In una bottega di cappelli, tra due zii che si nutrono di crackers e patatine, il giovane protagonista di questa storia trascina la propria esistenza in un'atmosfera dove tutto ammuffisce, tra improbabili mestieri (scrittore su ordinazione, collaudatore di materassi e di poltrone per autobus) e il tentativo, continuamente scoraggiato, di un romanzo. La vicenda, i personaggi, i luoghi sono da racconto «nero», nei toni dell'assurdo. Attraverso questa comicità paradossale si riconosce il tema della giovinezza che scorre sola e senza orientamento, come un'epoca di malattia febbrile. Con questo libro Maurizio Salabelle è al suo esordio narrativo.
La presentazione a Fahrenheit del suo libro postumo appena pubblicato, Da quando sono nato, durante la quale si è detto che era la conclusione di una trilogia ispirata alla frase di Pinocchio «Oggi, alla scuola, voglio subito imparare a leggere: domani poi imparerò a scrivere, e domani l’altro imparerò a fare i numeri», dedicando quindi Un assistente inaffidabile al leggere, il successivo e più noto Il mio unico amico allo scrivere e quest'ultimo al far di conto, mi ha conquistato subito e offre anche un po' un'idea dello stile di Salabelle, un'ironia stralunata e inventiva con un forte gusto per il paradosso. Lettura semplice ma molto piacevole, proseguirò la serie.