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386 pages, Hardcover
First published January 1, 2007


Ma Yirmy insiste. Quell'episodio (la morte del filgio) nasconde qualcosa di molto profondo, che va al di là delle motivazioni personali.
Non c'è dubbio che se un soldato israeliano prende possesso di una casa e ne terrorizza gli abitanti esponendosi poi a un rischio improvviso solo per restituire un secchio pulito, di fatto non fa che continuare a umiliarli.
Non cerco nemmeno di capire cosa tu voglia dire.
E ovvio che non capisci, e probabilmente non capirai mai. Yirmy parla a bassa voce ma dentro di sé è sconvolto.
- Gli ebrei, a dispetto di tutta la loro intelligenza, non riescono proprio a comprendere come gli altri li vedono. Io sto parlando di quelli che non sono davvero come noi, e non lo saranno mai. E invece bisognerebbe fare uno sforzo per capire, ad esempio, il motivo per cui quel palestinese al quale avevo consegnato una bella somma di denaro per raccontarmi cos'era successo la notte in cui Eyal è rimasto ucciso, non sembrava impressionato dal suo gesto. Si è intascato i soldi e se n'è andato senza dire una parola di ringraziamento, di cordoglio, o di elogio per il riguardo mostrato da mio figlio, per la sua buona educazione. E io, come un demente ossessionato, non riuscivo a capacitarmi di tanta indifferenza.
Io? Neanche per sogno. È vero che Shuli ti ha sempre voluto un gran bene anche se eri una ragazzina insopportabile, la seguivi dappertutto ed entravi in camera sua senza bussare. Ma perché io dovrei ricordarmi di te? Sono qui per dimenticare, non per ricordare.
Ma che dici? - domanda Daniela sconcertata.
Lo sai benissimo. Non sono qui solo per risparmiare, ma anche per dimenticare lui e tutti quelli che me lo ricordano.
Dimenticare Eyal? Com'è possibile?
È possibile... perché no? In fondo lui non c'è piú, e io non sono ancora diventato un sudanese che crede negli spiriti.
Ma perché parli di spiriti? Sarebbe questo l'unico modo di mantenere il suo ricordo? Il ricordo è finito. Ho smesso di pensare a Eyal e alla sua morte. Non ti puoi nemmeno immaginare le ricerche che ho fatto, quanto ho imparato sulla dinamica dell'incidente. Ma la mia responsabilità è finita. E se il nostro Eyal anche vostro, perché no?, anche voi gli volevate molto bene dopotutto, se per caso questo ragazzo resuscitasse, credimi, gli direi: complimenti per essere riuscito a tornare in un mondo che non ha avuto pietà di te, caro mio, e dove sei stato ucciso per sbaglio da due colpi sparati con precisione. Però anche se ti voglio tanto bene, adesso devi avere tu pietà di me e cercarti un altro padre.
Ma stai male? - mormora Daniela. - Cosa stai dicendo?
Perché no? Ho superato i settanta, e non mi è rimasto molto da vivere.
Allora, sorellina, dice lui tamburellando con le dita sul volante con aria compiaciuta, siamo sulla strada giusta. E intanto non hai altra scelta che ascoltare in breve quello
che penso dei profeti e capirai perché i loro brani lirici, che dovrebbero risvegliare ammirazione, mi fanno ribollire il sangue. In fondo gente come me, laica, pigra, che di solito parla con grande stima dei profeti, non è che li legga veramen te. Ricorda un bel versetto, un brano che magari è stato mes. so in musica a proposito di spade trasformate in vomeri. Attacca i religiosi in nome dell'etica dei profeti, parla di giustizia universale, di coraggio, di anticonformismo, senza verificare per quale motivo gli Elia e i suoi consimili siano animati da tanto coraggio e dove conduca quel loro anticonformismo. Se lo facessero, scoprirebbero che tutto si ripete e non si fa che battere sullo stesso chiodo. Di chi è la giustizia di cui parlano? Chi se ne fa garante? E una giustizia universale oppure del solo Dio d'Israele, confezionata in un pacchetto che impone anche fedeltà nei Suoi confronti? E infatti poi si scopre che questa giustizia è subordinata alla fedeltà del popolo verso Dio, e l'ira dei profeti non si risveglia per questioni riguardanti vedove e orfani ma perché Dio, che di fatto è una specie di marito folle, geloso di un'unica donna della quale si è perdutamente invaghito nel deserto e che continua a tormentare con i suoi dettami, è stato tradito. Il grande dramma sociale si rivela essere semplice gelosia. Ma siccome il linguaggio è ricercato e l'eloquenza incanta, non si fa caso a ciò che è scritto fra le righe. - E cosa è scritto fra le righe? - Daniela si è tolta le scarpe, ha spostato il sedile all'indietro e ora i suoi piedi sollevati quasi toccano il parabrezza.
Fra le righe, e nelle righe. Morte, rovina, esilio, castigo e ancora castigo, distruzione, epidemie e carestie. La fame spinge il popolo a mangiare i neonati