Luciano ha un ultimatum dal suo nuovo datore di smetterla coi ritardi, pena il licenziamento per giusta causa. Peccato che la superstrada per arrivare in ditta sia interrotta da un cantiere che ne rallenta drasticamente la circolazione. Il caldo soffocante di un classico luglio brianzolo e i litigi con la sua compagna rendono tutto più complicato, al punto che Luciano si avvicina pian piano al punto di rottura. La possibile soluzione è rappresentata da una strada secondaria, situata nel paese di Bulciate Morgora, talmente anonimo e insignificante da essere sconosciuto ai più. Dopo anni di inagibilità la rampa d'accesso per Bulciate è stata momentaneamente riaperta in seguito ai lavori sulla superstrada, ma nessuno pare volerne usufruire. Luciano, esasperato dall'ennesima mattinata trascorsa nel traffico, decide di provare quel percorso alternativo.
Ma dove porta realmente l'altra strada? Cosa troverà oltre il tunnel situato sotto il cavalcavia ferroviario di una tratta che nessuno pare più utilizzare dagli anni '70? Cosa o chi ha causato il progressivo isolamento di Bulciate Morgora? Perché qualcuno ha scritto la parola "Sheol" all'uscita del tunnel, coprendo il cartello segnaletico del piccolo paese della Bassa Brianza?
Luciano è pronto a provare sulla sua pelle il vero significato del proverbio "Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova."
Un nuovo racconto autoconclusivo del ciclo narrativo "Italia Doppelganger" ( tra atmosfere horror e new weird.
Un grande ritorno di Girola al suo ciclo "Italia Doppelganger" e a quei luoghi dove due differenti realtà sono separate da una tenue cortina. Questa volta il protagonista, stressato dal traffico e dal lavoro, imbocca "l'altra strada" per cercare di arrivare al lavoro in orario e si ritrova in un mondo totalmente differente. "Ci sono troppe cose che escono dai binari della normalità, e lui ha un background culturale che lo sta mettendo in allerta": come in "Milano Doppelganger" abbiamo il piacere di esplorare l'inframondo e incontrare i "doppelganger" ma, questa volta, grazie alla maggiore consapevolezza del protagonista, si riescono ad inquadrare meglio i particolari di questa diversa realtà e dell'organizzazione che mantiene il controllo dell'equilibrio tra i due mondi. Insomma si apre un possibile ampio scenario non dissimile da quello di "Mondo Delta" (cfr. "Il treno di Moebius") e nel quale non mi spiacerebbe tornare, prima o poi.
niente, nemmeno l'editing di Germano M. è riuscito a evitare una dozzina di refusi anche qui. Sul resto soprassiedo, sembra scritto da un ragazzino delle medie. Flussi di coscienza a tratti infantili e ridicoli. Ah, zero suspense e ansia non pervenuta.