa volta oltre a Roma, visitiamo Alexandria d'Egitto con le sue terre calde e sabbiose, e con i ribelli che invadono i confini dell'Impero.

Un libro che mi ha emozionato e incantato. Tanto che ho trascritto un sacco di frasi, ops ;P

Serie stra consigliata. E' un rosa storico in cui troverete: amore, onore, guerra e Roma.
Lei e solo lei, l'unica inimitabile capitale del Mondo.
Voto 4.5

Profile Image for A.I. Cudil.
Author 42 books79 followers
October 5, 2017
Aspettavo da tempo la storia di Messalla. Desideravo conoscere l'evoluzione che avrebbe avuto il ragazzo di fuoco che celava nel cuore un dolore immenso. Spesso quando ci sono aspettative elevate si rimane delusi in questo caso invece sono rimasta molto molto soddisfatta dal libro. Per me il migliore di tutta la serie, finora.
Il romanzo è scritto benissimo, con un realismo tale nelle descrizioni da farmi pensare di essere davvero per le vie di Roma, di Alessandria o nel deserto. L'ambientazione è il primo meraviglioso punto a favore del libro, il secondo è il personaggio di Ottavia. Adoro questa femminista ante litteram, (è proprio il caso di dirlo!) Una donna che sa di essere intelligente, che desidera la conoscenza ma che è figlia della propria cultura e non concepisce di violare le leggi di Roma. Nella personalità di Ottavia c'è il capolavoro della Castellano, si vede tutta la sua competenza storica e il suo riuscire a calare i personaggi davvero nel loro tempo.
Ma anche i personaggi minori sono delineati con grande cura alla psicologia e alla coerenza, Aiace e Giulia, prima fra tutti e di cui mi auguro di poter presto leggere la storia.
Mi è piaciuto moltissimo il passaggio da Messalla a Selecto a come si sia evoluto il personaggio che aveva chiuso il proprio cuore in uno scrigno impedendo a tutti di avvicinarsi.
Si tratta di un libro corposo di molte pagine ma davvero sono volate grazie al ritmo incalzante della lettura e alla bellezza della storia che offre anche notevoli spunti di riflessione.
Insomma un romanzo che consiglio a tutti perché si tratta di una storia curata, ben scritta e avvincente. Leggetelo e poi mi darete ragione!
Profile Image for **Sognatrice di libri**.
1,563 reviews179 followers
July 13, 2020
Gdl con Edicola & Libreria: le nostre passioni...

https://www.goodreads.com/topic/show/...

Come sempre la Castellano non mi delude mai.
Questo libro mi è piaciuto davvero tantissimo ha decisamente soddisfatto le mie aspettative su Messalla.
La storia è molto avvincente con quei momenti tristi e dolci che solo quest'autrice sa unire; oltre a questo non possono mancare le descrizioni storiche del luogo dove si svolge il libro, cosa che caratterizza questa splendida serie.
I personaggi di Massimo e Ottavia mi hanno colpita molto sia con le loro debolezze e paure ma anche con la loro forza d'animo che hanno sia singolarmente che insieme ma anche per i loro caratteri all'apparenza diversi ma in fondo uguali; questi due personaggi sono forti e fragili allo stesso tempo e la scrittrice è riuscita a farmelo percepire attraverso la scrittura in modo molto chiaro.
La presenza di Antares è stata la ciliegina sulla torta naturalmente insieme a quella di Ragahnar di cui aspetto un approfondimento.
Profile Image for Charlotte Lays.
Author 19 books118 followers
January 2, 2019
Che storia!!!
Una di quelle che non volevo finissero!

Massimo e Ottavia mi hanno letteralmente risucchiata nel loro mondo fatto di deserto, costellazioni e intrighi.
L’autrice tiene un ritmo serrato, con descrizioni ben dosate e dialoghi studiato e mai banali.

Stra-consigliato!
Profile Image for Dana Loo.
767 reviews6 followers
October 8, 2017
Valutazione 4,5


Un prologo vibrante apre quest'ultimo episodio della serie Roma Caput Mundi, dopo una pausa di quasi due anni, un romanzo di grande intensità narrato con uno stile più maturo, equilibrato, sicuramente più sofisticato. con due protagonisti tutt'altro che scontati e una storia coinvolgente ambientata in scenari che evocano grandi suggestioni.
La parte dialogata è piuttosto essenziale, con qualche dialogo ben elaborato, quello tra Eròne e Ottavia per esempio, che enfatizza il ruolo delle donne; ma è la parte narrata , davvero di grande qualità, che fa la differenza: i luoghi descritti magistralmente, con accuratezza, trasmettono, grazie ad una scrittura immaginifica, grande fascinazione. C'è l'abituale, meticoloso lavoro di ricerca, di documentazione che scaturisce dalla profonda passione per il periodo storico che traspare da ogni pagina del romanzo. Ho trovato i due protagonisti ben caratterizzati, profondi nelle loro introspezioni, sicuramente personaggi non convenzionali. Entrambi per ragioni diverse hanno imparato a veicolare, a gestire le loro emozioni, le loro inquietudini, usando come valvola di sfogo l'evasione: chi nello studio o nelle fughe notturne per le strade dell'antica Roma, chi nelle folli corse sulle bighe, nella ricerca frenetica della vendetta, nella battaglia. Acquistano forza, carattere man mano che si dipana la storia, sono degli originali soprattutto per l'epoca in cui vissero.
Tra Ottavia e Massimo scorre una corrente sotterranea, una sorta di attrazione più sottile, raffinata che coinvolge l'intelletto prima di ogni altra cosa; è un sentimento che monta lentamente, quasi inconsapevolmente, che attraversa varie fasi: la fiducia, il rispetto, l'ammirazione reciproca prima di tramutarsi in qualcosa di più solido, sensuale e fisico. Gli approcci tra Raganhar e Julia, per esempio, sono più consueti, più prevedibili, perché giocati solo sul piano dell'attrazione reciproca, della tensione e del desiderio sessuale e probabilmente per questo appagheranno di più le amanti del romance... Messalla è un uomo controllato, che implode piuttosto che esplodere, tranne che in battaglia; è un introverso, ama dominare le proprie emozioni, ma questo non significa che ne sia privo. Semplicemente preferisce nn manifestarle, non farsi governare da loro, ne ha pudore, è come se facendolo rischiasse di mostrare la sua vulnerabilità. Di fronte ad una donna non mostra l'istinto del predatore o la manifesta, prorompente voracità e carnalità di Raganhar. Il dolore per l'amore perduto, la vendetta, l'odio colmano il suo cuore...per l'amore c'era poco spazio, quasi nullo e Ottavia doveva trovare la forza e la determinazione per insinuarsi in quella sottile fessura e scalzare il ricordo di Domizia... Del resto nn era una donna qualsiasi, era sua moglie, una giovane dotata, se non di grande bellezza, di una spiazzante e spiccata intelligenza e curiosità ed era questo che lo affascinava più di ogni altra cosa perché anche lui, oltre ad essere un guerriero, era un aristocratico erudito, colto, liberale, non un uomo rozzo e volgare...
Grande pathos sul finale, emozionante, drammatico e infine liberatorio dove non c'è più spazio per il dolore, per i dubbi e le incertezze: i cuori finalmente si aprono, i sentimenti trionfano. Il prologo apre la via ad un altra storia che spero leggeremo presto...
Profile Image for Floriana Amoruso.
1,343 reviews11 followers
March 17, 2022
https://labibliotecadellibraio.blogsp...
Riprendere in mano serie lasciate tempo fa non è facile, perché ritornare con la memoria ai precedenti, soprattutto quando sono passati diversi anni, ci vuole uno sforzo mnemonico non indifferente.
Ho ripreso in mano un libro di un'autrice che adoro e che tutte le volte non mi delude, quindi quando ho cominciato a leggere Il leone di Roma sono andata sul sicuro.

Messalla e Ottavia sono i protagonisti di questo quarto volume della serie Roma Caput Mundi di Adele Vieri Castellano, al momento risultano essere pubblicati solo sei e non sono a conoscenza di altre stesure, ma torniamo al fantastico mondo di eroi ed eroine romane.

Messalla è un facoltoso uomo che ha scelto la vita militare a quella della quiete romana, in compagnia del suo vigile amico Raganhar è sempre impegnato in campagne che lo portano fuori dai confini e in particolare in Egitto.

Ottavia Lenate è una donna fuori dal comune, in una società patriarcale è costretta a reprimere la voglia di curiosità che è insita nel suo essere.
Una giovane che ama la scienza, la matematica, l'astronomia non è ammissibile, così deve nascondere la propria fame di conoscenza, la voglia di leggere e divorare libri a lei proibiti, ed è proprio in una delle sue uscite, nascoste, che si scontra proprio con Messalla, in una disputa verbale che lascia perplesso lo stesso romano.

Un incontro che non dovrebbe avere futuro, se non fosse per un unico problema, l'anziano padre del giovane ha deciso e stabilito che dovrà sposarsi quanto prima, per poter dare un futuro alla dinastia dei Valeri, ma Massimo non è molto d'accordo, sono altri i suoi progetti, come quello che lo vede coinvolto in campagne militari proprio nella terra che lui ama, l'Egitto.
Anche Ottavia è costretta a sottostare alle decisioni paterne che in accordo con il "vecchio patriarca Messalla", hanno organizzato il matrimonio tra i due giovani.

"Lo so. Ma è dalla paura che prende il coraggio."
Ottavia non avrebbe mai dimenticato quella frase.

Un matrimonio che entrambi non vogliono, Massimo e Ottavia scopriranno una convivenza tacita di accordi e poche parole, ma qualcosa cambia quando Massimo rivede e scopre una Ottavia completamente diversa, più donna, non più la fanciulla acerba, che ha lasciato a Roma ad accudire il vecchio padre e qualcosa scatta e per un uomo che si rifiuta di legarsi e che ha accettato il compromesso non è facile, tantomeno semplice.

Il leone di Roma è un romanzo storico, la ricerca dell'autrice conferma ancora una volta i miei innumerevoli pensieri.
La sapienza di saper mescolare storia e romance, rendere uno storico romanzato leggibile, senza mai appesantirlo è importante per chi si approccia a questo genere letterario, l'autrice sa dosare bene tutti i momenti, da quelli descrittivi a quelli sentimentali senza mai cadere nel finto e nel superficiale.
Sicuramente cercherò di rimediare e di proseguire nella lettura di questa serie che per chi ama la Roma antica sono convinta che ne resterà affascinato.

La serie Roma Caput Mundi è composta da:
#0,1 Roma 39 D.C. Marco Quinto Rufo - recensione
#1 Roma 40 D.C. Destino d'amore - recensione
#2 Roma 42 D.C. Cuore nemico - recensione
#3 Roma 46 D.C Vendetta - recensione
#4 I leone di Roma
#5 Il barbaro di Roma
#6 Figlia di Roma
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September 25, 2017
Quinto appuntamento con la serie ROMA CAPUT MUNDI di Adele Vieri Castellano. IL LEONE DI ROMA.
La storia di due spiriti ribelli e indipendenti che sembrano destinati a stare insieme, perché solo così riescono a conservare la loro indipendenza, la loro identità.
Un romanzo che restituisce un universo coerente e credibile ma emozionante, dalla sensualità raffinata. Questa forse è la zampata dell'autrice.
Un punto di riferimento nella narrativa rosa e una risorsa per il genere letterario historical romance in cui si muove, rinnovandolo di caldo erotismo, riuscendo a scrollare la polvere dei secoli e a restituire storie avvincenti, non accontentandosi di una patina di storia ma cercando sangue, lacrime, risate e sospiri da lasciare tra le righe.

http://www.haremsbook.com/leone-roma-...
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October 6, 2017
Meraviglioso cinque stelline stra meritate unica pecca averlo finito e dover aspettare così tanto per leggere di Raganhar anche se Giulia non mi ha conquistata più di tanto.
Profile Image for Ines82.
562 reviews3 followers
September 29, 2017
Appena terminato. Ho atteso Messalla da quando è apparso per la prima volta. Quindi di tempo ne è passato e ne è valsa la pena. Un duro rude guerriero con un animo di poeta. Un libro dove l'amicizia regna sovrana. Serviva Ottavia per far si che le cicatrici dell'anima di Massimo si ricucissero facendo si di vivere una vita piena. Attendo con ansia il principe germano sapendo già che sarà altrettanto un piccolo capolavoro. Solo dopo poche righe la penna di Adele mi ha fatto entrare nella storia. Ci riesce sempre con facilità. Certo che con un prologo del genere mi ha fatto venire un mezzo infarto. Grazie mille per le mille emozioni che mi hai fatto vivere. Adesso nel mio cuore oltre al mio marito numero uno Rufo c'è anche il numero due Messalla.
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November 20, 2017
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls



Massimo Valerio Messalla è un personaggio affascinante dall’animo tormentato. Lo abbiamo conosciuto anni fa quando, da giovane amava vivere fuori dagli schemi che il suo rango gli imponeva, prediligendo a questi la bella vita e le allegre compagnie. Pur essendo figlio del senatore Gaio Valerio Messalla, non si è mai interessato di politica né ha mai pensato a trovarsi una moglie. Il dolore per la morte dell’amica d’infanzia Domizia, l’unico amore della sua vita, è ancora troppo vivo e insopportabile e può essere domato solo con l’abbrutimento quotidiano. Crescendo, però, Massimo comprende la preoccupazione del padre, e capisce che non può comportarsi da irresponsabile per sempre. Assieme al suo fraterno amico Raganhar viene mandato in Egitto a capo di un distaccamento della III legione Cyrenaica.

Quando torna a Roma è un uomo diverso e responsabile. Il duro addestramento, la battaglia contro i ribelli e la prigionia hanno temprato il suo carattere già forte, rendendolo ferreo. La maturità, però, non ha modificato il suo modo di pensare e il suo comportamento costringe il padre, ora malato, a ricordargli ancora una volta le sue responsabilità.
«Se fossi davvero interessato alla mia salute, invece di gironzolare di notte per le strade di Roma ti daresti da fare per darmi un erede.»


Messalla si ritrova, suo malgrado ad assecondare il desiderio del genitore. La donna scelta per diventare sua moglie è la giovane Ottavia Lenate, anche lei di nobili origini, forse non proprio bella ma di sicuro molto intelligente. Al pari di Massimo, anche lei non ha alcun interesse nel matrimonio, il suo desiderio è quello di imparare, leggere e studiare. Il loro primo incontro non ha nulla di romantico e il rapporto inizia in sordina. Entrambi sono consapevoli che non sia l’amore a unirli, ma solo una profonda stima e il desiderio di voler accontentare l’anziano genitore mettendo al mondo un erede. Massimo è attratto dall’intelligenza della giovane moglie mentre Ottavia, pur ritenendolo arrogante, è affascinata dal carattere indomito del marito.
Un volto dai tratti decisi, il naso aquilino, la mascella squadrata e una bocca grande, sicura di sé. Niente di aggraziato, né di affettato. Solo pura mascolinità che sprigionava innegabile fascino.
Guardarlo le provocò una strana sensazione in un punto preciso del petto, molto simile a quando risolveva un’equazione o un problema di idraulica.

Il loro amore cresce e si sviluppa lentamente; vivendo insieme Ottavia e Massimo superano a poco a poco le difficoltà iniziali ed imparano ad apprezzarsi. Forti di ciò che provano l’uno per l’altra, affrontano il pericolo a testa alta. Se il destino ha deciso che devono stare insieme, nessuno potrà separarli.


Passiamo agli altri personaggi. Non si può parlare di Messalla senza pensare a Raganhar, i due formano la coppia dei sogni, belli, forti, impavidi, incoscienti e tanto, tanto sensuali. Basta evocare i loro nomi e subito ci ritorna in mente (e qui mi rivolgo alle lettrici della serie) quella splendida scena con Calpurnia, (ROMA 42 D.C. Cuore nemico). La loro presenza suscita brividi lussuriosi, Raganhar e Messalla, infatti, trasudano erotismo a ogni passo e il rapporto del germano con Giulia, anche se solo accennato, è un esempio davvero eccitante.

«Ho rispettato il tuo desiderio» le sussurrò Raganhar, e li spalancò gli occhi incredula.«Quale?» gli chiese, ma sapeva già la risposta.«Volevi che ti stessi lontano.» Dietro di lei, emise un sospiro lungo e sofferto. «Concedimi qualcosa, Giulia Urgulania, una briciola di te, che possa conservare per tutti quei giorni in cui non ti avrò e sognerò di poterti toccare.»
Le descrizioni, le azioni, gli sguardi, persino i silenzi sono testimonianze dell’ardore dei due personaggi. Con loro le pagine diventano incandescenti tanto che si può tranquillamente considerare questo come il romanzo più voluttuoso della serie.


Un altro personaggio degno di nota è Lupo, il giovane legionario. La sua dedizione alla sicurezza di Ottavia e il suo senso del dovere lo rendono l’eroe della storia.

Come i precedenti romanzi della serie anche IL LEONE DI ROMA rappresenta un saggio della competenza storica dell’autrice. La Castellano stavolta ci fa conoscere un’altra realtà portandoci in Egitto. Dalla sua abile penna vengono fuori immagini e descrizioni così reali e vive che, come è accaduto in passato con Roma, hanno la forza di portarci indietro nel tempo. E l’illusione è così tangibile che sembra quasi di respirare la polvere delle strade di Alessandria o l’odore delle pergamene racchiuse nella biblioteca. Difficile non rimanere colpiti dalla precisione delle nozioni storiche, mai pesanti peraltro, che si fondono alla perfezione con l’evoluzione della storia, arricchendola.

Insomma, è tutto perfetto e non poteva essere diversamente avendo come protagonista Messalla. C’è solo un piccolo appunto da parte mia e mi riferisco alla scena finale contro Tenecratis. Il fatto che non sia stato il romano a concludere la storia soddisfacendo così la sua sete di vendetta, non gli ha reso giustizia, ma gli ha impedito di raggiungere la piena completezza, precludendogli la possibilità di raggiungere Rufo in vetta alla classifica della serie, il quale resta a tutti gli effetti in numero uno incontrastato. Paragoni a parte, IL LEONE DI ROMA è un romanzo da non perdere.


Consigliato!

Profile Image for Velia Quinto.
1 review1 follower
October 14, 2017
Comincio col dire che i libri di Adele Vieri Castellano sono una garanzia! Scritti in maniera eccellente, le sue descrizioni ti trasportano dentro il contesto storico senza alcuna difficoltà e pienamente nella storia, tutte le volte mi sembra di vedere un film mentre leggo i suoi libri e questa è una splendida dote che ben pochi scrittori hanno, ma è anche frutto di studio e non improvvisazione perché non ci si improvvisa scrittori! Non è per nulla facile ricostruire un contesto storico così ben dettagliato e credibile!
Ma ora passiamo al nostro Leone di Roma... abbiamo incontrato Massimo Valerio Messalla nel libro di Aquilato, ed era un giovane apparentemente acerbo e arrabbiato nei confronti della vita per la perdita del suo amore giovanile.
Massimo porta al limite ogni situazione e gli piace sfidare il padre e la sorte perché non gli importa della vita se deve viverla senza il suo amore...ma alla fine un po’ gli importa perché quando si trova in una situazione molto pericolosa e al limite l'istinto di conservazione viene fuori…
Nel libro dedicato a Messalla troviamo un Massimo molto maturato per tutte le esperienze vissute in questi otto anni, il suo essere viscerale nei confronti della vita ed il suo essere ribelle ad ogni costo li ha messi da parte per dare spazio all’obbedienza verso Roma e verso suo padre, padre che gli impone un matrimonio e, nonostante la sua voglia di ribellarsi a questo, lo affronta con maturità “obbligato” da alcune situazioni… ma la cara Làchesi aveva un idea ben diversa da Messalla sul suo matrimonio e sul rapporto con la sua futura sposa!
Veniamo alla sua sposa, ovvero, Ottavia Lenate… una donna davvero lontana dal suo tempo, una Donna che non si piega al destino delle matrone romane ma che riesce, con la sua sfrontatezza, il coraggio e la caparbietà a domare il leone che alberga dentro Messalla e che non sa di essere irrimediabilmente in gabbia, in una gabbia fatta di amore, rispetto, comprensione e forza, la forza di Ottavia di non arrendersi alle avversità e di lottare per l’amore di suo marito! … ecco io ADORO questa Donna, per me Ottavia è un personaggio FANTASTICO! Mi è capitato raramente di avere a che fare con un personaggio femminile così carismatico, forte e credibile anche per il contesto storico in cui è messa, di solito io non ho un gran feeling con i personaggi femminili dei vari libri che leggo perché al 99,99% non ne condivido mai le scelte e l'atteggiamento, le Donne di Adele invece hanno una caratterizzazione talmente realistica che mi ci ritrovo sempre con le loro scelte e il loro comportamento!
Sinceramente consiglio questo libro a chi vuole davvero dedicarsi ad una lettura di qualità e di Amore.
Spero di leggere presto la storia di Raghanar … vediamo cosa hanno in mente le Parche per lui… anzi nel suo caso le Norne!
Profile Image for Le cercatrici di libri.
1,892 reviews47 followers
October 14, 2017
Recensione:
Il leone di Roma è un romanzo storico incredibile. Scrivere una recensione su un libro di Adele Vieri Castellano per me è molto difficile perchè ho letto tutti i suoi libri e li ho amati. Ciononostante cercherò di essere oggettiva.
Il leone di Roma è un romanzo che sebbene sia storico non da mai quella sensazione di estraniamento che potrebbe dare una lettura ambientata molti secoli fa. Anzi, accade tutto il contrario. Le strade di Roma e quelle d'Alessandria sono cosi vere e brulicanti di vita che sembrano esistere ancora. Le descrizioni dei luoghi, degli usi e costumi del tempo non sembrano mai didattici, nonostante l'inserimento di concetti latini, ma soltanto mezzi attraverso cui il libro acquisisce nuova dimensione e interesse. Alla bellezza dell'epoca, solitamente poco trattata per un romance storico, si aggiungono dei personaggi accattivanti: Massimo e Ottavia.
Massimo è un soldato, un uomo rude e ferito fuori, intellettuale e acuto dentro. Massimo mi ha catturato subito nella sua rete con la sua dedizione alla patria e ai compagni d'arme. Il nostro coraggioso condottiero nasconde un cuore ferito che lo porterà a concentrarsi maggiormente sulla parte razionale della vita, piuttosto che sui sentimenti. Nel corso del libro verranno fuori diversi lati del carattere di Massimo: da quelli più pungenti a quelli dolci. Proprio a lui è dedicato il prologo scritto in prima persona che da modo di avvicinare il lettore al personaggio e di comprendere le sue scelte passate e quelle che compirà in seguito.
Accanto a Massimo c'è Ottavia, personaggio che ho particolarmente apprezzato. Finalmente la protagonista non seduce con la sua incredibile bellezza, sebbene proprio brutta non sia, ma con il suo sguardo acuto e la sua intelligenza. Avere un cervello e una rapidità di pensiero per una donna in quell'epoca non era di certo un vantaggio. Ottavia non aspira al matrimonio o alla maternità, ma il suo più grande desiderio è la conoscenza. Ottavia è una giovane donna di diciassette anni, dotata di saggezza e di una curiosità senza limite, che la porterà spesso a mettersi nei guai. Nonostante la grande conoscenza si avverte in Ottavia, come è giusto che sia, quella timidezza e innocenza tipica della sua giovane età. Questi aspetti un po' contraddittori non hanno fatto altro che aumentare la mia simpatia nei suoi confronti. Sicuramente Massimo e Ottavia non sono perfetti in quanto entrambi commettono degli errori. Sia Massimo che Ottavia dubitano delle loro emozioni e impiegheranno del tempo per scoprire l'amore in un matrimonio imposto. Ciò che ho molto apprezzato è stato sicuramente il fatto che l'amore tra Massimo e Ottavia non sembra sbocciare nel cuore ma nella mente dell'altro. I pensieri e l'intelletto possono essere ancor più seducenti di un corpo ben fatto.

Il leone di Roma ha una narrazione in terza persona con POV alternato fluida e coinvolgente. Ciononostante soprattutto all'inizio, le descrizioni dei primi incontri mi hanno dato l'impressione quasi di scene di teatro a causa della loro mancanza di fluidità proprio nella successione di queste, caratteristica che sfuma nel momento in cui la narrazione prende più velocità e corpo.
Nella mia recensione non posso certo dimenticare di Giulia, qui amica di famiglia di Ottavia, che ritorna in questo libro dopo averla incontrata nel romanzo Roma 40 d. C. Spero che l'autrice dedichi un intero libro a Giulia che ha sofferto per amore e che adesso che ha raggiunto la sua indipendenza economica ma non emotiva. In una società in cui la donna di certo non era libera di agire, credo che proprio per questo mix di forza e debolezza Giulia possa regalare a noi lettori molte emozioni, soprattutto se il compagno prescelto fosse Aiace, personaggio anch'esso già incontrato e che ha fatto aumentare di molto la temperatura del libro.
In conclusione, posso dire di aver letto Il leone di Roma con una sensazione persistente di farfalle nello stomaco dovuto al tuffo compiuto in un passato affascinante e a personaggi coinvolgenti. Consiglio questo libro a tutte coloro che amano le storie d'amore con un pizzico di eternità.
Claudia Trovato
LCDL

forzati e recalcitranti a cui viene imposta l’unione con il solo fine di garantire un erede alla nobile famiglia dei Valeri….

“Ero venuto a dirgli che non avrei mai e poi mai sposato Ottavia Lenate, ma a questo punto devo farlo. E’ mio dovere di figlio. Non fa per me, al contrario di quello che dice mio padre. E’ tutto l’opposto di ciò che cerco in una donna. La sposerò per regalargli l’illusione di avermi dato una famiglia e un futuro. La sposerò non per me, lo farò per lui. Posso anche sacrificarmi, del resto non desidero l’amore”.

....a coppia profondamente innamorata che sperimenta un’intima comunione di anime.

“La visione di lei lo uccise e lo riportò alla vita nello stesso, drammatico istante. Incosciente, coraggiosa e viva, perché se non lo fosse stata sarebbe impazzito e avrebbe somministrato il riscatto di quella morte in modo lento e dolorosa ai colpevoli, su tutto e tutti. … Sua moglie, pur legata, sembrava una regina. Lei, che aveva infine domato il leone.”

La storia è ambientata tra Roma e Alessandria d’Egitto. Le due città ci vengono dipinte in modo affascinante e, nella parte ambientata in Africa, sembra proprio di venire trasportati in un ”altro mondo” non solo per i luoghi ma anche per le atmosfere, i suoni ed i profumi evocati.
Il libro si conclude lasciando intuire una nuova storia che avrà come protagonisti i due più cari amici di Massimo ed Ottavia.
La scrittura dell’autrice è piacevole, complessa ma scorrevole senza che si ravveda l’utilizzo di termini incongruenti con l’epoca storica. La descrizione dei momenti romantici ed erotici è raffinata, non stucchevole e decisamente evocativa. La sua passione per l’antica Roma è sottolineata dall’esteso e ricco glossario presente alla fine del libro. Ho trovato solo occasionali e non significativi refusi che non hanno ostacolato la lettura.

Ho apprezzato la storia (anche se non presenta caratteristiche narrative che la rendano unica), i coprotagonisti sia umani che non (indimenticabile il leone Antares), l’ambientazione, l’uso di termini dell’antica Roma e le tante citazioni di astronomia.
Ho invece avuto qualche perplessità sui due protagonisti che, a mio parere, si presentano fin troppo moderni per mentalità, usi e costumi. E’ sicuramente stata una precisa scelta dell’autrice che però ho trovato eccessivamente anacronistica in un mondo profondamente maschilista come quello dell’antica Roma.
Si tratta di un libro piacevole, che ho letto in pochi giorni, che ho sicuramente apprezzato e che consiglio alle appassionate dei romance in quanto l’autrice è letteralmente in grado di trasportarci in un altro mondo fatto di sogni, sensazioni ed emozioni.

Elena Barbieri
LCDL
4 stelle
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258 reviews29 followers
October 10, 2017
Molto bello... e diverso dai precedenti...
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7,976 reviews237 followers
March 26, 2018
Ho atteso questo romanzo per molto tempo. Massimo Valerio Messalla portava un grande onere sulle sue spalle possenti. In seguito allo strepitoso successo dei precedenti volumi della serie Roma Caput Mundi, il pubblico si aspettava grandi imprese, personaggi affascinanti, risvolti inaspettati e posso dire con certezza che ogni aspettativa è stata pienamente soddisfatta.

Sono molti i tratti che mi hanno conquistata e che hanno reso questo romanzo così succulento, tanto da rendere difficile l’interruzione della lettura. In primo luogo la complessa personalità di entrambi i protagonisti.

Massimo Valerio Messalla è il discendente della stirpe dei Valeri, nobile e prestigiosa gens patrizia che ha contribuito allo splendore e alla gloria di Roma. Il suo animo è stato dilaniato dal dolore della perdita del suo grande amore, Domizia. Un amore fanciullesco e acerbo, proprio per questo viscerale e travolgente, che lo lascia spezzato, costringendolo ad affogare nella rabbia e nel cinismo, dissipando la sua vita tra vino e donne, nascondendosi dietro la maschera dell’auriga Selecto, temerario e sconsiderato, mentre lancia al galoppo i cavalli che tagliano il vento con velocità incredibile. La sua vita cambia in seguito all’incontro con il principe chatto Raganhar, suo fratello non di sangue ma nello spirito, quando entrambi vengono inviati in esilio forzato in Egitto, dove si sottopongono al duro addestramento militare dei legionari, acquisendo la ferrea disciplina che li porterà al comando della Legio III Cyrenaica e degli ausiliari Germani. È da questo momento che Massimo diventa un uomo. L’arroganza, l’onore, la lealtà, l’amore filiale, che hanno sempre costituito le fondamenta del suo essere, si consolidano e si fondono con la sete di conoscenza e quell’inquietudine perpetua e profonda che l’hanno reso così distaccato e diffidente nei confronti dell’amore.

Ottavia Lenate è la figlia di un importante magistrato romano. Mente brillante e curiosa, possiede due occhi grigi che risplendono di intelligenza e avidità di sapere. I libri, i numeri, la letteratura e le scienze sono stati i compagni fedeli che hanno riempito le giornate solitarie della sua fanciullezza, permeata di rigore e disciplina ma dove l’amore non ha mai trovato posto. Ancora una volta i contrasti ne segnano il carattere, con pennellate sferzanti che la rendono audace, addirittura incosciente, quando travestita da piccolo mendicante scavalca il muro della villa di famiglia per introdursi nel cuore pulsante della vita notturna di Roma.

Massimo e Ottavia diventano sposi promessi per perpetrare la continuità della gens Valeria, ma quell’unione non è una scelta, è solo il destino che si compie, come spesso accade tra le famiglie della Roma antica, dove la decisione spetta al pater familias che agisce in nome dell’opportunismo e del decoro, trascurando l’amore che diventa un inutile accessorio. Per questo motivo quando Ottavia rimane prima ammaliata e poi avvinta dalla fermezza e dal coraggio, così come dall’immenso fascino di suo marito, si scopre completamente travolta dalla profondità del suo sentimento, che sboccia candido e misterioso, come un fiore notturno.

Per Messalla, invece, il legame con sua moglie nasce lentamente, prende vita come fiduciosa amicizia, senza grandi vette di passione; per poi diventare sentimento profondo e innegabile, che segna la rinascita dell’uomo che è diventato, quando riesce finalmente ad aprire non solo il cuore ma soprattutto la sua mente a quegli occhi grigi, tanto simili al metallo del suo gladio. Quando le due metà che costituiscono la sua essenza, l’aquila e il leone, trovano infine la meritata pace.

Il fato dei due protagonisti si compirà attraverso battaglie sanguinose, vendette e tradimenti, in cui si muovono personaggi variopinti come code di pavone: avide meretrici, ribelli sanguinari, grandi sapienti, spie insospettabili e ovviamente il fiero e magnifico Antares, incontrastato re della natura. Non ultimi due personaggi che tra queste pagine gettano il seme per la prossima appassionante storia.

A questo punto inizia per me una nuova attesa, quella che si compirà con le vicende di Giulia Urgulania e il principe Raganhar.
Profile Image for Eva Kant.
2 reviews
October 16, 2017
Inizio col dire che ho scoperto Adele per caso. Quando uscì il suo primo libro, sentii parlare di lei  e per pura curiosità andai in libreria per acquistarlo.
Rimasi incantata dalla sua bravura. Sono una adoratrice dei romanzi storici; ho letto tutti i sui libri e la considero,  l'Autrice degna di tale titolo.  Fatta la premessa,... eccomi qui a recensire il Leone di Roma.
Non mi cimenterò nel "raccontare",  perché  le emozioni, le sensazioni, le immedesimazioni, sono soggettive, quindi diverse per ogni persona.
I libri di Adele non si raccontano... "si vivono" mentre si leggono.
Cito solo una frase che per me  racchiude l'essenza de Il Leone di Roma:

"Costei ti renda felice, poiche' un nuovo amore capito' e questa sola ci sia per te, qualunque cosa". 

Adele ha una scrittura elegante e particolarmente minuziosa nei dettagli, che sono sempre ben calibrati e parte integrante della storia.
Fa vivere i protagonisti in un contesto storico, dove la forza animalesca, la violenza e la razionalità della mente è perfettamente incastrata con la parte emozionale del cuore e dell'anima. La passione, l'amore, e quel po' di sensuale erotismo che non cade mai nel volgare, danno alla storia un'anticipazione della mentalità "moderna".
I suoi protagonisti  sono sempre uomini forti, violentemente coraggiosi e soprattutto con quei valori che nel tempo attuale vengono sempre meno, uno dei quali, il piu' importante, il rispetto per la propria donna, e la difesa, a costo della propria vita, anche se, come in questo caso, non sempre, o non ancora, consapevoli dell'amore che provano per lei.
Il Messalla giovane è un ragazzo che è stato provato nell'anima e nei sentimenti  tanto da spingersi, nei suoi atteggiamenti, sempre al limite del baratro per distruggere o combattere la sua parte emotiva.
Il Messalla che ritroviamo ne Il leone di Roma, è un uomo massacrato nel fisico, e ancora negli affetti, a causa della perdita, avvenuta in modo brutale, di un amico fraterno.Tutte queste esperienze devastanti, lo portano a irrigidirsi, irrimediabilmente ( ...pensa lui... ) nei confronti dell'amore, tanto da renderlo un uomo freddo, distaccato e pronto a sbranare.

Poi arriva lei....ed il leone ruggisce....

La sua anima, il suo ardore, il suo amore, si manifesta,  in modo inusuale, attraverso il "grido" di Antares. Un "grido" che ti entra nel cuore come un petardo.
Adoro Messalla, come tutti i protagonisti dei libri di Adele, ma quel che mi colpisce maggiormente sono le donne. Sono intelligenti, forti, caparbie, coraggiose; mai superficiali o banali; passionali e sensuali.  Donne estremamente moderne anche se perfettamente inserite nel periodo storico dei romanzi.
Donne che sono in grado di esercitare il loro "potere benefico" sull'altro sesso, così detto forte.
Ora, aspetto, con ( poca) pazienza, la storia di Raganhar...e non solo, perche'...
Adele Vieri Castellano:  "tu si che vales"
Profile Image for Il RUMORE DEI LIBRI.
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November 11, 2017
A CURa di NANA'

“Raccoglimi dolcemente scrollando la polvere dai miei vestiti. Io ti seguirò. Ovunque.”

Massimo Valerio Messalla e Ottavia Lenate. Il primo, figlio di un senatore e legato della Legio III Cyrenaica. L’altra, figlia di un magistrato, mero strumento dei progetti politici della sua famiglia.
Due nomi uniti solo da un fardello di responsabilità e dovere civico. Un legame aristocratico che li immola per la discendenza dei Valeri.
Eppure gli Dei delineano degli strani disegni per gli umani e questa auspicata unione, in realtà, non è nata da un accordo tra due pater familias ma è stata intrecciata dallo stesso Fato.
I loro mondi collidono ben prima di sapere cosa rappresentano l’uno per l’altra, nella taberna libraria di Ecumene quando l’oggetto del desiderio di entrambi, le Elegie di Properzio, vede scontrare le loro nature per la prima volta. Immobile dinnanzi a quegli occhi azzurri, l’anima di Ottavia si meraviglia al cospetto di se stessa.
“Sotto quello sguardo più azzurro del cielo aveva provato una bizzarra sensazione: che il colore di quelle iridi le penetrasse nel sangue, nelle ossa, dilagando come acqua di mare. Prima l’aveva bruciata in luoghi intimi e segreti e poi gelata, tanto da farle perdere la cognizione del tempo”

Il loro incedere nella vita simula una normalità che nessuno dei due possiede.
Entrambi celano la loro vera natura alla società per motivi diversi ma con la stessa intensità. E per entrambi è previsto lo stesso epilogo: inchinarsi al volere di quel groviglio di leggi e consuetudini sociali che influenza le loro vite e doma gli istinti più selvaggi, obtorto collo
Le Calende di Maggio celebrano la loro resa: Massimo Valerio Messalla abbandona il giovane che era stato e accoglie l’uomo che è diventato; Ottavia passa da una potestà ad un’altra, da uno spoglio cubiculum ad una casa che esige pacatezza e la placidità di moglie. Eppure, proprio in queste pareti, Ottavia può far respirare il suo animo inquieto, la sua sete di sapere, l’irrefrenabile tumulto che in passato l’aveva spinta di notte tra le strade di Roma. È solo questo che le permette di resistere alla lontananza del marito, partito oltre il limes Africano. La sua mancanza diventa una presenza costante. Quella casa parla di lui, le permette di conoscerlo, le consente di arrivare sin nei meandri di quel cuore che cela dietro tracotanza e arroganza. E il bisogno diventa necessità, assumendo le fattezze di un sentimento che, rigoglioso, si riversa nelle sue vene.

“Lo voleva in un modo che ormai le era proibito. Nel modo in cui avrebbe dovuto desiderare un marito. Era stato la sua persecuzione, il suo salvatore, l’uomo destinato a diventare il compagno di vita. Il padre dei suoi figli.
E adesso non era più niente”

Ed eccola lì, dopo un anno, indomita sulla Calypso ad affrontare il mare solo per rivedere quel volto che riecheggia nella sua mente, opportunamente giustificando la propria presenza come “dovere”.
Massimo Valerio aveva lasciato a Roma un’acerba e remissiva ragazza dalle braccia esili e ritrova ad Alessandria una donna orgogliosa e fiera, con occhi “grandi, espressivi, un tumulto di grigio e oro, brillanti come l’acciaio di un gladio”.
Occhi che lui non aveva dimenticato ma che adesso inizia a vedere realmente.
Lei era già sua ma solo ora la vede come Ottavia Valeria.

“Ricordò quella notte a Roma, il corpo acerbo, le ossa sottili, la pelle morbida sotto le sue dita; ricordò ciò che le aveva insegnato.
Questa notte però non ne avrebbero avuto bisogno. Adesso aveva davanti una donna orgogliosa, intelligente, il mento sollevato, nello sguardo un lampo di sicurezza e sfida”

Qui, ad Alessandria, le loro nature si sposano in toto. Le loro mille sfaccettature collimano. E, nutrendosi di piccoli punti di contatto, le loro anime si scoprono più simili di quanto entrambi avessero mai potuto immaginare.

È davvero ostico recensire un libro che hai fagocitato e da cui non sei uscita perché la bravura di questa penna non arriva solo a chi è cultore di un dato genere letterario o profondo conoscitore di un contesto storico e della relativa societas. Non è meramente un excursus narrativo. La maestria della Castellano ti proietta in un mondo così lontano da quello odierno eppure così vivo, inquieto, tumultuoso, proprio come quelle strade di Alessandria in cui Ottavia riesce a satollare la sua fame di conoscenza e dove, per la prima volta, la sua vera natura trova dimora. Lontana da una società che avrebbe denigrato la sua mente acuminata e le sue affilate capacità denigrandola come reietta, oltre il limes africano è la donna che ha agognato alla libertà come la gola riarsa cerca l’acqua nel deserto. È quell’ Ottavia che, attraverso le parole di Saffo, Pindaro, Virgilio, esce dalla ristrettezza del cubiculum e si confronta con luminari matematici. È questa la donna che, pian piano, riesce a scalfire la lorica di Massimo Valerio Messalla, penetrare nei suoi pensieri e sovrapporre il suo viso ad antiche paure, paure che celano echi di una minaccia del passato che vuole devastare anche il presente.
Di contro Ottavia conosce davvero i mille volti del marito, amandoli tutti senza distinzione alcuna:

“Il guerriero, il letterato, l’astronomo, l’uomo disciplinato rigido nel proprio dovere e lo scavezzacollo che conquistava le donne; colui che sapeva dominarsi e colui che si abbandonava alle pulsioni.”


Lei può leggere la vita di Massimo Valerio Messalla sul suo corpo: un reticolato di vittorie e perdite. Cicatrici che disegnano sul suo volto fierezza e dolore.
Decanterei per altre dieci pagine la penna di questa scrittrice. Perfetta non solo nella conoscenza di questo periodo storico, studiosa delle regole di questa società e del cursus honorum, ma altrettanto strabiliante nel creare una rete di personaggi, primari e secondari, figure storiche e parti della sua mente, che alimentano l’intreccio narrativo regalando allo stesso nuovi colori e sfumature.
Il Leone di Roma, quinto della serie “Roma Caput Mundi”, è un esercizio di stile e la declinazione di una maestria che avvicina l’autrice a scrittori come Valerio Massimo Manfredi o Christian Jacq. L’utilizzo di termini tecnici (accompagnati da un ricco glossario) e la copiosità di elementi descrittivi, non tolgono colore all’intreccio narrativo e permettono al lettore di calarsi nelle scene come se stesse guardando un film. La caratterizzazione dei personaggi assume una dimensione tridimensionale attraverso la loro perfetta quadratura nel contesto storico de quo mentre la loro sublime delineazione è resa possibile da uno stile fluido e avvincente che fa della sua specificità un punto di forza.
Rumorine, vi invito a perdervi tra queste pagine con la stessa naturalezza con cui abbiamo vissuto le avventure di Marco Quinto Rufo (che anche in questo libro avrà il suo peso), a ruggire come dei leoni e ad affrontare le vostre oscurità, domandole.
Curate ut valeatis,

“Tu sei Massimo, e ogni cicatrice mi ricorderà per sempre che il tuo passato esiste, ma che ora viviamo nel presente.”

Nanà
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161 reviews47 followers
September 28, 2017
Ebbene sì, mie care, possiamo finalmente dirlo: Adele Vieri Castellano e la serie "Roma Caput Mundi" sono tornate!

Dopo averci fatto conoscere personaggi come Marco Quinto Rufo, Quinto Decio Aquilato, Raganhar di Gerlach e Massimo Valerio Messalla, e averci raccontato le storie dei primi due, è arrivato il momento che tante di voi aspettavano: il libro di Messalla è nelle nostre mani!

Aspettavamo da così tanto tempo di sapere cosa ne sarebbe stato di questo personaggio complesso e tormentato che non mi sembra vero.

Un piccolo indizio per farvi capire se mi sia piaciuto o meno "Il Leone di Roma": ho impiegato ventiquattro ore a leggerlo e il numero delle pagine non è certo irrisorio!

Sono passati anni da quando avevamo per la prima volta incontrato Messalla e Raganhar, due uomini completamente diversi eppure uniti da un legame fraterno indissolubile, anni durante i quali hanno
condiviso tutto, gioie e sofferenze.
Dopo essere stati esiliati in Egitto ed essere stati forgiati dal sole e dalla sabbia, rischiato la vita e conquistato vittorie, entrambi hanno raggiunto una maturità che solo la vita che hanno condotto poteva donare loro.

Abbiamo avuto modo di conoscere nei libri precedenti il passato di Messalla gli eventi che hanno contribuito a renderlo l'uomo che è, eventi che tuttavia non ha mai realmente affrontato.

L'arrivo nella sua vita di Ottavia Lenate, però, lo costringerà a fare i conti con il proprio passato...

Ottavia è una donna, poco più che ragazzina, che ha vissuto la propria vita solo attraverso i libri che tanto ama.
Cresciuta priva di quasi ogni contatto con il mondo esterno, Ottavia ha capito presto che la via di fuga dalla realtà era rappresentata dalla sua mente e dal suo intelletto. Ha un'indole estremamente curiosa, non si fa certo scoraggiare dagli ostacoli posti dinanzi a lei per il semplice fatto di essere donna e combatte con qualsiasi arma a sua disposizione.

É una donna speciale e questo lo intuisce subito anche Messalla, che tuttavia cerca di opporre resistenza con tutte le proprie forze ai cambiamenti che Ottavia sta apportando nella sua vita.

Aveva giurato a sé stesso che mai avrebbe amato e sofferto come in passato, ma sembra che il suo destino sia diverso.

Quelli di Ottavia e Massimo sono due caratteri forti e molto simili, per questo i loro scontri (e ce ne sono) producono scintille! Lei è determinata ad affermare sé stessa, la propria indipendenza e la propria intelligenza; lui è abituato a farsi ubbidire e ad ottenere ciò che vuole, senza se e senza ma.
Un'accoppiata interessante, non trovate?

Ho amato molto questa storia, fatta di amore, amicizia e rispetto, così come ho amato veder crescere e maturare i personaggi capitolo dopo capitolo, tutto questo mi ha ricordato perchè amo tanto i libri di Adele: riesce ad intrecciare armonicamente la Storia, quella che tutti noi conosciamo, alle vite dei suoi protagonisti.
Che siano buoni o cattivi, i suoi personaggi riescono sempre ad essere magnetici!

É stato meraviglioso ritrovare vecchi personaggi e conoscerne di nuovi, sperando che Adele abbia la possibilità in futuro di raccontarci le storie di quest'ultimi (sì, Adele, voglio un libro su Raganhar e una novella su Lupo!).

Non attribuisco le 5 stelle piene (anche se siamo molto vicini) soltanto perchè a volte ho trovato alcuni dialoghi poco fluidi. Attenzione, non mi riferisco a tutti i dialoghi ma solo ad un paio che non mi hanno molto convinta per come erano scritti, perciò non per il loro contenuto.

Al di là di questo, "Il Leone di Roma" è un romanzo degno dei precedenti e che sono certa amerete!

P.s. anch'io vorrei Antares come "cucciolo"!
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Author 4 books13 followers
September 5, 2019
Prima di iniziare a leggere questo romanzo storico “Il leone di Roma”, avevo tanto sentito parlare della autrice Adele Vieri Castellano e le mie aspettative erano davvero alte. Inoltre ho conosciuto questa bravissima scrittrice dal vivo e mi ha ammaliato con la sua energia, competenza e carica: tutto aumentava la mia voglia di immergermi in questa lettura.
Non sono rimasta affatto delusa, anzi! Ho capito il perché Adele Vieri Castellano è così amata.
Il leone di Roma è diviso in due parti. La prima parte ambientata a Roma, la seconda ad Alessandria d’Egitto.
La Castellano ci racconta entrambe le città nei minimi dettagli, con usi e costumi del tempo, ma non spaventatevi : ci regala In fondo al libro un mini dizionario con le parole che non conoscete, che vi aiuterà a colmare qualsiasi lacuna. Inoltre all’inizio c’è un riepilogo con tutti i personaggi presenti tra le pagine.
I protagonisti indiscussi sono Massimo Valerio Messalla e Ottavia Lenate. Il primo è un giovane uomo di trent’anni, comandante, nobile, stimato dai suoi soldati e temuto dai suoi nemici. All’apparenza freddo e distaccato, ma nasconde un animo dolce e a tratti ribelle.
Lei invece è una ragazza di diciott’anni, cresciuta molto in fretta per sopravvivere alle regole del tempo, quello in cui le donne erano sottovalutate e trattate come soprammobili. Al contrario delle altre fanciulle, Ottavia studia, legge, è intelligente e non teme a far sentire la sua voce e le sue idee. Anch’essa nobile, senza la mamma, con un papà è un fratello che non la considerano se non per i loro scopi politici e monetari.
I padri dei due giovani decideranno di farli sposare, anche se in realtà è già il fato a metterci lo zampino e a farli incontrare più volte, prima del matrimonio.
Gli altri personaggi non sono comunque secondari, ma tutti descritti alla perfezione, a cui non potrete fare a meno di affezionarvi.
Dall’amico Raganhar di Gerlach e, fedele aiutante in guerra, su cui può sempre contare, ad Antares, il leone addomesticato dopo essere stato salvato da cucciolo da morte certa.
Da Giulia, amica di Ottavia e sua confidente, con una storia importante alle spalle, a Sitiat , donna egiziana tanto bella quanto avida.
Tenecratis, capo dei Musulami, avido è crudele, è presente in tutto il romanzo, anche quando non è menzionato: vuole concludere quello che aveva iniziato fin dalle prime pagine, ovvero distruggere Massimo Valerio Messalla e tutti coloro che ama. Si percepisce quindi la sua presenza e si legge con la paura che compaia da un momento all’altro.
I discorsi sono avvincenti e per nulla banali. Le descrizioni sono precise e affascinanti, nulla è lasciato al caso e lasciano intendere quanto studio ci sia dietro.
È uno storico per l’ambientazione e i dettagli minuziosi, ma anche un romanzo per la storia d’amore che farà sognare fino alla fine, senza togliere niente alle scene di azione dei combattimenti e l’adrenalina che verrà provata.
Un romanzo a tutto tondo che consiglio vivamente a tutti!
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