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Avanti. Perché l'Italia non si ferma
“Questo libro non è solo un diario personale, una riflessione sulla sinistra o il programma del governo che verrà. Più di tutto, è la condivisione di idee, emozioni e speranze che spesso si sono perse nel racconto della comunicazione quotidiana. I risultati ottenuti e gli errori commessi. Il viaggio tra passato e futuro di un’Italia che non si ferma. Che vuole andare avanti.”
È stato l’uomo chiave della politica italiana degli ultimi anni. Ha guidato un governo che ha varato molte riforme e su una, quella costituzionale, è caduto. Alla guida del Partito democratico ha ottenuto alle elezioni europee del 2014 uno dei più brillanti risultati elettorali della storia politica italiana, ma anche una bruciante sconfitta referendaria nel 2016, che lo ha portato a dimettersi da presidente del Consiglio e da segretario nazionale. Nella primavera del 2017 quasi due milioni di italiani lo hanno rieletto alla guida del Pd.
In questo libro Matteo Renzi parla della difficoltà di cambiare le cose ma anche dell’orgoglio di provarci. Degli errori e dei passi falsi ma anche dei risultati ottenuti e delle sfide aperte. Racconta aneddoti inediti dei mille giorni a Palazzo Chigi ma anche le proposte politiche per l’Italia dei prossimi anni, dalla battaglia per cambiare l’Europa all’introduzione dell’assegno universale per i figli; dal numero chiuso per l’immigrazione agli investimenti in cultura e periferie; dalla lotta per il lavoro alla sfida ambientale e ai progetti di bonifica del paese.
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Matteo Renzi (1975). Sindaco di Firenze dal 2009 al 2014, poi presidente del Consiglio dei ministri fino al 2016, nell’aprile del 2017 ha vinto le primarie per la segreteria del Pd. Con Feltrinelli ha pubblicato Avanti. Perché l'Italia non si ferma (2017).
È stato l’uomo chiave della politica italiana degli ultimi anni. Ha guidato un governo che ha varato molte riforme e su una, quella costituzionale, è caduto. Alla guida del Partito democratico ha ottenuto alle elezioni europee del 2014 uno dei più brillanti risultati elettorali della storia politica italiana, ma anche una bruciante sconfitta referendaria nel 2016, che lo ha portato a dimettersi da presidente del Consiglio e da segretario nazionale. Nella primavera del 2017 quasi due milioni di italiani lo hanno rieletto alla guida del Pd.
In questo libro Matteo Renzi parla della difficoltà di cambiare le cose ma anche dell’orgoglio di provarci. Degli errori e dei passi falsi ma anche dei risultati ottenuti e delle sfide aperte. Racconta aneddoti inediti dei mille giorni a Palazzo Chigi ma anche le proposte politiche per l’Italia dei prossimi anni, dalla battaglia per cambiare l’Europa all’introduzione dell’assegno universale per i figli; dal numero chiuso per l’immigrazione agli investimenti in cultura e periferie; dalla lotta per il lavoro alla sfida ambientale e ai progetti di bonifica del paese.
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Matteo Renzi (1975). Sindaco di Firenze dal 2009 al 2014, poi presidente del Consiglio dei ministri fino al 2016, nell’aprile del 2017 ha vinto le primarie per la segreteria del Pd. Con Feltrinelli ha pubblicato Avanti. Perché l'Italia non si ferma (2017).
- GenresNonfiction
240 pages, Paperback
First published July 1, 2017
About the author
Matteo Renzi
18 books12 followersMatteo Renzi è un politico italiano, segretario del Partito Democratico eletto per un secondo mandato alle primarie del 30 aprile 2017 e presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016. Quello da lui presieduto è stato il quarto governo più longevo della storia della Repubblica.
È stato presidente della Provincia di Firenze dal 2004 al 2009, sindaco di Firenze dal 2009 al 2014, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ad interim dal 20 marzo al 2 aprile 2015 in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi, e ministro dello sviluppo economico ad interim dal 5 aprile al 10 maggio 2016 in seguito alle dimissioni di Federica Guidi.
Divenendo presidente del Consiglio dei ministri a 39 anni e un mese, è stato il capo di governo più giovane nella storia dello Stato italiano; è stato inoltre il primo presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, con l'eccezione dei governi tecnici, a non essere parlamentare al momento della nomina.
È stato presidente della Provincia di Firenze dal 2004 al 2009, sindaco di Firenze dal 2009 al 2014, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ad interim dal 20 marzo al 2 aprile 2015 in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi, e ministro dello sviluppo economico ad interim dal 5 aprile al 10 maggio 2016 in seguito alle dimissioni di Federica Guidi.
Divenendo presidente del Consiglio dei ministri a 39 anni e un mese, è stato il capo di governo più giovane nella storia dello Stato italiano; è stato inoltre il primo presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, con l'eccezione dei governi tecnici, a non essere parlamentare al momento della nomina.
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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
September 14, 2017
Se non fosse stato per l'inopportuna citazione di Tony Blair, le stelle avrebbero potuto essere addirittura quattro.
Ah.
Per me l'ha scritto Baricco, il che costituisce una ghiotta occasione per sommare snobismo a snobismo.
Ah.
Per me l'ha scritto Baricco, il che costituisce una ghiotta occasione per sommare snobismo a snobismo.
July 31, 2017
Un programma politico e umano.
Non voglio dare un giudizio sui contenuti di tipo politico e programmatico. Questi possono essere discutibili, ovviamente.
Voglio però apprezzare due aspetti, che ritengo assolutamente rilevanti per questo tipo di pamphlet, che la saggistica nostrana sforna con una certa abbondanza (mi riferisco, per l'appunto, alla saggistica d'attualità, scritta da politici di professione, giornalisti politici, editorialisti e commentatori di politica: i libri alla Bruno Vespa, per intenderci). Si tratta di libri che il più delle volte non apprezzo, perché effimeri (troppo legati alla stretta attualità) e perché scritti con povertà di linguaggio, se non sciatteria.
Renzi si dimostra un buono scrittore. Ho cercato di trovare errori o mancanze sintattiche, frasi esageratamente lunghe e involute, retorica da social network. Non le ho trovate, anzi mi sono compiaciuto di una scrittura pulita, ordinata, ben punteggiata e con frasi della lunghezza giusta. Oltre che di una retorica decisa ma dignitosa.
Il secondo aspetto che ho apprezzato è la chiarezza delle posizioni, anche nei confronti dei colleghi e rivali. In questi giorni, tutti a dire: non avrebbe dovuto essere così duro con tizio, avrebbe dovuto approfittare per ricucire con caio, ecc. Ma che razza di considerazioni sono? Se doveva fare una comunicazione "politica", intesa come astuta e manipolatoria, se la sarebbe dovuta fare privatamente, non pubblicando un libro.
Un libro di qualità, invece, si apprezza se chiaro ed esplicito, non se artificioso e strumentale.
Non voglio dare un giudizio sui contenuti di tipo politico e programmatico. Questi possono essere discutibili, ovviamente.
Voglio però apprezzare due aspetti, che ritengo assolutamente rilevanti per questo tipo di pamphlet, che la saggistica nostrana sforna con una certa abbondanza (mi riferisco, per l'appunto, alla saggistica d'attualità, scritta da politici di professione, giornalisti politici, editorialisti e commentatori di politica: i libri alla Bruno Vespa, per intenderci). Si tratta di libri che il più delle volte non apprezzo, perché effimeri (troppo legati alla stretta attualità) e perché scritti con povertà di linguaggio, se non sciatteria.
Renzi si dimostra un buono scrittore. Ho cercato di trovare errori o mancanze sintattiche, frasi esageratamente lunghe e involute, retorica da social network. Non le ho trovate, anzi mi sono compiaciuto di una scrittura pulita, ordinata, ben punteggiata e con frasi della lunghezza giusta. Oltre che di una retorica decisa ma dignitosa.
Il secondo aspetto che ho apprezzato è la chiarezza delle posizioni, anche nei confronti dei colleghi e rivali. In questi giorni, tutti a dire: non avrebbe dovuto essere così duro con tizio, avrebbe dovuto approfittare per ricucire con caio, ecc. Ma che razza di considerazioni sono? Se doveva fare una comunicazione "politica", intesa come astuta e manipolatoria, se la sarebbe dovuta fare privatamente, non pubblicando un libro.
Un libro di qualità, invece, si apprezza se chiaro ed esplicito, non se artificioso e strumentale.
July 20, 2017
Ho cercato di leggere questo libro sforzandomi di mettere da parte i retaggi politico-culturali che inevitabilmente mi accompagnano: dalla mia ideologia socialista fino alla netta opposizione alla riforma costituzionale voluta dall’autore, che ha caratterizzato per me il punto di non ritorno nella valutazione del Renzi-politico.
Un libro scritto fra frasi costruite intorno alla retorica del noi-loro ed episodi oltre i limiti dell’assurdo – dalla ridicola conversazione con Raul Castro, alla palestra con Obama fino al viaggio sopra i cieli delle Coree con la figlioletta –, cercando di rendere ancora più appetibile l’informalismo che lo ha sempre contraddistinto, dall'epoca della rottamazione all'epica dell'Enrico Stai Sereno.
Se questo voleva essere un tentativo per fare tabula rasa, di resettare completamente una storia che lo aveva costretto a uno stop definitivo e che lo ha forzatamente richiamato a vita nuova sfruttando il voto sempre in declino nei gazebo di un partito ormai privo d’opposizione, ebbene, il tentativo è miseramente fallito. Non racchiude la Weltanschauung - visione del mondo - di uno statista ma l'onanismo di un quarantenne che gioca col potere.
Qui su Medium: https://medium.com/@davclem/avanti-sì...
Un libro scritto fra frasi costruite intorno alla retorica del noi-loro ed episodi oltre i limiti dell’assurdo – dalla ridicola conversazione con Raul Castro, alla palestra con Obama fino al viaggio sopra i cieli delle Coree con la figlioletta –, cercando di rendere ancora più appetibile l’informalismo che lo ha sempre contraddistinto, dall'epoca della rottamazione all'epica dell'Enrico Stai Sereno.
Se questo voleva essere un tentativo per fare tabula rasa, di resettare completamente una storia che lo aveva costretto a uno stop definitivo e che lo ha forzatamente richiamato a vita nuova sfruttando il voto sempre in declino nei gazebo di un partito ormai privo d’opposizione, ebbene, il tentativo è miseramente fallito. Non racchiude la Weltanschauung - visione del mondo - di uno statista ma l'onanismo di un quarantenne che gioca col potere.
Qui su Medium: https://medium.com/@davclem/avanti-sì...
July 23, 2017
Come dovrebbe essere un libro di un politico? Non così.
August 20, 2017
Ho preso appunti e mi ero preparata a una medio_lunga descrizione.
Ho cambiato idea, ho solo una cosa da dire: merita di esser letto, al di là di valutazioni politiche ( ovviamente dovute!).
Merita semplicemente come testo perché ottiene quello che si prefigge: "...invitare, coinvolgere, entusiasmare.."(pag173).
Questo è più vero forse per le parti dedicate al futuro della sinistra e alla progettualità per il domani, ma anche le riflessioni sui mille giorni di governo hanno il loro perché.
Forse c'è stata un po' di noia, a un certo punto, ma l'uso di un aggettivo come "micragnoso" mi ha fatto adorare anche la parte di politica estera 😉
P.S.: piccola aggiunta ( che mi sarei evitata, se non fossi disgustata ) Certe polemiche me le ero perse. Ricordo la vicenda giudiziaria recente del padre di Renzi e le schifezze che ne sono seguite. Ma altre, come quelle sul lavoro della moglie, non le conoscevo. Mi sono vergognata. E' un punto d' onore a su favore che Renzi non se la sia data a gambe non solo dalla politica ma anche dal paese!
Ho cambiato idea, ho solo una cosa da dire: merita di esser letto, al di là di valutazioni politiche ( ovviamente dovute!).
Merita semplicemente come testo perché ottiene quello che si prefigge: "...invitare, coinvolgere, entusiasmare.."(pag173).
Questo è più vero forse per le parti dedicate al futuro della sinistra e alla progettualità per il domani, ma anche le riflessioni sui mille giorni di governo hanno il loro perché.
Forse c'è stata un po' di noia, a un certo punto, ma l'uso di un aggettivo come "micragnoso" mi ha fatto adorare anche la parte di politica estera 😉
P.S.: piccola aggiunta ( che mi sarei evitata, se non fossi disgustata ) Certe polemiche me le ero perse. Ricordo la vicenda giudiziaria recente del padre di Renzi e le schifezze che ne sono seguite. Ma altre, come quelle sul lavoro della moglie, non le conoscevo. Mi sono vergognata. E' un punto d' onore a su favore che Renzi non se la sia data a gambe non solo dalla politica ma anche dal paese!
July 12, 2017
Ecco quanto ho scritto prima di leggere il libro in versione Kindle:
"Il libro del giorno, anche se non è ancora uscito. I giornali di oggi sono pieni di brani che anticipano il "verbo" del "royal baby" riveduto e corretto dopo la sua nascita. L'ho prenotato in formato Kindle e lo leggerò con attenzione. Confesso che in questi due o tre anni dalla sua apparizione sulla scena politica italiana, questo fiorentino, non so includerlo o meno nella lunga lista di quella categoria denominata dei "maledetti toscani". Quando venne "adottato" da Giuliano Ferrara, che lo scelse come erede del Cav, rimasi piuttosto perplesso. Da dinosauro quale mi ritengo di essere, anche se non propriamente politico in senso stretto del termine, ero quasi compiaciuto del "trapasso", del passaggio del testimone. Poi, con quello che accadde, refenrendum, scissioni ed altro, mi sono dovuto in parte ricredere e convincere che, come il suo presunto "padrino", il Cav, anche Matteo, denominato da molti il "bullo", è un personaggio divisivo.
Adesso che ha scritto le sue memorie, scegliendo un titolo che mi ricorda quello di un defunto quotidiano socialista (ne avresti potuto scegliere un altro, caro Matteo!) spero di sciogliere questa mia perplessità. Molti nostri concittadini, molti Italiani, prevenuti o meno, in buona o in cattiva fede, sembrano non fidarsi troppo di questo fiorentino per giunta toscano. Andare "avanti con Matteo, perchè l'Italia non si ferma" mi pare anche un titolo piuttosto banale e liquido. Cosa significa esattamente, non saprei dire. Solo lui lo sa. Forse leggendo il libro che ho prenotato lo sapremo. Ci sarà modo di parlarne."
-----
A lettura ultimata, mi sento di dire che le riserve da me avanzate prima di leggere il libro sono state confermate. Intendiamoci, non sono prevenuto, non amo parlare di politica, non sono mai stato un politico, non ne ho mai avuto le qualità, nè tanto meno le aspirazioni. Una sola volta nella vita, il mio nome apparve in una lista civica nel paese di adozione nella Valle dei Sarrasti, dopo una terribile esperienza vissuta insieme alla mia famiglia e a tanti altri concittadini della frazione di Episcopio, in quel di Sarno. Tutta opera di quell'indimenticabile persona che fu il prof. Domenico Musco che proponevamo come sindaco, nella speranza di una possibile ricostruzione. Ci rimisi oltre al tempo, anche il nome e una discreta somma di lire, allora ancora in vita. Mi votarono 23 persone. il mio fruttivendolo raccolse circa duecento voti. Nella cabala sta ad indicare lo "scemo" ...
Devo confessare, però, che non mi dispiacque l'esperienza. Ebbi modo di capire quello che non avevo ben compreso studiando a scuola il grande fiorentino autore de "Il Principe": Machiavelli. Ecco, proprio quello che credo non abbia ancora fatto Matteo Renzi, fiorentino e toscano. Se lo ha studiato, mi permetto di dire che l'ha studiato male. Non so quale sia stato il suo intento di scrivere un libro come questo. Non è un libro di ricordi, un libro di memorie, un progetto politico, un saggio culturale. Mi sembra piuttosto una languida e liquida confessione personale sulla sua esperienza di questi anni. Insiste sui suoi presunti successi, pur ammettendo le certezze dei suoi fallimenti.
A dire il vero non saprei elencare i primi. Ricordo soltanto la sua sconfitta al referendum, le arringhe ai suoi compagni di partito, il suo grande, forte, ostinato coraggio ad affrontare problemi e situazioni con la tipica, giovanile baldanza giovanile, che fa rima spesso con arroganza. Le sue comparsate televisive, il fuoco incrociato tanto dei suoi nemici, quanto dei suoi amici. Da quelle illusioni che in molti ci eravamo costruito agli inizi, ci siamo incamminati verso quei classici sentieri che caratterizzano da sempre la politica che si fa in questo Bel Paese: le parole, le idee, i progetti, i programmi, precedono sempre, anzi sostituiscono i fatti. Insomma un ennesimo soggetto politico quanto mai "divisivo".
All'inizio del suo libro appare una citazione di Italo Calvino che sembra promettere bene: "Nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni, e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire". Ho detto "sembra", e l'impressione è rimasta tale. Detto da un intellettuale dichiarato quale Calvino era potrebbe anche andare bene. Ma se lo dice un politico che vuole essere anche un intellettuale mi insospettisce, anzi crea confusione. Un pasticcio che una persona intelligente non può permettersi di essere, se decide di fare politica. Io avrei scelto qualche fulminante, pratica, realistica frase dell'eterno Niccolò.
Io gliene consiglio una che mi pare possa essere rivolta proprio al suo modo di comunicare e di fare politica. Non la uso per offenderlo ma per spingerlo a limare quel suo carattere che è il suo peggiore nemico. Un "Royal Baby", come lo definì quell'imprevedibile animale giornalistico che è Giuliano Ferrara, non potrà mai ereditare un trono sul quale molti sono caduti prima di riuscire a sedersi. Matteo Renzi ha scritto che lui ama la parola "potere" come verbo, non come sostantivo. Io gli dico che lui “per molto tempo non ha detto ciò che pensava, né pensa sempre ciò che dice, e se invero gli accade talvolta di dire la verità, la nasconde tra tante menzogne che è difficile scoprirla.” Ho personalizzato, adattandola a lui, questa frase di Machiavelli. Fotografa il vero Renzi. Per poter governare gli Italiani è bene che studi meglio il suo concittadino.
"Il libro del giorno, anche se non è ancora uscito. I giornali di oggi sono pieni di brani che anticipano il "verbo" del "royal baby" riveduto e corretto dopo la sua nascita. L'ho prenotato in formato Kindle e lo leggerò con attenzione. Confesso che in questi due o tre anni dalla sua apparizione sulla scena politica italiana, questo fiorentino, non so includerlo o meno nella lunga lista di quella categoria denominata dei "maledetti toscani". Quando venne "adottato" da Giuliano Ferrara, che lo scelse come erede del Cav, rimasi piuttosto perplesso. Da dinosauro quale mi ritengo di essere, anche se non propriamente politico in senso stretto del termine, ero quasi compiaciuto del "trapasso", del passaggio del testimone. Poi, con quello che accadde, refenrendum, scissioni ed altro, mi sono dovuto in parte ricredere e convincere che, come il suo presunto "padrino", il Cav, anche Matteo, denominato da molti il "bullo", è un personaggio divisivo.
Adesso che ha scritto le sue memorie, scegliendo un titolo che mi ricorda quello di un defunto quotidiano socialista (ne avresti potuto scegliere un altro, caro Matteo!) spero di sciogliere questa mia perplessità. Molti nostri concittadini, molti Italiani, prevenuti o meno, in buona o in cattiva fede, sembrano non fidarsi troppo di questo fiorentino per giunta toscano. Andare "avanti con Matteo, perchè l'Italia non si ferma" mi pare anche un titolo piuttosto banale e liquido. Cosa significa esattamente, non saprei dire. Solo lui lo sa. Forse leggendo il libro che ho prenotato lo sapremo. Ci sarà modo di parlarne."
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A lettura ultimata, mi sento di dire che le riserve da me avanzate prima di leggere il libro sono state confermate. Intendiamoci, non sono prevenuto, non amo parlare di politica, non sono mai stato un politico, non ne ho mai avuto le qualità, nè tanto meno le aspirazioni. Una sola volta nella vita, il mio nome apparve in una lista civica nel paese di adozione nella Valle dei Sarrasti, dopo una terribile esperienza vissuta insieme alla mia famiglia e a tanti altri concittadini della frazione di Episcopio, in quel di Sarno. Tutta opera di quell'indimenticabile persona che fu il prof. Domenico Musco che proponevamo come sindaco, nella speranza di una possibile ricostruzione. Ci rimisi oltre al tempo, anche il nome e una discreta somma di lire, allora ancora in vita. Mi votarono 23 persone. il mio fruttivendolo raccolse circa duecento voti. Nella cabala sta ad indicare lo "scemo" ...
Devo confessare, però, che non mi dispiacque l'esperienza. Ebbi modo di capire quello che non avevo ben compreso studiando a scuola il grande fiorentino autore de "Il Principe": Machiavelli. Ecco, proprio quello che credo non abbia ancora fatto Matteo Renzi, fiorentino e toscano. Se lo ha studiato, mi permetto di dire che l'ha studiato male. Non so quale sia stato il suo intento di scrivere un libro come questo. Non è un libro di ricordi, un libro di memorie, un progetto politico, un saggio culturale. Mi sembra piuttosto una languida e liquida confessione personale sulla sua esperienza di questi anni. Insiste sui suoi presunti successi, pur ammettendo le certezze dei suoi fallimenti.
A dire il vero non saprei elencare i primi. Ricordo soltanto la sua sconfitta al referendum, le arringhe ai suoi compagni di partito, il suo grande, forte, ostinato coraggio ad affrontare problemi e situazioni con la tipica, giovanile baldanza giovanile, che fa rima spesso con arroganza. Le sue comparsate televisive, il fuoco incrociato tanto dei suoi nemici, quanto dei suoi amici. Da quelle illusioni che in molti ci eravamo costruito agli inizi, ci siamo incamminati verso quei classici sentieri che caratterizzano da sempre la politica che si fa in questo Bel Paese: le parole, le idee, i progetti, i programmi, precedono sempre, anzi sostituiscono i fatti. Insomma un ennesimo soggetto politico quanto mai "divisivo".
All'inizio del suo libro appare una citazione di Italo Calvino che sembra promettere bene: "Nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni, e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire". Ho detto "sembra", e l'impressione è rimasta tale. Detto da un intellettuale dichiarato quale Calvino era potrebbe anche andare bene. Ma se lo dice un politico che vuole essere anche un intellettuale mi insospettisce, anzi crea confusione. Un pasticcio che una persona intelligente non può permettersi di essere, se decide di fare politica. Io avrei scelto qualche fulminante, pratica, realistica frase dell'eterno Niccolò.
Io gliene consiglio una che mi pare possa essere rivolta proprio al suo modo di comunicare e di fare politica. Non la uso per offenderlo ma per spingerlo a limare quel suo carattere che è il suo peggiore nemico. Un "Royal Baby", come lo definì quell'imprevedibile animale giornalistico che è Giuliano Ferrara, non potrà mai ereditare un trono sul quale molti sono caduti prima di riuscire a sedersi. Matteo Renzi ha scritto che lui ama la parola "potere" come verbo, non come sostantivo. Io gli dico che lui “per molto tempo non ha detto ciò che pensava, né pensa sempre ciò che dice, e se invero gli accade talvolta di dire la verità, la nasconde tra tante menzogne che è difficile scoprirla.” Ho personalizzato, adattandola a lui, questa frase di Machiavelli. Fotografa il vero Renzi. Per poter governare gli Italiani è bene che studi meglio il suo concittadino.
September 13, 2017
Lo so, è una scelta molto controversa quella di recensire un libro di Matteo Renzi, perché, specie sul web si scrive tutto ed il contrario di tutto. Può piacere o meno, si può essere d'accordo o meno con le sue idee. Tutto legittimo, ci mancherebbe altro!
Ma non credo sia questo il punto; per lo meno non qui.
In questo spazio vorrei parlare di un nuovo stile di comunicazione politica.
E' vero, molti giudicano Renzi, decisamente troppo diretto, ma sicuramente, non è una persona che teme il confronto con gli avversari (di cui spesso ribalta le idee, per far emergere le proprie), né con i cittadini (il #MattoRisponde credo ne sia un lampante esempio).
Sempre parlando di un nuovo modo di comunicare sulla scena politica, mi hanno particolarmente colpito i passi in cui racconta i molti incontri anche con la gente comune, che hanno contribuito ad accendere i riflettori su storie poco conosciute (es. l'incontro con la ragazza africana, costretta a partorire in catene).
Ma non credo sia questo il punto; per lo meno non qui.
In questo spazio vorrei parlare di un nuovo stile di comunicazione politica.
E' vero, molti giudicano Renzi, decisamente troppo diretto, ma sicuramente, non è una persona che teme il confronto con gli avversari (di cui spesso ribalta le idee, per far emergere le proprie), né con i cittadini (il #MattoRisponde credo ne sia un lampante esempio).
Sempre parlando di un nuovo modo di comunicare sulla scena politica, mi hanno particolarmente colpito i passi in cui racconta i molti incontri anche con la gente comune, che hanno contribuito ad accendere i riflettori su storie poco conosciute (es. l'incontro con la ragazza africana, costretta a partorire in catene).
September 5, 2018
Libro molto bello, scritto bene e in maniera molto umana.
A tratti rivela situazioni personali che scorporano la persona politica e restituiscono l'essere umano che c'è dietro, cosa molto efficace ai fini comunicativi.
Mostra anche una visione del futuro positiva, lasciando tuttavia quell'amarezza dovuta al fatto che nonostante le soluzioni ci siano e siano applicabili ancora, noi come paese, non ne vogliamo sapere di applicarle.
Consigliato a tutti.
A tratti rivela situazioni personali che scorporano la persona politica e restituiscono l'essere umano che c'è dietro, cosa molto efficace ai fini comunicativi.
Mostra anche una visione del futuro positiva, lasciando tuttavia quell'amarezza dovuta al fatto che nonostante le soluzioni ci siano e siano applicabili ancora, noi come paese, non ne vogliamo sapere di applicarle.
Consigliato a tutti.
July 31, 2017
Mi ha ridato un po' di speranza per la vita politica italiana che avevo perso dopo il referendum dell'anno scorso.
December 16, 2017
Un buon racconto del governo dei mille giorni visto dal "palazzo", forse un po' fiacco ma certo molto più realistico di quello fatto da talk e giornali in questi tre anni.
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