Fair trade, ecovillaggi, transition towns, banche del tempo, slow è il vocabolario del consumo critico, in cui contano non solo il prezzo e la qualità dei prodotti ma anche il comportamento dei produttori e la sostenibilità ambientale e sociale della filiera produttiva. Una rivoluzione degli stili di vita, che può trasformare i processi decisionali promuovendo la capacità di creare nuovi legami di solidarietà dentro e fuori il mondo del lavoro.
Utile compendio, rovinato un po’ dalla riproposizione acritica delle ragioni di vari movimenti del mondo del consumo critico, che spaziano alle volte dal bonariamente ignorante all’assurdamente complottistico. Chiaro è che le ragioni dei movimenti non potevano esser tagliate fuori, però questo libro manca di contestualizzazione di alcuni movimenti e teorie. Risicato è anche il confronto tra le varie iniziative e movimenti, cercando di restituire un senso di unità e compattezza a una galassia variegata