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La pelle del fantasma e altre poesie

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Diciannove poesie scelte del giovane poeta visionario francese.

35 pages, Paperback

Published March 1, 2007

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René Daumal

76 books196 followers
René Daumal was a French spiritual surrealist writer and poet. He was born in Boulzicourt, Ardennes, France.

In his late teens his avant-garde poetry was published in France's leading journals, and in his early twenties, although courted by André Breton co-founded, as a counter to Surrealism and Dada, a literary journal, Le Grand Jeu with three friends, collectively known as the Simplists, including poet Roger Gilbert-Lecomte. He is known best in the U.S. for two novels A Night of Serious Drinking and the allegorical novel Mount Analogue: A Novel of Symbolically Authentic Non-Euclidean Adventures in Mountain Climbing both based upon his friendship with Alexander de Salzmann, a pupil of G. I. Gurdjieff.

Daumal was self-taught in the Sanskrit language and translated some of the Tripitaka Buddhist canon into the French language, as well as translating the literature of the Japanese Zen scholar D.T. Suzuki into French.

He married Vera Milanova, the former wife of the poet Hendrik Kramer; after Daumal's death, she married the landscape architect Russell Page.

Daumal's sudden and premature death of tuberculosis on 21 May 1944 in Paris may have been hastened by youthful experiments with drugs and psychoactive chemicals, including carbon tetrachloride. He died leaving his novel Mount Analogue unfinished, having worked on it until the day of his death.

The motion picture The Holy Mountain by Alejandro Jodorowsky is based largely on Daumal's Mount Analogue.

William Walsh, an English poet, was a personal friend of Daumal and performed a radio presentation of Mount Analogue later in his life.

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Profile Image for Lisa Pitrolo Savà.
Author 1 book10 followers
December 24, 2021
RECENSIONE PUBBLICATA SULLA MIA PAGINA INSTAGRAM: LA.BOVARYSTE

C’è un’oscurità familiare e pericolosamente accogliente nella poesia di René Daumal, in versi che mi ritrovo a leggere per la primissima volta perché di questo poeta, fino a pochi giorni fa, nulla sapevo. Ed ignoravo quella sua esistenza breve e tumultuosa, che sono poi aggettivi che potrei associare alle sue poesie senza troppi sforzi: brevi e tumultuose. Soprattutto quelle raccolte in questa piccola, ben curata collezione di #viadelventoedizioni.

La postfazione parla di “poesia come presagio”, riferendosi proprio alla morte prematura dell’autore, avvenuta a soli 36 anni per una tubercolosi polmonare. Le tenebre che avvolgono i versi di Daumal sarebbero quindi manifestazioni inconsce di un’imminente fine, un fantasma – per ricollegarmi al titolo del libro – che si muove a fianco dell’uomo nel corso della sua intera produzione poetica, ora nascondendosi negli angoli bui di passioni romantiche e ora palesandosi al termine di queste.

Non so fino a che punto io mi trovi d’accordo con questa interpretazione. Che la morte aleggi indisturbata nella metrica di queste poesie non potrei mai negarlo: l’ho notata e riconosciuta. Ne ho avvertito sulla pelle il gelido fiato. Ma nemmeno per un attimo mi è apparso che il poeta fosse spaventato da questa presenza, vinto dall’improvvisa consapevolezza della sua mortalità. Nemmeno per un attimo mi è apparso che questi respingesse la morte cercando rifugio nella vita.

Nei suoi versi, pregni al contempo di un’oscurità seducente e di una seduzione macabra, io ho scorto un uomo tanto ardente di passione quanto coraggioso, che si è rifiutato di lasciare che la morte divenisse la propria debolezza. Che ha scelto di farne, invece, la sua musa. Perché, come spiega nei versi di “La nausea di essere”: 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘷𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰 𝘢𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 / 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘰𝘮𝘣𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘰𝘮𝘣𝘳𝘢.

Spettrali, tenebrosi, violenti, questi versi conservano numerosi degli ingredienti che più amo nella poesia: quelli che la rendono un bisturi con il quale sventrare le nostre anime.
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