Sono passati otto anni da quando Elia e Chiara si sono conosciuti ed è stata una vera e propria agnizione, uno di quegli incontri che sigilla il cuore e strega il destino.
- Non devi farti idee su di me – lo avvisò. - Quali idee? - - Idee romantiche - - Mai avuto idee romantiche su di te – mentì lui. - Che balla - - Avevo, e ho, idee erotiche su di te - - Sono stata sposata con un attore: o menti come si deve o lasci perdere - - Facciamo così, – propose lui sempre ridendo – stessa regola per entrambi: niente programmi oltre le dodici ore - - Hai intenzione di provare a sedurmi? - il buio aiutava parecchio. - Non nelle prossime dodici ore - - Quindi non è un'erezione quella che sento contro la mia schiena... - - No, quella è un'erezione... devi solo non farci caso... - - Tu non ci fai caso? - si voltò per guardarlo anche se sapeva che non avrebbe visto niente, sentì però il suo fiato più vicino, lo sentì sulla punta del naso e sulle labbra. - Non dico che sia facile, ma ho dovuto farci l'abitudine, perché non sono ancora riuscito a far capire al tizio che tengo nelle mutande che non deve drizzarsi tutte le volte che ti vedo... o ti penso... - - Io sono troppo depressa per provare desiderio sessuale – gli confessò in quel buio che rendeva tutto quasi facile. - Lo so. Passerà... la depressione, intendo - Il vento ululò tra i rami una sorta di richiamo, si udì la porta del rifugio sbattere. - In montagna si va a letto presto – disse Elia spostandosi di più verso di lei. - Sono le nove e mezza, se pensi che possa addormentarmi adesso, devi essere ubriaco - - Scommettiamo? - Chiara non rispose perché, per la prima volta dopo la morte di Lorenzo aveva sonno senza pillole.
"Endorfine" segue in ordine cronologico le vicende narrate in "Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina", le due storie possono però essere lette separatamente.
Chiara per chi ha letto Re Artu Ginevra Coso e la sgualdrina già l’ha conosciuta perché è la figlia ventenne di Anna e Vittorio quindi prima di leggere endorfine è bene leggere prima Re Artù. Elia è un medico trentottenne ma quando lo conosciamo ha 29 anni appena conosce Chiara ne rimane profondamente innamorato tanto da non poterla più cancellare , in questo libro sono passati 8 anni Elia è ancora profondamente innamorato di lei . Mi sono emozionata tantissimo con endorfine per vari motivi , questo libro mi ha suscitato emozioni contrastanti dispiacere e dolore per quello che era successo , tenerezza verso Chiara e ammirazione verso Elia perché difficilmente si legge un uomo profondamente innamorato che aspetta la sua donna per anni . Consiglio di leggerlo per me sono ⭐️⭐️⭐️⭐️
La storia è quella di Chiara ed Elia. La storia di un raro amore che nasce da un unico sguardo, momento, un bacio e da li si e’ legati per la vita. Vita che si diverte a giocare con i loro destini, che li riavvicina dopo otto anni nei quali neanche un oceano e’ riuscito a cancellare questo sentimento. Sara’ la dolce tenacia di Elia che fara’ si che questi destini possano congiungersi Brava Rebecca
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Chiara ha vissuto il matrimonio dei suoi genitori come una colpa, ha capito fin da bambina che per far funzionare un rapporto è necessario innanzitutto averne la volontà e che questo richiede impegno. La vita però non sempre segue il percorso che ci si aspetta e a volte succedono cose che stravolgono completamente tutto.
Chiara è depressa, ha un senso di colpa enorme e non riesce più a dormire. Deve però occuparsi di sua figlia Olivia, e quindi cerca l’aiuto dei suoi genitori per provare a dormire un pochino, anche in maniera “chimica”. I genitori però, oltre a occuparsi qualche volta di Olivia, contattano Elia, medico tornato da poco dall’America e che per la ragazza prova un sentimento profondo.
Bellissima anche questa storia, che parla di seconde possibilità pur abbassando l’età dei protagonisti.
Ho adorato la coppia, insieme perfetta, ho apprezzato però ancor di più il non aver snaturato o reso meno interessante Coso (che non specifico meglio chi sia per non fare spoiler). Un’accortezza giusta, che ha anche dato senso alla depressione di Chiara. ... continua sul blog
Questa donna scrive benissimo, ha un modo di fare davvero coinvolgente e ha un vocabolario davvero vario e istruito, da brava ignorantina quale sono ogni tanto mi devo andare a cercare alcune parole, non lo dico per criticarla, anzi, fa davvero piacere scoprire cose nuove, non si finisce mai di imparare. Purtroppo ho iniziato col secondo libro, non sapevo ci fosse un racconto sui nonni di Olivia e quando l’ho scoperto ormai ero già troppo coinvolta e non ce l’ho fatta a lasciarlo da parte e quindi adesso mi precipito subito a leggere il libro precedente. Ahhh vi ho già detto che adoro i personaggi maschili della cara Rebecca???
Dopo le prime pagine del romanzo ero profondamente arrabbiata con l'autrice, masul serio eh, senza scherzi! Ero strasicura che la mia valutazione sarebbe stata bassa perché non si giocano brutti tiri alle lettrici, ma poi, pian pianino ho capito che anche stavolta avrei ceduto. Sì perché la Quasi ci mette davanti a una storia reale, che come tale deve essere letta. Durante la vita, purtroppo, accadono seri incidenti di percorso e l'insegnamento che ho tratto alla fine del libro é che LA VITA CONTINUA... bisogna solo prenderne coscienza e accettare le piccole gioie che ancora può donare.
Ormai sono giorni che recupero tutti i suoi libri. Questo che si presenta come un seguito di re Artù Ginevra... mi ha incuriosito tanto, le aspettative poi erano elevate in quanto Eli mi era piaciuto tantissimo nel primo libro. Sono stata soddisfatta, ma re Artù e Ginevra hanno una marcia in più.
Dopo aver finito Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina (recensito da Fabiana) mi sono immediatamente tuffata dentro il libro Endorfine. Quando scopro che un autrice ha scritto un altro libro su un altro personaggio legato alla storia che ho appena finito e che volente o nolente ho imparato a amare corro subito ad iniziarlo. Come in questo caso. La Quasi ha quel dono di creare dei personaggi a cui sembra dare un anima. Riesce a renderli reali, nonostante siano disarmanti e alle volte un po' strani e quasi surreali, ma profondamente caratterizzati. Così unici che non si può fare a meno di provare affetto per loro e non vorresti lasciarli scivolare via al termine della storia. Esattamente come è successo con la storia di Chiara e Elia. Un amore mai iniziato in Re Artù.... Un riconoscere al primo sguardo la tua metà, la tua anima gemella quella che conosci la sua anima intimamente. Il loro è un amore unico ma anche un amore impossibile a cui dare spazio. Puoi solo dargli il cuore e l'anima. Ma l'esistenza quella dovrà essere vissuta separata, ognuno per conto proprio. Le decisioni sono prese e bisogna tenerne fede.
Prima di procedere a svegliarla con la mistura che aveva preparato e posato sul comodino, si concesse il lusso di guardarla. Non era cambiato niente. In otto anni non era cambiato niente. Non averla più vista, non averle più parlato, essere andato a vivere dall'altra parte del mondo (appunto per non vederla e parlarle neanche per sbaglio) non era servito a niente. Come se quegli otto anni non fossero mai passati.
Un amore impossibile da contrastare. Si può far finta di ignorare, archiviarlo a doppia mandata in una parte del cuore, ma non si può in alcun modo uccidere. Niente ne gli ostacoli, ne la distanza, ne il tempo. Niente e nessuno. Ma poi il destino ci mette lo zampino. Ed tutto cambia.
Leggendo l'estratto della trama è chiaro che non ci sia più nulla o nessuno che possa tenerli separati. Tranne Chiara stessa. Lei con i suoi sensi di colpa e la sua testardaggine che lavora a oltranza e le rema contro. Con il reale pericolo di rovinare soprattutto una nuova possibilità di un happy ending che questa coppia merita più che mai.
Sai Chiara... - continuò lui - se ci avessero fatto scegliere avrei preso il posto di Lorenzo, te lo giuro, tanto ero già mezzo morto. Chiara si voltò a guardarlo, le lacrime scendevano senza inibizione, le solcavano le guance, le rigavano il collo, mute come suore di clausura. - Ma non hanno fatto sondaggi, è capitato così e basta– concluse Elia.
Elia e Chiara hanno saputo darmi delle bellissime emozioni con questo loro immenso amore. Per non parlare della piccola Oliva che mi ha letteralmente conquistata facendomi sciogliere e stringere il cuore per la tenerezza. Ma la piccolina ha un caratterino così Intrepido che è riuscita a farmi ridere di cuore per quasi un capitolo.
Chiara impiegò qualche secondo a capire che Elia la stava baciando, non che fosse così tonta, ma proprio non se lo aspettava; prima, quindi, s'adeguò al bacio, e solo dopo vi partecipò con tutto l'ardore trattenuto e messo via negli anni passati; lasciò cadere nel lavandino il pomodoro che aveva in mano e lo toccò a sua volta, prima le spalle larghe e poi il collo e infine il viso e la nuca. E toccarlo era come bere, respirare, dormire e saziarsi tutto insieme.
La Quasi capacità di miscelare il sarcasmo l'ironia e pathos in modo assolutamente straordinario. Uno stile che riscontro anche negli storici e in ogni suo libro. Come un marchio di fabbrica. E che io adoro! Poi il ritrovare tutti i precedenti personaggi dopo tutte le loro vicissitudini passate non può che ingolosire di più e rendere impossibile resistere alla bellissima lettura di Endorfine.
Probabilmente questo è il mio libro preferito di Rebecca Quasi, un libro che bramavo prima ancora di sapere della sua esistenza. Si tratta infatti del sequel diretto di "Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina" e lo volevo fin da quando è entrato in scena Elia. Elia è un medico, è un uomo positivo, paziente, spiritoso, altruista, intraprendente. E naturalmente trova il modo per arrivare a conquistare la sua bella. Come sempre in Rebecca Quasi si soffre assai ma è capace anche di regalare molta gioia. Una delle cose che più amo di questa scrittrice è il senso di pace e di speranza che ti regala ad ogni lettura. Ogni storia è un concentrato di dolcezza, ma anche di passione e non si resta quasi mai delusi. E poi niente Elia *sospira* Elia è tanta roba.
Dopo aver letto Re Artù, Ginevra, Coso e la Sgualdrina non potevo non lanciarmi subito anche in questa lettura. E’ il turno di Chiara, la figlia di Vittorio ed Anna. L’abbiamo lasciata sposata con Lorenzo -Coso- e in attesa di un figlio. Ma che qualche cosa sarebbe successa lo si annusava già. Quando Chiara ed Elia si sono incontrati per la prima volta si sono riconosciuti, c’è stata l’agnizione che in qualche modo li ha legati. Ma Chiara stava con Lorenzo, era innamorata di Lorenzo ed aveva accettato di sposarlo e non ha dato modo a quel sentimento di provare a sbocciare. Ha allontanato Elia che a sua volta ha messo un oceano tra di loro trasferendosi a New York. Sono passati otto anni, Chiara ha una figlia di sei anni, Olivia, come la moglie di Braccio di Ferro, ed e’ vedova da nove mesi. Lorenzo e’ morto all’improvviso, una sera mentre era in tourne’, da solo, nella sua camera d’albergo, senza che nessuno se ne sia potuto accorgere o abbia potuto fare in tempo a chiamare i soccorsi. Chiara soffre di depressione, non dorme più, nel week-end, quando Olivia sta con i nonni s’imbottisce di sonniferi per recuperare un po’ del sonno perduto. Ma Elia è ritornato, chiamato da Anna con cui è rimasto in ottimi rapporti dopo essere stato il medico di Vittorio otto anni prima. Elia che la ama da otto anni, Elia che non ha voluto che Anna e Vittorio gli raccontassero nulla della vita che stava conducendo Chiara, Elia che si era nascosto in chiesa per vederla sposarsi con Lorenzo, Elia che le e’ fedele da otto anni.
Un libro diverso rispetto al precedente, il tema di fondo e’ meno leggero, anche se non e’ assolutamente narrato in maniera pesante. La scrittura è sempre scorrevole e a tratti ironica, una caratteristica di questa autrice che mi piace molto. Pur sapendo che tra Chiara ed Elia qualcosa, date le premesse del libro precedente, sarebbe successo, non mi aspettavo l’uscita di scena di Lorenzo/Coso in n questo modo e mi e’ dispiaciuto tantissimo, mi piaceva molto il suo personaggio, anche se forse per far funzionare la storia era l’unica soluzione possibile sigh…. Elia è un personaggio meraviglioso, nella realtà col cavolo che esiste un uomo così. Sono entrata in sintonia anche con il personaggio di Chiara, la sua sofferenza, il senso di colpa, il non voler più essere felice … insomma elaborare una perdita non e’ semplice e ho sofferto tanto col suo personaggio. Vittorio si conferma sempre fantastico, le sue uscite e il suo modo ironico di rispondere e fare battute mi hanno fatto sorridere ancora. Ma una menzione speciale va alla piccola Olivia, un personaggio adorabile, quanta tenerezza e saggezza racchiusa in questa bambina. E poi Matilde, la suocera di Chiara e mamma di Lorenzo, una donna meravigliosa, con la sua saggezza e lei manie religiose mi ha conquistata. Un bel libro che consiglio. Io sicuramente leggerò altro di quest’autrice il cui stile mi ha conquistata.
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Avevo letto Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina anni fa e poi non avevo letto questo sequel (che può essere letto tranquillamente da solo). Endorfine si svolge 8 anni dopo e ritroviamo Chiara, la figlia di Vittorio e Anna, madre e vedova. Lorenzo è morto da quasi un anno a causa di un ictus e Chiara è ormai depressa. Riceve tutto l'aiuto dalla sua famiglia ma Anna capisce che c'è bisogno di una scossa. Ed ecco ricomparire il dott. Elia Martinelli, che otto anni prima si era follemente innamorato di Chiara ma si era fatto da parte ed era partito per gli USA. Anna sapeva dei suoi sentimenti e sapeva anche che la figlia era molto combattuta, ma era rimasta leale al fidanzato. Grazie alla nipote Olivia, Anna riesce a farli rincontrare e i sentimenti che erano solo assopiti, riesplodono prepotenti. Ma Elia dovrà sudare le proverbiali sette camicie per conquistare finalmente Chiara ed avere il lieto fine che si meritano.
Quando leggo un libro della Quasi so già che mi piacerà e infatti anche questo mi ha conquistata. Per una semplice ragione: i personaggi sono persone comuni, tutti noi potremmo facilmente identificarci con loro. Niente miliardari dai lavori top secret, niente nobili, niente ganster, niente fanciulle indifese o rincretinite. Elia e Chiara sono tra noi: due persone che hanno sofferto, che si sono sacrificate ma che hanno voglia di essere felici. Elia ha una pazienza enorme, a volte Chiara è davvero esasperante. Mi è piaciuto molto ritrovare Vittorio e Anna e conoscere Tommaso e Olivia. Tullio merita una storia tutta sua.
Libro davvero scorrevole che si legge in qualche ora. Consigliato.
Endorfine è il seguito di Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina, che vede come protagonista Chiara, la figlia di Vittorio e Anna, nonché la sgualdrina del primo volume. Alla fine di questo, infatti, la giovane aveva sposato Lorenzo, da cui poi aveva avuto una figlia. Da allora Lorenzo è morto, cosa che mi è dispiaciuta molto devo dire, e Chiara si ritrova ad essere una giovanissima vedova che si ritroverà davanti Elia, il medico dei suoi genitori che era scappato in America e che ora è ritornato, pronto tra l’altro conquistarla.
Devo dire che Elia mi è piaciuto davvero tantissimo come personaggio, dolce ma anche caparbio al punto giusto. Chiara, invece, l’ho sopportata un po’ meno, l’ho trovata troppo testarda (anche se non c’è da stupirsi, dati i genitori…). Certo che è impossibile non entrare in empatia con lei e non soffrire e gioire con lei ad ogni minima pagina, dato tutto ciò che le è successo nella vita. Olivia, sua figlia, poi, è una bambina fantastica, un piccolo genio tutto pepe che uno vorrebbe solo strapazzare di baci.
Nel complesso una storia davvero molto bella ed estremamente emozionante. Quasi mi spiaccio di aver aspettato così tanto a leggerla.
Sequel di Re Artù, Ginevra, Coso e la sguladrina. Questo è il libro della sgualdrina. Ritroviamo Chiara sei anni dopo. Coso è morto a causa di un ictus e Chiara arranca con difficoltà con sua figlia Olivia. Dopo sei anni Elia, il dottore che poteva smuovere tutto ma non l’ha fatto, torna da New York e sa che lei è sempre quella giusta. La sua persona. Ma prima deve guarirla. Per farle passare la depressione comincia a farle produrre endorfine facendola sudare. Tra corse e arrampicate in montagna Chiara comincerà a stare meglio. Il senso di colpa è sempre più forte man mano che si avvicina ad Elia, ma meglio convivere con il senso di colpa o la sua assenza?
Qualche battuta che fa ridere Scrittura sempre buona e capitoli corti fanno leggere anche questo libro velocemente. Ma? Qui ho un ma Ho sofferto di depressione per cui so di cosa parlo aimeh. Fosse così facile farla passare. Un po’ di esercizio fisico e tutto migliora. No, non funziona così. Magari
A parte questo mi è piaciuto il rapporto con la mamma di Coso. L’affetto che resta nella perdita. Ciò che avvicina o che può portare lontano km nonostante si abiti accanto.
Un libro che va preso per quello che è. Una storia d’amore con della sofferenza da contorno.
Un ennesimo capolavoro di Rebecca, ormai non mi stupisco più della sua bravura e continuo a leggere le sue storie perché sono gioia... allo stato puro. Per fortuna i suoi libri sono tanti e spero che continui a scrivere nel tempo... i suoi dialoghi frizzanti con un'ironia così brillante e che dire dei bimbi intelligenti e così irriverenti nelle sue storie... qua Olivia e per non parlare di Tommaso sono il top. Per ultimo come ciliegina sulla torta c'è il protagonista maschile, il gigante buono nonché l'uomo che quando ama veramente lo fa a 360 gradi senza se e senza ma... mi sono innamorata ma purtroppo non corrisposta di Elia. Il suo cuore purtroppo è da 8 anni e 12 ore della fortunatissima ma caparbia Chiara. Complimenti Rebecca! 👏🏻
Terminata la carrellata di Rebecca Quasi, e sia chiaro, solo perchè non ho trovato altri libri scritti da lei. Mi ha a dir poco entusiasmato. Non c'è sentimento e comportamento umano che non abbia scandagliato. Che l'abbia fatto con atteggiamento profondo o lieve è risultata sempre e comunque efficace e mai banale. Leggete i suoi libri, trascorrerete delle piacevoli ore.
In questa storia c’è tutto: sentimento, positività, speranza, personaggi di spessore, dialoghi serrati e, marchio dei libri di questa autrice, un’ironia sottile che ruba sorrisi. Letto tutto d’un fiato e apprezzato.
degna conclusione di un primo volume da ricordare. Forse non memorabile e originale come il precedente, ma sempre toccante, divertente e divinamente scritto. i dialoghi della Quasi sono piccole sceneggiature, ma uscite dalla penna di quelli bravi!
Si può resistere e superare un dolore? Rebecca in questa storia va oltre per inoltrarsi in una prova di rinascita e fiducia che davvero commuove. Un libro da leggere assolutamente.