Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il tesoro del Bigatto

Rate this book
Anselmo, l'eremita della Pietra di Bismantova, riceve l'incarico di portare a compimento una delicatissima missione segreta per conto di Matilde di Canossa ma, scoperto il piano e la destinazione finale, il Diavolo in persona decide di ostacolarlo in ogni modo. L'incontro col giovane re Vitige, pronto a partire per una grande avventura nel tentativo di salvare il suo popolo dalla carestia, induce Anselmo a cambiare i propri piani di viaggio, e di conseguenza a confondere il suo rivale... In un'inedita Pianura Padana fantastica dell'Undicesimo Secolo, un manipolo di coraggiosi ma sgangherati eroi affronta una brancaleonesca avventura irta di pericoli lungo il corso del fiume Po, ricco di miti e creature leggendarie della tradizione folclorica italiana.

240 pages, Paperback

First published July 1, 1980

7 people are currently reading
75 people want to read

About the author

Giuseppe Pederiali

72 books4 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
20 (23%)
4 stars
31 (36%)
3 stars
28 (32%)
2 stars
5 (5%)
1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Antonio Ippolito.
418 reviews41 followers
February 10, 2019
La pianura padana sembrerebbe aver perso ogni aura mistica o quanto meno fantastica, presa com’è ormai da decenni nella corsa al benessere, all’industrializzazione e ora all’edonismo di massa. Eppure, basta grattare la superficie per veder ricomparire un fitto substrato di leggende: dal mostro nel lago d’Orta al cinghiale del principe longobardo Adelchi a San Pietro a Civate, dal drago Tarantasio nel lago Gerundo tra Lodi e Cremona ai misteriosi laghi che si stenderebbero sotto il Duomo..
A questo substrato attinse Pederiali per alcuni fortunati romanzi, tra cui questo “Tesoro del Bigatto”, decisamente riuscito. Siamo alla fine dell’XI secolo: quell’epoca così importante, segnata dalla lotta per le investiture e dalla nascita dell’ideale cavalleresco, dove sono protagonisti grandi personaggi come l’imperatore svevo Enrico IV e il suo antagonista Ildebrando di Soana, ora papa Gregorio VII. Proprio loro stanno per incontrarsi a Canossa, nel castello della potente contessa Matilde, grazie alla mediazione di Ugo, abate di Cluny, e nonostante il freddo inverno di carestia che rende difficili i viaggi.. Il Papa chiede però l’assistenza dell’eremita sant’Anselmo, che da anni vive e duella col Diavolo sulla rocca di Bismantova (una meraviglia naturale degna della Monument Valley o della Devil’s Tower.. se conoscessimo meglio le nostre bellezze!).
Comincia così la missione di Anselmo: una serie di quadri dove la ferocia della vita medievale si stempera nella dolcezza della fiaba e in immagini surreali: dal diavolo che si nasconde nella neve per giocare tiri mortali al pellegrino, all’isola lussureggiante ma del tutto priva di animali, fossero pure vermi; al gorgo che in un’ansa del Po risucchia tutta intera la “Gogamagoga”, nave fluviale su cui il re ragazzino Vitige ha imbarcato i volontari per la ricerca della zucca gigantesca che sfamerà per sempre i contadini della Padusia; draghi svogliati e ambigui cavalieri alla loro ricerca, topi sapienti, bambini rinselvatichiti dalla vita nei boschi.. e infine, il mostruoso Bigatto!
Il racconto è impreziosito da una raffinata scrittura tra il favolistico e lo scientifico, dove dialetti padani e ornitologia convivono con l’italiano più letterario; una garbata ironia si accompagna a uno spirito cristiano aneddotico ma genuino, come nelle leggende dei santi.
Profile Image for Pao.
328 reviews27 followers
September 26, 2018
Letto dopo averlo cercato per molto tempo.
Il romanzo contiene tutti gli elementi per stupire ed affascinare le menti più giovani (è molto letto nelle scuole medie), missioni segretissime, mostri fantastici ed orripilanti, mendicanti misteriosi, zucche giganti, nebbia e pure il diavolo ma rimane un po' sconclusionato.
Tuttavia ha il pregio di far scoprire animali veri ma non usuali come il gheppio, il balestruccio e l'uro e anche parole desuete come ceroferario.
Conclusa la lettura si ha voglia di leggere qualcosa su Matilde di Canossa.

Read after I have been searching for it for many years.
The novel contains all the elements in order to astonish and bewitch teenagers (this book is often read in the Italian middle school) very secret missions, fantastic and horrible monsters, mysterious beggars, giant pumpkins, fog and the devil himself but it remains a little bit rambling.
Anyway it allows to discover real animals not so well-known like kestrel, house martin and aurochs and also some archaic words like ceroferario (the one who carries the candelabra in Catholic Church liturgy).
When the book is over, you want to read about Matilde di Canossa.
16 reviews1 follower
December 28, 2016
Mi è piaciuto molto! È stato una sorpresa, un testo ricco di fatti, personaggi, termini. In effetti mi ha molto colpito la ricercatezza del linguaggio, l'uso di parole che presumo (non ho fatto grandi ricerche) provengano dal dialetto, in particolare antiche, legate a favole e credenze. Non per niente, come ho scoperto, questo testo è stato molto usato nelle scuole ed è in genere considerato una lettura per ragazzi. È un fantasy direi, scritto prima della voga dei fantasy magici alla Harry Potter, forse non può competere con Il signore degli anelli o Narnia ma insomma secondo me si difende bene.

Avendo letto prima un giallo di Pederiali, scritto alla fine degli anni 90, la lettura di Il tesoro del Bigatto mi ha sorpreso, penso che l'autore sia bravo a passare da un genere all'altro. Il libro che sto leggendo adesso sempre di Pederiali (La vergine napoletana) appartiene a un genere ancora diverso, ma è piacevole anche lui, sebbene non entusiasmante come Il tesoro del bigatto. Ma devo ancora finire di leggerlo...
Profile Image for Frodo2_0.
26 reviews
December 11, 2013
c'è tutto l'essenziale, nebbia compresa. ma non è quella delle saghe nordiche, è quella della pianura padana.
83 reviews
May 1, 2024
Quale sarà il formidabile tesoro, nascosto dal mistico bigatto, e quanto sarà dura la strada, stracolma di pericoli, per arrivarci?

Tra i temi proposti troviamo indiscutibilmente lo scontro eterno tra il bene ed il male, in questo caso caratterizzato dal viaggio del cosiddetto Sant’Anselmo, che rappresenta il primo, e Galaverna, il diavolo sotto mentite spoglie, che è chiaramente il secondo. Ciò è dovuto al fatto che il saggio Anselmo è intenzionato a compiere la sua missione, affidatagli direttamente dal Papa in persona, mentre la personificazione letterale del male cerca di ostacolarlo ad ogni costo in tale impresa.

La storia inizia con una breve introduzione del personaggio di Anselmo, il quale ha deciso di farsi eremita su una montagna, per avvicinarsi il più possibile a Dio, ma tale luogo è anche il rifugio prediletto del diavolo, che lo tenterà costantemente, con l’obiettivo finale di ammazzarlo, in particolar modo tramite la presa di controllo di vari animali della zona. L’eremita, tuttavia, terrà duro, e resisterà ad ogni tranello, fino al giorno nel quale viene visitato da Matilde di Canossa, inviata dal Papa per richiedere il suo aiuto. Anselmo raggiunge dunque il castello di Canossa, incontra il Papa, comprende il perché sia necessario ottenere l’appoggio di Aquileia per contrastare le ambizioni dell’imperatore Enrico IV, e si mette dunque in cammino, ritrovandosi a fronteggiare molteplici peripezie…

La sequenza che ho apprezzato di più in assoluto è stata quella a bordo dell’imbarcazione del re Vitige, dove Anselmo fa la conoscenza di personaggi incredibili come il gigante Mazacroc, ed il nano Arghèt, che presto diventano inseparabili, nonché di Galaverna, un giovane mendicante che attribuisce i suoi tratti Germanici alle sue origini Longobarde, e ciò lo fa per destare ogni sospetto da Anselmo, il quale invece crede che egli sia in realtà Enrico IV. Successivamente, vi è il tanto atteso scontro con il bigatto, per recuperare i magici semi di zucca gigante, e che verrà condotto da Anselmo, Galaverna (contro ogni aspettativa), e Ranìn, un bambino orfano che hanno soccorso durante il loro viaggio, e la cui piccola stazza tornerà utile durante la battaglia.

Sant’Anselmo, purtroppo, non riuscirà nella sua missione, ma Galaverna, che finalmente si rivela essere il diavolo, lo trasforma in colomba, e gli mostra l’incontro tra il Papa ed Enrico IV (il quale in effetti era identico al giovane mendicante, confermando di conseguenza i sospetti dell’eremita), che, in ogni caso, si risolve ottimamente, dato che il secondo chiede l’assoluzione delle sue colpe, ed il primo, quindi, lo perdona, rimuovendo la scomunica. Il vero finale del libro, o perlomeno quello più soddisfacente, si rivela essere dunque il ritrovamento dei mitici semi di zucca, citati in precedenza, grazie ai quali sarà possibile creare cibo in abbondanza, in zone dove purtroppo manca severamente.

Per concludere, il finale potrebbe lasciare perplessi, ma in realtà segue perfettamente le vicende storiche che si sono susseguite all’epoca, dunque era intuibile che Anselmo non avrebbe compiuto il suo obiettivo. Ritornando alle qualità del romanzo, questi non è particolarmente lungo, anzi, ma riesce comunque ad includere un numero elevato di sequenze, molte delle quali che non ho nemmeno accennato, come la prigionia di Anselmo, dove incontra il ratto parlante, ed il ritrovamento dei veri genitori di Ranìn, ambito da tutti, poiché Anselmo promette di regalare anche gioielli preziosi, ritrovati sotto al corpo del bigatto deceduto.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Cousland.
20 reviews
April 17, 2018
Un'avventura squisita, con tutto quello che serve, un re che vuole salvare il suo regno, un drago e un cavaliere in eterna lotta tra loro, un mago, una serva fuggita, castelli nella foresta. Tutto, a questo libro non manca niente, c'è perfino il grosso terribile nemico comune, la fame.
La fantasia che pervade questo racconto è di un tipo che non sentivo da quando ero piccola, quella fantasia pura e semplice dell'inventare cose, del credere alle leggende, ai racconti, del crederci non perchè sia verosimile o ben costruito ma del crederci perchè è bello farlo, perchè credere in qualcosa vuol dire avere la speranza un giorno di vederla.

"può darsi che i sentimenti umani si misurino in sorrisi, e non in lacrime." (pag. 164)
Profile Image for Elena Lazzaretto.
Author 8 books8 followers
December 6, 2020
Un fantasy padano al tempo della lotta per le investiture. Lo lessi alle scuole medie e, a distanza di tempo, resta una delle storie che più mi hanno fatto sognare.
Profile Image for Marco Neviani.
15 reviews2 followers
October 11, 2021
Una buffo e fantastico viaggio tra le colline reggiane e il delta del Po. Leggendo le avventure dell'eremita Anselmo il medioevo non sembra poi così lontano.
Displaying 1 - 8 of 8 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.