"Un lago a forma di scorpione - oggetto di culto come tutti gli specchi d'acqua tibetani - si insinua tra le pieghe di un deserto di sabbia, catapultato qui chissà da dove e chissà quando. Tutt'intorno, una fantastica corona di montagne accucciate come animali preistorici all'alba del primo lunedì del pianeta". Con interventi di Claudio Magris e Gianfranco Ravasi.
"Tutto questo per dire che davvero non c'è nulla da fare. Non esiste una direzione prestabilita del viaggio, né una guida esperta che ci possa accompagnare là dove siamo diretti."