Confraternities were - and are - religious brotherhoods for lay people to promote their religious life in common. Though designed to prepare for the afterlife, they were fully involved in the social, political and cultural life of the community and could affect all men and women, as members or as the recipients of charity. Confraternities organised a great range of devotional, cultural and indeed artistic activities in addition to other functions such as the provision of dowries and the escort of condemned men to the scaffold. Other works have studied the local activities of specific confraternities, but this is the first to attempt a broad survey of such organisations across the breadth of early modern Italy. Christopher Black demonstrates clearly the extent, diversity and influence of confraternal behaviour, and shows how such brotherhoods adapted to the religious and social crises of the sixteenth century - thus illuminating current debates about Catholic Reform, the Counter-Reformation, poverty, philanthropy and social control.
Un bellissimo lavoro, ricchissimo che descrive e ci restituisce la vita e la vitalità delle confraternite italiane. Già presenti in alcune città d'Italia già nel secolo XI, esploderanno in creatività, freschezza evangelica, impegno sociale nel XIII secolo con la predicazione dei francescani. Nel Cinquecento rinvigorite e maggiormente diffuse, rappresenteranno una delle esperienze più vive, ricche e belle della Riforma cattolica. Impegno, vita devota e pura carità evangelica si fonderanno mirabilmente e produrranno capolavori non solo artistici, quanto umani e sociali, come gli ospedali per i poveri e gli incurabili, gli orfanotrofi, le strutture di assistenza e ricovero per le prostitute, i monti dei pegni e quelli frumentari, i dotalizi per le ragazze povere, etc., in effervescenza di creatività caritativa. Il lavoro splendido di Christopher Black si basa principalmente sull'analisi minuziosa degli archivi fraternali delle grandi città come Napoli, Roma, Venezia, Firenze, Milano, o più piccole come Siena, Perugia, ma si avvale anche di studi monografici italiani già pubblicati tra il XIX e il XX secolo, dedicati molte volte a piccole realtà locali. Ne esce fuori una rete ricchissima e intricatissima di associazioni laicali estesa per tutta la penisola e che interessava ogni strato e classe sociale.
Saggio molto interessante, analizza il fenomeno delle confraternite laiche spaziando su quasi tutto il Paese, sebbene alle volte sia un poco ripetitivo nel fornire esempi. Quel che più mi lascia perplesso, al di là della traduzione (la sintassi è spesso un poco involuta, fortunatamente senza mai pregiudicare sul serio la comprensione del testo, ma pare che sia stata una richiesta dell'autore stesso- chissà poi perché), è la decisione di pubblicare le note non a pié di pagina, come nell'edizione originale, ma al termine del volume. Una cosa decisamente scomoda, considerando la frequenza con la quale l'autore cita o commenta fuori dal testo.
Testo magnifico, con un ampio apparato storico. Purtroppo il lato esemplificativo è troppo ampio e asciutto, il che riduce la qualità di scrittura. Sono felice che abbia dato torto a Prosperi. Così lo sapete.