La Russia si affaccia all’anno 1917 nel pieno di un’emergenza sociale ed economica, della disgregazione delle classi dirigenti e di un catastrofico andamento della guerra. In febbraio crolla lo zarismo, ma nessuna delle questioni eredi tate dal passato è risolta: proprietà della terra, rapporti di lavoro, autodeterminazione delle nazioni dell’impero, uscita dal conflitto bellico. Durante l’anno, le aspettative delle classi sociali si mostrano sempre più distanti tra loro, scatenando crisi di violenza crescente, seguite da tentativi sempre più velleitari di gestione con divisa del potere. Soltanto Lenin coi suoi bolscevichi – assieme a Trockij e a eroiche “irregolari” come Aleksandra Kollontaj e Larisa Rejsner – saprà incanalare la forza sovversiva delle masse, iscrivendola in un disegno complessivo di trasformazione in senso socialista dello Stato russo e, in prospettiva, dell’umanità intera.
Un anno vissuto all'insegna della rivoluzione ! L'autore espone come, secondo lui, l'Ottobre rosso (non il sommergibile di Clancy) era inevitabile e quasi augurabile, essendo i leninisti l'unico partito co idee chiare e uomini devoti a realizzarlo. L'autore cita a un certo punto Cevengur di Platovov, per mostrare la forza d'animo dei leninisti... peccato ometta pche per poterlo leggere, Cevengur, abbiamo dovuto attendere il crollo del regime sotto cui fu scritto.....