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Passato prossimo

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Dall'antica divinità del Silenzio, Tacita Muta, alla prima voce di donna della letteratura classica, Sulpicia, "la storia delle donne romane merita particolare attenzione. A differenza della storia delle donne greche e delle altre donne antiche non è un passato remoto. E' il nostro passato prossimo. E forse, in qualche misura, è anche una parte del nostro presente." Così Eva Cantarella conclude il suo avvincente quadro della condizione femminile tra società precittadina ed età augustea. Passa in rassegna figure di donne storiche, mitiche e divine, ossequiose o ribelli che fossero alle regole giuridiche e alle pratiche sociali, fra conquiste femminili e reazioni maschili. E' la problematica storia dell'assoggettamento della donna all'uomo ma anche quella della nascita della loro complicità.
A Roma, infatti, per la prima volta nella cultura dell'Occidente, si forma un modello di rapporto fra i sessi destinato a lasciare le sue tracce sino alle soglie del Duemila.

“La storia delle donne romane merita particolare attenzione. A differenza della storia delle donne greche e delle altre donne antiche non è un passato remoto. È il nostro passato prossimo. E forse, in qualche misura, è anche una parte del nostro presente." Così Eva Cantarella conclude il suo avvincente quadro della condizione femminile tra società precittadina ed età augustea. Il libro, diviso in due parti, affronta nella prima la questione del silenzio imposto alle donne agli albori della civiltà romana, quando sorse la città; nella seconda tratta della cosiddetta "emancipazione" femminile, a partire dalla fine delle istituzioni monarchiche sino al potere di Augusto. Passando in rassegna figure di donne storiche, mitiche e divine, ossequiose o ribelli che fossero alle regole giuridiche e alle pratiche sociali, fra conquiste femminili e reazioni maschili.

187 pages, Paperback

First published January 1, 1996

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About the author

Eva Cantarella

73 books137 followers
Eva Cantarella (born 1936 in Rome) is an Italian classicist. She is professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, and has served as Dean of the Law School at the University of Camerino.

Cantarella is known for examining ancient law by relating it to modern legal issues through law and society perspective. She has researched subjects involving the legal and social history of sexuality, women's conditions, criminal law and capital punishment.

She has written many books, which have been translated into several languages, including English, French, German and Spanish. Cantarella is also editor of Dike - International Journal of Greek Law and a member of several editorial boards such as Apollo - Bollettino dei Musei provinciali del Salernitano; Dioniso; Crime, Histoire et Societés; Revista des estudios latinos; and CADMO - Revista de História Antiga (University of Lisbon).

Cantarella has been professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, Italy. She has been dean of the Law School of the University of Camerino. She has also taught and given lectures at many universities in Europe and the United States. She has been appointed Global Professor at New York University School of Law.

She was awarded the Grand Officer of the Order of Merit of the Italian Republic in 2002 by President Ciampi.

***

Roma 28 novembre 1936. Grecista. Laureata in Legge, specializzata a Berkeley (Usa) e Heidelberg (Germania). Figlia del grande grecista Raffaele. «Fin da bambina amavo il mondo greco, perché in casa sentivo parlare di personaggi mitologi, dell’Odissea... Ma all’Università mi rifiutai di iscrivermi alla facoltà dove insegnava mio padre. Mi imbarazzava l’idea di essere la figlia del Professore. Così studiai Legge, laureandomi con una tesi sul diritto romano antico e poi dedicandomi, per conto mio, al diritto greco».
Insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco alla Statale di Milano. Ha insegnato anche a Austin e alla New York City University.
Nel 2002 fu nominata da Ciampi Grand’Ufficiale della Repubblica. L’anno successivo vinse il premio Bagutta con il libro Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto.
Ha dedicato una parte dei suoi studi alle donne dell’antichità (per esempio Tacita muta, la donna nella città antica, Editori Riuniti, e Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia, Feltrinelli) e sull’erotismo nell’antichità (La bisessualità nel mondo antico, Editori riuniti). Bei saggi su Pompei: Pompei. I volti dell’amore (Mondadori), e Un giorno a Pompei (Electa) e il suo ultimo libro Pompei è viva (Feltrinelli 2013).
Nel 2008 tra coloro che raccolsero l’appello di Angelo D’Orsi per mostrare solidarietà ai 67 docenti di fisica della Sapienza una cui lettera aveva fatto saltare l’invito a Benedetto XVI per l’inaugurazione dell’anno accademico (vedi Marcello Cini).
Femminista della prima ora, comunista, in prima linea nelle battaglie per divorzio e aborto. «Non sono contraria a scendere in piazza. In una fase in cui siamo tutti incatenati agli schermi, la parola pubblica sarebbe la vera novità» (a Maria Laura Rodotà nel 2009) [Corriere della Sera, 15/9/2009]

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Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Arybo ✨.
1,468 reviews176 followers
October 2, 2018
Come scrisse Moses Finley, i romani, non indicando le donne con il prenome, volevano mandare un messaggio: che la donna non era e non doveva essere un individuo, ma solo una frazione passiva e anonima di un gruppo familiare. Una frazione passiva e anonima che, essendo la sua destinazione quella di moglie (di un marito non da lei scelto) e di madre (di figli sui quali non avrebbe avuto alcun potere), non v'era ragione di individuare e conoscere come singolo, specifico e irripetibile essere umano.

Eva Cantarella indaga il ruolo della donna nel mondo romano, basandosi su casi giuridici e leggi, arricchendo il tutto con interessanti narrazioni di fatti realmente accaduti (o così ritenuti tali dagli scrittori che li hanno tramandati) inerenti a donne, sposate o meno.
Si inizia con l’età arcaica: la donna deve essere silenziosa e accettare tutto ciò che l’uomo dice, perché se parlasse farebbe casini. Immagine simbolo di questo periodo è la dea Tacita Muta, che ammonisce le donne al silenzio e alla rassegnazione. Accanto a lei, fanno da modello Lucrezia e le figure femminili che sacrificano la vita piuttosto che perdere la castità. Perché la castità è una delle caratteristiche fondamentali della donna rispettabile, insieme alla pietà e alla modestia.
Le cose cambiano andando avanti nel tempo: le donne iniziano ad avere un “ruolo” maggiore nella vita della famiglia. Ancora non hanno l’opportunità di mettere le mani sul patrimonio, ma hanno un importante spazio nella crescita e nella costituzione del futuro cittadino romano, dovendo educare i figli. In questo modo, nonostante non abbiamo tante libertà, le donne romane pensano di avere almeno una qualche utilità alla società. È per questo che non esistono vere e proprie “ribellioni” da parte della compagine femminile. Le donne accettano il loro ruolo perché sono abituate a pensare secondo i canoni maschili dell’età antica, scegliendo di migliorare al massimo le proprie condizioni, non alternandole indelebilmente.
Passando al I secolo a.C. le donne “acquistano” maggiori libertà: a causa delle guerre gli uomini sono spesso lontani da casa, muoiono, non sono presenti nel nucleo familiare. È così che le donne entrano nei meccanismi testamentari, diventano più forti nel ruolo di “padrone” di casa, spesso devono far fronte alle difficoltà da sole, mentre i mariti o i padri sono distanti.
Nello stesso momento, anche i costumi cambiano: Ortensia, per esempio, è famosa per essere stata un avvocato donna. Mi spiego meglio: vedendo che un numero alto di donne sarebbe stato tassato a causa della guerra, lei prese le difese di questo gruppo di matrone, dimostrando che solo coloro che partecipavano alla cosa pubblica dovevano pagare le tasse. In questo caso le donne si sono unite non per rivendicare dei diritti, ma per avere delle esenzioni. Non si può quindi parlare di vero e proprio atto femminista, come può essere considerata la propaganda di inizio novecento portata avanti dalle donne inglesi (le famosissime suffragette), le quali chiedevano diritti e riconoscimenti, non semplici esenzioni da tasse.

In questa disanima del ruolo della donna nell’antica Roma, Eva Cantarella inserisce interessantissimi aneddoti su donne vere che hanno lasciato un segno nella cultura e nella letteratura latine. È un esempio Lesbia, ovvero Clodia, amata alla follia da Catullo e ben presto descritta come degenerata e lussuriosa da Cicerone. Il famoso avvocato riesce a far scagionare il proprio assistito, probabilmente colpevole, facendo diventare la donna l’accusata. Come? Diffamandola e descrivendola usando tutte le qualità che le donne NON dovevano avere. Non dovevano essere troppo belle, troppo attente al loro aspetto. Non dovevano essere troppo libere nei costumi, dovevano essere morigerate e mai parlare a sproposito. Non dovevano dimostrare di essere intelligenti o sarebbero parse superbe. Insomma, nella mentalità del I secolo ancora c’era l’immagine di Tacita Muta.

Altro interessante esempio è quello di Sulpicia, una poetessa che viveva all’epoca di Tibullo e le cui opere sono considerate ora parte del Corpus Tibullianus. Nei suoi componimenti poetici la donna descrive un amore libero, nato naturalmente, non imposto da nessuno. Fa scandalo, pensare che una donna possa scrivere qualcosa del genere durante l’antica Roma. Ci sono rimaste le sue poesie, solo perché lei scriveva sotto pseudonimo.

Tante donne, tante facce della femminilità: provocanti o sottomesse, le donne sono state considerate quasi sempre d’intralcio alla vita pubblica della Roma antica. Nel momento in cui le donne scoprono che determinati lavori tipicamente maschili non hanno divieti per il loro sesso, per esempio l’avvocatura, subito vengono fermate e schernite dagli uomini. Perdono la possibilità di andare al foro, dovendo recludersi a casa a filare la lana e a dare forma al futuro cittadino romano.

In poche pagine la Cantarella ci presenta un mondo complesso, fatto di leggi e consuetudini, in cui il matrimonio e la cura (intesa come tutorato) dei figli è nelle mani dei paterfamilias e dei maschi “di casa”, un mondo in cui le donne accettano e subiscono, oppure vengono tacciate di sconvenienza.

Un ottimo libro, un saggio molto approfondito sui vari temi che toccano il mondo femminile nell’antichità. Consigliato!
Profile Image for Zam.
23 reviews
August 19, 2016
" Passato prossimo ", di Eva Cantarella, è un saggio del 1996, di cui io avevo letto varie citazioni e riassunti in un libro per un esame universitario, "La donna romana " di F. Cenerini; il libro della Cantarella ha, infatti, come tematica principale quella della condizione sociale, economica e morale della donna romana, dalla fase arcaica all'era Augustea.

Una condizione, quella delle donne romane, basata, secondo i mos maiorum, la morale degli antichi, sul silenzio ( dimostrato con l'esempio di Tacita Muta, ninfa chiacchierona che, in quanto donna, aveva fatto un cattivo uso della parola ed era stata punita col mutismo ); sulla subordinazione femminile a quella maschile in tutti i campi.
Eppure, come mostra Cantarella nel suo saggio, percorrendo i secoli che seguono la fondazione di Roma, già da metà del II secolo avanti Cristo, la condizione economica delle donne romane è migliorata, portando a quella che è considerata l' ''emancipazione'' delle donne romane.

Saggio forse un po' acerbo nello stile, ma ottimo nella sostanza.
3 stelle e mezzo.
Profile Image for Asia Palladino.
52 reviews
February 17, 2024
Interessante e ben scritto. Una bella riflessione sul livello di emancipazione delle donne romane e su quanto di loro sopravvive nel nostro tempo.
Profile Image for Moyokoyani Armando.
33 reviews12 followers
November 6, 2008
Simplemente una maravilla; me atrevería sin problemas a poner a Eva Cantarella a la altura de Foucault; nos lleva en su libro a través de la historia romana, analizando el papel de la mujer desde la fundación y poco antes, hasta el gobierno de Tiberio y las leyes de Augusto, valiéndose de la historia personal de algunas mujeres, y analizando el contexto histórico, social y legal de la mujer en una época específica.

Sin dejar de lado la interpretación de los hechos, pero con una “objetividad” brutal, repleta de referentes históricos (lo que la diferencia de la gran mayoría de las autoras feministas), Cantarella analiza las causas de comportamientos y diálogos de personajes históricos, y nos regala una forma de entender la realidad histórica de la mujer romana muy superior a las interpretaciones que he encontrado en otros autores, que se valen de un orden de pensamiento moderno sin correlato con organización psicológica, social y legal de aquellas épocas.

De la traductora, ni qué decir, hace un espléndido trabajo; insertando algunas notas, ninguna de ellas fuera de lugar, en la que hace gala de sus conocimientos históricos más allá de la mera traducción. Excelentemente bien escrito, claro, ligero, interesante, objetivo, hermoso.

El segundo de los feminismos de editorial Cathedra que he tenido oportunidad de leer, y debo decir, la segunda maravilla, ha valido cada centavo de sus descomunales precios.
Profile Image for Mara.
353 reviews
March 11, 2011
Un libro interessante che descrive la condizione e l’ evoluzione della donna romana, dalla dea Tacita Muta degli albori delle civiltà romana fino all’ età imperiale. E’ scritto da un’autrice che ha la capacità di essere divulgatrice senza cadere nel banale romanzando la storia. Il libro ha diversi livelli di lettura, una ricca appendice di note e fonti ed una conclusione che lascia comunque spazio ad ulteriori riflessioni perché, come dice l’ autrice , “… le conclusioni vere sono quelle che ciascuno trae per suo conto. Un libro non ha una sola vita. Ne ha tante, quanti sono i suoi lettori, in ciascuno dei quali esso suscita risonanze diverse…”.
Profile Image for Ellie ^.^.
189 reviews6 followers
July 10, 2020
3.5

Era da molto tempo che volevo approcciarmi ai libri di questa studiosa italiana che si concentrano principalmente sulla cultura greca e latina, in varie sue sfaccettature e devo dire che non sono rimasta delusa
Questo libro é un vero e proprio saggio, abbastanza accademico, almeno per come l'ho vissuto io che sono abituata a leggere di questi temi in maniera più romanzata, quindi sono stata anche contenta di questa nuova esperienza di lettura, che non mi é affatto dispiaciuta
La Cantarella racconta la storia delle donne romane, partendo dalle origini, dal Regno di Romolo e anche prima, fino ad arrivare alle donne dell'epoca repubblicana, fermandosi con la salita al potere di Augusto, quindi il tramonto della Repubblica romana.
La parte interessante, oltre al racconto delle singole donne, i cui nomi sono rimasti nel tempo o per la loro estrema virtù o per la loro mancanza di virtù, é stato proprio lo studio della mentalità, della storia e dei motivi che hanno formato quella mentalità e come questa si sia modificata e perché. Ma soprattutto perché questi ideali sono sopravvissuti in modo quasi invariato, perché le donne non si sono veramente ribellate all'oppressione nei momenti in cui sembrava che ne potessero avere i mezzi.
Questo l'ha reso un libro pieno di spunti di riflessione oltre che un mezzo per conoscere la storia di Roma e dei suoi membri più celebri
La scrittura é scorrevole, e il saggio é breve, meno di 150, ma non per questo meno intenso. Comunque non lo consiglierei a qualcuno che non si é mai approcciato a queste tematiche o che non ha un minimo di base storica, non perché appunto sia difficile, ma perché si parla di tanti personaggi, di leggi, ci sono parole e tradizioni latine e in latino, che non sempre é facilissimo seguire. Anche io che penso di avere una discreta base in materia, in alcuni punti mi sono un po' persa.
Sicuramente leggerò altri titoli dell'autrice e lo consiglio molto a chi é interessato alle tematiche, non rimarrete delusi.
Profile Image for Hunterstillibero.It.
222 reviews4 followers
January 19, 2025
Un libro carino, ma per me non è stato emozionante. Sinceramente ho avuto difficoltà a finirlo malgrado fosse breve. Certe parti erano noiose poi si riaccendeva la scintilla e continuavo a leggere senza sosta fino alla prossima parte lenta. Ovviamente per me. L'ultima parte, quella delle riflessioni mi è piaciuta molto.
Profile Image for Nicola De Riggi.
16 reviews2 followers
January 25, 2021
Un saggio entusiasmante grazie al quale ho scoperto alcuni aspetti della cultura romana che ignoravo.
Ricco l’apparato di note per chi vuole approfondire maggiormente l’argomento.
Profile Image for fla :).
44 reviews1 follower
August 12, 2022
interessanti le storie che racconta, ma non mi è piaciuto molto perché non amo i saggi.
Profile Image for Oriana.
22 reviews2 followers
July 12, 2017
Desde que he empezado a redactar mi TFG he encontrado material muy interesante y este libro es un ejemplo. Totalmente recomendable aunque el lector no sea jurista.
Profile Image for kero17.exe.
94 reviews27 followers
January 21, 2022
(ITA) rilettura per l'università, e gli alzo il voto a 5★ - chissà se in sei anni sono diventata più saggia (no) o semplicemente ora non leggendolo per "studiare" l'ho apprezzato di più. Spam Eva Cantarella nel dubbio
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