Di questi tempi, continuo ad imbattermi in libri che raccontano di svolte sbagliate ("Ero Jack Mortimer" di Holenia). E continua a tornarmi in mente "Detour", il famoso b-movie noir di Edgar G. Ulmer (chissà se Simenon lo conosceva).
Detour, una svolta. Un colpo di sterzo per uscire dai binari, per cambiare vita, per dimostrare qualcosa.
Forse solo per scoprire che la linea tra la norma(lità) e la devianza\deviazione è sottile e per di più scolorisce facilmente con il whisky.
Così un tale senza grilli e senza storia molla la moglie in autostrada durante il ponte festivo, e svolta.
Beve ogni tanto, ha bevuto anche quel giorno. Per paura, per inadeguatezza, per qualche motivo.
La vita del suo lindo sobborgo, la moglie in carriera, i figli in giardino possono essere il paradiso o l'inferno: dipende tutto dalla linea. Da quale parte della linea si osserva il quadretto.
Scaricata la moglie, il tizio cerca solidarietà, amicizia e persino un po' di verità in un evaso galeotto, che cerca di aiutare nella sua fuga.
Simenon appaia il protagonista a due figure paradossalmente simili.
La moglie, decisa, pratica, in carriera.
L'evaso, deciso, pratico, in fuga.
Nessuno di loro è interessato ad ascoltare, a capire perchè un brav'uomo, un onest'uomo a un certo punto svolta.
Per uscire dai binari, per fargliela vedere.
Al mondo, alla moglie che ha sempre ragione, alla coda in autostrada.
Svolta e finisce a sbattere, in quella che somiglia tanto alla (solita) sterile ribellione di un borghese piccolo piccolo, che picchia la testa contro sbarre fin troppo solide per essere quelle di una gabbia immaginaria.
Il racconto è scritto secco secco, perchè "le uniche risposte vere sono quelle brevi"
Insolitamente debole il personaggio femminile, forse perchè il misogino Simenon non si trovava molto a suo agio con le emancipate donne newyorkesi.
Il lirismo è affidato alle chiacchiere ubriache del protagonista e al finale, intenso ma decisamente troppo semplice.
Del resto, il noir racconta la crisi, non la soluzione (a diversi generi di persone si addicono diversi generi di verità).
Per quella, c'è sempre Maigret.