Anatol, la voce che parla in questo libro, è una mente che si racconta. Non accumula episodi. Disegna i tratti sghembi di un personaggio che ormai «un numero incredibilmente piccolo di individui» conosce: il filosofo. Come apparirà? «Pacifico, con l’aria di un conciapelli in vacanza ... eppure i segreti del mondo passano per le sue mani». Subito l’aria trema di un sarcasmo violento. Questo filosofo è quanto di meno conciliante possiamo immaginare. Con lui torniamo a sentire «quel che di cupo e fatale c’è in fondo a ogni idea». Quale funzione si attribuisce? Riscrivere Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer, «senza cambiarne una riga», con un solo corollario: che il mondo è rappresentazione di una rappresentazione. «Riteneva che era più esaltante ridire che inventare». Però, se vogliamo sentire qualcosa che ci fa sussultare per la sua novità, a proposito di parole abusate o impossibili come tecnica o bello o bene, apriamo le pagine di questo libro... E ricordiamo: «La filosofia genera mostri e non toilettes de circonstance».
Manlio Sgalambro (Italian pronunciation: [ˈmanljo zɡaˈlambro]; 9 December 1924 – 6 March 2014) was an Italian philosopher, poet and writer, born in Lentini, Sicily. He often collaorated with singer-songwriter Franco Battiato.
"Questo è conoscere! Non donarsi alla rossa, carnosa vita, al sole che inonda il mattino dei giorni. No, non è votarsi a questo ubriacante spettacolo, ma incontrare le cose al momento in cui esse si spengono urlando. Quel balenio finale, nel quale tutta la luce residua si raccoglie." (p. 93)