Anni Sessanta, quattro donne giocano a carte in una casa. Ogni giovedì, da molti anni, si riuniscono per fare una partita, chiacchierare, passare il pomeriggio. Portano con sé le loro bambine che giocano nella stanza accanto. Nessuna di loro lavora, fanno le madri, le mogli, si conoscono da molto tempo. Una di loro è incinta del primo bambino. Durante il primo atto della commedia vediamo intrecciarsi le loro storie tra comicità ed emozioni, il tutto scandito dai primi dolori della partoriente: il tema più forte è quello della maternità, dei vari modi d'intenderla. E la fine del primo si chiude con una nascita: il palcoscenico deserto, le carte abbandonate sul tavolo verde, le voci trafelate delle donne fuoriscena. Secondo atto oggi, quattro donne s'incontrano in un'altra casa, sono vestite di scuro. Si sono riunite dopo il funerale di una delle loro madri che si è suicidata. Capiamo che sono quelle bambine che nel primo atto giocavano nella stanza accanto. A poco a poco le colleghiamo una dopo l'altra alle madri. Qualche volta per rassomiglianza, qualche volta per assoluto contrasto. Due epoche, due modi di essere donne. Sono più felici queste donne, più realizzate? A tratti pare essersi spezzata una catena, meglio o peggio, chi lo sa? Inevitabile. Ma l'identità stessa femminile sembra a tutte loro qualcosa di indefinibile e perciò perennemente a rischio, oggi come ieri. Una specie di energia, di follia che non vuole farsi disarmare, che risorge sempre dalla morte per dare la vita.
Cristina Comencini is an Italian film director, screenwriter and novelist.
She is one of four daughters of Italian film director Luigi Comencini. She attended with her sisters le Lycée français Chateaubriand (Rome).
Cristina Comencini's 2005 film The Beast in the Heart , based on her own novel La bestia nel cuore, was nominated for an Academy Award for Best Foreign Language Film. Her upcoming film When the Night is scheduled to compete in competition at the 68th Venice International Film Festival in September.
Ho ventuno anni, vidi l'omonimo film ispirato a questo libro quando avevo appena diaci anni forse, o giù di lì. Mi ricordo che ne restai profondamente affascinata, l'ho rivisto penso altre 100 volte nel corso della mia vita. Qualche anno fa ho ritrovato il dvd, mi ricordavo perfettamente l'amore che provavo da piccola per quest'opera, ma non riuscivo a ricordarmene il motivo. Mi sono detta che probabilmente ero legata a queste donne che si ritrovavano giocando a carte perché le associavo a mia madre e la sua passione per il burraco, ma rivedendolo mi sono ricreduta. Ho capito che gran parte di quello che sono, di quello che penso sull'essere donna, viene sicuramente da qui. Mi è capitato per caso di scorgere in libreria questo libro, è capitato a pennello, in un momento della mia vita in cui ho perso un po' i miei punti fissi, ho perso un po' il contatto con la mia identità femminile. Ho agito di istinto e l'ho comprato, mi ci sono tuffata a capofitto, più leggevo e più mi ritrovavo, ritrovavo la me bambina, che era profondamente affascinata da queste due generazioni di donne, e che, senza volerlo, aveva assimilato e capito cosa significava essere donna, e il peso che ne consegue. Grazie Cristina Comencini, grazie di aver creato quest'opera che mi ha accompagnato fino ad adesso e che mi accompagnerà per il resto della mia vita, grazie di avermi fatta sentire meno sola, grazie di avermi reso quella che sono.
Vista l'opera teatrale, visto il film, letto il libro, ed ogni volta non ho potuto non dire "fantastico", inevitabile...ha tutto, la simpatia, le battute, le riflessioni profonde, la rabbia, le amicizie, l'amore, i tradimenti...la vita e la morte...La felicità e la tristezza.
Due periodi temporali messi a confronto, due ere diverse, due diverse abitudini. Otto donne, quattro mamme, quattro figlie.
I read this play for a module I'm doing in university and honestly I'm so glad I had the chance to read it and that I finally found the time to read good Italian literature (instead of YA american novels). This play makes you reflect on the role of women in our society now and in the past ('60s and '90s when the play is set), and look at very delicate themes like motherhood and emancipation from a different point of view, maybe even more human. The shift of focus from the generation of the mothers in the first act to the generation of the daughters in the second, reveals how hard it is for women to find their own way and individuality. And babies (the "traditional" answer) or successful careers (the "emancipated" one) are not the answers to a very complex issue created by a society that keeps demanding more and more from women. In the end, women end up asking even more to themselves.
Wonderful play that made me think a lot. It is a bit pessimistic (maybe?) and the line they keep repeating "Non se ne esce" (that maybe translates with "there is no escape"?) left a bad taste in my mouth, but I don't usually read "happy" books so I guess I'm used to it.
Dopo aver visto il film,che avevo apprezzato,ho deciso di leggere il libro pensando che fosse,come spesso accade,più sviluppato. Purtroppo però è solo il copione che messo in scena rendeva,ma che a mio parere nel libro andava strutturato in maniera più dettagliata. In sintesi ha del potenziale purtroppo non sviluppato.
Il copione di uno spettacolo teatrale riuscito. 4 donne di oggi che si rispecchiano nelle madri del primo atto. Una lettura lampo che fa riflettere sul significato di essere donna e madre. Perfetta lettura per l'8 marzo.
Assez abordable pour un niveau italien équivalent au lycée. La première partie était absolument superbe. La seconde partie m’a plus perdue et n’a pas attisé mon intérêt. Il y avait certes des passages importants dans la seconde partie, mais elle était tout de même en-dessous de la première.