Il poema dell’acquaio è un’antologia che raccoglie poesie espressamente scelta dall’autore, a disegnare un movimentato “autoritratto”. Narrativa, ironica, fantastica, la poesia di Mircea Cărtărescu, sostenuta sul piano dello stile dalla mescolanza di registri e tecniche, dall’intertestualità e dall’inclusione di gerghi, linguaggi dei giornali o della televisione, trasfigura ogni più infimo e concreto dettaglio del reale in un elemento di un altro universo, dell’invisibile, del fantastico, del sogno, che diventa, grazie alla scrittura, più reale della miseria quotidiana. E ci fa scoprire tutta l’allucinante poesia contenuta nelle cose più trascurabili e comuni: il lavandino della cucina s’innamora d’una stella e lo confida ai barattoli di mostarda nella dispensa; la motocicletta parcheggiata accanto alla vetrina del negozio dove riparano televisori s’interroga sull’esistenza sotto la volta stellata; l’amore compare in tuta da sci, le biblioteche nazionali diventano chewing-gum.
Romanian poet, novelist, essayist and a professor at the University of Bucharest.
Born in Bucharest, he graduated from the University of Bucharest's Faculty of Letters, Department of Romanian Language And Literature, in 1980. Between 1980 and 1989 he worked as a Romanian language teacher, and then he worked at the Writers Union and as an editor at the Caiete Critice magazine. In 1991 he became a lecturer at the Chair of Romanian Literary History, part of the University of Bucharest Faculty of Letters. As of 2010, he is an associate professor. Between 1994-1995 he was a visiting lecturer at the University of Amsterdam.
Among his writings: "Nostalgia" (a full edition of the earlier published "Visul"), 1993, "Travesti" 1994, "Orbitor" 2001, "Enciclopedia zmeilor" ("The Encyclopedia of Dragons") 2002, "Pururi tânãr, înfãsurat în pixeli" ("Forever young, convolved in pixels") 2002, "De ce iubim femeile" bestseller ("Why do we love women") 2004.
Cărtărescu con il poema dell'acquaio sottopone già all'occhio del lettore i tratti distintivi del suo stile: sperimentalismo e surreale che ritroveremo anche nella prosa (Trilogia Abbacinante sempre nel cuore❤️) I componimenti in versi presentatici in quest'antologia - con testo a fronte e traduzione a cura del professor Bruno Mazzoni - sono un tripudio di intuizioni ardite e metafore inusitate; non troverete rime o assonanze, ma sono certa che resterete ammaliati dal suo poetare "alchemico" . Protagonista non sarà solo lo stesso Mircea Cărtărescu, ma l'amore inquadrato da una prospettiva inedita (la poesia che dà il titolo alla raccolta vede un acquaio\lavandino innamorarsi di una stella e confidarlo ai barattoli di mostarda) e si improvviseranno tali anche altri oggetti inanimati. Ovviamente non poteva mancare Bucarest: città che sotto l'egida di Ceauşescu e del comunismo opprime e censura, eppure ciò può essere arginato con la forza delle parole, strumento potente attraverso cui diffondere emozioni, e un pizzico di ironia.
[...] era arrivato il tempo dell'amore, la fine del mondo. era arrivata l'apocalisse, che è l'amore.
"... Sei tutto ciò che amo e tutto ciò che odio e tutto Ciò che mi è indifferente; se fossi stato una femmina Le tue ossa si sarebbero formate nella mia pancia; così, sento come palpiti E come ti muovi nel mio cranio; ti sento guardare Attraverso i miei occhi e accarezzare con le mie dita e inghiottire con il mio esofago. Sistemato dentro di me come in un mezzo d'assalto Tiri leve di comando, pigi su dei pulsanti Mentre io mi muovo e sorrido, piango e sogno Al tuo ordine, per bontà tua...magari tu Mi smonti come un bimbo smonta un'automobilina Per vederne la molla e il volante e le ruotine dentate...fatto a pezzi, Con la vernice scrostata, cosa descriverà Il nulla, il mio nulla?
Se fossi un pattume di stelle Se fossi una feltratura di mondi..."
"e l'amore ebbe luogo e il globo entrò in vibrazione e attorno a lui si raccolsero - da dove? da quando? - abbozzi e guazzi proiezioni ortogonali, plastici, simulazioni al calcolatore schemi di macchine, materiali didattici formule algebriche. e pure in questa nube irreale la sfera si frammentò in due, in quattro, in otto, in sedici in trentadue, in sessantaquattro finché divenne un riccio di mare, poi un vermiciattolo, un pesce primitivo, una ranocchia, un uccello un opossum, uno scimpanzé, un bimbo un'onda, un astro, un fiore, una nuvola, una cascata, una tenaglia, una tempesta di neve, una poesia, uno zoccolo, un tram un mondo, una mosca, una struttura economica, un sacerdote, un maestro d'icone il ricordo di una notte d'amore, il progetto del frassino di continuare a metter foglie, il sorriso inconfondibile di Cristina, tutte le finestre di tutti i bloc di tutte le città del mondo, tutti i batteri esistenti nell'insieme dell'oceano, una volpe che macchia la neve di sangue rosicandosi la zampa presa in una tagliola, la passione, l'odio, l'agonia, la fatalità, tutti i manoscritti e i libri a stampa, le razze umane che esisteranno fra dieci miliardi di anni, la stanza in cui scrivo questa poesia e ciascuna sua lettera, la possibilità di non avere scritto mai nulla, di non essere mircea cărtărescu e di non essere mai esistito e che non sia mai esistito nulla poiché l'amore è tutto e il tutto è fatto soprattutto di nulla" (pp. 189-191).