Un affascinante romanzo di grande respiro, con al centro la vicenda dei merciai ambulanti del Trentino e del Veneto e quella dei Remondini, celebri stampatori, che coinvolge la grande e la piccola storia: i Gesuiti, la Spagna, Venezia, il Papa...
Habemus recensione! Questo libro è stato difficile da leggere nonostante abbia una piccola mole, ma è impegnativissimo dal punto di vista dei contenuti. Non sarà un saggio, ma a volte mi dà quell'impressione!
"Ma l'occhio familiare di chi ha trascorso un'intera esistenza all'ombra di quelle ripide pareti non può nutrire paura o angoscia per quella terra che, per quanto povera, è casa: e allora lo sguardo spazia, ad esplorare gli spicchi di cielo, su in alto, dove l'altopiano di Asiago da un lato, e le pareti verticali dell'inizio della Valsugana dall'altro, si protendono, quasi come eleganti terrazze erbose, per poi precipitare nel vuoto con canaloni e forre in cui rombano spumosi torrenti. Chi vive nella valle conosce i luoghi in cui il sole riesce ad arrivare, d'estate, a far maturare le scarse messi, e sa da quale punto esatto della maestosa ghiera di creste riusciranno i raggi invernali, per pochi istanti, a illuminare il fondovalle..." Con questa iniziale descrizione della Valsugana, mio luogo di dimora da anni, e di ciò che vedo ogni giorno dalla mia finestra, l'autore ha catturato subito il mio interesse per questo libro. Poi i personaggi dei perteganti tesini (mercanti girovaghi di stampe popolari) Sebastiano, Antonio e del burbero, ma sotto sotto tenero Grimo mi sono entrati nel cuore, per costruire una storia che avvince e incuriosisce, non solo perché parla delle nostre terre, ma anche perché nasconde trame, intrighi e misteri. Il tutto con sullo sfondo la celebre stamperia dei Remondini di Bassano del Grappa. Sicuramente il museo dedicato ai Remondini a Bassano e quello dei perteganti nel Tesino saranno meta di mie prossime visite.
Libro poco conosciuto, peccato perché i "perteganti" (i mercanti di stampe girovaghi che si aiutavano con una pertica, un bastone, lungo il cammino) hanno davvero tracciato la storia della città di Bassano del Grappa e sono delle figure da riscoprire. Trama davvero originale, a tratti fantasiosa, ma è pur sempre un romanzo. Avvincente la prima parte, forse un po' meno la seconda. I termini dialettali fanno parte di un mondo umile, popolano, che rispecchia le mille culture del nostro paese...forse alcune volte un po' difficile per i non veneti come me, ma piacevole (c'è comunque un piccolo glossario finale).