Ouatann: maison, village , pays , patrie ...... ou la quintessence des "chez soi" érigée sur une corniche oubliée, face a la mer, une maison recueille une femme et deux homes que rien ne destinait à se rencontrer, En deux jours, leurs destin va basculer, tandis que sur le pays plane un étrange silence, celui qui précédé les tempêtes ou la révolutions , Tunisie, janvier 2011
Azza Filali est née en 1952. Elle est professeur de Gastro-entérologie à l'hôpital La Rabta à Tunis. Elle a par ailleurs obtenu un master en philosophie à l'université Paris-I en 2009.
Son premier livre Le Voyageur immobile (Alif – Les éditions de la Méditerranée, 1991) était un essai sur la pratique médicale. Ont suivi un second essai Le Jardin écarlate en 1996, puis Monsieur L (roman, Cérès, 1999), Les Vallées de lumière (roman, Cérès, 2001), Propos changeants sur l'amour (nouvelles, Cérès, 2003), Chronique d’un décalage (roman, Mim éditions, 2005). En 2007, elle est invitée en résidence d’écrivains, ainsi que les auteurs Théo Ananissoh, Hélène Gaudy, Frank Secka et Claude Rizzo, par l’Institut français de coopération de Tunis, autour du thème « Regards sur l’adolescence tunisienne ». Vie de miettes, un conte, paraît dans le recueil Vingt ans pour plus tard (elyzad, 2009). Aux éditions elyzad sont publiées également L’heure du cru (2009), Prix spécial du jury Comar 2010, « Quatre-vingt-dix jours » in Enfances tunisiennes (2010).
Michkat Ben Younes, giovane avvocatessa di Tunisi, è ormai da troppo testimone (e, in qualche modo, complice) del collaudato sistema di corruzione che c'è nel paese. Decide, pertanto, di non sottostare più a certe regole e si licenzia. Con un divorzio alle spalle ed un futuro incerto, passa le giornate tra la ricerca di un lavoro e le visite all'anziano padre e la madre prigioniera di un incipiente Alzheimer. Precarietà, dunque, del presente e del futuro; il passato, però, consola con i ricordi di felici giornate nella casa al mare. Proprio in quella casa, a sua insaputa, si muovono ambigui personaggi come delle ombre.
Una scrittura ironica ed efficace quella di Azza Filali che vaga tra i vicoli di Tunisi e le sponde di quel Mediterraneo che spesso e volentieri non mantiene le promesse di cambiamento. La Tunisia qui raccontata è quella che anticipa la famigerata Primavera Araba del 2010. L'aria che si respira è quella dell'insoddisfazione e di una nazione che soffre di insanabili fratture.
La domanda centrale è: «c'è un futuro in questo Paese?».
Nel passato il valore si esprimeva in una parola:
”La parola araba ouatann (che può essere scritta anche watan) significa ‘patria’, ma anche, in senso più ampio, un sistema di valori e tradizioni condivisi.”
Nel presente narrato, la scrittrice pare dirci che qualcosa è sfuggito. Le speranze di rimanere uniti sono fievoli ed ElOuatann ha sempre più il peso di grosso macigno.
”Poi è arrivato il denaro con i suoi decisionisti e i suoi mafiosi; ponti e grattacieli hanno piantato in terra i loro artigli di calcestruzzo e di acciaio. L’uno dopo l’altro, i quartieri hanno raggiunto il clan dell’affarismo e Tunisi è cresciuta senza ritegno, riempiendo i suoi vuoti, innalzando le sue gobbe, vendendo la sua anima ai quattro venti. Oggi, la città si distende davanti al mare... Rettile difforme, prende il sole attraverso la paccottiglia delle sue facciate. I quartieri antichi, confinati nel patrimonio della memoria, sono invecchiati in silenzio: i più avveduti si sono trasformati in “siti-catalogo”, destinati ai turisti... Naufragio da cartolina! “
Des personnages bigarrés que tout les opposent se retrouvent dans une maison de bord de mer. dans une écriture fluide et simple, Azza Filali rend compte d'une Tunisie en pleine évolution, au niveau de certaines moeurs, mais malheureusement pas au niveau économique. Un roman qui m'apparaît assez avant-gardiste ou du moins audacieux dans ses propos. Superbe lecture !
Un livre lourd de sens et de mélancolie, le genre de livre qui te donne une tête de déterré après l'avoir terminé, remplie de réflexion sur notre société notre mode de vie sur nos maux et nos malheurs. ce livre si j'ai bien compris a été écrit avant la révolution et publié en 2012, et je vous assure que les aspects de notre société décrit dans ce livre m'ont laissé sur le cul, azza a ce don de comprendre et d'appréhender notre société sans pour autant juger ni donner des leçons.
mais c'est quand même triste de voir qu'un tel livre ne reçoit aucune interaction sur goodreads et surtout que la version en italien reçoit plus de retour que celle en français; AZZA Filali est pour MOI la meilleure romancière tunisienne dont j'ai eu le plaisir de goûter à sa plume. et petit clin d’œil a la maison d’édition el yazed qui nous offre des livres de qualité a des petits prix
ماهو الوطن؟ اهو مجرد فضاء جغرافي تحده خطوط وهمية رسمت ذات يوم في خريطة ما، أم فضاء لامادي نتعلق به ويعلق في دواخلنا؟ رواية مكتوبة باللغة الفرنسية، لكن عنوانها بقي عربيا. وأغلب الظن ان هذا الاختيار نابع من ان لا مفردة في الفرنسية تعادل المفهوم اللامحدود لكلمة الوطن. فهو الاب والام والابناء، العائلة والجذور، الأصل والفرع، الماضي والحاضر والمستقبل. تنطلق الرواية بسرد ذاتي للأحداث ترويها "مشكاة" محامية اربعينية تعيش بعد طلاقها حياة رتيبة بين عملها وزياراتها لوالديها. واقع ممل مزعج، تعيشه دون شغف، الى ان تقرر الاستقالة من عملها. في نفس الوقت، تأخذنا الكاتبة الى قصة ثانية على لسان راو. شخصيات واحداث تبدو دون علاقة بمشكاة. راشد موظف يعيش فترة راكدة في حياتيه الأسرية والمهنية ويقضي أغلب وقته في المقهى الى ان يصادف منصور وهو رفيق قديم، يقنعه بقبول عمل جديد يعرضه عليه. تتوالى الأحداث بين القصتين بالتناوب لكنها تلتقي في وطن واحد، وطن بلا ألوان، ينهشه الفساد ويهجره مواطنوه عبر السواحل وتتعايش فيه فئتان من الناس: فئة انتهازية جشعة مرتشية واخرى منهزمة يائسة ساخطة. تدور احداث الرواية قبل 2011 ونجحت في رسم صورة واقعية لتونس تلك الفترة. وطن واحد ملىء بالفجوات بين المدن الكبرى والمناطق الفقيرة التي فقدت حتى اسمها. أول مصافحة لي مع قلم عزة الفيلالي اظنها ليست الأخيرة.
Interessante incontro con una Tunisia moderna, quel nordafrica di cui i telegiornali non parlano. Sì, a contorno delle vicende ci sono anche gli scafisti e i disperati che sognano un futuro migliore in Italia e in Europa, ma i nostri protagonisti amano la loro patria e non desiderano lasciarla. Tuttavia non si tratta di protagonisti positivi: il denaro è un grande motivatore che porta dentro e fuori il carcere, sia esso una cella fetida o una villa solitaria in riva al mare. Personalmente non mi sono sentita coinvolta da nessun personaggio in particolare. Persino Michkat, il personaggio femminile, non è riuscito ad emozionarmi. Trovo sia un romanzo delle possibilità mancate, dove l'ignavia si stende come una cappa pesante sui luoghi e le persone rappresentate. Forse la più fortunata è la madre della nostra avvocatessa, afflitta da demenza senile, che mangia cioccolato e si fa bella per il futuro fidanzato come già aveva fatto decenni prima. Anche il climax riesce a smuovere la routine solo per poco. La gente è abituata a questi giochi di ruolo in cui diversi capibanda reagiscono secondo gli stereotipi, o la tradizione. Il racconto è molto buono, speravo in una maggiore azione o una maggiore introspezione. Manca un vero dramma per dare spessore alla storia. Poteva essere una scultura, rimane un bel bassorilievo.