Autore a lungo e riduttivamente considerato minore, Guido Gozzano ha costituito in realtà un attraversamento obbligato per la poesia italiana del nostro secolo, da Montale fino ai poeti della neoavanguardia. Ma Gozzano è ben più che semplice cantore in versi della belle époque e autore di un solo libro. Scrittore dalle infinite poeta delle "buone cose di pessimo gusto" e delle inutilissime farfalle, ma anche commentatore e giornalista mondano, autore di favole per l'infanzia, reportages dall'India, epistolari intriganti, cronache storiche, sceneggiature per la nascente industria cinematografica. Soprattutto, però, come questa raccolta di tutti i suoi racconti sta a dimostrare, novelliere raffinato e garbatamente ironico. È l'ultimo Gozzano, quello finora meno conosciuto e tutt'altro che un semplice mestierante. La sua scrittura è divertita e umoristica. I suoi racconti sono una giocosa analisi parodica della società borghese d'inizio Novecento, dei cui rituali Gozzano si fa osservatore a tratti malizioso e irridente. Un narratore completo e brillante, ma anche moderno e inquieto, perché molto meno "frivolo" che all'apparenza, molto meno "mentecatto" che all'apparenza. Un attento e godibile, soprattutto per i lettori di oggi, osservatore (senza osservanza) dell'Italia di inizio secolo.
Guido Gustavo Gozzano was an Italian poet and writer.
He was born in Turin, the son of Fausto Gozzano, an engineer, and of Diodata Mautino, the daughter of Senator Mautino, patriot and supporter of Giuseppe Mazzini and Massimo D'Azeglio. He spent his life in Turin and in Agliè (in the Canavese area), where his family owned several buildings and a large estate: Villa Il Meleto.
Of delicate health (but nevertheless practicing sports such as ice-skating, cycling, and swimming), he completed primary school with mediocre results, and attended Liceo classico Cavour; in 1903, after secondary school, he studied law at the University of Turin but never graduated, preferring to attend the crepuscolari torinesi, i.e. literature lessons by poet Arturo Graf, who was well liked by the young men of letters.
Graf exercised great influence over Gozzano. His Leopardi-inspired pessimism was mitigated by a spiritualistic form of socialism, a combination which young Turinese intellectuals (who saw in his thought an "antidote" to the style of Gabriele D'Annunzio) particularly favoured. Graf helped Gozzano depart from D'Annunzio's canon, which imbued his early work, by "going back to the sources" and devoting himself to a thorough study of the poetry of Dante Alighieri and Francesco Petrarca, which helped refine his poetic sensibility.
Deliziosi racconti. Da centellinare e gustare, come pasticcini mignon. Per quanto ho sempre adorato Gozzano, non mi sento degna di scrivere nemmeno due righe, conspevole di non saper rendere l'idea della sua arguta ironia e della sua leggera profondità. Bisogna leggerli. Se avete amato il Gozzano poeta, vi innamorerete senza dubbio anche di questa raccolta.