Devo premettere che io sono abbastanza prevenuta quando si tratta di opere storiche, perchè sono una grandissima History Fag, specialmente per il periodo trattato.
Quindi, quando tutto l'asse portante della storia si è rivelato essere SPOILER la presunta origine ebraica di Hitler mi sono cascate un po' le palle. Questo rumor che Hitler avesse origini ebree era già di pubblico dominio e furono addirittura alcuni gerarchi nazisti a diffondere false notizie in merito (tra cui il nome del presunto nonno ebreo). Nella realtà Hitler non ebbe mai grosse conseguenze da queste teorie, pertanto i documenti che "proverebbero" tali origini sarebbero stati irrilevanti. Tezuka ha dimostrato in più punti di aver fatto ricerche approfondite in merito, mi stupisce che non fosse a conoscenza di questo dettaglio.
Questo detto, ho comunque cercato di ignorare questo particolare e concentrarmi solo sulla storia... e l'ho trovata molto noiosa. La storyline di Toge parte in modo interessante, per poi perdersi in una serie ripetitiva di inseguimenti dove il protagonista indaga, viene intercettato dalla Gestapo, affronta i tedeschi, viene quasi ucciso e viene salvato da uno sconosciuto di turno. Risulta estremamente ripetitivo, specialmente perchè per la maggior parte della trama vengono presentati sempre gli stessi concetti ripetuti allo sfinimento, poi all'improvviso nell'ultimo volume accadono tutti gli eventi che portano alla conclusione della storia.
Ah e il cattivo si chiama Lampada al Carburo.
Le storyline di Adolf Kaufmann, nazista (che tra l'altro ha un cognome tipicamente ebraico, il che rende ancora più ridicola la cosa) e Adolf Kamil, ebreo in Giappone sono molto più interessanti, peccato vengano relegate a pochi momenti episodici, il più delle volte irrilevanti alla loro trama.
La loro caratterizzazione ne risente molto rendendoli macchiette stereotipate (il piccolo nazista e il piccolo ebreo testardo) e demolendo il pathos che dovrebbe esserci nella loro rivalità finale. Peccato che questa rivalità sia stata sfoderata negli ultimissimi capitoli rendendo il finale molto meno drammatico.
E dire che c'erano diversi spunti di approfondimento, specialmente per il personaggio di Adolf K. che deve fare i conti con il suo sangue giapponese e il suo avere un amico ebreo di fronte alle teorie razziali tedesche. Diversi episodi sembrano pronti a far nascere delle occasioni di conflitto e crescita per il personaggio, ma vengono semplicemente abbandonati, rendendo l'evoluzione del personaggio priva di logica.
Adolf Kamil è forse la figura più interessante e più bistrattata dell'opera: uno dei pochi ebrei in Giappone, viene più che altro usato come espediente per dare un senso alla storia di Adolf K. nell'ultimo volume, di lui si sa poco se non forse che è stato inserito perchè "la storia dei 3 adolf" suonava meglio de "la storia dei 2 adolf".
Purtroppo tutta l'opera sembra una lunga serie di spunti interessanti, ma mai colti e la storia ne risente molto, creando una heist story piuttosto noiosa e banale.